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La morte a Venezia - Tristano - Tonio Kröger

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici moderni, 8)

3.9
(1339)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 201 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804492600 | Isbn-13: 9788804492603 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Emilio Castellani

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Home & Gardening , Travel

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Descrizione del libro
Un attempato professore sconvolto dalla visione di uno splendido adolescente, uno strano amore nato in un sanatorio, un'incerta vocazione letteraria che si scontra con un richiamo alla normalità borghese. Grottesco e tragedia si intrecciano paradossalmente nei tre brevi capolavori del più importante scrittore tedesco della prima metà del Novecento.
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  • 4

    Le stelle, dio mio, mi faccia il favore di guardare le stelle

    Una lettura scorrevole e veloce, arte e amore sono al centro dei tre racconti, ognuno dei quali si conclude con l'incompiuta felicità del protagonista.
    La morte a Venezia mostra l'attaccamento del personaggio principale ad un ragazzino dai tratti perfetti, anche se la parte migliore, a mio ...continua

    Una lettura scorrevole e veloce, arte e amore sono al centro dei tre racconti, ognuno dei quali si conclude con l'incompiuta felicità del protagonista.
    La morte a Venezia mostra l'attaccamento del personaggio principale ad un ragazzino dai tratti perfetti, anche se la parte migliore, a mio parere, è quella iniziale, con la descrizione della bella Venezia e la passione contrastante che prova Aschenbach.
    Tonio Kroeger è forse quello che ho letto con più fatica, soprattutto per il lungo monologo sull'arte, ma nel complesso non è assolutamente una lettura sgradevole.
    Tristano mi è piaciuto molto, forse per la mia indole e il masochismo per la predisposizione a letture con protagonisti letterati tormentati. Bello il momento musicale, molto intimo.

    ha scritto il 

  • 4

    “Le osservazioni e gli incontri di un solitario silenzioso sono insieme più sfumati e più netti di quelli dell’uomo socievole, i suoi pensieri sono più gravi, più singolari e mai privi di un’ombra di tristezza. Impressioni e percezioni facilmente eliminabili con un’occhiata, un sorriso, uno scamb ...continua

    “Le osservazioni e gli incontri di un solitario silenzioso sono insieme più sfumati e più netti di quelli dell’uomo socievole, i suoi pensieri sono più gravi, più singolari e mai privi di un’ombra di tristezza. Impressioni e percezioni facilmente eliminabili con un’occhiata, un sorriso, uno scambio d’opinioni, lo preoccupano oltre misura, si approfondiscono nel silenzio, diventano importanti, si trasformano in evento, in avventura, in sentimento. La solitudine fa maturare l’originalità, un bello audace e inquietante, la poesia. Ma la solitudine fa maturare anche il contrario, lo sproporzionato, l’assurdo e l’illecito.”

    ha scritto il 

  • 4

    In Tonio Kröger Mann, che fu accusato d’essere solo un Kurzgeschichtenschreiber, redige un grande romanzo autobiografico. In poche pagine densissime, Tonio che porta fin nel nome la sua endiadi psicologica d’essere cioè un caldo nordico o un latino di Lubecca, da un’adolescenza che parte quasi co ...continua

    In Tonio Kröger Mann, che fu accusato d’essere solo un Kurzgeschichtenschreiber, redige un grande romanzo autobiografico. In poche pagine densissime, Tonio che porta fin nel nome la sua endiadi psicologica d’essere cioè un caldo nordico o un latino di Lubecca, da un’adolescenza che parte quasi come un "Hölden", vivacemente malinconico, matura come artista consapevole ma fiero di osservare ed amare l’umanità senza mai distaccarsene con l’occhio da entomologo. Il romanzo, in questa maturazione, offre pure un compendio dei vari caratteri, contro i quali TK si lima rotolando nel torrente tumultuosissimo della sua vita interiore, per diventare un ciottolo tondo. Si rende conto, in paragrafi pieni di frasi scelte con estrema accuratezza, ma sempre senza diventare frasi a effetto, che lui, nonostante abbia mani e piedi e testa e tronco, in realtà è di una specie diversa, è un artista, un letterato.

    Detta scoperta, ottenuta non senza dolore, non lo porta mai a considerare gli altri però col distacco snob e dandystico di un Baudelaire che arriva a considerarsi in volo rispetto all’umanità e che portarsi al loro cospetto lo farebbe solo apparire goffo e sgraziato. Rimane alieno fra gli umani, intendendosi con questa parola le anime più semplici come l’adorato amico d’infanzia che rivedrà al termine delle sue scoperte, noto per amare, invece che le complicate poetiche liriche, i libri di cavalli con le figure (un lettore di Motociclismo, oggi sarebbe) o come la ragazza – quasi una ragazzina dei capelli rossi di Charlie Brown , che ovviamente amava non riamato (è il genere di donna, solida e pratica, di ruggente gioventù, che il frale poeta non lo vede che come un ossimorico ectoplasma ingombrante).

