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La metamorfosi

e altri racconti

Di

Editore: Einaudi (Biblioteca giovani)

4.0
(4729)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000216487 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Kafka ha saputo rappresentare per primo, tra simbolo e realtà, l'angoscia dell'uomo moderno, sopraffatto da un mondo che gli è diventato estraneo e incomprensibile.
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  • 2

    Ho cercato con tutta me stessa di farmelo piacere ma trovo questi racconti anche se brevi molto noiosi ! Spesso mi distraevo e dovevo rileggere intere frasi per cercare di capire il cosa volesse dirmi lo scrittore certe volte anche senza riuscirci ! ho dovuto cercare su internet delle recenzion ...continua

    Ho cercato con tutta me stessa di farmelo piacere ma trovo questi racconti anche se brevi molto noiosi ! Spesso mi distraevo e dovevo rileggere intere frasi per cercare di capire il cosa volesse dirmi lo scrittore certe volte anche senza riuscirci ! ho dovuto cercare su internet delle recenzioni o delle analisi del testo per capire veramente ciò che ha scritto Kafka ! mi dispiace ma questa lettura è stata veramente difficile, magari crescendo la saprò apprezzare di più!

    ha scritto il 

  • 2

    Che "sgiai"

    Ho letto la metamorfosi, che è il racconto più famoso, e poco altro. Su quel racconto posso dire che è originale, interessante, ma non mi è piaciuto molto, e poi fa quasi fin troppo sgiai! (cioè fa un po' senso, ribrezzo)

    ha scritto il 

  • 2

    Ho dovuto violentarmi per arrivare fino all'ultima pagina, non credevo che sarei riuscita nell'impresa ma eccomi qui. E' stata una lettura estremamente pesante, ma sono contenta di non essermi arresa ai primi segni di esasperazione perchè forse i racconti migliori si trovano verso la fine. A part ...continua

    Ho dovuto violentarmi per arrivare fino all'ultima pagina, non credevo che sarei riuscita nell'impresa ma eccomi qui. E' stata una lettura estremamente pesante, ma sono contenta di non essermi arresa ai primi segni di esasperazione perchè forse i racconti migliori si trovano verso la fine. A parte la Metamorfosi la cui fama come racconto lo precede e ho apprezzato abbastanza ad avermi colpito in particolare sono stati Josephine la cantante, Il digiunatore, la Tana e pochi altri. In linea di massima ad avermi affaticato più di tutto è il modo di narrare dell'autore, anche se ho trovato affascinante come l'atmosfera di alcuni racconti desse l'impressione del resoconto di un sogno fatto immediatamente dopo il risveglio, cercando di ricostruirne le dinamiche e di restituir loro una coerenza benchè per il fatto stesso che i sogni non sono razionali ciò non sia possibile. Questo è ciò che mi è parso, perchè molte situazioni descritte rasentano l'assurdo, non perchè siano particolarmente surreali o inverosimili ma perchè magari inserite in quel contesto sono superflue ma trattate come se fossero importanti o determinanti. Oppure vengono spese pagine per analizzare e sviscerare qualcosa che avrebbe potuto essere snocciolato in poche righe e il concetto sarebbe stato chiaro, magari ci si impernia addirittura un intero racconto alchè a un certo punto mi veniva male agli occhi per lo sforzo di seguir l'autore nelle sue "divagazioni". Gli spunti che questa lettura regala sono molto interessanti, mi è venuta una curiosità immensa di approfondire la vita dell'autore perchè già dalle prime righe del primo racconto il lettore intuisce che non deve aver condotto un esistenza ( quantomeno un'esistenza interiore ) semplice. Ma allo stesso tempo mi sono sentita lontana anni luce dalla sua maniera di raccontare. Sicuramente non leggerò altro di Kafka.

    ha scritto il 

  • 5

    La metamorfosi è assolutamente il mio racconto preferito. Pieno di satira sociale e di riferimenti alla vita stessa dell'autore. Trovo che Kafka non potesse scrivere un capolavoro più grande eppure così piccolo nella sua estensione. Lo ho amato e letto più volte e ogni volta ne ho trovato un nuov ...continua

    La metamorfosi è assolutamente il mio racconto preferito. Pieno di satira sociale e di riferimenti alla vita stessa dell'autore. Trovo che Kafka non potesse scrivere un capolavoro più grande eppure così piccolo nella sua estensione. Lo ho amato e letto più volte e ogni volta ne ho trovato un nuovo aspetto, non smette mai di sorprendere. Gli altri racconti sono altrettanto interessanti, purtroppo cambiano di edizione in edizione, ma nella mia c'era Nella colonia penale, che ho trovato assolutamente folle e perfettamente stupendo nel suo aspetto barbarico.

    ha scritto il 

  • 3

    La metamorfosis es fantástico, un clásico imprescindible. Pero el resto de cuentos, pertenecientes a la recopilación Un médico rural, no están a la altura ni por asomo.

    ha scritto il 

  • 0

    Nel racconto "In galleria" Kafka fa l'esempio dello spettacolo di un'artista di circo. Se lei fosse malata, il cavallo malfermo, il superiore frustasse senza pietà, se l'atmosfera fosse di grigiore e orrore...ci sarebbe almeno un uomo sensibile che reagirebbe e fermerebbe tutto. Ma visto che lei ...continua

