La morte di Ivan Il'Ic

I grandi romanzi, 11

Di

Editore: Corriere della Sera

4.1
(2542)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 93 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Basco , Spagnolo , Francese , Turco , Catalano , Farsi , Olandese

Isbn-10: A000031078 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Erica Klein ; Prefazione: Matteo Collura

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , eBook , CD audio

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 4

    "Se la morte parlasse questa sarebbe la sua voce", ha scritto Carlo Bo dopo aver letto questo racconto.
    Io credo che Lev abbia dato una forma alla famigerata morte. Le ha dato un odore, un'immagine, u ...continua

    "Se la morte parlasse questa sarebbe la sua voce", ha scritto Carlo Bo dopo aver letto questo racconto.
    Io credo che Lev abbia dato una forma alla famigerata morte. Le ha dato un odore, un'immagine, un colore.
    Io l'ho avvertita leggendo; la vedevo dietro l'angolo e percepivo i suoi oscuri passi farsi sempre più vicini.
    Ho provato tanta angoscia nel leggerlo; angoscia per la morte imminente, per l'ineluttabilità dell'evento, per la mancanza di ratio in cui essa deve venire a trovarci. Ho provato pena per Ivan Il'c, colto impreparato alla sua visita, perché consapevole della fine vicina, perché gli si rivela una vita gremita di menzogne ed inganni, perché, nonostante ciò, tutto ciò che vuole fare è vivere, ma non gli resta che aspettare la propria morte come un inetto.
    Crudo e bellissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto questo romanzo per una lettura di gruppo sul classici russi. Beh che dire la storia in sè certo merita di essere letta ma non posso fare a meno di sentirmi infastidita da quell'alone di mater ...continua

    Ho letto questo romanzo per una lettura di gruppo sul classici russi. Beh che dire la storia in sè certo merita di essere letta ma non posso fare a meno di sentirmi infastidita da quell'alone di materialismo che c'è in tutto il romanzo... solo alla fine il signor Ivan mi sembra un essere umano. La scrittura non l ho trova difficile e almeno questa volta ho capito tutto quello che ho letto al primo tentativo ( cosi non era stato per le notti bianche).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Invece della Morte c'era la Luce"

    E no.
    Non è una luce mistica o divina quella che vede Ivan Il'ič poco prima di abbandonarsi all'ultimo sonno.
    Era la luce della liberazione. Liberazione da una vita di menzogna e falsità, dal suo matr ...continua

    E no.
    Non è una luce mistica o divina quella che vede Ivan Il'ič poco prima di abbandonarsi all'ultimo sonno.
    Era la luce della liberazione. Liberazione da una vita di menzogna e falsità, dal suo matrimonio, alle convenzioni sociali, alla sua stessa scala di priorità prima di ammalarsi.
    E' il racconto della solitudine umana, disseminata ovunque, ma forse maggiore in questi contesti di alta borghesia, laddove tutto viene orchestrato affinché si possa compiere l'anelata scalata sociale verso il successo, vetta che però si raggiunge solo sacrificando la propria dimensione umana e sociale.
    E quand'è che comprendiamo tutto questo?
    Spesso quando è troppo tardi, quando una malattia sta per strapparci da quella vita che sentiamo di aver sprecato con attività sterili e con le persone sbagliate, avvicinate solo per convenienza.
    E così emerge tutta la disperata solitudine del matto (ripresa poi anche da Pirandello nella figura di Enrico IV). Ivan non è matto, ma nel momento in cui si ammala, nell'allontanarsi dal mondo dei sani riesce a vedere con nuovi occhi e mente lucida la commedia (qui tragica) della vita quotidiana.
    Tutto quanto è falso, nella vita familiare come nel lavoro.
    Ed è allora che, finalmente, si dipana la Luce.

    ha scritto il 

  • 5

    un classico

    se è un classico, un motivo ci deve essere.
    Infatti c'è.
    la scrittura insieme austera e ironica degli autori russi, la descrizione dei riti della nobiltà, la descrizione degli stati d'animo del moribo ...continua

    se è un classico, un motivo ci deve essere.
    Infatti c'è.
    la scrittura insieme austera e ironica degli autori russi, la descrizione dei riti della nobiltà, la descrizione degli stati d'animo del moribondo, una descrizione estremamente profonda e coinvolgente, che costringe all'empatia.
    Ivan Il'ic si rende conto, solo in punto di morte, della vacuità del mondo, dei riti, delle emozioni nei quali e per i quali ha vissuto e lottato e tratto piaceri per tutta la sua breve, e inaspettatamente interrotta, vita.

    ha scritto il 

  • 5

    "Era impossibile ingannarsi: qualcosa di tremendo, di nuovo, di sostanziale era entrato nella sua vita, qualcosa che non si era mai verificato prima. Soltanto lui lo sapeva, tutti gli altri non capivano o non volevano capire ."

