La morte di Carlos Gardel

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

3.9
(42)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 317 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8807016176 | Isbn-13: 9788807016172 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vittoria Martinetto

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Alvaro è un ammiratore ossessivo di Carlos Gardel e vive immerso in un mondo di suoni inaccessibile agli altri. Sua moglie Claudia lo ha da tempo abbandonato, il figlio Nuño va a pernottare ogni tanto da lui quando la madre vuole stare da sola con il nuovo compagno. Il ragazzo non prova un vero affetto per il padre ed è divorato dalla gelosia nei confronti della madre. La sua infelicità lo porta infine all'eroina ed è attorno al suo letto in ospedale che si riunisce la famiglia. Ma la morte di Nuño non cambia niente e per Alvaro, sempre più solo nel suo rifiuto del mondo, Carlos Gardel diventa l'unica presenza viva.
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    L'ho iniziato per caso, con una certa diffidenza, per partecipare a un gdl. le prime pagine sono state difficili, non è certo una lettura agevole. Bisogna riuscire a districarsi tra le diverse voci ch ...continua

    L'ho iniziato per caso, con una certa diffidenza, per partecipare a un gdl. le prime pagine sono state difficili, non è certo una lettura agevole. Bisogna riuscire a districarsi tra le diverse voci che si alternano in una stanza d'ospedale, al letto di morte di un ragazzo.
    È un flusso di coscienza corale, in cui presente e passato si accavallano e si sovrappongono. Ed è proprio a questo coro che bisogna abbandonarsi, come si fa con la musica.
    Le parole scorrono fluide, come acqua a volte impetuosa, a volte più calma, quasi ferma. Le parole qui pesano molto, sono scelte con cura, quasi cesellate. Le pause sono le descrizioni, bellissime, in cui temi dominanti o ricorrenti sono gli alberi, che vivono e respirano (tossiscono addirittura) e sembrano stemperare i sentimenti e le ansie dei personaggi.
    L'ospedale, incubo e paura collettiva, diventa sempre più grande, e non è solo dovuto al fatto che ci si trovi fisicamente più vicini. È la paura che si fa concreta, tangibile e visibile, col suo fardello di sofferenza.
    “la mia paura degli ospedali non sono i letti con la gente, sono i letti che aspettano, quelli che sembrano sepolture aperte che ci chiamano e in cui i defunti siamo noi".
    E di fronte al dolore, l'unica reazione possibile sembra sia confondere i piani della realtà, tornare al passato, al già vissuto e quindi superato. Puoi ricordare la paura di un tempo, ma non è così devastante come quella attuale. E così la morte diventa ricordo di altre morti:
    “morire, pensai, è quando gli occhi si trasformano in palpebre”.
    Nel paesaggio, o meglio negli alberi, ci sono i sentimenti che i personaggi sembrano non provare. Alvaro e il nonno( morto ormai da tempo) sono ripiegati su sé stessi, microcosmi che non comunicano se non attraverso gesti abituali, quasi automatici. Gli stessi malati in ospedale sono 'paesaggio', la cui anima è dolore senza speranza. È questa assenza di speranza che mi colpisce.
    Le anime sopravvivono senza quasi opporre resistenza a quello che accade a loro e intorno a loro.
    I corpi sembrano quasi non esistere, all'interno dell'ospedale. È come se lì dentro possa avere posto solo la sofferenza. I malati sono maschere, come l'uomo col tetano di cui si notano le mani, o il bambino con la meningite. I visitatori sono ombre pensanti, le cui vite si srotolano davanti a noi, pagina dopo pagina, in un crescendo di desolazione, rimpianto e assenze.
    Assenza d'amore, soprattutto. L'agonia e la morte di Nuno, il ragazzo, corrispondono all'agonia e alla morte di altri amori, quasi sempre unilaterali: Alvaro e Claudia, Cristiana e Graça, Alvaro e Raquel. E alla morte di sogni, mai realmente perseguiti. Si lascia che la vita scorra, incolore e squallida, sublimata da una colonna sonora che dà ritmo e colore, sottolineando la tristezza e la tragedia di passioni impossibili perché mai veramente vissute.

    ha scritto il 

  • 4

    GDL ancora in corso: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3293627#new_thread

    Ha soddisfatto la mia voglia di far fatica, ha costretto la mia concentrazione ad uno sforzo continuo.
    Non è stata una lettura; è stata un'esperienza emotiva, linguistica, stilistica, musicale - piena ...continua

    Ha soddisfatto la mia voglia di far fatica, ha costretto la mia concentrazione ad uno sforzo continuo.
    Non è stata una lettura; è stata un'esperienza emotiva, linguistica, stilistica, musicale - piena.

