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La moglie che ha sbagliato cugino

Di

Editore: Sellerio

3.8
(90)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 197 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838922683 | Isbn-13: 9788838922688 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Due cugini siciliani, nome e cognome identici, Liborio Cappa, ma del tutto diversi nel fisico, nell'ingegno e nel modo di concepire la vita, decidono di scambiarsi le parti. Uno, geniale inventore di slogan pubblicitari ma insofferente del lavoro di manager passerà le idee all'altro che, privo di ogni attitudine creativa, è però impaziente di farsi una posizione nel mondo degli affari della city milanese. Il trucco dei due "terroni", sembra semplice ma genera una catena di equivoci; le cose si imbrogliano, i parenti dei due Libori si intromettono e solo una immane catastrofe restituirà ai cugini la loro identità insieme alla incrinata pace familiare. Una satira tagliente al mondo della pubblicità, al mito della carriera, alle mode.
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  • 4

    La fantasia ci salverà!

    Il vivere sociale.
    C'è bisogno del buonsenso: scendere a compromessi può diventare necessario, al costo di sembrare incoerenti. Ed è giusto che sia così, quando si decide di passare dallo stato individuale a quello di coppia. A cosa serve essere coerenti con delle idee se il prezzo da pagar ...continua

    Il vivere sociale.
    C'è bisogno del buonsenso: scendere a compromessi può diventare necessario, al costo di sembrare incoerenti. Ed è giusto che sia così, quando si decide di passare dallo stato individuale a quello di coppia. A cosa serve essere coerenti con delle idee se il prezzo da pagare è il rischio di passare dallo stato di coppia a quello individuale? Soprattutto se uno dei due (della coppia) rientra nel 70%*.
    Si può sempre fare appello al principio della libertà secondo il quale: "libertà significa essere liberi di essere incoerenti".

    * = teoria del 70%: gli uomini/le donne sono ideali al 70%. Bisogna capire se la propria scelta ricade nel 70% o nel 30%.

    C'è bisogno di più generosità: un esempio sono le "vacanze benefiche" di un emigrato-tipo che torna al paesello per le ferie.
    Da premettere che ci possono essere due categorie di emigrati. Quelli che quando tornano al paese si vantano della loro nuova vita, criticando quello che hanno lasciato e quelli che, appunto, fanno della loro vacanza l'occasione di fare beneficenza, ma non con i soldi: "Dare mille lire ad un povero significa farlo felice per un giorno. Due, al massimo. Ma dire a Gaetano Palumbo che un negozio di ferramenta come il suo, a Milano, non lo si trova neppure in centro, significa farlo felice per tutta la vita. E a me, non costa nulla".

    Ma c'è anche bisogno di "salvarsi" dall'omologazione, perché il vivere sociale può portare a questo.
    E allora solo la fantasia ci potrà salvare!

    http://www.youtube.com/watch?v=Km_LUC9KUAw

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto nel 1966 ma ancora profondamente moderno. Un romanzo ironico, divertente, ed una satira sull'Italia del boom economico e sulla civiltà dei consumi e della pubblicità, vista attraverso due omonimi cugini e le rispettive consorti.

    ha scritto il 

  • 4

    Quanto può essere intelligente un libro? Io sono ancora piccola per giudicare, però qui mi trovo bene. Come se i microneuroni del mio cervellino fossero titillati da un’arietta fresca e frizzantina. Andiamo negli anni Sessanta, ai tempi delle grandi campagne pubblicitarie e del grande boom. C’è u ...continua

    Quanto può essere intelligente un libro? Io sono ancora piccola per giudicare, però qui mi trovo bene. Come se i microneuroni del mio cervellino fossero titillati da un’arietta fresca e frizzantina. Andiamo negli anni Sessanta, ai tempi delle grandi campagne pubblicitarie e del grande boom. C’è un uomo creativo e c’è un uomo pigro. C’è uno scambio consenziente di ruoli e una grande visione del futuro. Come andare a vedere i fuochi d’artificio in una sera d’estate, con il cielo limpido e un gelato in mano.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande. Esilarante seppure tocca temi importanti sui valori della vita.
    L'invenzione dei dipoenti (dipinti e peosia assieme) è grandiosa e alcuni di questi sono davvero sublimi. E la moglie inglese che va sempre a prende 'air puri in the park' che ricorda Montessano in una delle sue più bri ...continua

    Grande. Esilarante seppure tocca temi importanti sui valori della vita.
    L'invenzione dei dipoenti (dipinti e peosia assieme) è grandiosa e alcuni di questi sono davvero sublimi. E la moglie inglese che va sempre a prende 'air puri in the park' che ricorda Montessano in una delle sue più brillanti caricature seppure personaggio secondario ben sta in compagnia dei due cugini. Insomma, leggetelo, prigo !

    ha scritto il 

  • 0

    Divertente, scoppiettante ma sterile

    All'inizio ti travolge con le idee che tira fuori una dopo l'altra, alla Almodovar. Poi ci sono anche delle riflessioni sulla pubblicità e sugli slogan che sembrano anticipare la storia, pensando che il libro è stato scritto nel 1966. Anche lo slogan ideato per la bibita, che fa da base alla stor ...continua

