La morte di Ivan Ilijc - La sonata a Kreutzer

Di

Editore: A. Mondadori (BMM)

4.2
(131)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Catalano

Isbn-10: A000069674 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Enrichetta Carafa Capecelatro

Disponibile anche come: Altri , eBook , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Due racconti di una durezza e una profondità che mi hanno colpita parecchio. Ne La morte di Ivan Ilijc viene raccontata la vita e la tragedia interiore di Ivan verso la morte e che è la tragedia di og ...continua

    Due racconti di una durezza e una profondità che mi hanno colpita parecchio. Ne La morte di Ivan Ilijc viene raccontata la vita e la tragedia interiore di Ivan verso la morte e che è la tragedia di ogni essere umano che, prima della fine, si pone domande che difficilmente trovano risposte. Ne La sonata a Kreutzer, dopo una lunga esposizione iniziale sulla morale sessuale che è espressione del punto di vista dell'autore, si entra nel vivo della storia. L'incompatibilità di caratteri, l'incapacità di parlarsi davvero, la gelosia che lotta contro la ragione che rivendica invano di osservare la realtà senza trasfigurarla, fino al tragico epilogo....tematiche senza tempo trattate con una profondissima introspezione psicologica.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo di questi due racconti non mi ha detto granché; "La Sonata a Kreutzer" invece mi ha dato diversi spunti di riflessione: a qualunque latitudine (anche temporale) le donne si comportano sempre ...continua

    Il primo di questi due racconti non mi ha detto granché; "La Sonata a Kreutzer" invece mi ha dato diversi spunti di riflessione: a qualunque latitudine (anche temporale) le donne si comportano sempre nello stesso modo. E anche gli uomini. E davvero, non scopriamo niente di nuovo.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo racconto dai significati profondi pubblicato nel 1886. Ivan Il’ic è un giudice istruttore di una piccola provincia russa che durante la sua carriera professionale viene trasferito a San Pie ...continua

    Bellissimo racconto dai significati profondi pubblicato nel 1886. Ivan Il’ic è un giudice istruttore di una piccola provincia russa che durante la sua carriera professionale viene trasferito a San Pietroburgo. Inizia così per l’uomo un’ascesa sociale nella quale il suo massimo impegno sarà riservato alla costruzione artefatta della propria vita. La sua nuova casa in città, infatti, verrà arredata secondo i dogmi dell’alta borghesia, stato al quale il giudice e sua moglie aspirano appartenere come presupposto ideale di felicità e giustezza. Proprio durante questa edificazione scrupolosa della propria casa – che metaforicamente si riferisce alla sua esistenza tutta, spaziando dalla professione agli affetti - Ivan cade da una sedia e quello che sembra essere un banale incidente domestico ben presto si trasformerà nella causa di un’assurda, inguaribile malattia. Durante gli ultimi tre mesi di vita il giudice prenderà man mano consapevolezza della vacuità dell’esistenza tenuta fino a quel momento. Un’esistenza ritenuta ‘giusta’ prima che la minaccia di una morte prematura ed imminente la smascherasse come menzognera ed artificiosa. Infatti, i suoi rapporti sia affettivi che professionali, ben presto si riveleranno ipocriti e alimentati dall’odio e dalla rivalità. In famiglia la sofferenza della malattia sarà solo motivo di disagio e fastidio, mentre in tribunale rappresenterà l’opportunità per altri giudici di accedere al suo ambito posto. Solo la spontanea predisposizione alla cura ed alla compassione di un umile servo, che allevierà i tormenti della sua malattia incurabile, sembra rappresentare l’unica consolazione umana che gli è concessa. Insomma l’imminente epilogo della propria vita, infine, verrà percepito da Ivan come la fine della morte, metaforicamente riferita ad un’esistenza completamente sciupata. Una rivelazione dai connotati mistici conforterà l’anima dell’ancora giovane Ivan che, prima di congedarsi da questo mondo, cercherà di chiedere perdono a chi lo circonda, una richiesta di perdono estesa nei confronti del bene più prezioso che possiede l’uomo: la vita. Un perdono liberatorio che il moribondo concederà anche a se stesso, come premio per aver preso coscienza – anche se troppo tardi – dei propri errori. Lo stile asciutto dell’autore e la sottile ironia nei confronti della società borghese russa di fine ottocento rendono il racconto scorrevole ed accattivante, nonostante la delicatezza dell’argomento trattato come la precarietà della vita ed il senso profondo della sofferenza, della malattia e della morte che altro non sono che l’ammonimento universale sul prezioso significato della vita stessa.

    ha scritto il 

  • 4

    Entrambi i racconti descrivono un negativo rapporto con il sesso femminile, inteso in particolare entro la sfera matrimoniale. In tutti e due i racconti, sia in "La morte di Ivan Il'ich" che in "La so ...continua

    Entrambi i racconti descrivono un negativo rapporto con il sesso femminile, inteso in particolare entro la sfera matrimoniale. In tutti e due i racconti, sia in "La morte di Ivan Il'ich" che in "La sonata a Kreutzer", la vittima pare l'uomo, anche se nella seconda opera è la donna a perire.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro assoluto su un tema assai ricorrente nella letteratura di tutti i tempi, ma solo un grande come Tolstoi poteva coglierne appieno l'essenza. Assolutamente imperdibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli uomini sono mortali. Caio è un uomo. Caio è mortale. Ma io non sono Caio, il sillogismo non vale per me. Questa è la sintesi di un libro magnifico, il percorso verso la morte di un uomo che sa che ...continua

    Gli uomini sono mortali. Caio è un uomo. Caio è mortale. Ma io non sono Caio, il sillogismo non vale per me. Questa è la sintesi di un libro magnifico, il percorso verso la morte di un uomo che sa che sta morendo. Da pelle d'oca

    ha scritto il