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La mia vita di uomo

Di

Editore: Bompiani

3.8
(277)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8845241653 | Isbn-13: 9788845241659 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Anche se siamo lontani dall'intensità di "Patrimonio" Roth ha un genere di scrittura che mi affascina. Lo trovo ipnotico e nello stesso tempo terribilmente reale. In questo racconto è quasi ossessivo, ma riesce a toccare sempre le corde giuste. Imprevedibile come sempre la struttura del testo, co ...continua

    Anche se siamo lontani dall'intensità di "Patrimonio" Roth ha un genere di scrittura che mi affascina. Lo trovo ipnotico e nello stesso tempo terribilmente reale. In questo racconto è quasi ossessivo, ma riesce a toccare sempre le corde giuste. Imprevedibile come sempre la struttura del testo, con una prima parte apparentemente estranea alla seconda. I libri di Roth sono da leggere sempre almeno due volte

    ha scritto il 

  • 4

    Ricorsivo

    Il romanzo si compone:


    1) di due racconti il cui protagonista è Nathan Zuckerman, alter ego di Roth;


    2) del romanzo vero e proprio in cui il protagonista è Peter Tarnapol o meglio il rapporto tra Peter e la moglie Maureen .


    I racconti di cui al punto 1) sono, nella finzione l ...continua

    Il romanzo si compone:

    1) di due racconti il cui protagonista è Nathan Zuckerman, alter ego di Roth;

    2) del romanzo vero e proprio in cui il protagonista è Peter Tarnapol o meglio il rapporto tra Peter e la moglie Maureen .

    I racconti di cui al punto 1) sono, nella finzione letteraria, la modalità che usa Peter per meglio comprendere ciò che­­­­ sta dietro il conflittualissimo rapporto con la moglie Maureen.

    Quindi Roth, scrittore, scrive di uno scrittore (Peter) che, come Roth stesso, ha un rapporto problematico con la moglie. Per riuscire a guardarsi dentro, scrive due racconti in cui il protagonista è Zuckerman alter ego di Roth ...

    Ok, ho fatto sufficiente casino?

    Insomma l'intreccio non è facile, forse più difficile da dire in sintesi che da leggere , anche se all'inizio sono stata parecchio spaesata.
    Sì... succede proprio così, leggi e incameri particolari, sperando (tra dettagli anche abbastanza trucidi e a volte oggettivamente un po' disgustosi) di avere la rivelazione, l'epifania che svela il senso del romanzo.

    E, ad un certo punto, la 'sudden revelation of truth', arriva... inaspettata.... e chi era carnefice, all'improvviso diventa vittima e chi era vittima appare anche carnefice.
    Il dominio sull'altro, il comando nella coppia, se non riesce secondo i ruoli istituzionali, in mancanza dell'auspicato equilibrio, provoca reazioni al limite, in cui il dominio, non potendo avvenire attraverso una personalità che dominante non è, viene affermato con la forza bruta (che orrore!).

    Chi sembrava carnefice si rivela alla fine essere una donna innamorata (donna oggettivamente molto molto particolare e problematica eh! - ["le bugie sono la forma che il tuo dolore assume"]), che vuol essere amata semplicemente per quello che è e non per quello che rappresenta nella testa di un artista pure un po' bacato, con un ego bello pieno, che ha la necessità di avere al fianco una persona che, per amor suo, arrivi a gesti estremi e che, nel contempo, lo asserva.

    ["Un opinione sempre più diffusa afferma che perlopiù i matrimoni, le relazioni e in generale i contratti sessuali vengono imposti da padroni in cerca di schiave: c'è chi domina e chi viene sottomesso, chi maltratta e chi accondiscende, chi sfrutta e chi viene sfruttato. Ciò che tale formula non riesce a spiegare, fra milioni di altre cose, è perchè così tanti fra i "padroni" appaiono essere in uno stato di servitù, spesso a beneficio delle loro "schiave"]

    Quindi la ricorsività dell'intreccio si viene a ritrovare nella ricorsività "senza soluzione di felicità" del rapporto tra Peter e Maureen.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo molto bello costruito intrecciando più romanzi insieme che riportano allo sviluppo della carriera ma soprattutto delle vicende matrimoniali del protagonista. Nevrotico e coinvolgente, sempre che interessino temi psicologici, ma Roth è godibile anche per l'intensità e la sensibilità descri ...continua

    Romanzo molto bello costruito intrecciando più romanzi insieme che riportano allo sviluppo della carriera ma soprattutto delle vicende matrimoniali del protagonista. Nevrotico e coinvolgente, sempre che interessino temi psicologici, ma Roth è godibile anche per l'intensità e la sensibilità descrittiva dell'uomo/donna.

    ha scritto il 

  • 5

    È la storia sconnessa, psicotica di un ragazzo ebreo raggiunto dal successo e in qualche modo rifiutato.Il romanzo per alcuni versi biografico fa capire il grande seguito dell'autore,la storia come quasi tutti i romanzi di Roth tratta ,dell'ebraismo ,della famiglia,della ricerca del successo,la d ...continua

