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La mente di Schar

Cosmo Argento 204

Di ,

Editore: Nord (Cosmo. Collana di fantascienza)

3.9
(295)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 482 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8842902063 | Isbn-13: 9788842902065 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Illustrazione di copertina: David B. Mattingly

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nota: il codice ISBN è stato assegnato a posteriori dalla casa editrice, a partire da giugno 1993, e si riferisce alla prima edizione e a tutte le successive ristampe. * * * Sullo sfondo di un conflitto galattico di vaste proporzioni e di inaudita ferocia, dove flotte poderose vengono disintegrate in un battibaleno e interi mondi distrutti senza pietà, la razza aliena degli Idirani ha lanciato la sua jihad, la guerra santa, contro la Cultura, una vasta comunità interstellare in gran parte umana, ma che però spinge la simbiosi uomo-macchina verso limiti quasi inconcepibili. E in questo multiforme scenario, maestoso e crudele, emerge la figura di Bora Horza Cobuchul, mercenario e spia, appartenente ad una delle varie sottospecie di umanità di questo strano universo, una sorta di "eroe dai mille volti" che può mutare a piacimento il proprio aspetto fisico. A Horza, ora diventato agente degli Idirani, viene assegnata una missione disperata: rintracciare e catturare una Mente della Cultura (una vasta e potente intelligenza artificiale) fuggita nelle profondità dello spazio, e che sembra aver scelto il più fantastico e inaccessibile dei rifugi: il leggendario Mondo di Schar. Horza deve irrompere nel rifugio della Mente prima di chiunque altro e il piu rapidamente possibile, perché da quest'ultima può dipendere l'esito del sanguinoso conflitto in corso. Ed ai suoi imperscrutabili mandanti non importa se egli avrà bisogno o meno di aiuto, né quali tremendi pericoli dovrà affrontare, vengano essi dal nemico o dai suoi stessi amici. E infatti Horza dovrà penetrare i segreti di un universo ostile, superando ostacoli imprevedibili e agguati di ogni tipo, a contatto con una varietà di mondi artificiali che sono il frutto di una impensabile civiltà tecnologica. Un'opera di grandiosa concezione che si legge d'un fiato, dove l'autore riscopre il gusto dellsavventura spaziale al suo massimo splendore, con un impiego generoso di soluzioni originalissime.
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  • 2

    Lungo, prolisso, con un sacco di descrizioni di inseguimenti ed eterne scene d'azione inutili nell'economia complessiva del romanzo. Alcune idee interessanti (ma meno numerose di altri libri di Banks che ho letto) e qualche personaggio azzeccato (come il bizzoso e querulo automa Unaha-Closp o la ...continua

    Lungo, prolisso, con un sacco di descrizioni di inseguimenti ed eterne scene d'azione inutili nell'economia complessiva del romanzo. Alcune idee interessanti (ma meno numerose di altri libri di Banks che ho letto) e qualche personaggio azzeccato (come il bizzoso e querulo automa Unaha-Closp o la geniale analista umana Fal'Ngeestra). Forse sarebbe bastato leggere le appendici, dove vengono descritte le motivazioni di una guerra tra due razze completamente diverse (una militarista e molto religiosa, l'altra materialista e in grado di soddisfare ogni desiderio dei suoi abitanti) che però si ritrovano a combattere per lo stesso motivo (non rinunciare alla principale giustificazione del proprio stile di vita), per distillare le intuizioni del romanzo senza sorbirsi il voluminoso contorno.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi dispiace, ma brutto. Ci sono alcune idee interessanti, ma affogate in una narrazione prolissa, ridondante, puntigliosa, ripetitiva. Le ultime 200 pagine le ho più sfogliate che lette, tanto anche leggendo alcune righe a caso si capisce cosa succede, tanta è la ripetitività. In più proprio quan ...continua

    Mi dispiace, ma brutto. Ci sono alcune idee interessanti, ma affogate in una narrazione prolissa, ridondante, puntigliosa, ripetitiva. Le ultime 200 pagine le ho più sfogliate che lette, tanto anche leggendo alcune righe a caso si capisce cosa succede, tanta è la ripetitività. In più proprio quando da metà in poi si moltiplicano i personaggi Banks insiste nel farci assistere a tutto da tutti i punti di vista, ottenendo di ripetere lo stesso fatto più e più volte. Inoltre, preoccupato che certe riflessioni sfuggissero, infila capitoli di pensieri di personaggi completamente scollegati dalla vicenda, pur di poterle esplicitare. Il tutto poi abbassato da una traduzione orribile... aeronave... come cacchio si fa a usare la parola aeronave? O il verbo sciaguattare?

