La mia kasbah

Di

Editore: Rusconi Libri

3.4
(29)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Altri

Isbn-10: 8818060430 | Isbn-13: 9788818060430 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura

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    Peccato! Scrittura impeccabile (e vorrei ben vedere: è la Pivano!), tanti spunti interessanti (il cambiamento del quartiere trasteverino, pregi e difetti della Roma bene di quegli anni, una storia d'a ...continua

    Peccato! Scrittura impeccabile (e vorrei ben vedere: è la Pivano!), tanti spunti interessanti (il cambiamento del quartiere trasteverino, pregi e difetti della Roma bene di quegli anni, una storia d'amore misteriosa) e un intreccio di storie che avrebbero potuto sciogliersi in una trama intrigante e divertente oppure rimanere semplici ritratti, racconti singoli e pittoreschi di vite eccentriche e un po' buffe. Invece nè l'una, nè l'altra soluzione: manca una coerenza all'opera. Godibilissima la prima parte, in cui l'autrice si diverte a descriverci gli intrighi e i pettegolezzi, più o meno "celebri", della kasbah: ti ci fa sentire dentro. Poi però, quando la Pivano decide di trasformare la raccolta di bei racconti (perchè di questo si tratta per oltre metà libro) in un romanzo con una trama propria, ecco che si perde il fascino. Risulta evidente poi che la stessa autrice ha più voglia (e io con lei) di continuare a sbirciare nelle case degli abitanti del palazzone piuttosto che raccontarci della storia d'amore della protagonista con Gino (sebbene anche questa presenti spunti molto interessanti). Allora mi chiedo: perchè inserirla se non si ha voglia di approfondirla sul serio? Sarà che, da traduttore, ho sempre amato la Pivano, professionalmente e come persona, quindi mi aspettavo qualcosa di realmente appassionante e appassionato da una grande donna come lei. Invece mi ritrovo un romanzo senz'altro ben scritto e tutto sommato molto piacevole, ma con alcune lacune strutturali. Pazienza.

    ha scritto il 

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    Ecco, vorrei solo dire che mi aspettavo qualcosa di più "rivoluzionario" da un romanzo della Pivano, lo avrei abbandonato presto, nonostante le 200 pagine... però lo stile c'è e la lettura corre veloc ...continua

    Ecco, vorrei solo dire che mi aspettavo qualcosa di più "rivoluzionario" da un romanzo della Pivano, lo avrei abbandonato presto, nonostante le 200 pagine... però lo stile c'è e la lettura corre veloce. La narrazione fa fede al personaggio; tengo cmq a sottolineare l'imprevedibilità dei romanzi (dico in generale, dei loro sviluppi e intenti), dei temi, dei modi di narrarlo; mi piace che uno scrittore abbia stile e riesca nel suo intento, farsi leggere donando qualcosa e con me la Pivano c'è riuscita: vai a capire il lettore?

    ha scritto il 

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    La mia kasbah è un racconto di Fernanda Pivano ambientato nella Trastevere degli anni ottanta. Anzi, ambientato nella kasbah, palazzo Torlonia, un tempo palazzo dei principi, poi stalla, poi palazzone ...continua

    La mia kasbah è un racconto di Fernanda Pivano ambientato nella Trastevere degli anni ottanta. Anzi, ambientato nella kasbah, palazzo Torlonia, un tempo palazzo dei principi, poi stalla, poi palazzone con 92 abitazioni per i poveri trasteverini, infine abitata da giornalisti, stilisti, attori, parlamentari, ex hostess dell'alitalia. Qui vive per diversi anni Fernanda Pivano, è in questa precorritrice co-housing che la scrittrice vive il suo svezzamento romano. "Imparai presto che c'erano due tipi di romani, quelli che quando davo il mio indirizzo dicevano: Ah, dove sta l'Accademia dei Lincei, e quelli che dicevano: Come no. Dove sta la prigione." La Pivano impara che esistono due trastevere, quella dei ricchi e quella dei poveri, "Lapo Elkann e l'ultimo dei carcerati", come mi ha detto un intervistato recentemente, la trastevere di giorno e quella di notte. Ma più che la trastevere di Regina Coeli, ci viene raccontata la trastevere degli intellettuali, la trastevere che con la popolanità ha poco da spartire, la trastevere che considera la Festa de Noantri qualcosa di folkloristico e lontano dalla cultura. Come se la cultura fosse qualcosa del cui culto solo pochi eletti possono essere ministri e depositari. Ma può esserci cultura senza scambio di informazioni? E ci può essere scambio di informazioni senza incontro? E può esserci incontro senza curiosità?

    ha scritto il 

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    Mi piace la Pivano traduttrice. Mi piace la Pivano saggista. Mi piace la Pivano essere umano. Gran donna. Purtroppo non riesco a digerirla come narratrice. E' un tipo di letteratura al femminile che m ...continua

    Mi piace la Pivano traduttrice. Mi piace la Pivano saggista. Mi piace la Pivano essere umano. Gran donna. Purtroppo non riesco a digerirla come narratrice. E' un tipo di letteratura al femminile che mi annoia mortalmente...e me ne rammarico.

    ha scritto il