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La morte di Ivan Il'ič

Di

Editore: Garzanti

4.1
(2398)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Basco , Spagnolo , Francese , Turco , Catalano , Farsi

Isbn-10: 8811361192 | Isbn-13: 9788811361190 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Buttafava

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Ivan Il'ic ha una vita soddisfacente, una buona carriera, una vita familiare e sociale apparentemente appagante. Nel nuovo appartamento di Pietroburgo, città in cui si è trasferito dopo una promozione, cade da uno sgabello, sistemando una tenda, e prende un colpo al fianco. Il dolore provocato dalla caduta diventa, nei giorni, sempre più forte e tutte le cure si rivelano inutili. Il pensiero della morte gli fa riconoscere la falsità della sua vita, di chi lo circonda, dei suoi apparenti successi. L'unica persona che gli sa stare vicino è un giovane servo che lo assiste fino alla terribile agonia. Morente, capisce che così libererà, prima che se stesso, gli altri dalla sofferenza e con questo pensiero muore sereno.
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  • 5

    La morte è finita

    La breve ed esemplare descrizione dell'agonia e della morte di Ivan Il'ič contiene tutta la potenza narrativa e al contempo la propensione didascalica e filosofica di Tolstoj.
    La morte si insinua, app ...continua

    La breve ed esemplare descrizione dell'agonia e della morte di Ivan Il'ič contiene tutta la potenza narrativa e al contempo la propensione didascalica e filosofica di Tolstoj.
    La morte si insinua, apparentemente inavvertita, nel bel mezzo della festa della vita di Ivan Il'ič ; proprio quando ha realizzato i suoi scopi: reputazione, successo, denaro. Allora perché? Perché dover morire? "Possibile che sia lei, solo lei, la verità"? Quel dolore penetrante, quell'amaro di fiele in bocca è ormai impossibile ignorarli. Si presentano puntuali, davanti a tutto ciò che prima suscitava soddisfazione e piacere.
    Ed ecco che il mondo pieno, ricco, denso che a caro prezzo Ivan ha costruito intorno a sé si va sfaldando, tutto continua ad essere ridondante eppure quella concretezza si va sfilacciando, l'immagine di tutto ciò che era familiare si va sfocando...e intanto "lei lo guardava sfrontatamente, dietro i fiori". Lei, presenza ormai costante, metterà Ivan, di professione giudice, di fronte all'unico giudizio possibile: quello dovuto a se stesso, al bilancio e al senso della propria vita.
    Ma ecco che, proprio alla fine, appare la rivelazione e insieme la speranza: "laggiù in fondo brillò qualcosa".

    Al lettore di questo breve capolavoro il piacere di scoprire cosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Impressionante. Il racconto della solitudine assoluta, dell'angoscia disperata dell'uomo di fronte alla morte scritto con un'autenticità e una forza davvero sconvolgenti.

    ha scritto il 

  • 5

    E' il valore universale della riflessione e del sentimento della morte che Tolstoj riesce a trasmettere in questo breve racconto. Mai come ora questo libro mi è entrato nel sangue e mi ha portato comm ...continua

    E' il valore universale della riflessione e del sentimento della morte che Tolstoj riesce a trasmettere in questo breve racconto. Mai come ora questo libro mi è entrato nel sangue e mi ha portato commozione, ma anche speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    attuale

    Seppur breve, il racconto che ha come protagonista un uomo la cui vita a suo malgrado sta arrivando a capolinea è molto intenso, toccante e ci fa riflettere, molto.

    Siamo a San Pietroburgo, in un trib ...continua

    Seppur breve, il racconto che ha come protagonista un uomo la cui vita a suo malgrado sta arrivando a capolinea è molto intenso, toccante e ci fa riflettere, molto.

