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La monaca

Di

Editore: Feltrinelli (I Narratori)

3.4
(581)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807018233 | Isbn-13: 9788807018237 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri, fervono i preparativi per la festa dell’Assunzione della Vergine. È forse l’ultimo giorno sereno nella vita di Agata, innamorata del ricco Giacomo Lepre e da lui ricambiata. Agata deve rinunciare al suo amore: le famiglie tuttavia non trovano un accordo e, alla morte del maresciallo, la madre di Agata, donna Gesuela, decide di portarla con sé a Napoli, dove spera di ottenere una pensione dal re. L’unico piroscafo in partenza è quello del giovane capitano James Garson. Dopo un tempestoso viaggio, James e Agata si ritrovano insieme sul ponte e qui lei gli confida i propri tormenti. A Napoli, anche per le ristrettezze economiche della famiglia, Agata viene forzata a entrare in convento. Nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita, si intrecciano amori, odi, rancori, gelosie, passioni illecite e vendette. Ma Agata sembra guardare oltre: si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe mediche, impara a fare il pane e i dolci, confortata dalla scansione della giornata monastica e dalla solitudine. Legge tutti i libri che James Garson le manda con regolarità e segue le sorti dei movimenti che aspirano all’unità d’Italia in casa della sorella Sandra. Ha accettato la vita monastica, ma è combattuta tra un sentimento religioso malgrado tutto intatto e il desiderio di vivere nel mondo. Non vuole dispiacere la zia badessa, ma non vuole nemmeno sacrificare il suo futuro. La contraddizione per Agata si fa sempre più severa, anche se i sentimenti nei confronti di Giacomo Lepre cominciano a sbiadire e cresce l’attrazione nei confronti di James Garson, presenza costante – benché sottotraccia – nella sua vita. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, l’Agata di Simonetta Agnello Hornby è capace di abitare la Storia e al contempo di portare con la propria storia di giovane donna una forza spirituale nuova, da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.
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    "Leopardi aveva ragione: gli italiani sono alla pari dei popoli più progrediti tranne che per due aspetti fondamentali: l'alfabetizzazione e una totale confusione nelle idee." Fece una pausa e poi parlò a ruota libera come se fosse solo: "La gente dimentica e si stanca del bene e del male commess ...continua

    "Leopardi aveva ragione: gli italiani sono alla pari dei popoli più progrediti tranne che per due aspetti fondamentali: l'alfabetizzazione e una totale confusione nelle idee." Fece una pausa e poi parlò a ruota libera come se fosse solo: "La gente dimentica e si stanca del bene e del male commesso dagli altri, delle loro menzogne e disonestà, e tratta sia i buoni sia i cattivi con indifferenza, senza alcuna valutazione morale o etica. L'italiano ha una vita vuota, vissuta tutta nel presente. Ma, essendo un animale sociale, non può fare a meno della stima degli altri. E la ottiene partendo da ciò che uno possiede, cioè dalla vanità, di cui però ha piena cognizione e che disprezza.

    "Gli italiani ridono della vita: ne ridono assai più e con più verità e persuasione intima di disprezzo e di freddezza di tutte le altre nazioni. Gli altri popoli ridono di cose ce non di persone, come invece fa l'italiano. Una società coesa non può durare se gli uomini sono occupati a deridersi a vicenda e a manifestarsi continuamente reciproco disprezzo. In Italia si perseguitano scambievolmente, si pungono fino al sangue. Non rispettando l'altrui non si può essere rispettati", e fece una pausa. Poi riprese, lento ma inesorabile, quasi assaporando l'impazienza di James. "Il principale fondamento della moralità dell'individuo e di un popolo è la stima profonda che esso ha di sé e la cura che ha a conservarsela, la sensibilità sul proprio onore. Un uomo senza amor proprio non può essere giusto, onesto e virtuoso. Mazzini, un pensatore intelligente, Dio e Patria, unità repubblicana, uguaglianza dei cittadini, è destinato al fallimento. La visione si arena al contatto con los indios de por acà. L'analfabeta non potrà recepire il suo pensiero.

    ha scritto il 

  • 2

    Sì, confermo. Noioso e ripetitivo per quanto riguarda la trama e neanche tanto ricco di aggettivi e/o approfondimenti nella descrizione dei sentimenti della protagonista. Nonostante l'argomento trattato non ne sento lo spessore... Deludente. Proverò, tuttavia, a leggere altri scritti di questa ...continua

    Sì, confermo. Noioso e ripetitivo per quanto riguarda la trama e neanche tanto ricco di aggettivi e/o approfondimenti nella descrizione dei sentimenti della protagonista. Nonostante l'argomento trattato non ne sento lo spessore... Deludente. Proverò, tuttavia, a leggere altri scritti di questa autrice. Chissà....

