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La metà di niente

Di

Editore: TEA (I successi DOC)

3.6
(2178)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850211791 | Isbn-13: 9788850211791 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Eva Kampmann

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Una mattina come tante nella cucina in disordine, nell'aria pungente di una Dublino ancora addormentata. Una mattina come altre quella in cui Ben decide di dire addio alla moglie Rose, ai suoi tre figli e a vent'anni di vita assieme. Rose non parla, non reagisce, non sa nemmeno cosa provare. Con questa scena si apre "La metà di niente", il felice romanzo d'esordio di Catherine Dunne, il diario lucido e drammatico di una donna che, di punto in bianco, si trova sola, senza soldi e con una famiglia da mantenere. Come in un album di fotografie, la nuova vita di Rose si alterna a flashback della vita passata, dei suoi sogni giovanili, delle sue illusioni romantiche sul matrimonio. Ma tra lacrime e disperazione, tra rabbia e sensi di colpa, Rose diventa forte.
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  • 4

    Peccato non si possano dare i mezzi voti, quindi arrotonderò per eccesso... 4 stelle meritate, un libro ricco di emozioni e di dolore, ma che da anche speranza, perchè in fondo al tunnel la luce c'è.. ...continua

    Peccato non si possano dare i mezzi voti, quindi arrotonderò per eccesso... 4 stelle meritate, un libro ricco di emozioni e di dolore, ma che da anche speranza, perchè in fondo al tunnel la luce c'è..e si vede (sperando che non sia quella del treno ;) )

    ha scritto il 

  • 1

    Il tutto

    Ore 20, piccola spesa al supermercato di ritorno dal lavoro.
    Nel cestino entra anche questo volumetto: per una volta mi concedo una lettura un po' più commerciale.
    Ma già dalle prime pagine capisco ch ...continua

    Ore 20, piccola spesa al supermercato di ritorno dal lavoro.
    Nel cestino entra anche questo volumetto: per una volta mi concedo una lettura un po' più commerciale.
    Ma già dalle prime pagine capisco che non devo più cedere a queste tentazioni. Non ci siamo proprio. Non è "la metà di niente", è proprio un niente intero. Un'infilata di banalità, che ti fanno pensare "beh, allora lo scrivo anch'io un libro".
    Fastidioso. Abbandonato.

    ha scritto il 

  • 3

    XL; biblioteca. Digitò la nuova combinazione dell’allarme. Poi, con la bottiglia sottobraccio, fece l’ormai familiare tragitto fino in fondo alla strada, verso la sanità di mente, verso Jane.

    In the Beginning, 1997

    «Dio mio, Jane, stamattina alle otto avevo una famiglia felice, e un marito che amavo. Adesso, dodici ore dopo, non mi rimane più niente, e mi chiedo se Ben sia tanto bastardo d ...continua

    In the Beginning, 1997

    «Dio mio, Jane, stamattina alle otto avevo una famiglia felice, e un marito che amavo. Adesso, dodici ore dopo, non mi rimane più niente, e mi chiedo se Ben sia tanto bastardo da lasciarci senza un soldo.» (33)

    Una mattina, a colazione, Ben annuncia alla moglie Rose che la lascia. E che sta per partire per due settimane. Poi al suo ritorno si vedrà. Sotto sotto si aspetta una scenata, si sentirebbe gratificato da lacrime e angoscia, invece gli tocca di andarsene seguito dalla calma silenziosa di Rose che finisce di preparare la colazione per i figli.

    Al mattino si sentiva straordinariamente rinvigorita dopo un sonno brevissimo. E per giunta aveva perso un altro chilo. Sotto la doccia sghignazzò addirittura al pensiero di quello che avrebbe raccontato a Jane a pranzo sulla sua scoperta. Un metodo infallibile per perdere peso. Pagate qualcuno per avere una relazione con vostro marito, e perderete sei chili in quindici giorni, garantito. Oppure riavrete indietro vostro marito o i vostri soldi. (115)

    La trama è terribilmente banale: una coppia benestante di mezza età, tre figli, lei casalinga; lui da un paio d’anni ha un’amante, lei non se l’aspettava; lui se ne va di casa, lei resta a raccogliere i cocci e mandare avanti la famiglia.

    Lo rivoleva a casa; lo voleva ammazzare; lo rivoleva a casa per poterlo ammazzare; aveva bisogno di lui per riassestare il proprio mondo. (130)

    La sua ancora di salvezza è l’amicizia con la vicina di casa Jane, e con la sua vecchia compagna di scuola Martha. Certo la storia è fin troppo a lieto fine, di sicuro è parecchio sbrigativo, e irritante per giunta, il modo in cui lei da un giorno all’altro trova lavoro, un lavoro che le permette di lavorare a casa, e di conciliare la sua passione per la cucina con il mantenimento della famiglia; per non parlare di Martha, che proprio non poteva tornare in un momento migliore.