    Nel racconto "In galleria" Kafka fa l'esempio dello spettacolo di un'artista di circo. Se lei fosse malata, il cavallo malfermo, il superiore frustasse senza pietà, se l'atmosfera fosse di grigiore e orrore...ci sarebbe almeno un uomo sensibile che reagirebbe e fermerebbe tutto. Ma visto che lei appare bella, il cavallo sano, il direttore gentile e l'atmosfera è di allegria...nessuno immaginerebbe dietro un quadretto normale il brutto che ci può essere sotto. L'uomo sensibile sentirebbe solo che c'è qualcosa che non va ma non saprebbe cosa, e allora invece di reagire potrebbe solo piangere.
    I racconti di Kafka sono questo, sono situazioni portate all'estremo per farci vedere ciò che c'è di strano, storto, brutto sotto il mondo che vediamo, sono il sentimento di ingiusto, grottesco, disgusto, paradosso, alienazione, ipocrisia, impotenza che stanno sotto il normale e il quotidiano che noi percepiamo ma non vediamo con distinzione e allora Kafka carica tutto al massimo per farci vedere con chiarezza la nostra reazione di repulsione.

    ha scritto il 

  • 5

    Fra bestia e Uomo

    Delineare interamente i contorni di ciò che voleva esprimere realmente, per me, è stato impossibile.
    Ho avuto bisogno di sfogliare alcune recensioni per capire in quale verso scorrevano i suoi pensieri calcati su carta.
    Ciò non toglie che la maggior parte racconti, siano davvero delle ...continua

    Delineare interamente i contorni di ciò che voleva esprimere realmente, per me, è stato impossibile.
    Ho avuto bisogno di sfogliare alcune recensioni per capire in quale verso scorrevano i suoi pensieri calcati su carta.
    Ciò non toglie che la maggior parte racconti, siano davvero delle magnifiche allegorie sul nostro Essere quotidiano.
    Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho il passo pesante o almeno così pensava la mia ex ragazza, la numero 623, specific non per vantarmi del numero più per dovere di cronaca senza le mie ex ragazze la mia vita fin ora sarebbe stata senza senso grazie a ognuna di loro ho imparato ad apprezzare lo starmene da solo, 623 rompicoglioni ...continua

    Ho il passo pesante o almeno così pensava la mia ex ragazza, la numero 623, specific non per vantarmi del numero più per dovere di cronaca senza le mie ex ragazze la mia vita fin ora sarebbe stata senza senso grazie a ognuna di loro ho imparato ad apprezzare lo starmene da solo, 623 rompicoglioni, di questo sì quasi ne vado fiero. La mia ultima ex ragazza dicevo pensava di me che avevo il paso troppo pesante e si incazzava lei, io e lei avevamo orari diversi lei lavorava in un bar la mattina presto, alle 06:00, per fare i caffè ai miserabili che cominciavano io invece lavoravo in un pub la sera, alle 19:00, per spillare le birre ai miserabili che finivano e io il più miserabile di tutti finivo verso le 03:00, rientravo silenzioso, posavo il giacchetto andavo al bagno e pisciavo attento a evitare rumorose sgocciolate a volte neanche tiravo lo sciacquone aprivo solo la finestra, a volte, perché altre volte lo sciacquone dovevo tirarlo per forza una puzza da morire peggio dei rumori, di quasi tutti tranne quello delle scale ma le scale c'erano e da fare per forza, scale di legno legno vecchio coperto dalla moquette non ho mai voluto sapere che cosa nascondeva quella moquette ma una cosa era certa, al mio passo, inesorabile, il legno scricchiolava, e più tentavo di camminare a modo più lo scricchiolìo era forte e una volta nella stanza, nel buio, gli occhi della mia ragazza erano già lì che brillavano come stelle nel firmamento e le stelle io onestamente non le capisco, provo un rispetto spontaneo per chiunque le stelle le schifa, tutti a dire che belle le stelle, guarda che cielo guarda che stelle e a me viene sempre da dire io non vedo un cazzo solo puntini bianchi come piccoli occhi socchiusi, come i piccoli occhi socchiusi della mia ragazza piccoli occhi aperti che mi guardano nel buio e mi giudicano, sei un elefante, fai piano, mi dice, mi hai svegliata io fra, che ore sono?, cazzo sono quasi le quattro, fanculo stronzo sei un elefante di me non te ne frega niente. La ripetizione non so perché ha effetto sulle menti e sulla mia in particolare ha un effetto formidabile alla mia ex ragazza che sono un elefante gliel'ho sentito dire più volte che ti amo, credo, non importa, lei diceva di no ma non è questo il punto il punto è che sono un elefante, lo ammetto, ho il passo pesante, ci vedo poco ci sento bene le puzze le sento tutte, tutte, non me ne sfugge mezza gli odori troppo forti mi stordiscono, per un buon profumo dal collo di una donna tradisco la fiducia di chiunque, guai a chi si fida di me finché sono un elefante.

    ha scritto il 

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