La morte della Pizia

Di

Editore: Adelphi

4.2
(1756)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 68 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000112135 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Renata Colorni

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Filosofia

Ti piace La morte della Pizia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Un'indagine epica.

    Tradotto per la prima volta in italiano nel 1988 con il titolo “La morte della Pizia“, “Das Sterben der Phythia” è un racconto scritto e pubblicato dal letterato, pittore e drammaturgo svizzero Friedr ...continua

    Tradotto per la prima volta in italiano nel 1988 con il titolo “La morte della Pizia“, “Das Sterben der Phythia” è un racconto scritto e pubblicato dal letterato, pittore e drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt nel 1976 nella raccolta di novelle intitolata “Mitmacher”. La prolifera...

    http://forestadicarta.altervista.org/la-morte-della-pizia-friedrich-durrenmatt/

    ha scritto il 

  • 4

    Il caso o la ragione

    Le Pizie nella mitologia greca erano delle sacerdotesse che facevano profezie nel santuario di Delfi. I riti descritti da Durrenmatt in questo brevissimo romanzo non hanno però nulla di sacro e solenn ...continua

    Le Pizie nella mitologia greca erano delle sacerdotesse che facevano profezie nel santuario di Delfi. I riti descritti da Durrenmatt in questo brevissimo romanzo non hanno però nulla di sacro e solenne. La Pizia Pannychis XI è isterica, vecchia, svampita e recita a casaccio gli oracoli, il santuario di Delfi è sporco, umido e degradato e Tiresia, il più famoso dei veggenti, è descritto come un corrotto maneggione e politicante.

    Il racconto si apre con Pannychis XI che predice ad Edipo che ucciderà suo padre e sposerà la madre Giocasta (casta moooolto poco, in verità).

    La Pizia, vicina ormai alla morte, viene visitata dalle ombre dei vari personaggi della storia che le raccontano la propria versione dei fatti, producendo un racconto che cambia continuamente direzione. Con sorpresa, comprende alla fine che l’unica verità è proprio quella che si è inventata di sana pianta, ossia quella più improbabile e irrazionale, frutto di una menzogna.

    Il bisogno regola il caso e guida il corso degli eventi? O è il caso che regola la necessità?

    "Non esistono storie irrilevanti. Tutto è connesso con tutto. Dovunque si cambi qualcosa, il cambiamento riguarda tutto. Con il tuo oracolo hai inventato la verità."

    La storia di Edipo mostra come la vita dell’uomo sia stata condizionata dalle profezie di oracoli spesso prezzolati da consiglieri in malafede. Il complicato intrico mitologico di Dei e mortali, completamente smitizzato e ironizzato, ci appare popolato di personaggi immorali. Un esempio tra tutti è:

    "quel beone di Prometeo che preferisce attribuire la sua cirrosi epatica alle aquile di Zeus piuttosto che all’alcool"

    Alla fine tutto ruota sulla domanda "chi è Edipo"? Durrenmatt ci risponde che non ha importanza: tutti hanno una propria verità a cui aggrapparsi. Ma è una verità personale, un punto di vista. Non esiste una verità assoluta, ma solo una realtà personale che rimane "vera" finché non è messa in discussione da altri.

    Un racconto ironico, dissacrante e divertente, anche se amaro, che fa sorgere illusioni e speranze e le abbatte nello stesso tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Davvero eccellente! Breve ma ben scritto. La vicenda di Edipo fa da sfondo al dialogo tra la pizia di Delfi e l'indovino Tiresia, entrambi in punto di morte ed entrambi imbroglioni che non credono nel ...continua

    Davvero eccellente! Breve ma ben scritto. La vicenda di Edipo fa da sfondo al dialogo tra la pizia di Delfi e l'indovino Tiresia, entrambi in punto di morte ed entrambi imbroglioni che non credono nel dio per cui fanno le loro profezie. Lo scontro tra la visione del mondo di chi crede che sia un caos completo e quella di chi pensa che tutto sia regolato da leggi ferree. In entrambi i casi il destino beffardo sembra seguire regole tutte proprie!

    ha scritto il 

  • 3

    "La verità esiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta"

    Cos'è la verità?

    La verità dei sentimenti, la verità dei fatti sono nuvole alte nel cielo che cambiano forma continuamente ed al quale la saggezza ci suggerisce di non aggrapparci mai a peso morto.
    Pa ...continua

    Cos'è la verità?

    La verità dei sentimenti, la verità dei fatti sono nuvole alte nel cielo che cambiano forma continuamente ed al quale la saggezza ci suggerisce di non aggrapparci mai a peso morto.
    Passeranno gli anni, i decenni e ci infileremo nelle nostre tombe con le nostre verità, così sicure come coperte calde, eppure così corrotte, così sbagliate.

    Ma forse è giusto così: non frughiamo nel torbido, non raschiamo le nostre sicurezze e potremmo pur dare alla nostra esistenza una parvenza di vivibilità.

    ha scritto il 

  • 4

    La verità esiste in quanto tale soltanto se non la si tormenta

    Una piccola perla. Durrematt descrive e riscrive la tragedia concentrandosi sull'Enigma delle infinite possibilità e vie dell'accadere umano. Breve, intenso, geniale.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mito di Edipo diventa una sorta di Rashomon e ogni personaggio che appare come ombra di fronte alla morente Pizia racconta la sua versione, ognuno convinto di conoscere la verità che verrà invece p ...continua

    Il mito di Edipo diventa una sorta di Rashomon e ogni personaggio che appare come ombra di fronte alla morente Pizia racconta la sua versione, ognuno convinto di conoscere la verità che verrà invece puntualmente ribaltata dalla testimonianza successiva.
    La Pizia e Tiresia vivono entrambi sull'ignoranza e la credulità della gente, ma, seppure mossi da motivazioni molto diverse, entrambi falliscono nei loro obiettivi e i loro vaticini sortiscono risultati opposti a quelli sperati. Anch'essi di fronte al caso, sono ciechi e impotenti come tutti gli altri.

    ha scritto il 

  • 2

    Parte bene, con il racconto dell'indovina che e' la prima a non credere ai suoi stessi vaticini, poi cade un po' nel disegnare un personaggio troppo moderno, infine si avvita su se' stesso mischiando ...continua

    Parte bene, con il racconto dell'indovina che e' la prima a non credere ai suoi stessi vaticini, poi cade un po' nel disegnare un personaggio troppo moderno, infine si avvita su se' stesso mischiando storie, leggende e politica dell'epoca. Forse una persona con molta più memoria di me, o che non abbia smesso di frequentare il liceo classico più di 25 anni fa, apprezzerebbe meglio l'intreccio

    ha scritto il 

Ordina per