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La metà oscura

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(2805)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Chi semplificata , Ceco , Polacco

Isbn-10: 882000982X | Isbn-13: 9788820009823 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 2

    Deludente....

    Romanzo abbastanza deludente anche perché appartiene all'età d'oro del Re, quella nella quale quasi ogni opera diventava un capolavoro...

    Il romanzo è stato chiaramente concepito come una seduta di ps ...continua

    Romanzo abbastanza deludente anche perché appartiene all'età d'oro del Re, quella nella quale quasi ogni opera diventava un capolavoro...

    Il romanzo è stato chiaramente concepito come una seduta di psicanalisi per lo stesso scrittore:i problemi di Beaumont sono i problemi di King....blocco dello scrittore, alcolismo, responsabilità familiari viste come scogli insormontabili...

    Eppure quello che sulla carta poteva diventare uno dei capolavori del Re fatica a raggiungere la sufficienza, forse in virtù del fatto che ci ha messo davvero troppo di se....e anche perché, come saltuariamente gli capitava, fa uso di una prosa troppo sovraccarica nei termini e nella sceneggiatura (difetto che raggiungerà l'apice, a mio avviso, in "Rose Madder".).

    Lo stesso escamotage degli uccelli visti come messaggeri morte, che sulla carta avrebbe dovuto rappresentare una genialata per creare tensione si riduce a mera ripetizione di clichè....

    Il romanzo in definitiva, difetta di tensione, che latita sempre, e di trovate all'altezza del Re..

    Decisamente perdibile....

    ha scritto il 

  • 3

    L'alter ego di King

    Uno scrittore pubblica usando uno pseudonimo una serie di romanzi di successo il cui protagonista è uno spietato killer. Raggiunta la tranquillità familiare ed economica, vuole liberarsi dello scomodo ...continua

    Uno scrittore pubblica usando uno pseudonimo una serie di romanzi di successo il cui protagonista è uno spietato killer. Raggiunta la tranquillità familiare ed economica, vuole liberarsi dello scomodo alter ego. Il personaggio però non è disposto a farsi sopprimere e inizia una terribile serie di omicidi x costringere il suo creatore a ridargli vita. Inizia così una disperata battaglia per la sopravvivenza da cui uno solo potrà uscire vincitore. Storia più lenta e meno avvincente di altri romanzi, qui due sono i temi dominanti: l’alter ego letterario di King, Richard Bachman, lo pseudonimo con cui lo scrittore del Maine ha pubblicato i suoi libri più truculenti e splatter, e “la metà oscura” nascosta in fondo alla mente di ognuno di noi, che prova piacere del male, nostro o altrui, che insieme amiamo e odiamo, ma da cui non possiamo prescindere.

    ha scritto il 

  • 4

    Interesante... mucho

    Creo que es de las novelas de Stephen King que se me han hecho más tranquilas, tiene un aire de It y de Cementerio de Mascotas, donde las cosas ocurren por pausas, donde a veces hay largos pasajes tra ...continua

    Creo que es de las novelas de Stephen King que se me han hecho más tranquilas, tiene un aire de It y de Cementerio de Mascotas, donde las cosas ocurren por pausas, donde a veces hay largos pasajes tranquilos y breves en que todo ocurre; es de rescatar el juego entre las supersticiones, la medicina, los juegos creativos. Es esta una novela de fusión en que los personajes son humanos y además, como frecuentemente en King: antihéroes.

    Nada como un Thad torpe que tropieza con todo y debe cargar encima culpas de su gemelo malvado... ¡que vaya que es malvado!, un George desesperado por vivir y dejar de pudrirse en vida... una Liz que desconoce a su marido e intenta y hasta se obliga a creer en él, guiada por el amor a sus hijos y ese presentimiento que resulta real... y un Alan, que con todo y sus sospechas opta por darle el voto de confianza al sospechoso máximo de esta trama de intriga, asesinatos y magia.

