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La metà di niente

By Catherine Dunne

(539)

| Paperback | 9788850211791

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Book Description

Una mattina come tante nella cucina in disordine, nell'aria pungente di una Dublino ancora addormentata. Una mattina come altre quella in cui Ben decide di dire addio alla moglie Rose, ai suoi tre figli e a vent'anni di vita assieme. Rose non parla, Continue

Una mattina come tante nella cucina in disordine, nell'aria pungente di una Dublino ancora addormentata. Una mattina come altre quella in cui Ben decide di dire addio alla moglie Rose, ai suoi tre figli e a vent'anni di vita assieme. Rose non parla, non reagisce, non sa nemmeno cosa provare. Con questa scena si apre "La metà di niente", il felice romanzo d'esordio di Catherine Dunne, il diario lucido e drammatico di una donna che, di punto in bianco, si trova sola, senza soldi e con una famiglia da mantenere. Come in un album di fotografie, la nuova vita di Rose si alterna a flashback della vita passata, dei suoi sogni giovanili, delle sue illusioni romantiche sul matrimonio. Ma tra lacrime e disperazione, tra rabbia e sensi di colpa, Rose diventa forte.

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  • 1 person finds this helpful

    l'intera sè stessa

    Storia classica di una donna, da sempre dedita alla casa ed alla famiglia, abbandonata di punto in bianco dal marito, con tre figli da educare e mantenere. Completamente sola si rimbocca le maniche e con l'aiuto dei figli, soprattutto quello maggiore ...(continue)

    Storia classica di una donna, da sempre dedita alla casa ed alla famiglia, abbandonata di punto in bianco dal marito, con tre figli da educare e mantenere. Completamente sola si rimbocca le maniche e con l'aiuto dei figli, soprattutto quello maggiore e delle amiche e della suocera (!) riparte alla grande.
    Forse perché la trama è scontata forse perché è troppo martellante su temi scontati comunque non mi è piaciuto affatto. I capitoli all'inizio si alternano tra la vita passata e quella presente per poi ricongiungersi nel presente e così pure il tempo dei verbi utilizzati. Mi dispiace, solo 2 stellette e la seconda solo per rispetto all'autrice che ho invece apprezzato nell'altro suo lavoro "quel che ora sappiamo".

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    Cristina Grassi said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    non è tanto il valore letterario, scrittura poco accurata, un po' frettolosa e spesso colloquiale, traduzione un po' approssimativa, tanti "gli" a sproposito tanto per citare ciò di cui mi sono accorta, è per questo che ho dato solo 3 stelline, ma pe ...(continue)

    non è tanto il valore letterario, scrittura poco accurata, un po' frettolosa e spesso colloquiale, traduzione un po' approssimativa, tanti "gli" a sproposito tanto per citare ciò di cui mi sono accorta, è per questo che ho dato solo 3 stelline, ma per la mia storia personale, ora e qui, questo libro ha avuto un suo significato. Come riportato da un'amica in un gruppo di lettura in cui si discuteva di letture "alte", colte insomma, e letture commerciali:

    "Per Sinibaldi la lettura stimola due attività che aiutano a "crescere": l'immaginazione e l'immedesimazione, che portano come conseguenza la comprensione di altre situazioni, di altri mondi, di altri stati d'animo,e/ o la conferma dei propri. Inoltre leggere ci aiuta a consolidarci a ma anche nello stesso tempo a relativizzarci, perché entriamo in contatto con la storia dell'umanità. "

    qui si discuteva: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201834152647260&set=gm.10152462594688399&type=1&theater

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    silvia said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Primo maggio al femminile - 01 mag 14

    Dopo aver avuto un momento di popolarità, purtroppo dovuto alla citazione che ne fece Veronica Lario nella lettera aperta contro l’innominato marito, il libro era caduto un po’ nel dimenticatoio. Scaffale dopo scaffale, cercando altro, mi capita, mi ...(continue)

