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La morte della Pizia

Di

Editore: Adelphi

4.2
(1685)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 68 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000112135 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Renata Colorni

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Parte bene, con il racconto dell'indovina che e' la prima a non credere ai suoi stessi vaticini, poi cade un po' nel disegnare un personaggio troppo moderno, infine si avvita su se' stesso mischiando ...continua

    Parte bene, con il racconto dell'indovina che e' la prima a non credere ai suoi stessi vaticini, poi cade un po' nel disegnare un personaggio troppo moderno, infine si avvita su se' stesso mischiando storie, leggende e politica dell'epoca. Forse una persona con molta più memoria di me, o che non abbia smesso di frequentare il liceo classico più di 25 anni fa, apprezzerebbe meglio l'intreccio

    ha scritto il 

  • 5

    Ironico, molto intelligente. Più andavo avanti più mi sorprendeva, più era piacevole leggerlo... una visione, anzi mille visioni tutte nuove, mille ipotesi stravaganti e una concezione di fondo profon ...continua

    Ironico, molto intelligente. Più andavo avanti più mi sorprendeva, più era piacevole leggerlo... una visione, anzi mille visioni tutte nuove, mille ipotesi stravaganti e una concezione di fondo profonda e moderna... concezione possibile e naturale solo nel mondo dell'incertezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Le vie del possibile sono infinite

    Bellissime riletture del mito di Edipo, talmente tante ipotesi da rimanere incerto di quale sia alla fine la verità, ma forse non serve saperla. Alla fine capisci che il mito più oscuro, macabro e inc ...continua

    Bellissime riletture del mito di Edipo, talmente tante ipotesi da rimanere incerto di quale sia alla fine la verità, ma forse non serve saperla. Alla fine capisci che il mito più oscuro, macabro e incestuoso potrebbe essere semplicemente una serie di cause e conseguenze normali, con protagoniste persone normali, che vivono vicende normali. E allora comprendi quanto sia facile giudicare, e quanto sia inutile farlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Le ultime gesta di una Pizia che ha fatto l'oracolo a Edipo pensando di tirare in ballo avvenimenti impossibili e poi constata che si sono avverati. I protagonisti della vicenda le appaiono durante i ...continua

    Le ultime gesta di una Pizia che ha fatto l'oracolo a Edipo pensando di tirare in ballo avvenimenti impossibili e poi constata che si sono avverati. I protagonisti della vicenda le appaiono durante i momenti conclusivi della sua esistenza.

    ha scritto il 

  • 4

    accartoccio mitico

    parte ilare e ironico e termina "drammalogico"... una possibile rilettura di alcuni cardini del pensiero mitologico occidentale... un gioco per rivedere alcune figure topiche ed epiche!

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante perché non conoscevo il mito di Edipo, che ignoranza! Sublime perché Dürrenmatt si spinge sempre oltre, alza il sipario e svela l'ipocrisia dei comportamenti umani. Si prende gioco della ...continua

    Interessante perché non conoscevo il mito di Edipo, che ignoranza! Sublime perché Dürrenmatt si spinge sempre oltre, alza il sipario e svela l'ipocrisia dei comportamenti umani. Si prende gioco della nostra stupidità, si interroga su ciò che regola il mondo -ragione o fantasia?, riflette sul significato di tirannia e democrazia. Da non sottovalutare per le dimensioni da racconto.

    ha scritto il 

  • 5

    Assolutamente geniale. Il fatto che gli uomini vogliano conoscere il futuro ma pretendano oracoli ciechi, che per quanto ingarbuglati siano gli orditi degli dei, quelli degli uomini lo siano ben di pi ...continua

    Assolutamente geniale. Il fatto che gli uomini vogliano conoscere il futuro ma pretendano oracoli ciechi, che per quanto ingarbuglati siano gli orditi degli dei, quelli degli uomini lo siano ben di più, che in fondo tutto si riduca al fatto che la verità, quella totale, neutra, impietosa nessuno la voglia vedere perchè il suo peso è scomodo e insostenibile e tutto sommato irrilevante. D. è uno scrittore illuminato e la sua scrittura è ruvida, graffiante, corrosiva.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi avevano tanto magnificato questo libello che la delusione è stata proporzionale alle laudi: grande. Prima di tutto trattasi di 68 pagine, cioè un raccontino neanche troppo lungo; poi l'idea - che p ...continua

    Mi avevano tanto magnificato questo libello che la delusione è stata proporzionale alle laudi: grande. Prima di tutto trattasi di 68 pagine, cioè un raccontino neanche troppo lungo; poi l'idea - che poteva essere carina - si è persa in un' ironia troppo contenuta. Diffidate dalle lusinghe "questo" libro è davvero poco, ha di esuberante solo il prezzo: 8 euro per 68 pagine mi maldispone moltissimo.Poi, leggendo commenti che per un tal sufumigio di pochezza inneggiano al capolavoro, perdinci, sono ancora più maldisposta e mi vien da pensare che forse sarebbe da recuperare un po' il senso delle parole. Ok è meglio di un baricco (e ci vuole poco) ma non è neanche paragonabile all' aleph, giusto per citare un vero capolavoro. Per non parlare di chi lo trova divertentissimo. Sarà che per me Zelig è tragico e trovo comico il nostro premier - il Bomba - ma non l'ho trovato per nulla divertente. Ci prova, magari, ma riesce poco.

    ha scritto il 

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