La miglior vendetta

Di

Editore: Superpocket (Best thriller; 58)

3.7
(752)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 429 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese , Svedese

Isbn-10: 8846203186 | Isbn-13: 9788846203182 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Linda De Angelis

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Riunita nel castello di Westerbrae, una compagnia teatrale londinese si appresta a leggere un nuovo testo. Ma sopo una serata tempestosa, punteggiata da litigi, Joy Sinclair, la bellissima autrice, viene trovata morta nel suo letto, uccisa con un pugnale che le ha trapassato il collo.Per i poliziotti di quel tranquillo angolo di Scozia è un caso troppo delicato: a essere coinvolte sono personalità del mondo teatrale e personaggi di alto rango.Così in tutta fretta New Scotland Yard manda a Westerbrae l'ispettore Thomas Lynley, affiancato dal sergente Barbara Havers. Per Lynley il delitto assume subito i contorni di un incubo: tra gli ospiti del castello c'è Helen Clyde, la donna di cui è innamorato. Lottando contro la gelosia che rischia di annebbiare la sua lucidità mentale e il suo acume investigativo, Lynley si ritrova nell'occhio di un ciclone, in cui turbinano vecchi scandali di famiglia, inesorabili rivalità professionali, scoperte sconcertanti.Perché il movente di quel delitto affonda le sue radici nel passato di molti degli ospiti di Westerbrae...
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  • 3

    Su consiglio di chi conosce bene questa autrice, la sto leggendo in ordine cronologico, essendo partito dal prequel “Il lungo ritorno” ed avendo poi proseguito con “E liberaci dal padre” e ora questo ...continua

    Su consiglio di chi conosce bene questa autrice, la sto leggendo in ordine cronologico, essendo partito dal prequel “Il lungo ritorno” ed avendo poi proseguito con “E liberaci dal padre” e ora questo “La miglior vendetta”. Dei tre, l'ultimo, almeno apparentemente, è il più “giallo”, inteso in senso classico. Dico “apparentemente”, perché, in realtà, dopo un'invitante premessa (il gruppo di attori riuniti in un castello circondato dalla neve e l'omicidio all'interno di un gruppo chiuso – per quanto concordo con chi ha rimarcato che i personaggi sono troppi e tutt'altro che ben delineati), le promesse poi non vengono adeguatamente mantenute, tant'è che il romanzo potrebbe benissimo essere ambientato in una grigia metropoli industriale così come su un atollo delle Hawaii, senza che questo modifichi nemmeno marginalmente la storia. Oltre a questa involuzione ambientale, ce n'è poi un'altra anche a livello di storia, visto che, dopo il secondo omicidio, si abbandona decisamente la pista del giallo classico (a proposito e per inciso: a chi lo definisce un giallo “di camera chiusa” mancano a mio parere i “fondamentali” del lettore svezzato a Christie e Golden Age!), tralasciando interrogatori e quanto fa parte del cliché del giallo ad enigma, per virare tutto sul giallo psicologico, evidentemente più consono all'autrice. E il romanzo, fino a quel momento non eccezionale, ma comunque più che accettabile, subisce un pesantissimo rallentamento, almeno fino al finale. Lo considero, insomma, un'occasione doppiamente sprecata: da un lato, perché avrebbe potuto essere un giallo classico di tutt'altro spessore; dall'altro, perché la parte (ormai l'ho capito) migliore della George, e cioè l'evoluzione delle storie dei personaggi “fissi”, non è al livello di altri libri. Ciò nonostante, gli do tre stelle, perché l'ho trovato decisamente migliore rispetto a “E liberaci dal padre” e, soprattutto, perché c'è una certa onestà di fondo negli indizi, che, sia pur blandamente (e in maniera marginale rispetto al “cuore” della vicenda), sono messi a disposizione del lettore per instradarlo verso il nome dell'omicida (anche se, ad onor del vero, l'eccessiva lentezza e lunghezza del romanzo, ha portato un appassionato dell'enigma come il sottoscritto ad attendere la rivelazione finale passivamente, quasi come una liberazione, senza nemmeno provare ad azzardare una soluzione...).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Come al solito, ben scritto, classico mistero della porta chiusa, con personaggi ottimamente delineati e descrizioni al fulmicotone. Come piace a me, del resto. Unica pecca: trovare l'assassino è fin ...continua

    Come al solito, ben scritto, classico mistero della porta chiusa, con personaggi ottimamente delineati e descrizioni al fulmicotone. Come piace a me, del resto. Unica pecca: trovare l'assassino è fin troppo facile. È l'unico ad avere un vero movente. Ma alla George si perdona tutto!

    ha scritto il 

  • 3

    Ho preferito il primo, questo l'ho trovato toppo "macchiavellico".
    Interessante però,lo sviluppo che la Geroge ha creato con Lady Helen.
    Leggerò il seguito.

    ha scritto il 

  • 2

    Ha scritto di meglio.