    Dopo aver avuto un momento di popolarità, purtroppo dovuto alla citazione che ne fece Veronica Lario nella lettera aperta contro l’innominato marito, il libro era caduto un po’ nel dimenticatoio. Scaffale dopo scaffale, cercando altro, mi capita, mi ricordo, e mi dico perché no. Ed alla fine devo dire, scordiamoci Veronica, Silvio ed altre palle, e concentriamoci su un bel libro, che a volte ingenuamente, ma sempre con partecipazione, ci inserisce in una storia da cui non si riesce ad uscire. Sarà che ne abbiamo sentite molte e, purtroppo, altre toccate con mano, ma mi sono sentito subito al fianco di Rose e della sua battaglia. Una lotta per la vita che inizia una mattina di aprile quando (fulmine a ciel sereno, ma forse no), il marito Ben le annuncia che se ne va. E ora? I due hanno tre figli, dagli 8 ai 17 anni, lei è casalinga, lui lavora nella finanza. La Dunne con la sua scrittura, e con l’uso di rapidi flash-back, in poco tempo porta alla luce tutta la vicenda. E tutto il (possibile) dramma che sottende la vita di Rose. Vediamo il fidanzamento nella Dublino della metà degli anni ’70. Il matrimonio (ma sia l’amica Martha che la sorella Ellen non sono convinte). La nascita del primo figlio Damien. Ben che ha fortuna negli affari e si mette in proprio. La morte del secondo figlio ed il rinchiudersi di Rose in un bozzolo dove non arriva nessuno. Poi la nascita di Brian, il tentativo di Rose (sempre frustrato da Ben) di aver interessi propri al di fuori della famiglia. Fortuna che la domesticità è una dimensione che (in parte) piace a Rose. Mettere ordine, casa linda, cucinare per i suoi cari. Ed infine nasce anche la piccola Lisa. E Ben si trova in un centro di famiglia in cui non fa assolutamente nulla. Non propone, non aiuta, non capisce i problemi di Damien o di Brian. Fa il classico “marito” assolutamente, completamente, immancabilmente stronzo. Come dirà la madre, è un bambino viziato che ha sempre voluto tutto. E poiché Rose deve farsi in quattro per l’economia domestica, Ben non trova di meglio che invaghirsi di Caroline, la moglie del suo socio. Un anno di tresche, scopatine, ed altre mille ridicole avventure. Poi la decisione di fare una vacanza (quella per cui Ben annuncia di andarsene). E qui il grande e fatale errore dello stronzo. Mica dice a Caroline che lascia la famiglia. E quando glielo dice, questa lo manda a quel paese: per lei era una scopata senza pensieri. Dalla Spagna ritorna indietro e ricostruisce la sua vita con il marito (ed alla fine farà anche la pace con Rose). Ma la nostra Rose in tutto ciò? La prima parte, in cui seguiamo l’agnizione della nostra amica è di un dolore unico. D’improvviso “rivede tutta la sua vita, bilancio che non ha quadrato mai” (citazione della Vanoni). Si accorge di aver sempre messo tutto da parte e di non avere nulla. Troverà sempre e subito l’affetto di persone care. Prima di tutto la vicina Jane, che, senza dire troppe parole, la comprende e le da “i primi soccorsi”. In termini di aiuto quando c’è bisogno, o di ascolto. E poi c’è sempre Martha, che, anche se emigrata in Australia, sarà sempre vicina alla sua amica, tanto da tornare per un breve tempo in Inghilterra, e ritrovare la comunanza di un tempo. Tuttavia Rose deve far fronte alle necessità domestiche quotidiane: mangiare, fare la spesa, portare i figli piccoli a scuola, e via domesticando. In questo viene anche subito aiutata dal figlio grande Damien, che, pur diciassettenne, fa un salto di qualità e si pone come spalla di sostegno. Meno dai piccoli, che, ed è ovvio, stravedono per il padre. Soprattutto Brian, che farà il diavolo a quattro, rifugiandosi nei video-giochi (ed anche facendo qualche sgarro), fino a che non avrà anche lui cognizione di cosa stia accadendo. In tutto questo, tramite un passa parola, Rose viene messa in contatto con un catering, e date le sue doti culinarie, inizia a fare panini e dolcetti. Complicando viepiù la routine familiare, alzandosi all’alba, ed altre complicazioni varie. Ma in questo, e nella capacità di organizzare pranzi sontuosi, trova la via d’uscita. Prima di tutto, interiore. Capisce che, pur essendosi negata per anni, qualcosa di buono è capace a fare. Dura ed a volte senza speranza, inizia la seconda parte, quando ormai è tutto al presente. E lo stronzo fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote. Nega i soldi, fa di tutto per far fallire le società così da non dover mantenere la moglie. Rose mette in mezzo amici ed avvocati, ma quando Ben fugge con gli ultimi soldi, lei si ritrova ad essere quella del titolo. Ebbene, si rimbocca anche qui le maniche. Tutti le danno una mano (perfino la madre di Ben, che trova il comportamento del figlio ingiustificabile), e con un colpo di genio, aiutata dal figlio Damien e dalle amiche Jane e Martha, ottiene prestiti bancari per avviare l’attività redditizia di catering. Chiudendosi il tutto (almeno per me) quando verso la fine, risponde al telefono, e non dice: - Casa Holden, buongiorno. Ma con forza afferma: - Pronto, sono Rose Kelly!. Certo, non tutte le vicende che conosciamo hanno la ventura di finire in modo positivo (anche se noi sempre lo speriamo e ne facciamo il tifo). Facendomi passare dalla rabbia, al sorriso ed alla voglia di lottare, la Dunne ci porta per mano verso un futuro che auguro a tutte le donne che hanno un Ben-marito. E a molte altre (so io chi).

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    Giogio53 said on May 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il romanzo che voleva mettere insieme la Dunne esiste già e si intitola "La donna che sbatteva nelle porte". Solo che Roddy Doyle sa scrivere.

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    Kito said on Apr 1, 2014 | Add your feedback

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    Una mattina come tante nella cucina in disordine, nell'aria pungente di una Dublino ancora addormentata. Una mattina come altre quella in cui Ben decide di dire addio alla moglie Rose, ai suoi tre figli e a vent'anni di vita assieme. Rose non parla, ...(continue)

    Una mattina come tante nella cucina in disordine, nell'aria pungente di una Dublino ancora addormentata. Una mattina come altre quella in cui Ben decide di dire addio alla moglie Rose, ai suoi tre figli e a vent'anni di vita assieme. Rose non parla, non reagisce, non sa nemmeno cosa provare...

    La storia non è per niente originale, sia nelle pagine dei libri sia nella vita reale, ma il libro l'ho letto praticamente tutto d'un fiato.
    La storia coinvolge e la protagonista, Rose, si fa amare.
    Ci si avvicina a lei come se fossimo amiche, testimoni della sua storia, desiderose di confortarla e di spronarla a continuare per la sua strada. a rialzarsi in piedi ignorando le ginocchia sbucciate, e ad esultare con lei quando riesce a tirare fuori grinta e forza per ricostruire qualcosa di forte e grande, a partire da sé stessa.
    E' il diario della rinascita, di una donna dapprima imprigionata da illusioni romantiche poi libera e sicura delle proprie capacità.

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    Alisea said on Mar 19, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (539)
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  • Paperback 304 Pages
  • ISBN-10: 8850211791
  • ISBN-13: 9788850211791
  • Publisher: TEA (I successi DOC)
  • Publish date: 2006-01-10
  • Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Others , eBook
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