    Testo difficile, ostico, contorto, impietoso, dalla struttura frammentata; un accavallarsi e un sovrapporsi continuo di voci, azioni, pensieri e piani temporali diversi, in un unico registro: la voce di Antonio Lobo Antunes, che attraversa e unisce il tutto, ricomponendo i frammenti e creando la finale unicità, dove tutti i cerchi si chiudono alla perfezione e il corpo della storia si ricompatta.
    Un testo cubista impossibile da descrivere, fuori dagli schemi, che sfugge alle definizioni, ma potentemente poetico, evocativo e suggestivo, in grado di stupire, disorientare, spaesare, scoraggiare, snervare, irritare o disgustare.

    Abbandono, solitudine, isolamento, dramma, cinismo, perdita, dolore, morte, amori negati, amori sfibrati, odio - non manca nulla di tutto ciò - e su tutto una passione, un'unica bruciante passione - i tanghi di Carlos Gardel:

    "Finché ci saranno una fisarmonica e un pianoforte e un violino e Carlos Gardel sul giradischi a cantare una milonga per noi, non ci manca niente, dico niente per ricominciare da zero e essere felici."

    Melodie d'altri tempi, melodie al di là del tempo:

    Capitolo 1 - https://www.youtube.com/watch?v=SJ1aTPM-dyE Por una cabeza
    Capitolo 2 - https://www.youtube.com/watch?v=27HlY0umlmA Milonga sentimental
    Capitolo 3 - https://www.youtube.com/watch?v=dUF2py7o_uY# Lejana tierra mia
    Capitolo 4 - https://www.youtube.com/watch?v=0tGsHECwLWY El dia que me quieras
    Capitolo 5 - https://www.youtube.com/watch?v=b0rqyl5TYGE Melodia de arrabal

    Un passo importante per la mia crescita come lettrice, un passo che volevo fare da un po'.

    ha scritto il 

  • 0

    Se Antònio Lobo Antunes intendeva mettermi alla prova, devo ammettere di aver fallito miseramente. Anzi, mi sono proprio arresa senza onore.
    Ho cercato di entrare in sintonia con la scrittura "messa i ...continua

    Se Antònio Lobo Antunes intendeva mettermi alla prova, devo ammettere di aver fallito miseramente. Anzi, mi sono proprio arresa senza onore.
    Ho cercato di entrare in sintonia con la scrittura "messa in disordine" dal flusso di coscienza, ma non ci sono riuscita. Ho ascoltato i bellissimi tango (tanghi?) di Gardel, ma tali suggestioni musicali è nata la voglia di scappare ad una milonga pirata, non quella di accoccolarmi fra le pieghe della scrittura.
    A gennaio inizia un gdl e ho intenzione di seguirne gli sviluppi, chissà... With a little help from my friend...

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Il mio primo libro di Antunes e... sono già un suo inguaribile fan. Questo libro è un capolavoro, che alle prime pagine mette subito alla prova il lettore. Si può esserne inesorabilmente respinti o, s ...continua

    Il mio primo libro di Antunes e... sono già un suo inguaribile fan. Questo libro è un capolavoro, che alle prime pagine mette subito alla prova il lettore. Si può esserne inesorabilmente respinti o, se si entra nel fiume irresistibile del suo stile, si cade in una specie di "trance da lettore", difficile poi uscirne! Una sensibilità degna di Proust, arricchita da una consapevolezza della psiche umana data dal precedente mestiere dello scrittore (psichiatra). Lo stile è uno stream of consciousness continuo, che procede con grande leggerezza ed ironia attraverso lo sguardo dei vari personaggi. L'atmosfera è quella delle storie raccontate dai tanghi argentini, o meglio ancora del fado, in una Lisbona dal fascino potente. Il tutto però aggiornato rispetto alle tematiche contemporanee (droga, omosessualità ecc) senza mai scadere nell'ovvio e nello stereotipo. Roba da Nobel per la letteratura!

