La metamorfosis y otros relatos

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Publisher: Planeta

4.0
(4869)

Language: Español | Number of Pages: 164 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8467497211 | Isbn-13: 9788467497212 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 0

    Incipit

    Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto.......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/m/la-metamorfosi-franz-kafka/

    said on 

  • 3

    Un secolo fa.

    E a forza d'ascoltarne, mi accorgo che o quello che mi raccontano non quadra, o non me lo ricordo bene.

    All'epoca - 1974 - era spinto moltissimo, per motivi per voi poco interessanti, giacché oramai i ...continue

    E a forza d'ascoltarne, mi accorgo che o quello che mi raccontano non quadra, o non me lo ricordo bene.

    All'epoca - 1974 - era spinto moltissimo, per motivi per voi poco interessanti, giacché oramai interessano poco pure me. (Feltrinelli lire 1000).

    Quindi lo lessi e non fu proprio un'epifania, e nemmeno un divertimento speciale. E dire che già allora, di roba assai poco realista o verista, era tornata a girarne e c'eravamo già acclimatati eccome.

    Romanzo, no, al massimo racconto, nemmeno romanzo breve: ha una struttura secca poco adatta ad un ulteriore sviluppo dato che l'idea è forte ma non consente divergenze.

    Un tizio, Gregorio Samsa (allora c'erano ancora dei traduttori che traducevano i nomi) si sveglia da sogni inquieti tramutato in un enorme insetto.

    Ohibò, e tutti a dire scarafaggio! (non mi tornava infatti) La parola non compare mai nel racconto.
    Non solo, imparo a forza di cercare che Kafka stesso non voleva assolutamente illustrazioni didascaliche in copertina: in cosa si fosse veramente tramutato non doveva essere oggetto d'aiutini. Anche perché Kafka stesso sta piuttosto sul vago - poi vedremo il perché - ma già la parola per "insetto" non è l'asettico "insekt" ma il più vago "Ungeziefer" che è anche insetto ma non comprende api, farfalle ecc. avendo anche il significato di parassita.

    Che bestia sia, non si sa. Tanto che la vecchia domestica assunta per risparmiare, un essere meccanico rude e ignorante, volto solo alla sua sopravvivenza, attività nella quale riesce bene, al massimo lo chiama "Mistkäfer" che è una specie di scarabeo.

    Non solo. E' "enorme", ma contemporaneamente si nasconde sotto al divano. E' "enorme" ma scala le pareti fino al soffitto, ma lo fanno tutti gli scarafaggi! chiosa Simplicio - ancor fresco di memorie universitarie - sì ma quelli da pochi decigrammi, un coso simile - che (pur potendosi ancora infilare sotto al divano) fa fatica ad alzarsi dal letto, visto il peso, le farebbe come minimo crepare. No. Solide come l'acciaio, le pareti di casa Samsa. E non finisce qui.
    Un "enorme" eppure il padre gli lancia un oggetto e il povero Gregorio Samsa si ferisce tanto da tenere l'oggetto conficcato su di sé. Un coltello? Una mannaia da macellaio? No. Una mela. Con una mela non si ferisce nemmeno una medusa, figuriamoci un coso la cui cuticola avrebbe la resistenza di una carrozzeria in fibra di carbonio o del corno di un rinoceronte.

    Una mela al massimo ferisce Biancaneve, se avvelenata.
    Non solo, un simile panzer con poco si ferisce le zampine. Enorme (per uno scopo) piccolo (per altri) forte (per altri ancora) ma debole (pure).

    È parecchie cose e nessuna.
    "canta ma non è un uccello vola ma non ha le ali non ride mai ma è sempre felice chi è? chi è? chi è?" (cit.)

    Tanto - è evidente - che la quantità di discrasie (alcune delle quali evidentemente volute, spero pure quella del respiro esalato dalle narici?!? Magari K. l'ha messa lì a dire che lui si sente come se le avesse, si sente ancora un uomo) pone il racconto decisamente nell'onirico, non nel fantasy di qualità e giammai nella fantascienza.

    Quindi conta solo l'effetto che fa: è ripugnante, per tutti.

    Padre (un fallito autoritario che ha nascosto dei fondi; dato autobiografico) madre (nullafacente: ha domestica e cuoca) e sorella (suona il violino). Campano tutti del suo lavoro, e come prima cosa dopo l'orrore, tentano di rabbonire il capo e il principale. Poi licenziano la cuoca, indi la domestica.

    Una scena fantozziana.

    Ricordavo male, ricordavo che la famiglia non lo vede come insetto, non era così, ma è vero che la reazione è assai prosaica, tolto l'orrore il problema vero è che non porta a casa i soldi che, a forza di non fare un cazzo, non bastano mai. Si trovano (secondo orrore) tutti e tre un lavoro, ma i soldi continuano a non bastare mai.
    Se non lo vedono non parlano d'altro. Trovano pure tre pensionanti, sembrano Barbariccia, caricatura da Protocollo Dei Savi Di Sion.

    Poi, a forza di non riuscire a mangiare, (dato autobiografico, Kafka pare soffrisse sporadicamente di anoressie) muore. La vecchiaccia ne è felice, la famiglia ostenta dolore peloso, ma cacciata la vecchiaccia ne è felice anch'essa. Pur facendo gli stessi lavori di prima, ora ci sono più soldi!
    Altro mistero, eppure Gregorio non mangiava - dov'era la differenza?
    Ma siamo nell'onirico, nessun mistero. Banalmente, l'onirico essendo il dominio ove le cose hanno un senso logico solo nei simboli, rappresenterebbe un senso di riacquisito benessere dato lo scampato orrore.