    Siamo a San Pietroburgo, in un tribunale, dove viene annunciata la morte di un giudice stimato, Ivan Ilič. Conosciamo da subito il mondo di Ivan, le sue frequentazioni, i suoi colleghi che alla notizia della sua morte non possono fare altro che pensare al posto vacante e alla possibilità di essere promossi. Gli amici più intimi di Ivan, Petr Ivanovič e Fedor Vasilevič, sono angosciati perché devono adempiere ai noiosi doveri impostigli dalla società, come dare una mano alla vedova che nella triste giornata della visita alla salma pensa più che altro come ottenere la pensione del marito. Addirittura c’è chi, nonostante le circostanze, non può rinunciare alla consueta partita di whist. In seguito il lettore ha la possibilità di conoscere meglio Ivan, la sua vita che inesorabilmente cambia a largo della sua carierà che gli permette di lasciare la provincia e venire a San Pietroburgo dove vive seguendo i canoni dell’alta borghesia. Il nuovo incarico vuol dire più soldi, più soldi una casa arredata come il Dio comanda, da non sfigurare davanti ai doveri della società tralasciando però una cosa importantissima: la vita stessa. La vita che prima o poi ti presenta un conto salato da pagare. Proprio mentre Ivan sta arredando la nuova casa, attento a ogni dettaglio, quello che sembra un banale incidente domestico va a ribaltare tutte le carte in tavola. Ivan si amala. Una malattia inguaribile che metterà in discussione tutta la sua esistenza. Una malattia che gli farà “aprire gli occhi” su quel mondo di falsi affetti e pura ipocrisia che credeva sua isola felice ma non è che una menzogna, grande come la casa arredata con tanta cura. Una malattia che pian piano lo porta verso la inesorabile fine che spaventa Ivan, un sofferente Ivan che prima di lasciare per sempre la terra cerca di conciliarsi con se stesso e il mondo che lo circonda.

    Il racconto è scorrevole, grazie allo stile asciutto di Tolstoj che con la sua ironia sottile nei confronti dell’alta società russa dell’epoca, e una delicatezza unica nell’affrontare argomenti difficili come dolore e sofferenza della malattia, la morte, colpisce e coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina. Siamo tutti noi un po’ Ivan Ilic. Spesso viviamo una vita non proprio nostra, per dovere, per compiacere gli altri cedendo ai meccanismi di una società che pretende che seguiamo le regole ben precise. Solo quando la morte bussa alla nostra porta che cominciamo a fare i conti con propri errori e fantasmi. Un po’ come Ivan in cui storia è facile rispecchiarsi. La storia di un uomo che solo quando sta per morire capisce di non aver preteso abbastanza dalla vita, nascondendosi dietro le proprie incertezze, le proprie paure. Un uomo che che con tutte le sfumature del suo essere non può che farsi amare dai lettori che, pagina dopo pagina, scoprono una storia che se ben pubblicata alla fine dell’ottocento è attuale anche oggi. Una storia che ho amato molto e che raccomando.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, però … vorrei non averlo letto.

    Insomma Tolstoj è pur sempre Tolstoj e ogni volta gli darei almeno 4 stelle a prescindere, però questo romanzo vorrei non averlo letto.

    Già, perché per chi ha vissuto il calvario della malattia di una ...continua

    Insomma Tolstoj è pur sempre Tolstoj e ogni volta gli darei almeno 4 stelle a prescindere, però questo romanzo vorrei non averlo letto.

    Già, perché per chi ha vissuto il calvario della malattia di una o più persone care, di familiari, per chi ha dovuto assistere giorno dopo giorno a ciò che non riesco nemmeno a descrivere, non è affatto piacevole essere ricatapultati di nuovo in quella sofferenza.

    Mi ha fatto veramente male leggere questo romanzo, ad ogni frase era come essere colpiti dalla stessa drammaticità, dalla stessa angoscia che si percepisce ascoltando dal vivo l’impetuoso attacco del Dies Irae del Requiem di Verdi, un dolore gridato e ostentato che colpisce proprio al centro del petto togliendoti il respiro...

    https://www.youtube.com/watch?v=ZDFFHaz9GsY

    ha scritto il 

  • 5

    L'essenza del racconto russo: dovrebbero farlo leggere a chi chieda "ma cos'hanno poi di speciali 'sti Russi?!" Il racconto parla da sé: commovente ed insieme doloroso.

    ha scritto il 

  • 5

    Nacemos para morir.

    Pasamos como peregrinos por una increible vida. Una linea pequeña pero muy significativa.
    Ivan Ilich es el ejemplo de ésta dolorosa pero increible vida. Vale la pena buscar la verdad para no caer en e ...continua

    Pasamos como peregrinos por una increible vida. Una linea pequeña pero muy significativa.
    Ivan Ilich es el ejemplo de ésta dolorosa pero increible vida. Vale la pena buscar la verdad para no caer en el error del protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Piangeva per la propria impotenza, per la propria terribile solitudine, per la crudeltà degli uomini, per la crudeltà di Dio, per l'assenza di Dio.

    "Che gioia!". In mezzo ad un respiro, Ivan muore.

    Un libro meraviglioso.

    ha scritto il 

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