    All'inizio ti travolge con le idee che tira fuori una dopo l'altra, alla Almodovar. Poi ci sono anche delle riflessioni sulla pubblicità e sugli slogan che sembrano anticipare la storia, pensando che il libro è stato scritto nel 1966. Anche lo slogan ideato per la bibita, che fa da base alla storia, è incredibilmente moderno.
    Peccato che da un certo punto in avanti tutto cominci ad avvitarsi su sé stesso. Manca quella capacità di andare oltre la satira per costruire una fotografia di un ceto, di un periodo storico, anche solo di un semplice carattere. Questo non c'è, e così il lettore arriva alla fine stanco e un po' deluso.
    Altri autori comici dello stesso periodo avevano meno talento e idee, ma più capacità di allargare l'orizzonte della loro comicità, unico modo per lasciare l'ambito degli sketch per affrontare il respiro di un libro.
    Ovvio poi che i libri pubblicati oggi dai vari comici sono ancora un'altra cosa e meriterebbero un discorso a parte.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sono
    ottimista:
    quando ho
    l'emicrania
    preferisco
    dire
    che mi è
    passato
    il ben di testa"
    Se questo "dipoento" vi ha fatto -almeno- sorridere allora è un libro che fa per voi.Adatto per chi apprezza un umorismo un po' all'antica basato sui gioc ...continua

    "Sono
    ottimista:
    quando ho
    l'emicrania
    preferisco
    dire
    che mi è
    passato
    il ben di testa"
    Se questo "dipoento" vi ha fatto -almeno- sorridere allora è un libro che fa per voi.Adatto per chi apprezza un umorismo un po' all'antica basato sui giochi di parole con qualche critica alla società dei consumi.

    ha scritto il 

  • 4

    Due cugini e le loro mogli

    Questo romanzo è stato scritto negli anni '60, e si sente (detto in senso positivo). Ogni azione e ogni descrizione, i personaggi ed il loro modo di atteggiarsi, i loro miti e le loro ambizioni, hanno il sapore di quell'epoca.
    Domina è uno scrittore siciliano, anche se, leggendo ques ...continua

    Questo romanzo è stato scritto negli anni '60, e si sente (detto in senso positivo). Ogni azione e ogni descrizione, i personaggi ed il loro modo di atteggiarsi, i loro miti e le loro ambizioni, hanno il sapore di quell'epoca.
    Domina è uno scrittore siciliano, anche se, leggendo questo romanzo ambientato a Milano, non sembra. E' stato autore di testi per la radio e tra i suoi amici/colleghi c'era Marcello Marchesi. Questo, per chi ricorda l'attore-regista milanese ("Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano", poi divenuta famosa come titolo di un libro, è una frase sua), è un buon indizio per capire in che tipo di storia ci si muove.
    Il romanzo parla di due cugini di origine siciliana, identici nel nome e cognome, ma diversissimi per quanto riguarda l'atteggiamento nei confronti della vita e dell'inserimento nella società del nord.
    Leggendolo si sente proprio il sapore di quella comicità lieve, surreale, intelligente, che abitava nelle trasmissioni radiofoniche degli anni '60-'70. Con l'aiuto di queste pagine si va un po' in vacanza dalla pesantezza che invece pervade spesso la comicità dei nostri anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Appena letto la prima volta(anni '70) ne ero entusiasta tanto che quando l'ho rivisto pubblicato da sellerio l'ho immediatamente comprato e, leggendolo, non ho più ritrovato lo stesso entusiasmo, tuttavia qualcosa rimane come ad esempio due dipoenti (dipinti in rima)che riguardano noi aNobiani: ...continua

    Appena letto la prima volta(anni '70) ne ero entusiasta tanto che quando l'ho rivisto pubblicato da sellerio l'ho immediatamente comprato e, leggendolo, non ho più ritrovato lo stesso entusiasmo, tuttavia qualcosa rimane come ad esempio due dipoenti (dipinti in rima)che riguardano noi aNobiani:

    Il <<Premio Strega>>
    e quello di Viareggio.
    La <<Penna d'oro>>

    e il <<Premio Bancarella>>
    La grolla, il nastro
    questo e quello
    d'oro e d'argento...
    Pensate invece al
    <<Premio
    Lo Cascio Salvatore,
    lettore>>
    assegnato a titolo
    personale,
    senza giurie
    né telegiornale.
    Privato e immotivato.
    Così,
    senza pareri altrui.
    Sol perchè il libro
    era piaciuto
    a lui...

    ed ancora un altro:

    Hai visto
    quel film
    di Pasolini:
    IL VANGELO
    SECONDO MATTEO?
    - Sì, l'ho veduto
    - T'è piaciuto?
    - Certo... Però...
    Ti dirò
    il libro m'è
    piaciuto di più.

    ha scritto il