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La mite

Di

Editore: Mondadori

4.0
(617)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804558156 | Isbn-13: 9788804558156 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Come Il sogno di un uomo ridicolo, anche La mite è un racconto tratto dallo zibaldone dostoevskijano Diario di uno scrittore, e come Il sogno di un uomo ridicolo, anche La mite tratta i grandi temi ...continua

    Come Il sogno di un uomo ridicolo, anche La mite è un racconto tratto dallo zibaldone dostoevskijano Diario di uno scrittore, e come Il sogno di un uomo ridicolo, anche La mite tratta i grandi temi umani con la profondità e il respiro che solo i massimi scrittori russi riescono a raggiungere. La Russia dev’essere un posto in cui la vita è così provante da spingerti alle massime riflessioni sul senso dell’esistenza e degli elementi che la compongono. Qui Doestoevskij recupera una storia di cronaca vera, quella di una ragazza suicidatasi gettandosi dalla finestra stringendo al petto un’icona della Vergine (un’immagine straordinariamente potente), e ci costruisce sopra un monologo creando il personaggio del vedovo sconvolto e insieme sconvolgente che ha in qualche modo spinto e non spinto la moglie al gesto estremo. La vicenda, di estrema semplicità narrativa, si rivela di inestricabile complessità psicologica: lui sposa lei per toglierla dalla miseria, ma inizia poi una sorta di gioco del silenzio al rialzo che porterà alle tragiche conseguenze. Una storia semplice, in cui però lo scrittore russo imbastisce una singolare battaglia dei sessi impostata sul fatto che lui ha il cuore ormai sporcato dalla vita, e lei così giovane e pura può capirlo, ma non comprenderlo. L’assoluta incomprensibilità fra i due genera momenti terribili, dolci, ambigui. È come dice la mite: il marito ha giurato vendetta alla società, ma l’unica vittima non è stata che lei; è come dice lui: lui la ama follemente, ma la differenza d’età rende difficile il rapporto. Il concetto di “colpa” sfugge. Il monologo del marito è ambiguo, e soprattutto non si sente che una sola campana: che cosa avrebbe potuto dire la moglie? Questo è lasciato all’immaginazione del lettore silenzioso, che pagina dopo pagina diventa egli stesso la moglie silenziosa sovrapponendosi con lei, e questa è la grande qualità della prosa di Dostoevskij.

    Nota alla prefazione: a cosa serve se sta lì solo a spiegare dettagli che il lettore può benissimo cogliere da solo, e a raccontare l’intera trama sciupando il piacere della lettura?

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginate di perdere un vostro caro, vederlo lì, in mezzo alla stanza dentro una bara...quali sarebbero i vostri pensieri? Sicuramente: "Avrei potuto dirgli..." "Avrei potuto fare..."...vero? Ma ...continua

    Immaginate di perdere un vostro caro, vederlo lì, in mezzo alla stanza dentro una bara...quali sarebbero i vostri pensieri? Sicuramente: "Avrei potuto dirgli..." "Avrei potuto fare..."...vero? Ma sarà troppo tardi!

    ha scritto il 

  • 4

    "Seriamente, che ne sarà di me quando la porteranno via domani?"

    Nota: Ho letto solo La Mite, primo racconto di questo libello al quale è stato unito anche Sogno di un Uomo Ridicolo.

    La Mite

    Lettura difficile, che come per Il Sosia ha lasciato in me dubbi e ...continua

    Nota: Ho letto solo La Mite, primo racconto di questo libello al quale è stato unito anche Sogno di un Uomo Ridicolo.

    La Mite

    Lettura difficile, che come per Il Sosia ha lasciato in me dubbi e lacune, ma sebbene non posso di certo aver la presunzione di dire di aver capito appieno il racconto (poiché son sempre più convinto che Fedor non si debba leggere, ma studiare) esso mi ha lasciato comunque qualcosa, ha dato conferma al sottoscritto che Dostoevskij davvero sia stato un grandissimo scrittore, capace di mettere in scena una storia banale ma al contempo approfondire tutta una serie di comportamenti umani e mettere in evidenza (principalmente) i personaggi da lui descritti. Do a La Mite una valutazione buona ma non ottima in quanto da questo autore mi aspetto sempre di più, e so per certo che quel più arriverà una volta che mi addentrerò nei suoi romanzi più noti come Delitto e Castigo o L'Adolescente. Rimane, ovviamente, un opera strepitosa, un racconto che ogni lettore dovrebbe leggere, un capolavoro che non ha nulla da invidiare rispetto a tanti altri lavori e non viene affatto appesantito dal tempo. La conferma, insomma, che Dosto aveva capito gli uomini ed i loro comportamenti.

    Voto: 8/10

    ha scritto il 

  • 0

    Capita ad alcuni lettori, che per un periodo vengano distolti dalle loro letture da varie occupazioni e responsabilità, di sentirsi oppressi da una leggera depressione. Come quando si immerge in un ...continua

    Capita ad alcuni lettori, che per un periodo vengano distolti dalle loro letture da varie occupazioni e responsabilità, di sentirsi oppressi da una leggera depressione. Come quando si immerge in un bicchiere d'acqua un pennello sporco di tempera nera, così pare calare sugli occhi del lettore-non-più-lettore una patina opaca.

    E che gran sollievo quando, dopo aver tanto atteso, si rimane avvinti a questo racconto come ad un adesivo!

    Sembra una storia insipida come il suo narratore, che ci parla della sua timida, mite, incompresa moglie.

    Inaspettatamente ed improvvisamente, quanto senti la carta delle pagine assottigliarsi sotto le dita della mano destra, un raggio di luce illumina l'insipido narratore, e così anche il lettore.

    Aggiungo solo che sono rimasta chiusa in ufficio perché mi sono trattenuta a finire il racconto oltre l'orario di lavoro -.-

    ha scritto il 

  • 4

    "Non sai che paradiso ti avrei ritagliato. Avevo il paradiso nell'anima, te ne avrei circondata! Certo, non mi avresti amato... va bene, e allora? Tutto sarebbe stato così."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Immaginate di perdere un vostro caro, vederlo lì, in mezzo alla stanza dentro una bara...quali sarebbero i vostri pensieri? Sicuramente: "Avrei potuto dirgli..." "Avrei potuto fare..."...vero? Ma ...continua

    Immaginate di perdere un vostro caro, vederlo lì, in mezzo alla stanza dentro una bara...quali sarebbero i vostri pensieri? Sicuramente: "Avrei potuto dirgli..." "Avrei potuto fare..."...vero? Ma sarà troppo tardi!

    ha scritto il 

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