    Un racconto morale di un impiegato schiavo della vuota famiglia e della draconiana ditta, che rivendica la sua umanità: "era dunque un animale, se la musica l'afferrava a quel modo?"

    La "Metamorfosi" potrebbe essere qualsiasi malattia, tra l'invalidante, il ripugnante o il socialmente indicibile. Il mondo? Oltre la ditta, assente. Cosa rivendica? Un pat pat pat-erno sulla spalla gli basterebbe e lo cheterebbe per secoli. La questione è solo tra lui e tutti loro che non capiscono il mazzo che si fa, la c.d. condizione umana.
    Posto che l'umanità sia solo questa, naturalmente.

    L'insetto è puro strumento virtuale.

    Cinque stelle se vi piace l'onirico. Due palle se no. Probabilmente allora fu un botto, ma sento l'eco a fatica.

    E gli altri racconti? "Odradek" è in fondo una fiaba assai bella, e "Nella Colonia Penale" è già meglio. Per gli altri posticipiamo, se il libro non lo riapro dal 1974 c'era una ragione: l'onirico me le fa venire da distorcere il segnale del GPS.

    Ah, già. Ha dei problemi col padre. Che si impara da chi ha dei problemi col padre?
    Se ne avete anche voi, che esistono altri che hanno dei problemi col padre, non siete soli!
    Per risolverli cercate altrove.

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  • 3

    Pagina 127

    Mio nonno soleva dire: «La vita è incredibilmente breve. Oggi, nel ricordo, mi si accorcia a tal punto che a malapena, per esempio, riesco a concepire come un giovanotto possa decidere di recarsi a ca ...continue

    Mio nonno soleva dire: «La vita è incredibilmente breve. Oggi, nel ricordo, mi si accorcia a tal punto che a malapena, per esempio, riesco a concepire come un giovanotto possa decidere di recarsi a cavallo fino al villaggio vicino senza il timore che, a prescindere da accidenti sfortunati, il tempo stesso di una vita normale e serenamente vissuta sia di gran lunga inadeguato a tal viaggio.»

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  • 4

    Racconti assurdi

    Questo libro l'ho ripreso in mano dopo tanto tempo che l'avevo abbandonato. Contiene racconti provenienti da diverse raccolte, un'intera raccolta e storie a sè stanti. Complessivamente mi è piaciuto m ...continue

    Questo libro l'ho ripreso in mano dopo tanto tempo che l'avevo abbandonato. Contiene racconti provenienti da diverse raccolte, un'intera raccolta e storie a sè stanti. Complessivamente mi è piaciuto molto, Kafka è bravo nel delineare delle storie che incuriosiscano e disturbino, non fa quasi mai riferimento ad eventi del tutto assurdi ma lascia che sia lo sviluppo a colpire nel segno; tutto questo fa di lui uno scrittore elegante, anche nello stile fa delle scelte inusuali e raffinati.
    Solo mi rimane da riflettere sulle scelte del curatore: nel voler dare una visione complessiva dell'autore ha messo insieme opere di raccolte diverse, molto diverse, che stridono fra loro. Così c'è tutto il blocco di "Un medico di campagna", che contiene molti bei raccontini da poche pagine ed è la parte per me più riuscita, accanto a "La Tana" o a "Nella colonia penale" che sono sulle 30-40 pagine. Personalmente ho trovato faticoso passare repentinamente dall'uno all'altro, senza entrare nel merito dei contenuti.
    Ora cercherò qualche raccolta completa dell'autore.

    Consigliato a chi si voglia stupire

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  • 4

    Ammetto con candore che mentre leggevo non capivo una cippa, ma per fortuna c'è internet che tutto dice, e che mi ha svelato le possibili interpretazioni di tutti questi racconti. Una volta capiti son ...continue

    Ammetto con candore che mentre leggevo non capivo una cippa, ma per fortuna c'è internet che tutto dice, e che mi ha svelato le possibili interpretazioni di tutti questi racconti. Una volta capiti sono potentissimi, e attuali.

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  • 4

    “Come poteva essere proprio una bestia se la musica lo afferrava a tal punto?”

    Questa è stata la prima volta che ho letto Kafka ed ho avvertito subito una notevole affinità con questo autore. Non sono un critico o uno studioso in grado di fornire una fine analisi di questo testo ...continue

    Questa è stata la prima volta che ho letto Kafka ed ho avvertito subito una notevole affinità con questo autore. Non sono un critico o uno studioso in grado di fornire una fine analisi di questo testo, posso solo riportare quelle che sono le MIE impressioni e ciò che ho percepito.
    In molte situazioni descritte da Kafka ho potuto ritrovare un senso di angoscia, ansia ed insicurezza che accompagna l'individuo nella società. Per me è stato molto intenso confrontarmi con questi stati d'animo, per nulla facile, ma "rivelatore".

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  • 3

    Di Kafka ho sempre sentito elogi e allora mi sono decisa a provare. Niente, non fa per me. Pochi racconti mi sono piaciuti, la tana per esempio (anche se farebbe diventare paranoico chiunque) o la met ...continue

    Di Kafka ho sempre sentito elogi e allora mi sono decisa a provare. Niente, non fa per me. Pochi racconti mi sono piaciuti, la tana per esempio (anche se farebbe diventare paranoico chiunque) o la metamorfosi... per il resto, niente da fare. Kafka riesciurebbe a mettere ansia perfino al Bhudda in persona!

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