La mente nuova dell'imperatore

La mente, i computer e le leggi della fisica

Di

Editore: Rizzoli

3.9
(279)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 624 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8817841420 | Isbn-13: 9788817841429 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Libero Sosio

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Computer & Tecnologia , Filosofia , Scienza & Natura

Ti piace La mente nuova dell'imperatore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 2

    Penrose è un pessimo divulgatore. Lo affermo con tutto il rispetto che gli è dovuto come fisico e matematico, ma arrivare alla fine di questo libro è stata una fatica immane. Mi ha spinto avanti l'asp ...continua

    Penrose è un pessimo divulgatore. Lo affermo con tutto il rispetto che gli è dovuto come fisico e matematico, ma arrivare alla fine di questo libro è stata una fatica immane. Mi ha spinto avanti l'aspettativa di qualche congettura interessante, di qualche strana intuizione, di qualche idea fuori dagli schemi. Dopo centinaia di pagine introduttive sulle macchine di Turing, sui teoremi di Gödel, sulla fisica classica e relativistica, sulla meccanica quantistica e sulla seconda legge della termodinamica è il minimo che un lettore si possa aspettare! Invece no. Non c'è niente, assolutamente niente per cui valga la pena leggere questo libro. I contenuti interessanti si potrebbero riassumere in un articolo di venti pagine, per tutto il resto ci sono libri molto meno noiosi e più godibili.

    Post scriptum (a distanza di due settimane): dopo averci riflettuto ancora un po', temo di avere espresso un giudizio troppo duro nei confronti di Penrose. È passato più di un quarto di secolo da quando questo libro è stato pubblicato, periodo durante il quale sono apparsi numerosi testi divulgativi sulle stesse tematiche, che fanno apparire questa trattazione sorpassata e obsoleta. Se avessi letto La mente nuova dell'Imperatore quando uscì (trascurando il fatto che all'epoca avevo 6 anni), probabilmente avrei espresso un giudizio diverso.

    ha scritto il 

  • 3

    Un viaggio lungo

    Bel libro, se si ha molto tempo direi che è un bel libro perché Penrose è uno che ha il metodo e l'autorevolezza per offrire un excursus completo dall'astrofisica alla fisica quantistica passando per ...continua

    Bel libro, se si ha molto tempo direi che è un bel libro perché Penrose è uno che ha il metodo e l'autorevolezza per offrire un excursus completo dall'astrofisica alla fisica quantistica passando per l'intelligenza artificiale al lettore più coraggioso. Peccato che a metà, almeno io, ho perso la bussola e non ho capito dove voleva andare a parare l'autore, quale fosse il suo scopo. Insomma consigliato a chi davvero vuole imparare come si scrive la scienza e a chi ha un discreto tempo per leggerlo con calma (non come me).

    ha scritto il 

  • 3

    Buono, se in simbiosi con altro

    Il libro è buono e l'intenzione di Penrose encomiabile. Tuttavia patisce di alcune lacune, la prima temporale: comincia ad essere davvero datato.
    La seconda è quella dell'autore di insistere a mio avv ...continua

    Il libro è buono e l'intenzione di Penrose encomiabile. Tuttavia patisce di alcune lacune, la prima temporale: comincia ad essere davvero datato.
    La seconda è quella dell'autore di insistere a mio avviso eccessivamente su alcuni punti, mentre vola a dismisura su altri - magari più complessi e/o interessanti. C'è da dire però che ho riscontrato lo stesso identico difetto in GEB, con cui inevitabilmente si confronta.

    Parlando del confronto tra questi due, secondo me Penrose è meno geniale, meno gradevole nell'esposizione e sicuramente meno abile nella composizione e nella costruzione di un percorso "guidato".
    D'altro canto però "La nuova mente" tratta e lega meglio più argomenti, in particolare l'aspetto anatomico-fisiologico ed alcuni interrogativi che, con una certa sorpresa, in GEB sono stati ignorati.

    Insomma, trovo che i due libri funzionino benissimo in coppia, mentre presi singolarmente quello di Penrose è mezzo punto sotto.

    ha scritto il 

  • 4

    brillantes intuiciones

    brillante por la intuición del razonamiento, pero quizá demasiado presuntuoso en el levantamiento de conclusiones, ¡pero no hay genio sin atrevimiento!

    ha scritto il 

  • 1

    Non pensavo di comprare un diario

    Non mi è piaciuto per niente, ecco perchè:

    - l'autore molto spesso sembra parlare a se stesso, cercare da solo di convincersi di cose che nemmeno lui capisce
    - il libro mente nel proclamarsi un tramit ...continua

    Non mi è piaciuto per niente, ecco perchè:

    - l'autore molto spesso sembra parlare a se stesso, cercare da solo di convincersi di cose che nemmeno lui capisce
    - il libro mente nel proclamarsi un tramite tra mente, computer e leggi della fisica: i tre argomenti sono trattati, nel 99% delle pagine, indipendentemente l'uno dagli altri

    ha scritto il 

  • 4

    La tesi principale del libro, che lo contrappone al più famoso GEB di Hodfadter, è che il mente opera in modo non algoritmico, e quindi non è assimilabile agli attuali computer. Ci si arriva con un p ...continua

    La tesi principale del libro, che lo contrappone al più famoso GEB di Hodfadter, è che il mente opera in modo non algoritmico, e quindi non è assimilabile agli attuali computer. Ci si arriva con un percorso molto ampio che parte dalle grandi questioni della mente e della intelligenza artificiale, e passando per macchine di Turing, teorema di Gödel, fisica classica e quantistica, cosmologia e fisiologia del cervello, fino ad arrivare alla proposta di una nuova teoria che dovrebbe unificare relatività generale e teoria dei quanti.
    La tesi di Penrose sul teorema di Gödel, ovvero che il teorema dimostrerebbe la superiorità dell'uomo sul computer, è molto controversa e in genere non accettata. A parte questo, resta un buon libro di divulgazione, ma richiede un impegno molto alto, anche se non particolari conoscenze.
    Mentre Penrose si esprime con grande chiarezza in quasi tutto il libro, quando arriva alla parte finale più speculativa sembra molto in difficoltà. Per esempio, la tesi che il nostro inconscio non è algoritmico, mentre la parte conscia si, è davvero debole, per non dire ridicola, e pare che a Penrose manchi una preparazione sulla psicanalisi. E anche quando affronta la creatività nei musicisti parla probabilmente di cose che non conosce. Quanto definiamo la verità matematica come il contatto con il mondo platonico delle idee sconfiniamo col misticismo e diventa difficile seguirlo.
    Una delle conclusioni più interessanti è che la coscienza potrebbe vivere in uno spazio atemporale. Ma se non vogliamo violare le leggi fisiche, questo imporrebbe alla coscienza un ruolo da spettatrice. Tuttavia la coscienza ha sicuramente un ruolo attivo, e sarà compito della nuova teoria risolvere il dilemma.

    ha scritto il