    ha scritto il 

  • 4

    is third time a charm?

    this is my third book from the Culture universe of Mr. Banks.
    i have to say that, even if i like this book more less then 'look to winward' (the first one i read), i prefer it to 'use of weapon'.


    it should be rated as a 3.5 stars. it has all the good things about Banks' universe, but even ...continua

    this is my third book from the Culture universe of Mr. Banks. i have to say that, even if i like this book more less then 'look to winward' (the first one i read), i prefer it to 'use of weapon'.

    it should be rated as a 3.5 stars. it has all the good things about Banks' universe, but even all the bad things.

    first of all, chapters are too long. you always have to leave a chapter halfway, or even less, because at least i can't read a whole chapter in a day.

    secondly, the Culture is simply too good to be true.

    Banks seems to work his admiration for the Culture from the outside. the main character hates the Culture, but he's not too likable either, so in the contrast the Culture emerges as winner.

    nonetheless, the book is enjoyable. i don't think the appendix at the end explains much about the war (there is more about it in 'look to winward'), and the updates on the characters are interesting, but a little depressing.

    ha scritto il 

  • 2

    Come inizio del ciclo della Cultura non c'è... bene. Non è la mia prima lettura di Iain Banks in veste fantascientifica, mi aveva lasciato un'ottim impressione, che nel caso di questo primo libro del suo famoso ciclo si trasforma in una cocente delusione.
    Mancano quegli elementi che altrov ...continua

    Come inizio del ciclo della Cultura non c'è... bene. Non è la mia prima lettura di Iain Banks in veste fantascientifica, mi aveva lasciato un'ottim impressione, che nel caso di questo primo libro del suo famoso ciclo si trasforma in una cocente delusione. Mancano quegli elementi che altrove mi avevano affascinato: una trama intrigante e originalissima, uno stile e un linguaggio ricco, capace di supportare la realizzazione delle visioni più mastodontiche. Invece ho trovato un'ambientazione trita e ritrita, un ritmo fin troppo frenetico, quasi schizofrenico, personaggi inconsistenti e troppa, troppa confusione. Per tutta la durata della lettura non ho fatto altro che domandarmi cosa stesse succedendo, seguivo dialoghi di personaggi senza capire niente, a volte senza nemmeno riuscire a distinguere i personaggi parlanti. Quel poco di nuovo che doveva far apparire innovativo il romanzo al tempo della sua pubblicazione (le strutture gigantesche, marchio caratteristico di Banks, le disquisizioni sociopolitiche) risultano comunque mediocri e insufficienti, specie al confronto con autori contemporanei e poco successivi che hanno raccolto risultati di gran lunga più soddisfacenti (il mondo di Schar sparisce di fronte l'enigmatico Hyperion di Simmons). Si salvano un paio di idee o poco più: l'utopia della Cultura (sebbene sempre vista dall'esterno), i tentativi di creare forme alternative di umanità e di sessualità e il finale, che se pure è brusco e impensabile, almeno screzia un po' l'eccessivamente rigida struttura da space opera.

    ha scritto il 

  • 2

    Come allungare un brodo di dado: volume 1

    Le space opera di un certo spessore presentano trame avventurose innescate in qualcosa di molto più stimolante che pian piano viene fuori fino a surclassare la trama stessa: l'ambientazione, il background con società e personaggi creati ad hoc, credibili, che agiscono in un certo modo perchè infl ...continua

    Le space opera di un certo spessore presentano trame avventurose innescate in qualcosa di molto più stimolante che pian piano viene fuori fino a surclassare la trama stessa: l'ambientazione, il background con società e personaggi creati ad hoc, credibili, che agiscono in un certo modo perchè influenzati dalla loro visione del mondo, anzi, dell'universo. In effetti, nonostante qualcuno mi abbia avvisato sull'alto contenuto avventuroso, è quello che mi aspettavo dato che si tratta del primo romanzo di un ciclo denominato "della Cultura" laddove la Cultura è una società anarcoide di cui, nonostante abbia finito il romanzo, posso dire ben poco e così sulla società a loro rivale. Ecco l'inghippo. Qui non prevale il background, la società o la psicologia del personaggio (ah Nova, quanto mi manchi), qui prevale il classico percorso a tappe forzate senza alcun senso; per arrivare a 'sto benedetto mondo di Schar devi assolutamente passare per altre 3 o 4 sotto-avventure-quasi-completamente-inutili con tanta azione alla Rambo e poca attività cerebrale.

