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La morte nel villaggio

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1219)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Chi semplificata , Svedese , Francese , Spagnolo , Ceco , Catalano , Olandese , Portoghese , Basco , Polacco , Indiano (Hindi)

Isbn-10: 8804507705 | Isbn-13: 9788804507703 | Data di pubblicazione:  | Edizione 17

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    Zia Agatha merita stavolta una recensione seria

    Per una volta, zia Agatha merita che io ci spenda qualche pensiero un po' più ponderato del solito.
    Siamo a fine anno, e in questo dicembre pieno di festività - a parte una parentesi tra le braccia de ...continua

    Per una volta, zia Agatha merita che io ci spenda qualche pensiero un po' più ponderato del solito.
    Siamo a fine anno, e in questo dicembre pieno di festività - a parte una parentesi tra le braccia de I Miserabili - mi sono completamente data ai gialloni della Christie perché, lo sappiamo tutti, sono leggeri, piacevoli e disimpegnati. Insomma, io che amo la poderosa pesantezza di Cioran, la distopia più cupa dei vari Golding, Orwell, Saramago e compagnia cantante, la depressione straziante delle russe Anime Morte, e chi più ne ha più ne metta, apprezzo particolarmente la levità dei romanzi dell'arzilla giallista inglese.
    Di fronte a La morte nel villaggio (primo romanzo in cui appare il personaggio di Miss Marple), e avendo già iniziato in questi giorni Il ritratto di Elsa Greer (che promette davvero bene), mi sono però ritrovata a chiedermi se siano davvero così leggeri come all'apparenza sembrano. Mi sono imbattuta in alcune frasi, qua e là, davvero belle e potenti, quasi degli aforismi, che mi hanno fatto sorridere, certo, ma che mi hanno anche fatto riflettere su quanta conoscenza dell'umano ci sia nei romanzi della ziona Agatha. Un po' mi spiace che sia passata al secolo (quasi solo) come giallista. Mi è anche sembrato di capire perché una volta disse di detestare cordialmente Poirot e di amare invece la dimessa Miss Marple: perché in quel fare modesto e sornione, in quell'onniscienza ben mascherata da un'apparente ignoranza, in quell'essere schiva e non voler ostentare, io ci vedo molto (o ci voglio vedere molto) del temperamento della Christie, la quale ha scelto un genere "minore" per raccontare dell'uomo e della sua anima, delle sue passioni e meschinerie - riuscendo così a rivelare verità scomode a tutti noi, con la leggerezza ironica e bambinesca di chi lancia il sasso e poi ritrae la mano.

    Due citazioni:
    «Non esiste investigatore in Inghilterra che superi in abilità una zitella di età incerta che non sappia come ammazzare il tempo.»

    «La zia diceva sempre: "I giovani credono che i vecchi siano sciocchi, ma i vecchi *sanno* che i giovani sono sciocchi!"»

    ha scritto il 

  • 2

    Agatha, io TVB comunque...

    ... ma avevo capito tutto quando ero solo al 6-7% della lettura (le percentuali son dovute al fatto che stessi leggendo su Kindle).
    Due stelline (è la prima volta che le do questo voto!) perché la scr ...continua

    ... ma avevo capito tutto quando ero solo al 6-7% della lettura (le percentuali son dovute al fatto che stessi leggendo su Kindle).
    Due stelline (è la prima volta che le do questo voto!) perché la scrittura della Christie è sempre bellissima, ma la storia in sé l'ho trovata così prevedibile da farmi essere inclemente.

    ha scritto il 

  • 3

    Niente male!

    Le tre stelle per me valgono come "buon libro"; la definizione che ne dà Anobii "così così" non mi trova d'accordo.

    Detto questo, primo approccio con la più famosa scrittrice di gialli di ...continua

    Niente male!

    Le tre stelle per me valgono come "buon libro"; la definizione che ne dà Anobii "così così" non mi trova d'accordo.

    Detto questo, primo approccio con la più famosa scrittrice di gialli di tutti i tempi e con uno delle sue opere più famose. Risultato: sono soddisfatto e il libro è volato.

    Trama ben costruita (e ci mancherebbe), capitoli rapidi che fanno ardere la curiosità (a dimostrare che gli autori di thriller contemporanei non hanno davvero inventato nulla).

    Insopportabile l'ambiente borioso e classista dell'Inghilterra del tempo, ma quello era il mondo all'epoca in cui scriveva la Christie e ciò ovviamente non inficia la qualità del libro.

    Neo: la traduzione. Vecchia come il cucco. Lo si percepiva nettamente alla lettura. Ho pensato dipendesse dal fatto che questa edizione era un allegato a Oggi , giornalaccio da cui non si può certo pretendere chissà che attenzione filologica. Invece leggo su Wikipedia che le traduzioni dei romanzi della Christie sono ancora oggi quelle originali degli anni '30 e, da quel che capisco consultando l'archivio storico della Mondadori, anche questo romanzo non fa eccezioni.

    Sbalordito, mi chiedo se non sia il caso di dare una rinfrescata generale. Anche perché non si tratta di un autore nostrano, che sarebbe insano parafrasare in gergo attuale, ma di uno straniero che è sempre stato tradotto.

    Sennò saremo ancora qui a leggere le versioni dell'Iliade di 300 anni fa. E non sarebbe piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    L'intento era quello di cominciare dal principio, con Agatha Christie, dopo aver letto qualche suo romanzo sparso.
    Devo dire che comincio a comprendere perchè alcuni titoli si trovino in una serie di ...continua

    L'intento era quello di cominciare dal principio, con Agatha Christie, dopo aver letto qualche suo romanzo sparso.
    Devo dire che comincio a comprendere perchè alcuni titoli si trovino in una serie di edizioni differenti (dieci piccoli indiani, ad esempio) e, altri, come questo, siano difficili da reperire.

    In questo romanzo conosciamo Miss Marple un'arzilla vecchietta un pò pettegola che non si perde un dettaglio della vita dei suoi concittadini, passatempo che però si rivela utile, soprattutto quando la quiete viene distrutta da un omicidio...

    Il caso di per sè era lento, il personaggio di Miss Marple era assolutamente secondario... non mi ha convinta del tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo caso di Miss Marple

    Altro grande giallo della Christie, sempre abilissima nel portare il lettore a sospettare di tutti. Poi qui compare per la prima volta l'adorabile zitella Miss Marple. Una garanzia.

    ha scritto il 

  • 3

    Agatha riesce a gestire mirabilmente una trama complicata e piena di particolari; i fili della storia non le sfuggono, li tiene in pugno fino alla fine con una abilità che è propria di una maestra com ...continua

    Agatha riesce a gestire mirabilmente una trama complicata e piena di particolari; i fili della storia non le sfuggono, li tiene in pugno fino alla fine con una abilità che è propria di una maestra come lei. E tu, caro lettore, o arrivi alla soluzione in tempo o non puoi fare altro che tacere, perché hai di fronte un grande quadro in cui tutti gli elementi combaciano bene, troppo bene. Maledettamente bene.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo mejor el final. Esta escritora siempre sorprende con los finales.
    Pero el resto del libro se me hace monótono.
    Creo que tiene libros mejores.
    No le hace justicia a Miss Marple... ...continua

    Lo mejor el final. Esta escritora siempre sorprende con los finales.
    Pero el resto del libro se me hace monótono.
    Creo que tiene libros mejores.
    No le hace justicia a Miss Marple...

    ha scritto il 

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