    È la storia sconnessa, psicotica di un ragazzo ebreo raggiunto dal successo e in qualche modo rifiutato.Il romanzo per alcuni versi biografico fa capire il grande seguito dell'autore,la storia come quasi tutti i romanzi di Roth tratta ,dell'ebraismo ,della famiglia,della ricerca del successo,la differenza nella vita di uomo sta nel mettere a nudo il proprio io.Un capolavoro a cui farà seguito la lettura dei "I fatti"

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Quando un libro ti prende a tutto tondo e non sai elencarne i punti di forza o i dettagli più significativi. Significa che non è un bel libro,ma è un capolavoro.
    Opera che fin dalle prime pagine ti porta OLTRE. Oltre il romanzo, oltre la morale, oltre l'idea di vita coniugale di una famigl ...continua

    Quando un libro ti prende a tutto tondo e non sai elencarne i punti di forza o i dettagli più significativi. Significa che non è un bel libro,ma è un capolavoro.
    Opera che fin dalle prime pagine ti porta OLTRE. Oltre il romanzo, oltre la morale, oltre l'idea di vita coniugale di una famiglia borghese degli anni 60 in America.
    Se con "L'animale morente" Roth mi aveva soddisfatto a metà, qui si prende la rivincita, e che rivincita.
    I due protagonisti sono talmente scavati in ogni dettaglio che ti sembrano sempre Vivi e i loro pensieri pulsano anche nel gioco delle " utili finzioni" letterarie.

    ha scritto il 

  • 4

    Cosa ne ho fatto della mia vita???

    In questo splendido romanzo scritto nel 1974 Roth si interroga sulle cause che lo portarono a contrarre un matrimonio, così giovane, con una donna tanto sbagliata per lui. Nonostante non sia una autobiografia, gran parte dei fatti narrati si svolsero proprio come lui li descrive in forma romanzat ...continua

    In questo splendido romanzo scritto nel 1974 Roth si interroga sulle cause che lo portarono a contrarre un matrimonio, così giovane, con una donna tanto sbagliata per lui. Nonostante non sia una autobiografia, gran parte dei fatti narrati si svolsero proprio come lui li descrive in forma romanzata.
    Ci racconta la sua infanzia dorata con una mamma sempre pronta a prendersi cura di lui e sommergerlo di affetto e con un padre sempre orgoglioso di suo figlio, che non gli fece mai mancare niente. Descrive i suoi successi scolastici da studente prima e da insegnante poi presso l'Università di Chicago e la sua carriera in salita dopo la pubblicazione del suo primo libro.
    E poi il disastro: una relazione con una donna di cinque anni più grande di lui (quando lui ne aveva solo 24) e già con una figlia a carico di dieci anni e un ex marito violento, oltre ad un corpo sfatto per il troppo vissuto e una psiche malata. Più sentiva ribrezzo e pena verso questa donna, più non riusciva a venir fuori da questa relazione malata e dopo breve tempo fu anche costretto a sposarla, a causa di un inganno di cui venne a conoscenza anni dopo..
    Ciò che l'autore non è mai riuscito a spiegarsi, anche dopo lunghi periodi di analisi è: perché scelse deliberatamente di rovinarsi la vita?? A questa domanda non si diede mai risposta, infatti anche nella sua splendida autobiografia “I fatti”, scritta quando aveva superato i 50 anni, questo è un tarlo che lo tormenta, visto che ha sempre creduto di essere un uomo ragionevole, lungimirante, guardingo e riguardoso verso se stesso. E allora perché un matrimonio così contrario al proprio interesse dato che non era neanche innamorato? Quale colpa doveva espiare??
    Romanzo consigliato a tutti gli amanti del talentuoso Roth!

    ha scritto il 

  • 4

    Umano, troppo umano

    In Più lontano ancora Franzen, a proposito del carattere autobiografico che può assumere la narrativa, dice che "maggiore è il contenuto autobiografico nell'opera di uno scrittore e minore è la somiglianza di superficie con la sua vita reale".
    La paradossale ambiguità di questa frase ...continua

    In Più lontano ancora Franzen, a proposito del carattere autobiografico che può assumere la narrativa, dice che "maggiore è il contenuto autobiografico nell'opera di uno scrittore e minore è la somiglianza di superficie con la sua vita reale".
    La paradossale ambiguità di questa frase costituisce l'intima essenza di quest'opera metaletteraria di Roth, in cui lui (Roth) si ispira alla propria biografia per scrivere di uno scrittore (Tarnopol), che si ispira alla propria biografia per scrivere di uno scrittore (Zuckerman), il tutto narrando eventi diversi ma dotati di intimi raccordi, tali da renderli metafore gli uni degli altri.
    Questo gioco di scatole cinesi tuttavia non è un semplice divertissment dello scrittore, bensì un terreno su cui sviluppare riflessioni su l'arte e la vita, nonché su tutti quei temi (sesso, rapporti familiari, ebraismo) che, qui trattati in nuce, verranno abbondantemente sviluppati nelle sue opere più mature.

    ha scritto il 

  • 5

    Maureen l'ho odiata per davvero!