    Vogliamo parlare dei personaggi? Troppi sono totalmente vuoti e fini a se stessi ('Ngeestra è l'esempio lampante, ma anche quando ho letto Jandraligeli nelle appendici mi sono chiesto chi diamine fosse), caratterizzati da una breve descrizione iniziale molto elementare, alcuni hanno un perchè che si esaurisce in fretta, pochissimi hanno un loro modo di pensare e risultano ben intercalati nel conflitto fra società diverse (Balveda, Horza), ma rimangono abbastanza piatti con molte banalità e senza una loro evoluzione o forti spunti di interesse. L'unico per cui ho simpatia è Unaha-Closp, per certi versi simile a Marvin, l'androide paranoide. Mmh, a proposito...

    ha scritto il 

  • 3

    promette tanto ma alla fine non manitene le promesse, bello l'universo demodè da guerra fredda, belli i mondi, i personaggi incuriosiscono ma poi alcuni scompaiono, l'oggetto del contendere e della storia diventa evanescente e alla fine non capisci perchè l'hai letto e non sai se leggerne altri p ...continua

    promette tanto ma alla fine non manitene le promesse, bello l'universo demodè da guerra fredda, belli i mondi, i personaggi incuriosiscono ma poi alcuni scompaiono, l'oggetto del contendere e della storia diventa evanescente e alla fine non capisci perchè l'hai letto e non sai se leggerne altri perchè magari sviluppa megkio la trama

    ha scritto il 

  • 2

    Incredibile sono riuscita ad arrivare alla fine di un romanzo di Banks (è il secondo insieme ad Inversion, in mezzo un sacco di abbandonati), tuttavia continuo a rimanere perplessa sull’effettivo talento di questo scrittore.


    Il romanzo è una sorta di inconcludente e molto cinematografica q ...continua

    Incredibile sono riuscita ad arrivare alla fine di un romanzo di Banks (è il secondo insieme ad Inversion, in mezzo un sacco di abbandonati), tuttavia continuo a rimanere perplessa sull’effettivo talento di questo scrittore.

    Il romanzo è una sorta di inconcludente e molto cinematografica quest: astronavi gigantesche, razze aliene, inseguimenti ed esplosioni. Molti degli avvenimenti che capitano a Horza, soprattutto all’inizio del romanzo, sono piuttosto inutili nell’economia della storia, anche se l’isola dei cannibali fa racconto a se e mi è piaciuta tanto, inoltre, anche se meno rispetto ad altri romanzi, Banks inserisce le sue solite sbrodolate filosofiche, qui per spiegare le differenze tra la Cultura e gli Idirani, rendendo la narrazione spesso frammentaria. I personaggi risultano piuttosto piatti, nonostante la simpatia di Horza una sorta di Ian Solo con capacità mutanti, o inutili come Fai Shilde 'Ngeestra, supergenio umano della Cultura i cui capitoli non servono a nulla.

    Alla fine ho trovato quasi più interessanti le appendici.

    Una piacevole lettura estiva ma niente di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Azione e Cultura

    In questo primo romanzo ambientato nell'universo della cultura, Ian Banks crea una baronda di azione spassosissima.
    Il personaggio di Horza viene chiamato eroe o antieroe, ma in realtà non rientra in una categoria precisa. Banks è bravissimo nel tirare le fila della sua vicenda molto terra-terra ...continua

    In questo primo romanzo ambientato nell'universo della cultura, Ian Banks crea una baronda di azione spassosissima. Il personaggio di Horza viene chiamato eroe o antieroe, ma in realtà non rientra in una categoria precisa. Banks è bravissimo nel tirare le fila della sua vicenda molto terra-terra a una prima lettura, lasciando sullo sfondo una serie di vicende pronte per essere sviscerate nei capitoli successivi della saga. Mi è piaciuto il finale che chiude in maniera drastica tutte le vicende aperte. Mi rimane un piccolo dubbio sul recupero della Mente, ma non inficia la riuscita del romanzo. Devo ammettere che non tutto funziona alla perfezione. Ad esempio, se la prima parte è scoppiettante e il protagonista interagisce splendidamente con una miriade di altri personaggi a loro volta meravigliosi, la seconda parte ambientata nei tunnel di Schar ha dei momenti un pò bassini. Bisogna ammettere che i treni giganti, però, sono davvero una meraviglia. L'inventiva e il sense of wonder che viene passato al lettore sono davvero di altissimo livello e si sprofonderà spesso in una lettura tra le stelle. Se non fosse per un finale un pò troppo allungato sarebbe da 5 stelle. Comunque tutto promette benissimo e (molto lentamente) vedrò di smaltire tutto il ciclo!

    ha scritto il