    Ridotto da queste consapevolezze come il sacro cuore dei sette dolori, però cresce senza livore e cinismo, l’unico sarcasmo, lieve peraltro, compare contro un tenente, che abdica alla sua solidità intrinseca, un soldato!, corpo di mille squadroni! Ridicolizzandosi volendo attingere all’arte poetando in pubblico, senza pagarla con la vita… come chiedendo una medaglia senza il previo assalto eroico col sole in fronte in mezzo alle spighe di biondo grano, sprezzante della morte.

    No pain no gain.

    Quasi ogni paragrafo potrebbe comparire come citazione e quasi ogni paragrafo è contemporaneamente funzionale al racconto e metafora della condizione dell’animo del narratore e dell’anima del personaggio, incluso il dialogo centrale con un’amica artista ma non collega, che risulta infine come la poetica di Mann e la sua filosofia dell’arte.

    Un bel superamento del principio di indeterminazione di Heisenberg che prescrive che l’osservazione, se condotta così profondamente da giungere allo stesso ordine di grandezza dell’osservato, altera l’oggetto stesso dell’osservazione. Grande privilegio della letteratura sulla fisica che non conosce il romanzo.

    Sì, d’accordo ma le emozioni? Le emozioni, qui, sorgono se si è artisti, se non lo si è, lo si legge come un perfetto documento geografico, d’un isola sotto un cielo lontano, dove chi non ha talento non riuscirà mai a sbarcare.

    Per cui la stella del talento non viene assegnata. Noi cavalli possiamo al massimo arrivare a 4.

    Colonna sonora: Eric Clapton - Clapton

    ha scritto il 

  • 4

    Dell'amore della morte, parafrasando DyD

    Il primo dei 3, La morte a Venezia, prende 4 stelline, tutte meritate.
    Il modo in cui Mann riesce a trasferire il carattere morboso di una relazione "non consona" all'ambiente circostante dovevo ricordamelo dai tempi magistrali scanditi nella Montagna Incantata. Tutto è malattia, morbo, con ...continua

    Il primo dei 3, La morte a Venezia, prende 4 stelline, tutte meritate.
    Il modo in cui Mann riesce a trasferire il carattere morboso di una relazione "non consona" all'ambiente circostante dovevo ricordamelo dai tempi magistrali scanditi nella Montagna Incantata. Tutto è malattia, morbo, contaminazione; è un leitmotiv che accompagna il perspicace protagonista son dalle prime righe. La morte non è altro che compimento, l'epilogo necessario.
    Ma le 5 stelline sono prerogativa del secondo racconto, Tonio Kroger, in cui la poetica dell'autore si dispiega compiutamente nel dialogo con la pittrice, in una primaverile giornata radiosa, e giunge a compimento con la lettera finale, nel modo in cui ribadisce il suo attaccamento alla vita e alla vita dei semplici di spirito, che non conoscono l'Arte e per questo possono vivere. Grande Thomas, il mio amico ritrovato.
    Tristano prende 4*. Il riferimento alla Montagna Incantata è evidente sin dall'ambientazione, ma ciononostante non è affatto autoreferenziale. La narrazione scorre delicata, l'esplicitazione dell'eroe cornovagliese del titolo avviene solo attraverso l'immedesimazione dei due amanti nell'omonima opera wagneriana, e sin dall'inizio è palpabile la precarietà della situazione e dei personaggi che non può che avere un unico finale. E di questo sono grata a Mann che, nei suoi epiloghi assolutisti e definitivi, risparmia al lettore le spine dell'interpretazione.
    Voto complessivo, 4* e 1/2.

    ha scritto il 

  • 5

    << Non devi sorridere così! Ascoltami, a nessuno si deve sorridere così!..>> Si abbandonò su una panca, stravolto, respirando il profumo notturno degli alberi. E riverso, con le braccia penzoloni, sopraffatto, scosso dai brividi, sussurrò l'eterna formula del desiderio - impossibile i ...continua

    << Non devi sorridere così! Ascoltami, a nessuno si deve sorridere così!..>> Si abbandonò su una panca, stravolto, respirando il profumo notturno degli alberi. E riverso, con le braccia penzoloni, sopraffatto, scosso dai brividi, sussurrò l'eterna formula del desiderio - impossibile in quel caso, inammissibile e infame, grottesca e insieme sacra e venerabile: <<Ti amo.>>

    ha scritto il 

  • 4

    La prima cosa...