    ha scritto il 

  • 4

    LA MONACA

    Dopo “ Vento scomposto”, romanzo inerente al lavoro svolto dall’autrice come avvocato specializzato nel settore del diritto familiare e minorile, Simonetta Agnello Hornby ritorna, ancora una volta felicemente, nel passato della sua terra d’origine : la Sicilia.
    La storia di Agata, penultima figli ...continua

    Dopo “ Vento scomposto”, romanzo inerente al lavoro svolto dall’autrice come avvocato specializzato nel settore del diritto familiare e minorile, Simonetta Agnello Hornby ritorna, ancora una volta felicemente, nel passato della sua terra d’origine : la Sicilia. La storia di Agata, penultima figlia del Maresciallo Peppino Padellani, gentiluomo della nobiltà napoletana e di Gesuela Aspidi, figlia della media aristocrazia palermitana, ha inizio il 15 agosto del 1839, a Messina, in occasione della festività dell’Assunta, corale celebrazione di estrema importanza religiosa e politica di una città che aveva saputo risollevarsi dai vari cataclismi che l’avevano pesantemente colpita. Peppino e Gesuela non si sono mai negati una vita fastosa ma, alla morte di lui, la situazione finanziaria della famiglia si rovescia e una delle cinque figlie dovrà essere sacrificata alla clausura per mancanza di dote necessaria a contrarre un buon matrimonio. Agata, appena tredicenne ed innamorata ricambiata di Giacomo Lepre, ricco e nobile suo vicino di casa, non viene ritenuta degno partito dai familiari di lui ed è costretta dalla madre ad andare a Napoli per entrare nel grande e signorile convento di San Giorgio Stilita, dove la Madre Badessa è Donna Maria Crocifissa, una Padellani come lei. Durante il viaggio, conosce il capitano James Garson. Tra loro si stabilirà un’intesa spirituale e culturale che durerà fino alla conclusione di questa travagliata storia conducendo il lettore verso un intuibile finale. La trama è complessa e difficile da riassumere senza anticipazioni che potrebbero risultare fastidiose a chi ancora deve affrontare la lettura del libro. Il personaggio di Agata, splendido esempio di “eroina” in bilico tra la religiosità e la mondanità, è in continua lotta interiore tra le rabbie e le ribellioni più intime che mette in atto e palesa in svariati modi e il “rientro” verso la rassegnazione di un “subire” femminile che sembra spegnerla nei momenti di maggior ardore per poi ridare fuoco all’ostinazione di riprendere in mano le redini di un inaccettabile destino. Incastonato in un periodo storico di fermenti politico-culturali che porteranno infine all’agognata Unità d’Italia nel 1861, il libro si avvale di una minuziosa ricerca dei fatti passati da parte dell’autrice che riesce a trasportarci in pieno nel tessuto sociale dell’epoca, avvalorandosi della sua potente capacità descrittiva e della sua scrittura fluida ed accattivante che sa incantare, rapire, avvinghiare. Per documentarsi sulla vita monastica e su tutto quell’insieme di regole e pratiche religiose che governano la vita di un convento, l’autrice ne ha visitato ben 19 ed ha avuto una quarantina di colloqui con monache e badesse. Inizialmente, il libro doveva essere strutturato diversamente e i personaggi principali dovevano essere due: Agata, donna d’altri tempi costretta a farsi monaca e una musulmana, donna dei nostri tempi, costretta dalla famiglia ad un matrimonio combinato e naturalmente non voluto. La scrittrice, vinta dalla passione e dall’interesse che suscitarono in lei i racconti delle monache intervistate, decise di abbandonare del tutto il secondo personaggio assurgendo Agata a unica protagonista del suo romanzo. La descrizione dei chiostri, dei giardini, dei canti e del lavoro delle monache benedettine, delle loro gonne fruscianti e dei soggòli candidi, il bisbiglio di preghiere e vanità, di intrighi e gelosie mischiati all’odore intenso dell’incenso, le preghiere accorate o i supplizi auto inflitti per vincere le tentazioni del mondo, da parte di tante donne forzate senza vocazione a un tipo di vita non auspicata , ci ammalia e ci stordisce. L’autrice magistralmente sa dipingere con vividi colori scene di vita che imprimono le loro immagini, i loro suoni, i loro profumi nella memoria: il rito dello “sfincione” fragrante, offerto ai domestici nell’unico giorno in cui i padroni si mescolavano ad essi anche se “non viceversa”; la processione dell’Assunta, con la “Vara” e gli angioletti veri rappresentati dai bambini poveri del popolo e che spesso dopo essere stati legati al carro vivente venivano recuperati storpi, vivi per caso o addirittura morti; la vestizione delle “signorine” di casa e l’esposizione dei loro vestiti colorati e dei loro accessori; il ribollire del sangue nell’acqua delle tonnare durante il crudele rito della mattanza; la desolazione del conservatorio di Smirne, rifugio delle monache divorate dalla follia e dalla miseria, tra topi e scarafaggi, sporcizia, malattie e abbandono; le strade di Napoli, dove il contrasto tra miseria e nobiltà colpisce e ferisce lo sguardo e l’anima. Unico neo, un finale frettoloso che toglie alla nostra protagonista una certa parte della sua ammirevole libertà di pensiero, di autodeterminazione, di decisione insolita ed ostinata, coraggiosa e istintiva, perché per essere vincente non basta a se stessa ma ha bisogno della mano di un uomo che la trascini via, lontano dal campo di battaglia della sua esistenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Una vita in altalenante conflitto
    E' questa la vita della "siciliana" Agata la quale appena tredicenne sperimenta sulla sua pelle il peso di consuetudini accettate nella realtà meridionale dell' '800; il peso di tradizioni consolidate in una società in cui una donna non è libera di sceglie ...continua

