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La morte a Venezia - Tristano - Tonio Kröger

Novecento europeo. I grandi della narrativa, 2

Di

Editore: San Paolo (Ed. speciale per Famiglia Cristiana)

3.8
(53)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 197 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000030435 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Emilio Castellani

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Marino freschi, professore ordinario di Letteratura Tedesca presso l'università Roma Tre, ha usato, per definire Thomas Mann e il suo complesso mondo verbale quest'espressione più che mai sincera: "un artigiano della scrittura". La sua grandezza sta nell'aver raccolto le molteplici esperienze sti ...continua

    Marino freschi, professore ordinario di Letteratura Tedesca presso l'università Roma Tre, ha usato, per definire Thomas Mann e il suo complesso mondo verbale quest'espressione più che mai sincera: "un artigiano della scrittura". La sua grandezza sta nell'aver raccolto le molteplici esperienze stilistiche e umane e dell'800 e del'900, lavorato a fondo su di esse, e sceglierle come viatico unico e insostituibile alla oomprensione del contenuto. "La morte a venezia è un perfetto, vitale e disperato, ma anche dimesso, grigio e solitario esempio del legame che unisce Mann e la parola, fonte di grandezza e miseria (anche quelle musicali di Spinell e Kloterjahn in "Tristano"), tristezza e felicità (quella grande casta felicità cui Tonio Kroger aspira con tutto sé stesso). 200 pagine, tre racconti, un mondo complesso, dove il tema portante è la lettaratura (inane di fronte alla tragicità della vita) e la perdità dell'aureola, investitura poetica che l'autore (dal latino "auctor" e "auctoritas", e ci sarà un perché) subisce proprio in quegli anni: Dante e Petrarca non esistono più; rimagono Pascoli e le paure annichilenti, D'Annunzio e il panismo estetico, Mann e il rimpianto poetico, la speranza perduta, la vita inconsolabile. Aschenbach, ne "La morte a venezia" (1912) è condannato al proprio destin già nel suo nome, fusione di Gustav - che Mann scelse per onorare il compositore Mahler, morto nello stesso anno - e von Aschenbach, cioè "del torrente di cenere", giacché il colore che più domina e nel paesaggio della Serenissima e nei propri pensieri è il Grigio. Impareggiabili le descrizioni del mare, dell'andamento delle onde, che oltre a esplicare la complessa psiche del protagonista, scandiscono il racconto dandogli il tempo di un orologio interiore, estraneo a chiunque altro; singolare la scena nel "Tristano" su Wagner; stupendo Tonio, ibrido umano di passione (Tonio, nome del sud) e ragione (Kroger, nome baltico), Es e Super-io.

    ha scritto il 

  • 5

    Seconde chances.

    Presi in mano questo libro per la prima volta molti anni fa, studentessa del biennio del liceo (se non addirittura delle medie): l’impatto fu orribile. Thomas Mann mi sembrò compiaciutamente barocco, vagamente disgustoso, un po’ deviato. Terminai La Morte a Venezia, chiusi il libro e non lo riapr ...continua

    Presi in mano questo libro per la prima volta molti anni fa, studentessa del biennio del liceo (se non addirittura delle medie): l’impatto fu orribile. Thomas Mann mi sembrò compiaciutamente barocco, vagamente disgustoso, un po’ deviato. Terminai La Morte a Venezia, chiusi il libro e non lo riaprii mai più, limitandomi a condannarlo aspramente per i successivi anni ed anni. Finché, qualche mese fa, non mi è stato consigliato vivamente di dargli un’altra chance. Con qualche anno in più sulle spalle, con la consapevolezza di non poter sbarazzarmi di Mann così facilmente, ho ripreso in mano questo volumetto e mi sono trovata a cambiare completamente opinione. Onestamente, non so quale sia, fra questi tre racconti, quello che mi è piaciuto di più. E’ un peccato che mi trovi a scrivere questa recensione mesi dopo averne terminato la lettura, il ricordo si è un po’appannato, così pure la capacità di formulare con adeguata cognizione di causa un giudizio su queste opere, rimane solo l’impressione che ho provato allora, l’impressione di essermi imbattuta in un grandissimo scrittore e in una serie di piccoli capolavori.

    ha scritto il 

  • 4

    Venezia: città d'arte, città decadente!

    Il racconto che ho amato di più è stato proprio "La morte a Venezia". Dei tre, è quello che mi ha entusiasmato maggiormente, sia per la scelta della trama, ma soprattutto per la forma stilistica.
    Un linguaggio davvero forbito, interessante, mai noioso, che rendeva efficaci tutte le descrizi ...continua

    Il racconto che ho amato di più è stato proprio "La morte a Venezia". Dei tre, è quello che mi ha entusiasmato maggiormente, sia per la scelta della trama, ma soprattutto per la forma stilistica.
    Un linguaggio davvero forbito, interessante, mai noioso, che rendeva efficaci tutte le descrizioni che Thomas Mann ha utilizzato per delineare e per rappresentare i paesaggi e le situazioni al lettore, con la nitidezza di una vera e propria fotografia. Ripeto: uno stile eccellente, che non rispecchia la struttura classica della frase, ma che porta cambiamenti tali da rendere il concetto poetico ed artistico.

    La trama è come se si svolgesse in poco tempo, e in un piccolissimo spazio, nonostante il trascorrere dei giorni e le descrizioni accurate dei diversi luoghi. La lettura coinvolge, e la fine... che non posso svelare, lascia con un senso di vuoto, non per la scelta della conclusione, ma per altri fattori (che qui non posso dire) :D

    Essendo Thomas Mann un autore del primo '900, si percepisce quell'aspetto decadente (tipico del periodo) che mostra la città di Venezia sotto vari punti di vista: la città del commercio, del romanticismo, ma soprattutto una città putrida, da cui sembra quasi sentirne l'odore salmastro proveniente dai porti.

    ha scritto il 

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