    Quando sentì che ne aveva abbastanza, gli asciugò la faccia e gli sorrise, cercando di farlo sorridere a sua volta.
    «Sai che ti dico? Oggi non mando Lisa a scuola. Più tardi ho un po’ di cose da fare. Tu che ne diresti di un giorno di vacanza?» (133)

    Però è innegabile che il libro abbia dei pregi. Può darsi che per età e vicissitudini personali io rientri nel target giusto, sono convintissima che se l’avessi letto anni fa lo avrei sdegnato; ho letto critiche feroci a questo libro, compresa quella che è stato citato dalla signora Berlusconi.

    «Quanto vuoi? Scusa, volevo dire, quanto ti occorre?»
    Rose lo stuzzicò teneramente. John e Philip assistettero entrambi alla scena ridendo sotto i baffi. Rose si rendeva conto di flirtare con il figlio maggiore davanti ai suoi amici. Si divertivano, e si divertiva anche Damien mentre lei gli allungava una moneta da una sterlina. Sapeva di aver bisogno di essere considerata una madre tosta. Solo per stasera. Una madre aperta, al passo coi tempi. Una che non avrebbe mai commesso la sciocchezza di suicidarsi.
    Si finse inorridita quando lui le chiese più soldi. Poi, quando finalmente fu soddisfatto, i tre uscirono ridendo. Rose pregò il suo dio personale che per quella sera Demian la dimenticasse, smettesse di preoccuparsi per lei, ridiventasse un diciassettenne. (153)

    Purtroppo la storia descritta, a guardarla con sguardo disincantato, è tremendamente reale. Può essere difficile rendersene conto, ma non sempre nella vita, e per i più svariati motivi, si riesce a fare consapevolmente le scelte giuste. E prima o poi arriva il momento in cui tocca pagarne le conseguenze.

    «Non riesco a crederci, Rose. Qui stiamo parlando della sicurezza della nostra famiglia, e tu ti lagni per un corso serale di ceramica? Hai bisogno di darti una regolata in fatto di priorità. Io mi faccio in quattro per permetterti…»
    «Tu ti fai in quattro? E io? Pensi che me ne stia seduta qui senza fare un cazzo mentre tu sei fuori a provvedere al mio mantenimento?»
    Ben indietreggia di un passo. Detesta quando Rose dice le parolacce. Lo fa di rado, riservando le parole forti per i sentimenti forti. Questo è uno dei momenti giusti.
    «Sei irragionevole, scusa. Non potevo farci niente. Potrai andare al tuo corso la prossima settimana. Sant’Iddio, siamo solo a settembre. Durerà fino a Natale. Cresci, una buona volta.»
    Ben esce dalla stanza, sbattendosi la porta alle spalle. Mentre sale le scale batte i piedi rabbioso.
    Rose prende il cappotto e le chiavi ed esce a fare una passeggiata lunga e furibonda quanto basta sotto la pioggia. Quando rientra, ha voglia di perdonare e di essere perdonata. La vita è lunga.
    Ma Ben dorme.
    Il mercoledì successivo c’è la firma del contratto. Rose è invitata a cena. Accetta, naturalmente.
    Il mercoledì dopo ancora, Ben va a Londra, e Brian ha la laringite.
    Alla fine di ottobre, Rose si arrende. (167)

    E poi, insomma, in vent’anni si cambia, o almeno si cresce, si matura, o almeno si dovrebbe. Magari se non si mette su famiglia è meno complicato, ma quando si ha nelle mani la vita di un figlio bisogna almeno provare ad essere responsabili. Come si fa a rinfacciare così semplicemente a una donna, il cui marito se n’è andato di casa, sbattendosene bellamente di lei e dei figli, che non avrebbe dovuto sposarlo, vent’anni prima?

    Alzò di nuovo le spalle. Silenzio.
    «Rispondimi, Brian.»
    La voce di Rose era volutamente dura. Lui non sarebbe cresciuto credendo che le conseguenza riguardassero solo gli altri. (264)

    È una storia banale, ma è anche una storia dura. Getta uno sguardo sul lato oscuro del matrimonio, sull’indifferenza, l’egoismo, la rabbia. Che poi non è neanche così semplice mettere fine ad un’unione insoddisfacente; non solo per i figli, ma anche per motivi squisitamente pratici, economici.