    ha scritto il 

  • 4

    In questo romanzo le difficoltà intrinseche che la narrativa di Antunes presenta al lettore, ovvero cercare di mettere in relazione le voci dei personaggi, sono meno ardue, lo sviluppo è più scorrevol ...continua

    In questo romanzo le difficoltà intrinseche che la narrativa di Antunes presenta al lettore, ovvero cercare di mettere in relazione le voci dei personaggi, sono meno ardue, lo sviluppo è più scorrevole (non è un caso che da questo romanzo sia stato ispirato un film). Sul finale non del tutto convincente ci sarebbe da dire qualcosa, che non dirò.

    ha scritto il 

  • 2

    L'unica cosa che ho trovato interessante (anche se a tratti un tantino "pesante") è lo stile della scrittura che segue i pensieri, le ricostruzioni altalenanti degli eventi e delle immagini, per il re ...continua

    L'unica cosa che ho trovato interessante (anche se a tratti un tantino "pesante") è lo stile della scrittura che segue i pensieri, le ricostruzioni altalenanti degli eventi e delle immagini, per il resto un po' deludente.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro perteneciente a la Trilogía de la muerte de Lobo Antunes. Los tres son magníficos, no hay un orden ni una conexión entre ellos. Son difíciles de describir. Son historias duras, contadas con una ...continua

    Libro perteneciente a la Trilogía de la muerte de Lobo Antunes. Los tres son magníficos, no hay un orden ni una conexión entre ellos. Son difíciles de describir. Son historias duras, contadas con una prosa poética preciosa. Copio parte de la contraportada:
    "El estado de coma de un joven heroinómano y la urgencia en visitarlo por parte de su tía y de su padre, un pobre diablo convencido de que Carlos Gardel no murió en un accidente de avion, son el punto de partida de la historia, contada a ritmo de milonga o de tango."

    ha scritto il 

  • 1

    una volta mi sembrava una eresia abbandanare un libro, anche se non mi piaceva. Oggi ho deciso che devo fare i cnti anche col tempo.
    E questo libro non vale il mio tempo.
    Lo trovo illeggibile, nella f ...continua

    una volta mi sembrava una eresia abbandanare un libro, anche se non mi piaceva. Oggi ho deciso che devo fare i cnti anche col tempo.
    E questo libro non vale il mio tempo.
    Lo trovo illeggibile, nella forma, nel disordine della formattazione, a metà ancora non si capisce un belino di nulla, non si distinguono i personaggi.
    Basta.

    ha scritto il 

  • 5

    MERITA

    Qual è la reazione di persone diverse di fronte alla tragicità degli eventi? Come reagiscono alla morte che costringe a fare i conti con se stessi? Lobo Antunes realizza un affresco di straordinaria f ...continua

    Qual è la reazione di persone diverse di fronte alla tragicità degli eventi? Come reagiscono alla morte che costringe a fare i conti con se stessi? Lobo Antunes realizza un affresco di straordinaria forza espressiva, con una scrittura che è l'esaltazione della frammentarietà del pensiero, perché quando siamo costretti a fermarci e riflettere, nel caleidoscopio della mente si affollano immagini, sentimenti, situazioni, drammi, conflitti, passioni, suoni e odori. Struggente il racconto, come la milonga di Carlos Gardel, in cui si rifugia Alvaro per sfuggire alla realtà dei fallimenti della vita, rimanendo trascinato dalla ossessione e dalla follia. Di grande impatto lirico e singolare resa espressiva. Stupendo!

    ha scritto il 

  • 0

    Di difficile lettura, Lobo Antunes fa parlare i suoi personaggi e solo così la vicenda progredisce. L'impianto narrativo si evince dai vari "io narrante" che si alternano costituendo
    i pezzi di un puzz ...continua

    Di difficile lettura, Lobo Antunes fa parlare i suoi personaggi e solo così la vicenda progredisce. L'impianto narrativo si evince dai vari "io narrante" che si alternano costituendo
    i pezzi di un puzzle che il lettore, lentamente e dolorosamente, ricompone. Un libro pieno di lirismo, di sentimento nell'accezione piu' classica del termine. Pieno di dolore e ombre, ma drammaticamente vivo, come le strofe di un tango di Gardel.

    ha scritto il