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La moglie del generale

Di

Editore: Guanda

3.1
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8860880815 | Isbn-13: 9788860880819 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 0

    Poesia feroce dell'amore

    La gran parte delle storie d'amore non sono che storie di odio di rapina e di beffa accompagnate da squilli di tromba scoppi di granate o canti celestiali. Cessati i quali le storie scoprono il loro ordito sinistro e in fondo ordinario. Naturalmente esistono anche le eccezioni, e sono le storie d ...continua

    La gran parte delle storie d'amore non sono che storie di odio di rapina e di beffa accompagnate da squilli di tromba scoppi di granate o canti celestiali. Cessati i quali le storie scoprono il loro ordito sinistro e in fondo ordinario. Naturalmente esistono anche le eccezioni, e sono le storie dei grandi affetti. Questa è proprio una storia d'amore, e quindi di odio di rapina e di beffa. La storia è quella di un odio infelice, mortale, dove la rapina dell'altro è sempre tentata, e la caccia all'umiliazione e sottomissione prosegue nel buio. Detto questo, aggiungo che ogni pagina s'impone per un impeto straordinario, per una forza del narrare ch'è torrentizia e sempre limpida, caotica eppure calma, dove tutto -l'ingiuria la menzogna la violenza e la morte- accade in un turbine narrativo che ripete i fasti e i segreti di una iniziazione barbarica. Un ritmo trascinante di eventi folli -puro sogno, supremo grottesco, orrido squisito- che precipitando scoprono paesaggi di deserti assolati, di montagne ghiacciate, di tipi sinistri. E soprattutto l'immota decadenza dell'illusione, della violenza e di una umanità feroce di sangue. Un vero narratore O' Connor che narra la storia con l'orrore di chi entra nella vita dalla porta rovesciata, padrone del dolore e della bellezza.

    ha scritto il 

  • 5

    JOC è grande e Bocchiola è il suo profeta: solo lui poteva scrivere una storia del genere riuscendo a trascinarmi oltre il complesso avvio e a farmene rimpiangere la degna conclusione...della serie c'era una volta una vecchina che non voleva andare in barca e poi non voleva più scendere.

    ha scritto il 

  • 5

    Un vero pastiche di stili e forme narrative, questo romanzo: poesie, canzoni, ballate, diari, appunti, manifesti, lettere, verbali, testimonianze di processi, interrogazioni, oltre alle parti puramente narrative. Tutte queste forme O'Connor è molto abile a padroneggiarle ma molte sembrano lì gius ...continua

    Un vero pastiche di stili e forme narrative, questo romanzo: poesie, canzoni, ballate, diari, appunti, manifesti, lettere, verbali, testimonianze di processi, interrogazioni, oltre alle parti puramente narrative. Tutte queste forme O'Connor è molto abile a padroneggiarle ma molte sembrano lì giusto per far mostra di sè, non riuscendo a portare avanti la storia. Tutte però dovrebbero formare la trama di un ragazzino perduto che viene adottato dal Generale O'Keeffe, Governatore di un Territorio nel Nordovest degli Stati Uniti, e sua moglie Lucia, mentre la sorella del piccolo attraversa l'America - e molti pericoli - per ritrovarlo. Tutto questo alla fine della Guerra Civile, che ha lasciato ferite ancora aperte.
    E' un bel romanzone dove c'è un po' di tutto, violenza, dramma, un pizzico d'amore, azione, intrighi, ma la trama è tutta lì anche se può apparire ingarbugliata dagli incroci dei molti documenti che vengono presentati capitolo dopo capitolo. Che se non altro, anche se non portano avanti la storia, almeno approfondiscono i personaggi che sono tutti molto sfaccettati (credo che O'Connor abbia dovuto fare un lavoro non indifferente).
    E' un western, non aspettatevi storie d'amore (per fortuna!) o sentimentalismi, anche se ci sono. Non aspettatevi di contro molta azione, ma quando c'è si sente, e anche la violenza. Qua e là si trovano impercettibili influenze di Cormac McCarthy.
    Il finale a sorpresa si può già intuire qualche pagina prima.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 1

    Dalla trama sembrava promettere bene, invece è un libro illeggibile: una serie di lettere e volantini e qualche volta una spiegazione di quel che sta accadendo. Buona l'idea della storia, scadente e debole il modo in cui viene esposta.

    ha scritto il 

  • 4

    ambizioso e intricato

    Lungo, complesso, a molte voci. Difficile.
    Ambientato in un'America lontana dagli Stati Uniti, i protagonisti sono quasi tutti Irlandesi, come a ricordare che l'America è fatta di pezzi di Europa. Le voci narranti sono molte, alcune incarnano un personaggio reale, altre sono frammenti di l ...continua

    Lungo, complesso, a molte voci. Difficile.
    Ambientato in un'America lontana dagli Stati Uniti, i protagonisti sono quasi tutti Irlandesi, come a ricordare che l'America è fatta di pezzi di Europa. Le voci narranti sono molte, alcune incarnano un personaggio reale, altre sono frammenti di lettere, discorsi di soldati, di madri, di sorelle, canzoni e poesie. Una gran pensata quella di dare un titolo e sottotitolo ai capitoli, facilita un poco la lettura. Si puo' ritornare velocemente a verificare chi è chi e cosa ha fatto e detto.
    La storia narra di Elisa che attraversa l'America in cerca del suo fratellino Jeddo , orfano della guerra civile. Il ragazzo si trova con il generale Con O'Keeffe, governatore di un immaginario territorio di frontiera, malvisto dai suoi concittadini e abbandonato da Washington. Sposato con Lucia, ricca giovane e appassionata ereditiera, la loro unione è tormentata e in crisi da molto tempo. Dopo anni di separazione lei decide di raggiungerlo nei territori selvaggi e lo trova con questo misterioso ragazzino. Nessuno di loro puo' immaginare che cosa succederà.

    ha scritto il 

  • 0

    esercizi di stile

    Oh, Joseph! Perchè mi fai questo? Dopo aver letto gli altri tuoi libri ti avevo collocato tra i miei scrittori irlandesi preferiti, ma questo!!! Questo ho fatto una fatica boia a leggerlo! Un romanzo a più voci (cosa che peraltro solitamente apprezzo) dove si ha più che altro la sensazione che tu ...continua

    Oh, Joseph! Perchè mi fai questo? Dopo aver letto gli altri tuoi libri ti avevo collocato tra i miei scrittori irlandesi preferiti, ma questo!!! Questo ho fatto una fatica boia a leggerlo! Un romanzo a più voci (cosa che peraltro solitamente apprezzo) dove si ha più che altro la sensazione che tu ci abbia voluto dimostrare che sei capace a scrivere, sia che la voce narrante appartenga alla ex schiava analfabeta, sia che a parlare sia la nobildonna di metà ottocento, nonchè quando trattasi di burocratese dell'epoca. Vabbè, ok, sei stato bravo. Ma io sono rimasta moooolto delusa e non basta a riscattare il romanzo quella sorpresa che hai voluto riservare all'ultima riga (dico ultima!), di quelle che ti fa alzare il sopracciglio e dire: "Toh!".
    Guarda, non ti do neanche il voto.

    ha scritto il