Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La morte a Venezia

Di

Editore: Rizzoli (Superclassici)

3.9
(4556)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Chi tradizionale , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Svedese , Danese , Ceco

Isbn-10: 8817151270 | Isbn-13: 9788817151276 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Philosophy

Ti piace La morte a Venezia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Tema scabroso trattato in modo per niente morboso

    Non lo ritengo un romanzo imperdibile, spesso è un po' pesante nelle descrizioni e lento nel suo andamento. Ma è ammirevole la capacità di Thomas Mann di affrontare un tema di per sé assai scabroso in maniera tale che non vi è alcuna morbosità e tutto si potrebbe dire del protagonista, ma non cer ...continua

    Non lo ritengo un romanzo imperdibile, spesso è un po' pesante nelle descrizioni e lento nel suo andamento. Ma è ammirevole la capacità di Thomas Mann di affrontare un tema di per sé assai scabroso in maniera tale che non vi è alcuna morbosità e tutto si potrebbe dire del protagonista, ma non certo che sia un pedofilo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ero spaventata perchè le prime pagine erano troppo pesanti, a causa di frasi molto lunghe, piene di incisi; ma proseguendo la lettura è diventata più agevole. Un romanzo interiore, focalizzato sulla nascita di un sentimento e su riflessioni poetiche e filosofiche riguardanti la bellezza e l'amore ...continua

    Ero spaventata perchè le prime pagine erano troppo pesanti, a causa di frasi molto lunghe, piene di incisi; ma proseguendo la lettura è diventata più agevole. Un romanzo interiore, focalizzato sulla nascita di un sentimento e su riflessioni poetiche e filosofiche riguardanti la bellezza e l'amore. Non è il mio genere di romanzo perchè amo le storie ricche di eventi, di carattere sociale, anche epiche se vogliamo, ma questo è adatto ad un momento di riflessione su grandi temi della vita. Destinato a chi piace la filosofia e l'estetica. L'unico appunto sono le descrizioni un po' troppo lunghe per i miei gusti, ma d'altronde è abbastanza tipico degli autori tedeschi.

    ha scritto il 

  • 4

    Strano

    Libro particolare, con una trama molto lieve. E' una lettura infatti che si basa sulla descrizione della psicologia del protagonista e un poco anche sui luoghi descritti, cioè Venezia.
    Un'infatuazione di un uomo adulto per un giovane, con cui scambia soltanto qualche sguardo.

    ha scritto il 

  • 4

    (Premetto, rileggendo la mia recensione, mi sono resa conto che è un po’ confusionaria, spero di rendere l’idea)


    Allora, partiamo dal fatto che questo libro, per quanto sia lungo poco più di novanta pagine, se non viene letto con la dovuta attenzione è facile perdercisi dentro. Però c’è an ...continua

    (Premetto, rileggendo la mia recensione, mi sono resa conto che è un po’ confusionaria, spero di rendere l’idea)

    Allora, partiamo dal fatto che questo libro, per quanto sia lungo poco più di novanta pagine, se non viene letto con la dovuta attenzione è facile perdercisi dentro. Però c’è anche da dire che, capite le prime pagine poi (Parlo della traduzione, non della storia in sé, che poi quella è molto semplice da capire) è tutto in discesa, in sostanza bisogna prenderci un po’ la mano. Comunque, non so poi, se in tedesco sia così, diciamo, complicato.

