La moglie del pastore

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.0
(73)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 436 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8833914402 | Isbn-13: 9788833914404 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Simona Garavelli

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Improvvisamente posseduta dal demone della ribellione, Ingeborg Bullivant, figlia putativa del vescovo di Redchester, si prende una settimana di vacanza per visitare Lucerna. L'accompagna un serio e pensieroso pastore protestante che non tarda a chiederla in moglie, gettandola in grande imbarazzo. Al suo ritorno a casa, però, di fronte all'ira del padre, Ingeborg accetta la via di fuga della proposta di matrimonio con vero sollievo. Ma il ruolo della moglie di un pastore in Prussia non è quello che Ingeborg ha immaginato: presto si insinua in lei il dubbio che la sua vita non sia poi così cambiata.
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  • 4

    1.2.3. PROVA!! COMPAIO NEGLI AGGIORNAMENTI DI AMICI E PARENTI??

    .Quanto mi piace la Armin la sua vita vissuta che più vissuta non di può e mi incanta la sua scrittura lieve.In questo romanzo un
    femminismo che con sottile ironia e umorismo fa le sue brave denunce, ...continua

    .Quanto mi piace la Armin la sua vita vissuta che più vissuta non di può e mi incanta la sua scrittura lieve.In questo romanzo un
    femminismo che con sottile ironia e umorismo fa le sue brave denunce,"Ridendo castigat mores" è una forma elegante di protesta,scritto nel 1914,cent'anni portati con incantevole leggerezza.
    Solo verso alla fine,forse a causa di un raffreddore latente,la sottile ironia sfociava a tratti in qualche sbadiglio di sottile noia,tolta una stellina-

    ha scritto il 

  • 5

    Poche volte mi è capitato di imbattermi in un personaggio come quello di Ingeborg, la protagonista del libro La moglie del pastore, essenza stessa della femminilità fatta di grazia e bellezza quasi ul ...continua

    Poche volte mi è capitato di imbattermi in un personaggio come quello di Ingeborg, la protagonista del libro La moglie del pastore, essenza stessa della femminilità fatta di grazia e bellezza quasi ultraterrene.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un modo per dirlo

    Sigari ai mariti. Invece di bambini. E, invece di gabbie, il grido dei falchi.
    C'è tutta la von Arnim intrisa di amore per la natura. C'è la sua maniera di disegnare personaggi al limite del surreale ...continua

    Sigari ai mariti. Invece di bambini. E, invece di gabbie, il grido dei falchi.
    C'è tutta la von Arnim intrisa di amore per la natura. C'è la sua maniera di disegnare personaggi al limite del surreale da quanto sono emblematici. C'è il suo tentativo, spesso riuscito egregiamente, di far sorridere mentre 'scandalizza'. Perché un libro come questo doveva essere scandaloso davvero ai suoi tempi. Una singolare figlia di vescovo/moglie di pastore che ha voglia di vivere. A tratti. Perché in realtà resiste pasticciando più che può prima di scoppiare e scappare.
    Ma non trova la strada. Forse perché il messaggio, quello che indica la meta, viene un po' nascosto dalla eccessiva ingenuità di Ingeborg, che ne fa quasi una macchietta?
    L'autrice in questo romanzo mi sembra meno che in altri capace di fondere tutti gli elementi che caratterizzano la sua scrittura. Lottava contro i mulini a vento, è vero. Tuttavia perché ci sento, sotto riga, una vena di snobismo? O di intellettualismo un po' troppo sciorinato?
    Quando descrive l'effetto salvifico, o almeno 'medicamentoso' della natura è bravissima.
    Tuttavia non so se mi sarebbe piaciuto prendere il tè con lei, in chicchere dorate,mentre mi raccontava questa storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Indubbiamente il migliore fra quelli letti di quest'autrice, pari forse solo al "circolo delle ingrate". Femminista e sarcastico fin nel midollo. La dolce ed ingenua protagonista da figlia di vescovo ...continua

