La morte di Ivan Il'ic

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.1
(2493)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 90 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Basco , Spagnolo , Francese , Turco , Catalano , Farsi , Olandese

Isbn-10: A000039674 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tommaso Landolfi

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    un classico

    se è un classico, un motivo ci deve essere.
    Infatti c'è.
    la scrittura insieme austera e ironica degli autori russi, la descrizione dei riti della nobiltà, la descrizione degli stati d'animo del moribo ...continua

    se è un classico, un motivo ci deve essere.
    Infatti c'è.
    la scrittura insieme austera e ironica degli autori russi, la descrizione dei riti della nobiltà, la descrizione degli stati d'animo del moribondo, una descrizione estremamente profonda e coinvolgente, che costringe all'empatia.
    Ivan Il'ic si rende conto, solo in punto di morte, della vacuità del mondo, dei riti, delle emozioni nei quali e per i quali ha vissuto e lottato e tratto piaceri per tutta la sua breve, e inaspettatamente interrotta, vita.

    ha scritto il 

  • 5

    "Era impossibile ingannarsi: qualcosa di tremendo, di nuovo, di sostanziale era entrato nella sua vita, qualcosa che non si era mai verificato prima. Soltanto lui lo sapeva, tutti gli altri non capivano o non volevano capire ."

    Meravigliosa piccola perla sull'accettazione della morte come liberazione da una vita ormai senza più stimoli, e senza più amore. Angosciante e triste ma bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    In poche pagine si risolve la grande solitudine di un uomo davanti alla morte.
    Mentre famigliari e colleghi fingono di non vedere e si preoccupano di portare avanti la loro vita, il protagonista deper ...continua

    In poche pagine si risolve la grande solitudine di un uomo davanti alla morte.
    Mentre famigliari e colleghi fingono di non vedere e si preoccupano di portare avanti la loro vita, il protagonista deperisce a vista d'occhio e inizia a indagare sul senso della propria esistenza. Qual è il significato di una vita vissuta all'insegna del decoro e dell'approvazione sociale di fronte al dolore e alla morte?
    E la prosa di Tolstoj? Una meraviglia.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo crudo, dove l'incedere della morte è minuziosamente descritto in ogni pagina. Morte fisica di Ivan Ilich, certo, ma anche della sua precedente e inavvertita morte spirituale: l'inseguimento ip ...continua

    Romanzo crudo, dove l'incedere della morte è minuziosamente descritto in ogni pagina. Morte fisica di Ivan Ilich, certo, ma anche della sua precedente e inavvertita morte spirituale: l'inseguimento ipocrita del piacevole e del decoroso, i rapporti di convenienza e mai sinceri, lo sprofondare nei ruoli sociali come fuga dall'esistenza, la separazione dalle più profonde parti del sè.
    La descrizione di una vita di quieta disperazione.

    Ma il romanzo è più di questo: a ben vedere è un inno alla vita vestito di nero. Alla vera vita che scorre sotto tutte le convenzioni, oltre il piacevole e il decoroso.
    Ivan vive al piano di sopra dove si vedono solo ipocrisia e drappi funebri, ma si avverte il baluginare di qualcosa di più profondo (pure Ivan lo avverte nel momento del trapasso: "laggiù in fondo brillò qualcosa").
    Questa è la vera forza del romanzo, oltre la magnifica scrittura: l'invito a cercare quel qualcosa finchè siamo in tempo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Non sono capace a moderare i miei termini

    No, non mi è piaciuto un granché.
    Com'è possibile comportarsi in questo modo..?! A parte Gerasim, nessun personaggio ha riscosso le mie simpatie, il protagonista in primis: ha creduto che il lavoro f ...continua

