La modista

Un romanzo con guardia e ladri

Di

Editore: Garzanti (Narratori moderni)

3.6
(1263)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 385 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8811685745 | Isbn-13: 9788811685746 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Nella notte hanno tentato un furto in comune, ma la guardia Firmato Bicicli non ha visto nulla. Invece, quando al gruppetto dei curiosi accorsi davanti al municipio s'avvicina Anna Montani, il maresciallo Accadi la vede, eccome: un vestito di cotonina leggera e lì sotto pienezze e avvallamenti da far venire l'acquolina in bocca. Da quel giorno Bicicli avrà un solo pensiero: acciuffare i ladri che l'hanno messo in ridicolo e che continuano a colpire indisturbati. Anche il maresciallo Accadi, da poco comandante della locale stazione dei carabinieri, da quel momento ha un'idea fissa. Ma intorno alla bella modista e al suo segreto ronzano altri mosconi: per primo Romeo Gargassa, che ha fatto i soldi con il mercato nero durante la guerra e ora continua i suoi loschi traffici; e anche il giovane Eugenio Pochezza, erede della benestante signora Eutrice nonché corrispondente locale della "Provincia". Il romanzo è centrato su una protagonista femminile vitale, ambiziosa e sensuale, un po' furba e un po' ingenua. Intorno al suo frequentatissimo atelier, tra cognac doppi e partite a scala quaranta, si muove e si agita tutto il paese: dal sindaco Balbiani con il segretario comunale Bianchi, giù fino al trio di giovinastri composto dal Fès, dal Ciliegia e dal Picchio, passando per l'appuntato Marinara, che deve rimediare alle distrazioni del superiore, e poi le misteriose titolari della farmacia Gerbera e Austera Petracchi, la cuoca di casa Pochezza e sua figlia Ersilia, lo spazzino Oreste e il messo Milico...
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    Non sarà il Vitali della zia Tecla, ma sfido chiunque a staccarsi dalle ultime 50/60 pagine, senza leggerle tutte d'un fiato. Partendo dall'escamotage di un tentato furto al municipio, ci racconta la ...continua

    Non sarà il Vitali della zia Tecla, ma sfido chiunque a staccarsi dalle ultime 50/60 pagine, senza leggerle tutte d'un fiato. Partendo dall'escamotage di un tentato furto al municipio, ci racconta la vita di una cittadina ai piedi del lago di Como nell'Italia del dopoguerra, dei suoi abitanti verso i quali non si può che provare empatia (e anche un pò di invidia e nostalgia per quei tempi) e delle vicende che si susseguono e che, chi più chi meno, sono "manovrate" dalla modista.
    Spinta dal desiderio di elevarsi socialmente, a tratti anche ingenua, è lei che fino all'ultimo tesserà le sorti degli uomini (soprattutto questi ultimi) del paese. Personalmente, pur trovandolo in alcuni punti macchinoso, forzato e un pò troppo intricato, Vitali rimane e rimarrà sempre uno dei pochi autori che riescono a dipingere l'immagine assolutamente veritiera di un paese ricco di contraddizioni e con aspirazioni sempre un pò oltre le proprie possibilità.

    ha scritto il 

  • 0

    Sarà che mi aspettavo un giallo, ma l'unica cosa positiva che ho trovato è stata la scorrevolezza, che mi ha portato a finire presto il libro... È il mio primo Vitali (ne ho un altro paio in libreria, ...continua

    Sarà che mi aspettavo un giallo, ma l'unica cosa positiva che ho trovato è stata la scorrevolezza, che mi ha portato a finire presto il libro... È il mio primo Vitali (ne ho un altro paio in libreria, ma certo non ne comprerò piû!): sa indubbiamente scrivere, ha uno stile particolare ma coinvolgente... però manca del tutto la qualità dei contenuti. Non posso dare più di una stella.

    ha scritto il 

  • 3

    Continuo a non apprezzare il buon Vitali, probabilmente è un mio limite visto le lodi sperticate che riceve. I personaggi sono i soliti da Don Camillo e Peppone in chiave moderna, le storie a metà tra ...continua

    Continuo a non apprezzare il buon Vitali, probabilmente è un mio limite visto le lodi sperticate che riceve. I personaggi sono i soliti da Don Camillo e Peppone in chiave moderna, le storie a metà tra il semplice e surreale. Poi alla fine della lettura non mi rimane nulla. Dopo tre suoi romanzi credo di aver messo la parola fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo dimenticato quanto potessero essere gustose le storie di quel ramo del lago di Como.
    Vitali riesce a raccontare con leggerezza un intero paese e i vizi dei suoi abitanti, e lo fa sempre in modo ...continua

    Avevo dimenticato quanto potessero essere gustose le storie di quel ramo del lago di Como.
    Vitali riesce a raccontare con leggerezza un intero paese e i vizi dei suoi abitanti, e lo fa sempre in modo intelligente. Un romanzo divertente, incentrato sulla figura della donna (sensuale, furba, calcolatrice).

    ha scritto il 

  • 4

    La notte in cui ignoti tentano di rubare in municipio, la guardia notturna Bicicli è troppo ubriaca per notare qualcosa. Il maresciallo, invece, è troppo preso dall'avvenenza dalla modista per indagar ...continua

    La notte in cui ignoti tentano di rubare in municipio, la guardia notturna Bicicli è troppo ubriaca per notare qualcosa. Il maresciallo, invece, è troppo preso dall'avvenenza dalla modista per indagare. Ma la Montani non è ufficialmente libera, visto che il marito risulta disperso in Russia. Ma intorno alla modista c'è anche il ricco giornalista Pochezza, che non può separarsi dalla madre. E Bicicli che fa di tutto per riscattare il suo onore...