    Una vita in altalenante conflitto E' questa la vita della "siciliana" Agata la quale appena tredicenne sperimenta sulla sua pelle il peso di consuetudini accettate nella realtà meridionale dell' '800; il peso di tradizioni consolidate in una società in cui una donna non è libera di scegliere chi amare, specie se appartiene ad una famiglia nobile, ma povera, che non le può assicurare una dote adeguata per un matrimonio di rango. La sola ed unica via obbligata che le resta è quella monacale. Si sta bene in convento, c' è il fior fiore della nobiltà e non farai mai la fame.E ancora La legge umana e quella divina ti impongono l' obbedienza e obbedire dovrai. Prigioniera del volere altrui, Agata, creatura intelligente, piena di vita, con il cuore colmo di amore, incapace di soffocare il richiamo del "mondo", si dibatte tra accettazione della clausura e ribellione; situazioni queste, descritte con dovizia di particolari, con colpi di scena che si susseguono dentro una cornice ancorata agli avvenimenti politici del Risorgimento siciliano e napoletano della prima metà dell' '800. Però alla lunga la narrazione perde mordente. Si ha l' impressione di ritornare sempre al punto di partenza e di perdersi tra le lunghe descrizioni di cerimoniali e di degrado dei costumi dentro la stessa Chiesa, che appiattiscono la figura di questa creatura, che a tratti sbiadisce tra le storie di tanti personaggi. Stavolta Simonetta Agnello non ha lasciato un segno convincente!

    ha scritto il 

  • 4

    Vocazioni in chiaroscuro

    Il percorso di vita a cui spesso erano costrette ragazze appartenenti alle nobili famiglie del regno delle Due Sicilie nella prima metà dell'800. La narrazione, e relativi accadimenti, ha come sfondo i primi moti di insurrezione siciliana propedeutici ai fatti storici dell'Italia del 1848.

    ha scritto il 

  • 4

    Perchè le donne, nobili o povere intelligenti o dementi, venivano segregate per tutta la vita? Quali rapporti di potere e d'amore vivevano all'interno di questo universo parallelo? Cristo diventava un amante carnale? Perchè era importante saper preparare dolci? E soprattutto, cosa succedeva quand ...continua

    Perchè le donne, nobili o povere intelligenti o dementi, venivano segregate per tutta la vita? Quali rapporti di potere e d'amore vivevano all'interno di questo universo parallelo? Cristo diventava un amante carnale? Perchè era importante saper preparare dolci? E soprattutto, cosa succedeva quando una ragazza guidata da politica cuore basso-ventre e romanzi si ribellava a questa prigionia ?

    ha scritto il 

  • 2

    Insuso e non coinvolgente

    Il libro è senza pathos, la storia improbabile, una favoletta insulsa, gli eventi messi là l'uno dopo l'altro senza alcun intreccio, i personaggi agiscono non si capisce bene da quali motivazioni.
    Non voglio fare paragoni improbabili ma per la descrizione dei tormenti di una giovane monaca il Man ...continua

    Il libro è senza pathos, la storia improbabile, una favoletta insulsa, gli eventi messi là l'uno dopo l'altro senza alcun intreccio, i personaggi agiscono non si capisce bene da quali motivazioni. Non voglio fare paragoni improbabili ma per la descrizione dei tormenti di una giovane monaca il Manzoni rimane il migliore e Geltrude un personaggio intenso e vero al confronto del quale Agata altro non è che un fantoccio in mano alla sua scrittrice.

    ha scritto il 

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