    No, non mi è piaciuto un granché.
    Com'è possibile comportarsi in questo modo..?! A parte Gerasim, nessun personaggio ha riscosso le mie simpatie, il protagonista in primis: ha creduto che il lavoro fosse la sua unica soddisfazione per tutta la vita, ha trattato tutti come zerbini (a parte quando giocava d'azzardo), e poi ha scoperto alla fine della sua vita che FORSE c'era qualcosa che non andava. XD
    E non è nemmeno riuscito a chiedere scusa alla moglie! Che poi, però, se vogliamo proprio dirla tutta, pure lei avrebbe dovuto scusarsi per il suo pessimo comportamento... E gli amici, non parliamo degli amici. Ma che razza di gentaglia si è scelto, Ivan Il'ic?! Nessuna persona, eccettuati il servo e il figlio piccolo, ad interessarsi di lui. Che tra l'altro è stato un egoistone pazzesco fino agli ultimi istanti della sua vita (anche se capisco che abbia sofferto tantissimo).
    Un odio verso i personaggi che neanche nei Malavoglia.
    Inutile dire che l'ho trovato un po' pesante e noioso, nonostante fossero solo poche pagine: personalmente, ho trovato molto più coinvolgenti e interessanti altri libri di Tolstoj, Anna Karenina soprattutto.

    ha scritto il 

  • 4

    La morte come trasgressione

    "L'orribile tremendo atto della sua agonia era degradato da tutti quelli che lo circondavano alla stregua di qualcosa di casuale e sgradevole, persino di indecoroso, qualcosa che trasgrediva quello st ...continua

    "L'orribile tremendo atto della sua agonia era degradato da tutti quelli che lo circondavano alla stregua di qualcosa di casuale e sgradevole, persino di indecoroso, qualcosa che trasgrediva quello stesso "decoro" che Ivan Il'ic aveva perseguito per tutta la vita; egli vedeva che nessuno aveva pietà di lui, perchè nessuno voleva capire la sua situazione."
    "A parte quella menzogna, la cosa che più lo tormentava era il fatto che nessuno aveva pietà di lui, come egli avrebbe voluto che avessero: in certi momenti, dopo lunghe ore di sofferenza, anche se si sarebbe vergognato a confessarlo, aveva soprattutto voglia che qualcuno avesse pietà di lui, come di un bambino malato. Avrebbe voluto che lo carezzassero, che lo baciassero, che lo compiangessero, così come si accarezzano e si consolano i bambini."

    ha scritto il 

  • 4

    Tradito dalla vita e dalla morte

    Si dice che un libro sia inutile se lascia uguale a com'eri prima di leggerlo (i cosiddetti libri "piacevoli"), ed è anche in questo che si respira l'universalità di Tolstoj, con cui la morte e la sof ...continua

    Si dice che un libro sia inutile se lascia uguale a com'eri prima di leggerlo (i cosiddetti libri "piacevoli"), ed è anche in questo che si respira l'universalità di Tolstoj, con cui la morte e la sofferenza diventano tangibili, acquistano colori, odori, suoni e la forma degli oggetti che circondano Ivan Il'ic, incalzandolo come un rombo sempre più terribile fino alla fine, con un'unica, immensa domanda: perché?
    Perché?, si chiedevano i personaggi di Gita al faro pensando alla vita. Perché?, si chiede Ivan Il'ic pensando alla morte. E non è forse lo stesso?
    Un racconto duro da leggere se si è vissuta un'esperienza simile, ma peggio del dolore per Ivan Il'ic c'è il rimpianto di una vita troppo giusta, così giusta che alla fine si rivela sbagliata perché era giusta per le convenienze più che per i suoi reali desideri, come un libro già letto nei salotti arredati di altri, nelle feste uguali di altri, nei matrimoni sbiaditi di attri, e alla fine a tradirle Ivan Il'ic è la vita più che la morte.

    ha scritto il 

  • 4

    Si ecco, tecnicamente non l'ho letto proprio io ma sono andata a sentire Paolo Nori che l'ha letto dalla prima all'ultima riga. Da sola a leggerlo non ce l'avrei mai fatta, bisogna avere un certo fisi ...continua

    Si ecco, tecnicamente non l'ho letto proprio io ma sono andata a sentire Paolo Nori che l'ha letto dalla prima all'ultima riga. Da sola a leggerlo non ce l'avrei mai fatta, bisogna avere un certo fisico che io non ho. Ma in questo modo ho potuto sentire la discesa nella disperazione, quella vera. E forse per un attimo (giusto un attimo) la luce in fondo al tunnel l'ho vista anche io. Magnifico (soprattutto Nori che l'ha letto).

    ha scritto il 

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