    Ben fu colto alla sprovvista al vederla. Ormai si era calmata. Aveva intenzione di scaricare i bicchieri e l’orribile, volgare caraffa insieme agli ultimi vent’anni. Prima che Ben venisse ad aprire, per un momento Rose fece un folle calcolo. Secondo le attuali stime di Ben, quanto valeva il cristallo di Waterford? Quanti anni di fedeltà, di pasti preparati, di pulizie, di messaggi telefonici rappresentava il suo carico?
    Datemi una pistola.
    […] Era mai possibile che avesse amato quell’uomo tronfio e pelaticcio di mezza età? Notò che era ingrassato, la sua pancetta era aumentata. Lei non era mai stata tanto magra come adesso.
    Il disordine della stanza non le sfuggì. Scatole di cibo da asporto, un sacco della spazzatura in un angolo, il tavolino cosparso di giornali.
    All’improvviso, senza motivo, sentì un’immensa compassione per lui. La sua rabbia si dileguò, scendendo dalla sommità della sua testa giù, giù per gli intestini, per uscire infine dalle dita dei piedi. Povero, misero stronzo.
    […] La ruppe contro la parete, sentendosi trafiggere la guancia da schegge dirompenti. Ormai non le importava più niente. Questo le dava soddisfazione quasi quanto ucciderlo. (331)

    ha scritto il 

  • 4

    "C'è chi ha scelto la [persona] sbagliata, e forse ha scelto per tutta la vita?"

    Ho amato molto Rose. Rose che non è perfetta, che ha sposato Ben anche quando c'erano parecchi campanelli d'allarme che avrebbero potuto insospettirla e indurla ad accorgersi che forse non era così ad ...continua

    Ho amato molto Rose. Rose che non è perfetta, che ha sposato Ben anche quando c'erano parecchi campanelli d'allarme che avrebbero potuto insospettirla e indurla ad accorgersi che forse non era così adatto a lei. Rose che Ben l'ha sposato, e gli è rimasta fedele vent'anni, a differenza di lui.
    Quando Ben la lascia, con tre figli ed uno che ha perduto appena nato e al quale ancora pensa, Rose rinasce. L'ho amata per questo: per il coraggio, a quarantadue anni e tre figli, di reinventarsi, di buttarsi anima e corpo nella difficile impresa di ritrovare se stessa ed il proprio baricentro, mettendosi al primo posto.

    Rose mi ha fatto molto riflettere sul significato di una coppia e di un legame, sull'importanza di scegliere una persona che provi per l'altra gli stessi sentimenti, ed abbia le stesse intenzioni. Ben è senza dubbio il meno coinvolto dei due, senza dubbio non si impegna alla stessa maniera; Rose mi ha fatto riflettere sull'importanza dell'essere ricambiati, e dell'esigerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    "Piano, piano. Ogni giorno ha la sua pena. Quanto basta per arrivare a sera."

    Dopo che il marito l'ha lasciata in cerca di una nuova libertà con un'altra donna, Rose deve rimboccarsi le maniche e portare la sua vita su un altro binario, così diverso da tutto ciò che nella sua v ...continua

    Dopo che il marito l'ha lasciata in cerca di una nuova libertà con un'altra donna, Rose deve rimboccarsi le maniche e portare la sua vita su un altro binario, così diverso da tutto ciò che nella sua vita s'era consolidato. Rose ricostruisce la sua vita andata in pezzi, trovando dentro di sè una forza che nemmeno avrebbe creduto di possedere. "...ho detto che gli uomini e le donne sono come tanti traghetti. Esternamente sono molto simili, nel punto di partenza e nella destinazione. La tragedia è che mentre uno è ancora impegnato nel tragitto di andata l'altro ha appena iniziato quello di ritorno."

    La disparità di sentimenti ed intenti di una coppia fa davvero molto riflettere.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto scorrevole e coinvolgente...ci si trova da subito al fianco di Rose, a parteggiare per lei, sempre, e a lottare con lei, fino alla fine.
    Un buon libro anche se, da un certo punto in poi, la tram ...continua

    Molto scorrevole e coinvolgente...ci si trova da subito al fianco di Rose, a parteggiare per lei, sempre, e a lottare con lei, fino alla fine.
    Un buon libro anche se, da un certo punto in poi, la trama mi è sembrata un pochino forzata, non so, poco spontanea e naturale.
    Promosso con riserva.

    ha scritto il 

  • 1

    Here I am.
    Leggere questo libro è stato una mezza pena. Ne sono rimasta stra delusa. All'inizio non scorreva affatto. La grafica non aiutava. Scritto troppo grande. Copertina orribile. In ogni caso, n ...continua

    Here I am.
    Leggere questo libro è stato una mezza pena. Ne sono rimasta stra delusa. All'inizio non scorreva affatto. La grafica non aiutava. Scritto troppo grande. Copertina orribile. In ogni caso, non scorreva, non scorreva e non scorreva. Diciamo che non è niente di speciale.
    Voto: 5.75/10

    ha scritto il 

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