    Prima di questo romanzo non conoscevo Roth e dai commenti mi sembra di capire che "La mia vita di uomo" non sia neppure il suo lavoro più riuscito. Beh, io l'ho semplicemente adorato. Innanzitutto lo stile narrativo: sconnesso, pieno di digressioni e irregolari passaggi tra passato e futuro. Roth ...continua

    Prima di questo romanzo non conoscevo Roth e dai commenti mi sembra di capire che "La mia vita di uomo" non sia neppure il suo lavoro più riuscito. Beh, io l'ho semplicemente adorato. Innanzitutto lo stile narrativo: sconnesso, pieno di digressioni e irregolari passaggi tra passato e futuro. Roth è un vero e proprio funambolo del racconto che dà continuamente l'impressione di prendere la deriva nelle sue innumerevoli e lunghissime parentesi per poi riprendere sempre il filo e non perdersi mai. Lo stesso incipit spiazza: due racconti diversi ma con elementi in comune. Li leggi con piacere perché belli, ma irritato dall'idea di non capirne il nesso, il senso stesso all'interno di un testo che pensavi essere un romanzo e non una raccolta di storie. Poi, leggendo, capisci e scopri che "La mia vita di uomo" è una riuscitissima e un po' psicotica (come gli stessi protagonisti d'altronde) operazione di meta-romanzo: i due racconti sono ispirati "alla vera storia" oggetto del romanzo che si presentano come valvola di sfogo del protagonista. E a questo punto ti chiedi quanto il romanzo stesso sia a sua volta ispirato alla vita di Roth. Poi c'è una capacità da parte dell'autore di descrivere personaggi, dialoghi e situazioni straordinaria: i pensieri del protagonista, talvolta cervellotici, scorrono come un fiume in piena e il lettore (almeno io) se ne lascia travolgere con stordito divertimento. La descrizione dei personaggi non si limita all'elencazione dei dettagli fisici ma ne schiude i particolari psicologici, le manie, quelle che formano una personalità pur apparendo marginali, come il bisogno di Ovomaltina da parte di Susan. Così mi sono ritrovato a odiare davvero quella str...a di Maureen e a tifare per Peter nonostante i suoi errori, come si fa con un amico. Ecco, quando un artista riesce a suscitare in questo modo le emozioni di chi fruisce del suo lavoro, sia esso un insieme di parole, suoni o macchie su una tela, ci regala qualcosa di molto bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Un trattato...

    ...sulla nevrosi più che un romanzo. E' un romanzo nel romanzo, la storia di uno scrittore alle prese con un matrimonio catastrofico a metà tra la descrizione di un caso clinico e un esempio di processo creativo. Torna come sempre il tema dell'identità ebraica negli USA che è praticamente il filo ...continua

    ...sulla nevrosi più che un romanzo. E' un romanzo nel romanzo, la storia di uno scrittore alle prese con un matrimonio catastrofico a metà tra la descrizione di un caso clinico e un esempio di processo creativo. Torna come sempre il tema dell'identità ebraica negli USA che è praticamente il filo conduttore di tutto l'opera di Roth, ma anche molto altro: i matrimoni infelici, il bisogno di avere dei partner, la stratificazione delle identità... è anche un romanzo feroce e caustico, non è certo una storia che mi tocca intimamente ma certo è intrigante, è una scrittura egocentrica e autoreferenziale che conferma il talento di Roth.

    ha scritto il 

  • 3

    Due buoni racconti introduttivi e un corpo centrale irritante; in quest'ultimo un resoconto di sapore autobiografico di un uomo che si dibatte fra una moglie prepotente e distruttiva, un'amante apatica e frigida , uno psicanalista che viola la privacy... Verrebbe da affibbiargli due scapaccioni p ...continua

    Due buoni racconti introduttivi e un corpo centrale irritante; in quest'ultimo un resoconto di sapore autobiografico di un uomo che si dibatte fra una moglie prepotente e distruttiva, un'amante apatica e frigida , uno psicanalista che viola la privacy... Verrebbe da affibbiargli due scapaccioni per scuoterlo, ma invece ci pensa lui ad affibbiarli alla moglie, in un raro momento di reattività, ma non funziona.
    Nulla di nuovo nello scoprire narcisismo e nevrosi in Roth, ma se in altri libri questi ingredienti hanno dato risultati altissimi, qui ci si trascina fra isterismi e drammi, impantanati in una sostanziale immobilità.
    Alla chisura del libro si prova il sollievo di chi esce dalle sabbie mobili.

    ha scritto il 

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