    Trama semplice, racconto breve, dal titolo già si sa di cosa tratterà il libro.
    Ambientazione : una Venezia di un anno non vicino al nostro (ahaha, detta così fa capire molto; nella prima pagina viene detto: “….in un pomeriggio di primavera di quell’anno 19….”), anzi in realtà all’inizio del libro ci troviamo a Monaco di Baviera, ma comunque, in sostanza il protagonista, uno scrittore di cinquant’anni decide di andare in vacanza a Venezia, (c’è più sostanza nel libro, io non mi dilungo) nell’albergo dove alloggia “incontra” (tra virgolette perché per tutto il libro lo guarda, ma mai si parleranno) un ragazzino, del quale poi si invaghirà, taglio corto perché potrei rovinare il libro a chi ancora non l’ha letto.
    Ci sono due cose però che mi preme dire in particolar modo.
    La prima. Verso la fine del libro, lo scrittore o il solitario, come viene definito, si chiede cosa penserebbero di lui e della sua vita i suoi antenati, che a differenza sua, non si sarebbero mai permessi o immaginati di vivere a quel modo e pensare cose che lui invece pensa e, mentre leggevo pensavo a quante sono le cose che negli anni (nei secoli) sono cambiate.
    La seconda. Ci sono rarissimi dialoghi, e il libro si presenta sostanzialmente descrittivo, ma non descrizioni pensanti, lunghe o noiose, diciamo essenzialmente giuste. Una cosa però ti fa capire appunto che, è durante la lettura, bisogna prestare almeno un po’ di attenzione. Quando lui osserva il cielo o in altre situazioni, racconta ciò che (forse, probabilmente) gli Dei stanno facendo in quel momento, (forse ho interpretato male io la lettura) ecc. Queste brevi (ma poi, abbastanza lunghe) descrizioni, se non si fa attenzione, ti portano un po’ fuori strada, nel senso che, si rischia, ad un certo punto della lettura, di chiedersi “Ma come ci siamo arrivati qui? Cos’è che stava facendo il protagonista?”.

    Concludendo, credo che Mann vada letto, un qualsiasi libro, però diciamo che se non si vuole scavare troppo a fondo, e dire giusto “Sì, anch’io ho letto qualcosa di quel famoso scrittore tedesco”, questo piccolo libretto, potrebbe essere quello giusto.

    Aggiungo un piccolo particolare, ho amato le descrizioni delle scene nelle quali lui viaggia in gondola per spostarsi da una parte all’altra, perché leggendo quelle poche righe, ci si sente come se l’acqua stesse cullando anche noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Verrà il tempo...

    Verrà il tempo di rileggerlo.
    Il mio primo libro.
    Lo ricordo distante, delicato, in rovina.
    Però se non siete informati sulla trama e non vi rapportate mentalmente con il contesto, lasciate perdere poiché non ne vedreste la bellezza ma avrete bensì un libro per accumulare polver ...continua

    Verrà il tempo di rileggerlo.
    Il mio primo libro.
    Lo ricordo distante, delicato, in rovina.
    Però se non siete informati sulla trama e non vi rapportate mentalmente con il contesto, lasciate perdere poiché non ne vedreste la bellezza ma avrete bensì un libro per accumulare polvere.
    Alle volte occorre una preparazione per leggere un libro, che sia la lettura della bio dell'autore o informazioni sul libro stesso. Questo libro è uno di quelli, a mio avviso.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho riletto la morte a Venezia per la terza volta perchè mi ricorda le atmosfere decadenti ma affascinanti delle letture precedenti. Da questo punto di vista, la trama può anche essere considerata secondaria. Il personaggio principale, Gustav von Achenbach, diventa quasi ridicolo quando si mette a ...continua

    Ho riletto la morte a Venezia per la terza volta perchè mi ricorda le atmosfere decadenti ma affascinanti delle letture precedenti. Da questo punto di vista, la trama può anche essere considerata secondaria. Il personaggio principale, Gustav von Achenbach, diventa quasi ridicolo quando si mette a seguire l'oggetto della sua ammirazione per le strade di Venezia, e addirittura grottesco quando si sottopone ad un trattamente cosmetico e si tinge i capelli per cercare di attrarre la sua attenzione. Nonostante questo e le difficili divagazioni sulla filosofia dell'arte che ogni tanto appaiono, la Morte a Venezia può essere considerata un capolavoro.

    ha scritto il 

Ordina per