    ...da dire su Thomas Mann è che è uno scrittore del suo tempo, profondamente radicato nell'attualità e che questa attualità non ha nulla a che fare con la nostra. La seconda cosa è che ha verso il mestiere di scrittore uno sguardo ironico e anche sarcastico.
    La morte a Venezia è prima ironi ...continua

    ...da dire su Thomas Mann è che è uno scrittore del suo tempo, profondamente radicato nell'attualità e che questa attualità non ha nulla a che fare con la nostra. La seconda cosa è che ha verso il mestiere di scrittore uno sguardo ironico e anche sarcastico.
    La morte a Venezia è prima ironico (nel tratteggiare le fisime dellos crittore famoso), poi grottesco (specie nel raccontare l'incontro con un uomo che si svela poi una sorta di sua grottesca controfigura) e infine tragico (nel raccontare la passione repentina e incontrollabile anche se platonica per il piccolo Tdazio). Venezia è il giusto sfondo per questa passione che fa dimenticare al protagonista ogni prudenza e senso della misura.
    Tristano è uno strano racconto, ritroviamo un anticipo del sanatorio de La montagna incantata, ma anche una idea di morte come destino ineluttabile di certe intelligenze e sensibilità.
    Tonio Kroger l'ho commentato in un'altra recensione :-)

    ha scritto il 

  • 3

    Che avveniva? Due forze, due esseri lontani tendevano soffrendo ed esultando l'uno verso l'altro e si univano nella tripudiante, folle aspirazione verso l'eterno, l'assoluto ... il preludio divampò, declinò. Al punto in cui si schiude il sipario,

    ella smise di suonare e continuò a guardare in silenzio la musica.

    La morte a Venezia ***;
    Tristano ****;
    Tonio Kroger **.

    Dei tre racconti, ho particolarmente apprezzato Tristano, l'ho trovato pieno di poesia, molto toccante e romantico ed è stato quello che ho letto p ...continua

    ella smise di suonare e continuò a guardare in silenzio la musica.

    La morte a Venezia ***;
    Tristano ****;
    Tonio Kroger **.

    Dei tre racconti, ho particolarmente apprezzato Tristano, l'ho trovato pieno di poesia, molto toccante e romantico ed è stato quello che ho letto più volentieri. Era ammaliante e ho completamente dimenticato il fattore comune ai tre racconti, l'analisi cioè della figura dell'artista-scrittore. Questo racconto è quello nel quale a mio parere questo dato comune è camuffato meglio, o forse espresso meglio proprio perchè non ostentato di continuo, come in "Tonio Kroger". Questo è il racconto che ho apprezzato meno e che ho fatto più fatica a leggere. Estremamente noioso non vedevo l'ora che finisse. Mi ha lasciata perplessa invece "la morte a Venezia", il dato della morte è presente dall'inizio, se ne ha sentore da subito ed ho trovato molto poetico ed azzeccato il paragone tra la gondola, estremamente confortevole, e il feretro. Tutto in questo racconto così mesto e triste lascia presagire la morte, ma a parte questo dato non mi ha trasmesso molto.
    Ciò nonostante desideravo da tanto leggere questo autore; vedremo se più in là tornerò su di lui per leggere altro.

    ha scritto il 

  • 0

    E' inutile. Mann non fa per me.

    Letto il libro che contiene le tre celebri novelle di Mann Morta a Venezia (Der Tod in Venedig), Tonio Kröger e Tristan, che sarebbero le migliori. Senza polemizzare troppo ritengo la scrittura di Mann non adatta al mio stile di letture: troppo lenta, opaca e in clima di decadentoismo, figlio del ...continua

    Letto il libro che contiene le tre celebri novelle di Mann Morta a Venezia (Der Tod in Venedig), Tonio Kröger e Tristan, che sarebbero le migliori. Senza polemizzare troppo ritengo la scrittura di Mann non adatta al mio stile di letture: troppo lenta, opaca e in clima di decadentoismo, figlio della sua epoca.
    Delle tre ho apprezzato Tonio Kröger perché è quella più variata nella trama e nello stile e nel tono letterario. Le altre due sono di una pallosità senza fine. Ridondanti, ripetitive fino alla noia non mi hanno lasciato alcun segno nella mente.
    Sarà un particolare avversione verso questo autore che ho tradotto negli anni del liceo dal tedesco diversi capitoli dei Buddenbrooks e Der Zauberberg, ma proprio non riesco a digerire il suo stile, sicuramente perfetto stilisticamente e pieno di notevoli annotazioni psicologiche ma l'andamente lento, piatto mi rendono difficile la lettura.

    ha scritto il 

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