    Indubbiamente il migliore fra quelli letti di quest'autrice, pari forse solo al "circolo delle ingrate". Femminista e sarcastico fin nel midollo. La dolce ed ingenua protagonista da figlia di vescovo cattolico diverra' moglie di un pastore luterano. Non e' la religione il tema del romanzo ma il ruolo che le spetta dentro queste due famiglie, la richiesta implicita di annullarsi, ovviamente senza lamentarsi, per servire lo scopo "naturale" per cui e' nata.
    "Perche' mai non riconosco la mia mogliettina, la mia mogliettina intelligente che sa benissimo come non le venga chiesto altro se non di comportarsi al pari di tutte le altre donne?"
    La svagatezza delle donne della Von Arnim delizia puntualmente il lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo delizioso romanzo sembra che finalmente la scrittrice sia riuscita a trovare un equilibrio tra la sua garbata ironia e la tentazione di esagerare con il sarcasmo che, appesantendole, ha reso ...continua

    In questo delizioso romanzo sembra che finalmente la scrittrice sia riuscita a trovare un equilibrio tra la sua garbata ironia e la tentazione di esagerare con il sarcasmo che, appesantendole, ha reso altre sue opere a volte paradossali, alcuni dei suoi personaggi iperbolici, eccessivi e, in alcuni casi, anche un pò stucchevoli: qui non si percepisce pesantezza, non si esagera con personalità improbabili ma al contrario è possibile apprezzare al meglio l'acuta e intelligente ironia di Elizabeth oltre, naturalmente, al suo innegabile, aggraziato ma profondo anticonformismo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ha un modo Elizabeth -che mi perdonerà se mi prendo la libertà di chiamarla per nome- di sondare l'animo umano, di farlo perdere nell'aria tersa del giorno, nel profumo dei lillà, nei meandri del cuor ...continua

    Ha un modo Elizabeth -che mi perdonerà se mi prendo la libertà di chiamarla per nome- di sondare l'animo umano, di farlo perdere nell'aria tersa del giorno, nel profumo dei lillà, nei meandri del cuore così come di un boschetto appartato, davvero unico. E' il secondo romanzo in cui ritrovo una ciclicità tra la situazione iniziale e quella finale dove apparentemente sembra che non ci sia stata evoluzione.
    La moglie del pastore è vittima di un'educazione repressiva e anche i suoi atti di ribellione finiscono per rappresentare per lei e la sua vita delle autocensure. Delicato e struggente lo stile da far affezionare non alla sua eroina, ma al romanzo stesso.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro sublime nella scrittura e nella caratterizzazione del personaggio di Ingeborg. Una donna pura ed intelligentissima: è impossibile non immedesimarsi. La Von Arnim, ingiustamente trascurata qua ...continua

    Un libro sublime nella scrittura e nella caratterizzazione del personaggio di Ingeborg. Una donna pura ed intelligentissima: è impossibile non immedesimarsi. La Von Arnim, ingiustamente trascurata quale grande scrittrice, sarebbe dovuta entrare nei testi di letteratura per essere studiata, soprattutto per dare anche alle ragazze un modello di eroina da emulare! Consiglio vivamente la lettura di questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    A detta di molti sedicenti luminari le donne non scrivono bene quanto gli uomini, chissà perché al mondo femminile si addicono storie d'amore oppure al massimo storie di famiglie, di intimità e cose c ...continua

    A detta di molti sedicenti luminari le donne non scrivono bene quanto gli uomini, chissà perché al mondo femminile si addicono storie d'amore oppure al massimo storie di famiglie, di intimità e cose così. La von Arnim eredita secondo me parte dell'arguzia e dell'ironia degli inglesi dell'ottocento,ricorda Trollope, in alcune ambientazione e come lui fa sorridere, ma aggiunge un'innovazione straordinaria. Mette in luce le ipocrisie dell'epoca, e smontando parecchi miti, quale quello della maternità o della necessità di un uomo accanto per essere felice. Qualunque cosa succeda, io avrò sempre me stessa
    Neppure la De Beauvoir 50 anni dopo arriverà a tanto.
    Dedicato a tutti coloro che pensano che le donne siano rosa

    ha scritto il