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La morte a Venezia

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 42

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(4627)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Chi tradizionale , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Svedese , Danese , Ceco

Isbn-10: 8481305383 | Isbn-13: 9788481305388 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Philosophy

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Descrizione del libro
Uscito nel 1912, questo perfetto romanzo breve è considerato unanimemente uno dei vertici della straordinaria produzione narrativa di Thomas Mann. Lo struggimento dell'artista che insegue una forma assoluta di Bellezza, e che quindi è costretto da anelare al proprio sfacelo fisico e spirituale, in quanto creatura fatalmente limitata e caratterizzata da una insuperabile imperfezione, aleggia nelle atmosfere livide di una Venezia fantasmatica e inafferrabile, ove il famoso scrittore Gustav Aschenbach va a passare alcuni giorni spinto da un misterioso impulso.
Qui egli si imbatte in Tadzio, un bellissimo adolescente che pare incarnare in tutto e per tutto i canoni neoclassici che hanno sempre informato la sua letteratura. E a quel sogno di bellezza Gustav si consegna interamente, arrivando a coprirsi di ridicolo pur di attirare l'attenzione del ragazzo, in un parossistico crescendo di torbida e autodistruttiva attrazione. Finché, in una città spopolata da un'epidemia di colera, lo scrittore morirà dolcemente sulla spiaggia del Lido, con negli occhi Tadzio che con un gesto pare indicargli un lontano orizzonte di salvezza.
Per un vero miracolo della scrittura, La morte a Venezia riesce a fondere in un'unità indivisibile le più alte riflessioni sull'arte e sull'idea del bello con lo scavo introspettivo in una psiche sofferente e con la plastica raffigurazione di ambienti e paesaggi, popolati da figure di contorno schizzate in pochi tratti di eccezionale vivezza: è il miracolo della grande letteratura, capace di rinnovarsi ogni volta per significare all'infinito la difficoltà della condizione umana.
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  • 4

    Splendore e decadenza...

    ...magistralmente resi:la scrittura semplicemente superba,densa di riflessioni alte sull'esistenza ,sull'arte e soprattutto nonostante(o forse proprio perchè?) il protagonista sia un rigoroso intelle ...continua

    ...magistralmente resi:la scrittura semplicemente superba,densa di riflessioni alte sull'esistenza ,sull'arte e soprattutto nonostante(o forse proprio perchè?) il protagonista sia un rigoroso intellettuale agèe che letteralmente rimbambisce appresso un mocciosetto sullo sfondo (azzecato?)di una ancor più decadente Venezia.

    ha scritto il 

  • 4

    Frasi dal libro

    “Eccolo ancora una volta davanti a lui, l’approdo indescrivibile, l’abbagliante insieme di fantastiche costruzioni che la Serenissima offriva allo sguardo ammirato del navigatore in arrivo: la meravig ...continua

    “Eccolo ancora una volta davanti a lui, l’approdo indescrivibile, l’abbagliante insieme di fantastiche costruzioni che la Serenissima offriva allo sguardo ammirato del navigatore in arrivo: la meraviglia lieve del Palazzo e il Ponte dei Sospiri, le due colonne sulla riva col leone e il santo, il fianco splendente del tempio favoloso, la prospettiva dell’arco e dell’orologio dei Mori. E, guardando, riflettè che giungere a Venezia col treno, dalla stazione, era come entrare in un palazzo per la porta di servizio; e che in nessun altro modo se non per nave, dall’ampio mare, come lui ora, si sarebbe dovuto porre il piede nella città inverosimile tra tutte.”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/04/08/la-morte-a-venezia-thomas-mann/

    ha scritto il 

  • 3

    Pederastia? Parlerei piuttosto di pedofilia: strano che quando ne scrivono artisti sembra sia lecito... Un classico cmq. come il film di Luchino che ne è tratto e che vale la pena vedere se piace il g ...continua

    Pederastia? Parlerei piuttosto di pedofilia: strano che quando ne scrivono artisti sembra sia lecito... Un classico cmq. come il film di Luchino che ne è tratto e che vale la pena vedere se piace il genere.

    ha scritto il 

  • 3

    Thomas Mann scriveva indubbiamente bene ma questo piccolo romanzo, dove l'amore di Aschenbach per Tadzio è metafora dell'amore dell'artista per la Bellezza come valore assoluto, mi è riuscito comunque ...continua

    Thomas Mann scriveva indubbiamente bene ma questo piccolo romanzo, dove l'amore di Aschenbach per Tadzio è metafora dell'amore dell'artista per la Bellezza come valore assoluto, mi è riuscito comunque pesante e noioso...

    ha scritto il 

  • 2

    Noioso

    Come al solito probabilmente dipende dalla mia mancanza di conoscenza del contesto quindi non ho potuto apprezzare il fine dipinto della decadenza nichilista della classe agiata del periodo. Quello ch ...continua

    Come al solito probabilmente dipende dalla mia mancanza di conoscenza del contesto quindi non ho potuto apprezzare il fine dipinto della decadenza nichilista della classe agiata del periodo. Quello che mi è rimasto è che anche questa volta trovo che lo stile di Mann non incontri il mio gusto e mi renda noiosa la lettura. Anche questa volta non appena chiuso il libro mi è rimasta comunque la sensazione di aver vissuto il racconto e quindi di non aver perso tempo. Ho comunque un buon ricordo della Montagna incantata mentre trovo abbastanza insignificante la morte a venezia.

    ha scritto il 

  • 4

    Tema scabroso trattato in modo per niente morboso

    Non lo ritengo un romanzo imperdibile, spesso è un po' pesante nelle descrizioni e lento nel suo andamento. Ma è ammirevole la capacità di Thomas Mann di affrontare un tema di per sé assai scabroso in ...continua

    Non lo ritengo un romanzo imperdibile, spesso è un po' pesante nelle descrizioni e lento nel suo andamento. Ma è ammirevole la capacità di Thomas Mann di affrontare un tema di per sé assai scabroso in maniera tale che non vi è alcuna morbosità e tutto si potrebbe dire del protagonista, ma non certo che sia un pedofilo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ero spaventata perchè le prime pagine erano troppo pesanti, a causa di frasi molto lunghe, piene di incisi; ma proseguendo la lettura è diventata più agevole. Un romanzo interiore, focalizzato sulla n ...continua

    Ero spaventata perchè le prime pagine erano troppo pesanti, a causa di frasi molto lunghe, piene di incisi; ma proseguendo la lettura è diventata più agevole. Un romanzo interiore, focalizzato sulla nascita di un sentimento e su riflessioni poetiche e filosofiche riguardanti la bellezza e l'amore. Non è il mio genere di romanzo perchè amo le storie ricche di eventi, di carattere sociale, anche epiche se vogliamo, ma questo è adatto ad un momento di riflessione su grandi temi della vita. Destinato a chi piace la filosofia e l'estetica. L'unico appunto sono le descrizioni un po' troppo lunghe per i miei gusti, ma d'altronde è abbastanza tipico degli autori tedeschi.

    ha scritto il 

  • 1

    Cià Tommy,
    se ti piacciono i ragazzini non c'era bisogno di scrivere un libro sull'amore e l'altezza spirituale che giovinezza e bellezza suscitano.
    Cià Tommy, cià cià. È stato un piacere. ...continua

    Cià Tommy,
    se ti piacciono i ragazzini non c'era bisogno di scrivere un libro sull'amore e l'altezza spirituale che giovinezza e bellezza suscitano.
    Cià Tommy, cià cià. È stato un piacere.

    ha scritto il 

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