    Nonostante la passione bruciante per la George, questo non mi è proprio piaciuto. Troppi personaggi, troppa confusione, pochissima suspense, pochissima romance. Pazienza. Resta comunque una grande. Qu ...continua

    Nonostante la passione bruciante per la George, questo non mi è proprio piaciuto. Troppi personaggi, troppa confusione, pochissima suspense, pochissima romance. Pazienza. Resta comunque una grande. Questo libro semplicemente non le è venuto bene. Capita. O per lo meno: a me non è piaciuto. Poco male. Ci sono ancora tutti gli altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Terzo libro della George, forse quello che mi ha appassionato di più. L'ambientazione scozzese era affascinante, ma gli ingranaggi del teatro, delle famiglie e dei tradimenti hanno reso tutto ancora p ...continua

    Terzo libro della George, forse quello che mi ha appassionato di più. L'ambientazione scozzese era affascinante, ma gli ingranaggi del teatro, delle famiglie e dei tradimenti hanno reso tutto ancora più eccitante e coinvolgente. Mi sono divertita a studiare gli indizi per anticipare Linley, ma certi risvolti sono stati proprio inaspettati.
    Alla fine sono rimasta un po' male nel scoprire l'assassino... io mi ero fatta tutta un'altra idea!

    ha scritto il 

  • 3

    Sul fatto di creare trame intricate la George è una maestra. Certo farlo introducendo un'infinità di personaggi non è il modo migliore, ma l'autrice si districa bene nel tratteggiare le diverse person ...continua

    Sul fatto di creare trame intricate la George è una maestra. Certo farlo introducendo un'infinità di personaggi non è il modo migliore, ma l'autrice si districa bene nel tratteggiare le diverse personalità di ognuno. Unica nota dolente: la conclusione, mi è sembrato che il colpevole sia stato scelto a caso dal mazzo...

    ha scritto il 

  • 3

    L’ho trovato decisamente macchinoso, soprattutto all’inizio fatica ad ingranare.

    L’idea di un omicidio che avviene all’interno di un maniero scozzese isolato è senz’altro accattivante: una compagnia ...continua

    L’ho trovato decisamente macchinoso, soprattutto all’inizio fatica ad ingranare.

    L’idea di un omicidio che avviene all’interno di un maniero scozzese isolato è senz’altro accattivante: una compagnia teatrale vi si riunisce per leggere il copione di un nuovo spettacolo, ma l’autrice Joy Sinclair viene brutalmente accoltellata la notte successiva alla lettura. I personaggi sono troppi, tutti imparentati tra loro e forse anche poco definiti, tanto che confondevo le varie testimonianze (ad un certo punto mi è sembrato che tutti avessero trascorso una parte della notte nella camera di Joy!)
    Due moventi diversi e possibili, anche se, almeno uno, secondo me è decisamente forzato.

    Le indagini sono naturalmente assegnate all’ispettore Thomas Lynley, in questo caso abbondantemente manovrato dai suoi superiori a Scotland Yard, i quali lo ritengono adatto ad investigare con “delicatezza” su Lord Stinthurst, uno dei sospettati dell’omicidio: ben lungi dal trovarlo affascinante con le sue origini nobili che lui vive angosciosamente come un peso, lo trovo pedante e noioso. Tra l’altro in questo romanzo Lynley è particolarmente ottuso a causa della sua gelosia verso Lady Helen, che lo porta a intestardirsi nelle sue ricerche a senso unico verso un solo indiziato. Molto meglio il sergente Havers (se non ci fosse lei, a prendere in mano un paio di volte le indagini…) e Simon St. James, il mio preferito.

    E' il secondo romanzo della George che leggo, è ancora non ho capito se mi piace oppure no.

    ha scritto il 

  • 5

    La miglior vendetta

    Il secondo romanzo della George mi ha colpita decisamente più del primo! mi ha tenuta col fiato sospeso dall'inizio alla fine, e ha portato, fra l'altro, ad interessanti sviluppi nella vicenda Linley- ...continua

    Il secondo romanzo della George mi ha colpita decisamente più del primo! mi ha tenuta col fiato sospeso dall'inizio alla fine, e ha portato, fra l'altro, ad interessanti sviluppi nella vicenda Linley-helen :) questo si che è un giallo degno di tal nome, consigliatissimo a tutti gli amanti del genere!

    ha scritto il 

  • 4

    Il tradimento come la peste si nutre di sangue.

    Lo avevo saltato, ero passata dal primo al terzo della serie che ha come protagonista l’ispettore Linley e il sergente Havers perché di questo me ne avevano parlato male o meglio mi avevano detto che ...continua

    Lo avevo saltato, ero passata dal primo al terzo della serie che ha come protagonista l’ispettore Linley e il sergente Havers perché di questo me ne avevano parlato male o meglio mi avevano detto che era il meno riuscito. E fortuna che ho la capa tosta e ho deciso di leggerlo lo stesso. Vero è che inizialmente l’ho preso un po’ con le molle, vero anche che ci mette un po’ ad ingranare per il gran numero di personaggi e la parentela che li lega, però una volta partita mi sono sentita risucchiare dallo stile della George che mi ha coinvolto completamente. Mi è piaciuta molto l’ambientazione in Scozia, mi è piaciuta la trama piuttosto contorta direi che cambia direzione e non si sa dove vuole andare a parare, mi è piaciuta l’idea del delitto a camera chiusa e mi è piaciuto cogliere il lato umano e la debolezza di Linley.
    Non c’è nessun crimine tanto esecrabile quanto un assassinio. Contamina e inquina, e nessuna vita che ne viene toccata, non importa quanto marginalmente, non potrà essere più la stessa

    ha scritto il 

  • 4

    Inizio un po' lento, fatica a ricordare i nomi di tutti i personaggi presenti... poi tutto si ingarbuglia, più intrighi che depistano da quello principale fino al colpo di scena finale
    Si è notato che ...continua

    Inizio un po' lento, fatica a ricordare i nomi di tutti i personaggi presenti... poi tutto si ingarbuglia, più intrighi che depistano da quello principale fino al colpo di scena finale
    Si è notato che mi sto appassionando alla George?? :)

    ha scritto il