    Definitivamente, un libro entretenido, muy al nivel de King, aunque por debajo de otras de sus obras, como Misery o Dolores Claibourne.

    ha scritto il 

  • 3

    La metà oscura di King

    Credo ci sia molto di autobiografico in questo libro di Stephen King. Mi è sembrato di leggere le sue paure e le sue ossessioni. Il blocco dello scrittore, il successo che arriva sotto uno pseudonimo. ...continua

    Credo ci sia molto di autobiografico in questo libro di Stephen King. Mi è sembrato di leggere le sue paure e le sue ossessioni. Il blocco dello scrittore, il successo che arriva sotto uno pseudonimo. La scrittura di King è paragonabile al passo lento e sontuoso di un elefante, ti riempie la testa di tante parole ma alla fine le assimili e cominci a provare, se non proprio paura, una ossessione verso questi uccelli e il frastuono di quando partono in volo tutti insieme. Sono la cosa più bella di questo romanzo. Bellissimo il finale, ricco di immagini che resteranno per sempre impresse nella memoria del lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    La traduzione non mi convince... vorrei vedere come erano nell'originale le espressioni "ripieno per gonzi"e "brocco".
    Per il resto, non so dire esattamente che cosa mia aspettassi, ma era qualche cos ...continua

    La traduzione non mi convince... vorrei vedere come erano nell'originale le espressioni "ripieno per gonzi"e "brocco".
    Per il resto, non so dire esattamente che cosa mia aspettassi, ma era qualche cosa di diverso, anche se la lettura non mi sta deludendo. Forse semplicemente le citazioni che di questo romanzo di King sono state fatte in Dylan Dog mi avevano dato un'idea diversa, ma avrei dovuto sapere che raramente gli sceneggiatori dell'indagatore dell'incubo si limitano a scopiazzare, anzi, rielaborano in modo molto personale.
    A lettura finita comunque confermo che mi ha preso molto, soprattutto perché l'interesse e la tensione crescono costantemente, e le ultime cinquanta pagine le ho lette con il fiato sospeso e gli occhi incollati al testo.
    L'epilogo poteva essere forse migliorato, o almeno mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più sul "dopo": come vengono convinti i poliziotti seminati da Thad che non ha ucciso lui i loro colleghi? Quali sono le conclusioni ufficiali dell'indagine? Ma forse lasciare qualche filo della trama in sospeso serve a mantenere un po' più a lungo il gusto della storia, anche a lettura finita.

    ha scritto il 

  • 3

    La metà oscura di Stephen King sembra all'inizio un giallo noir ben congegnato, ma l'autore non poteva accontentarsi di questo e sfocia come sempre nel soprannaturale: la storia racconta di un killer ...continua

    La metà oscura di Stephen King sembra all'inizio un giallo noir ben congegnato, ma l'autore non poteva accontentarsi di questo e sfocia come sempre nel soprannaturale: la storia racconta di un killer che con rasoio uccide senza pietà tutte le persone sulla sua lista, mentre la polizia ed il protagonista, ultima vittima designata, cercano di fermarlo. Ma George Stark non può esistere perchè è l'alter ego dello scrittore Thad Beaumont che decide però di svelare ai media questo segreto. George Stark però non vuole essere cancellato e tutte le persone connesse alla sua eliminazione – addetti stampa, agenti letterari, redattori e fotografi dell’articolo di giornale che rivela la sua simbolica “dipartita” – cominciano a venire trucidati uno dopo l’altro. Qui è sviluppata la metanarrazione cara anche questa a King e cioè il raccontare di persone che a loro volta narrano storie per cui dà vita ad uno pseudonimo malvagio e lo mette in croce, cancellandolo, come a voler marcare una linea netta tra l’uomo e le sue creazioni letterarie. A King è realmente successo, anche lui aveva dovuto “seppellire” il suo pseudonimo Richard Bachman dopo che essere stato smascherato da un operatore del settore, che si era accorto che le fatture del presunto autore riportavano come iniziali le lettere S.K. invece di R.B. ed aveva cominciato ad indagare. Per King Bachman era una specie di maschera dietro alla quale poteva scrivere romanzi sperimentali senza essere criticato: Forse La metà oscura è proprio il raccontare quello che lui aveva già sperimentato.

    ha scritto il 

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