    Meravigliosa piccola perla sull'accettazione della morte come liberazione da una vita ormai senza più stimoli, e senza più amore. Angosciante e triste ma bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    In poche pagine si risolve la grande solitudine di un uomo davanti alla morte.
    Mentre famigliari e colleghi fingono di non vedere e si preoccupano di portare avanti la loro vita, il protagonista deper ...continua

    In poche pagine si risolve la grande solitudine di un uomo davanti alla morte.
    Mentre famigliari e colleghi fingono di non vedere e si preoccupano di portare avanti la loro vita, il protagonista deperisce a vista d'occhio e inizia a indagare sul senso della propria esistenza. Qual è il significato di una vita vissuta all'insegna del decoro e dell'approvazione sociale di fronte al dolore e alla morte?
    E la prosa di Tolstoj? Una meraviglia.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo crudo, dove l'incedere della morte è minuziosamente descritto in ogni pagina. Morte fisica di Ivan Ilich, certo, ma anche della sua precedente e inavvertita morte spirituale: l'inseguimento ip ...continua

    Romanzo crudo, dove l'incedere della morte è minuziosamente descritto in ogni pagina. Morte fisica di Ivan Ilich, certo, ma anche della sua precedente e inavvertita morte spirituale: l'inseguimento ipocrita del piacevole e del decoroso, i rapporti di convenienza e mai sinceri, lo sprofondare nei ruoli sociali come fuga dall'esistenza, la separazione dalle più profonde parti del sè.
    La descrizione di una vita di quieta disperazione.

    Ma il romanzo è più di questo: a ben vedere è un inno alla vita vestito di nero. Alla vera vita che scorre sotto tutte le convenzioni, oltre il piacevole e il decoroso.
    Ivan vive al piano di sopra dove si vedono solo ipocrisia e drappi funebri, ma si avverte il baluginare di qualcosa di più profondo (pure Ivan lo avverte nel momento del trapasso: "laggiù in fondo brillò qualcosa").
    Questa è la vera forza del romanzo, oltre la magnifica scrittura: l'invito a cercare quel qualcosa finchè siamo in tempo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Non sono capace a moderare i miei termini

    No, non mi è piaciuto un granché.
    Com'è possibile comportarsi in questo modo..?! A parte Gerasim, nessun personaggio ha riscosso le mie simpatie, il protagonista in primis: ha creduto che il lavoro f ...continua

    No, non mi è piaciuto un granché.
    Com'è possibile comportarsi in questo modo..?! A parte Gerasim, nessun personaggio ha riscosso le mie simpatie, il protagonista in primis: ha creduto che il lavoro fosse la sua unica soddisfazione per tutta la vita, ha trattato tutti come zerbini (a parte quando giocava d'azzardo), e poi ha scoperto alla fine della sua vita che FORSE c'era qualcosa che non andava. XD
    E non è nemmeno riuscito a chiedere scusa alla moglie! Che poi, però, se vogliamo proprio dirla tutta, pure lei avrebbe dovuto scusarsi per il suo pessimo comportamento... E gli amici, non parliamo degli amici. Ma che razza di gentaglia si è scelto, Ivan Il'ic?! Nessuna persona, eccettuati il servo e il figlio piccolo, ad interessarsi di lui. Che tra l'altro è stato un egoistone pazzesco fino agli ultimi istanti della sua vita (anche se capisco che abbia sofferto tantissimo).
    Un odio verso i personaggi che neanche nei Malavoglia.
    Inutile dire che l'ho trovato un po' pesante e noioso, nonostante fossero solo poche pagine: personalmente, ho trovato molto più coinvolgenti e interessanti altri libri di Tolstoj, Anna Karenina soprattutto.

    ha scritto il 

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