    Vitali riesce sempre a mettermi di buon umore, già solo con quei nomi astrusi che chissà dove va a pescare. Qui mette in scena l'umanità post bellica, che cerca di ritornare a una vita normale. E si sorride, prendendo in giro i personaggi, come fa lui.

    ha scritto il 

  • 2

    Bellaneide - 15 giu 14

    Qual è lo strano destino dei libri? Un autore scrive per anni libri, non aulici, ma certamente godibili e leggibili. Riceve riconoscimenti, tributi ed altri omaggi, tra cui un doveroso premio per il c ...continua

    Qual è lo strano destino dei libri? Un autore scrive per anni libri, non aulici, ma certamente godibili e leggibili. Riceve riconoscimenti, tributi ed altri omaggi, tra cui un doveroso premio per il complesso della sua opera e della sua ambientazione comasca. E poi ricevi un premio per il meno riuscito dei propri libri. Sì, perché questa modista, storia di guardia e ladri come recita il sottotitolo, ha ricevuto nel 2008 il Premio Ernest Hemingway (certo premio minore, assegnato in quel di Lignano Sabbiadoro). Perché questo, pur essendo una discreta scrittura, in linea con quanto Vitali scrive da sempre, non è particolarmente riuscito. Uno dei marchi distintivi e positivi della sua scrittura è, infatti, quello di incentrare la vicenda su di un personaggio e poi creare un carosello di avvenimenti all’intorno. Qui, sembrava che Anna Montani, la modista del titolo, fosse quel centro. Un personaggio intrigante dei primi anni ’50. Bella figliola, cameriera, poi operaia nell’opificio, infine (con l’aiuto del losco Gargassa) proprietaria di un negozio di scampoli e merceria, da lei definito “di moda”. Ma il losco finisce in prigione e sparisce. Da chi farsi “proteggere” allora? Prima dall’Eugenio Pochezza. Ma questi ha una madre incombente da cui non si riesce a distaccare. Allora dal maresciallo Carmine Accadi, siciliano trapiantato nelle brume del Nord. Tipico esempio di arroganza e supponenza nascosta dietro ai simboli del potere. Che non ne imbrocca una, facendosi tirare più volte le orecchie dai superiori a Como. Infine, con lo spazzino ex-guardia notturna Firmato Bicicli. Tutto vano. La modista Anna rimane sola, ed ha l’unico colpo di coda nel vendicarsi del Pochezza quando questi convola a giuste nozze con la bella Ersilia (che però è solo bella, e si rivelerà una arpia in casa, in questo aiutata dalla madre Olga). Letto in quest’ottica sembrerebbe aver senso. Ma questa è la mia lettura dei fatti che vengono immersi nel brodo della quotidianità di Bellano. Dove forse riesce ad emergere l’appuntato Assunto Marinara, carabiniere atipico perché del luogo, e conoscitore e solutore di fatti e misfatti. Però essendo del luogo ha anche l’empatia con i poveri ladri, e spesso li lascia andare. Come lascia andare il Picchio, quando questi ruba dal tabaccaio. Per poi fermarlo quando sembra (ma in realtà no) rubare in farmacia dalle sorelle Gerbera e Austera Petracchi. Che invece lo avevano usato per loro loschi bisogni sessuali. Tanto loschi che una volta scoperti dovranno lasciare il paese. O forse il Bicicli stesso, inutilmente guardia che non arresta mai nessuno. Tanto che il suo protettore, il sindaco Amedeo Balbiani si vedrà costretto a declassarlo a spazzino pur di toglierselo di torno. O il sindaco stesso, con la sua passione per la caccia. Meglio il torvo maresciallo siculo, ossessionato dalle donne e dallo scarico puzzolente dei suoi gabinetti. Stupenda l’immagine sua che si alza dal letto con la retina in testa, veri salti indietro di sessanta anni. E ce ne sono decine di altri, di piccoli bozzetti cittadini, usciti dalla penna di questo atipico medico condotto, che sui suoi foglietti di lavoro in attesa dei pazienti dell’ambulatorio, continua a tratteggiare persone e cose di questa cittadina in riva al lago di Como. Piacevole è quell’ultima cartina in ex ergo, dove finalmente si possono seguire i luoghi delle vicende, e capirne i modi ed i percorsi. Dalla caserma dei Carabinieri alla casa della modista, dalla Farmacia al caffè dell’Imbarcadero, dal Municipio all’Osteria del Ponte. E le persone che vi passano la vita, con quei talmente inventati da essere veri. Che solo chi si chiama realmente così può passeggiare per Bellano. Firmato, Assunto, Ersilia, Eutrice. Quanti sono i personaggi di Vitali usciti da questa e dagli almeno quindici libri dedicati alla saga di Bellano. Tutti realmente falsi. Potendo ribadire un concetto già espresso, quando Vitali risale al ventennio fascista, la verve e le situazioni imbarazzanti che si svolgono intorno al lago di Como sono intriganti ed umoristicamente gradite. Quando comincia ad avvicinarsi al presente, si sente un calo nella scrittura. Come in questa modista, romanzo senza centro, gradevole, scorrevole, ma forse dimentichevole.

    ha scritto il