La mossa del cavallo

Di

Editore: Sellerio (La memoria 1055)

3.8
(2274)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese , Spagnolo , Giapponese

Isbn-10: 8838936056 | Isbn-13: 9788838936050 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Uno dei più intelligenti, spassosi, esemplari romanzi di Camilleri, pubblicato per la prima volta nel 1999 e oggi considerato un «classico». Sellerio lo ripropone con una Nota dell’autore appositamente scritta per questa edizione.«La mossa del cavallo di Bovara è il recupero del dialetto siciliano. E quindi potersi muovere agevolmente dentro il dialetto ritrovato e rivoltare a suo beneficio il senso e il significato delle parole» - Andrea Camilleri«È stato scritto che i Camilleri sono almeno due, quello del poliziesco e quello della memoria storica; ma nel romanzo La mossa del cavallo i due Camilleri convivono» - Cesare Medail, Corriere della Sera (1999)L’azione si svolge nel 1877 e trae spunto da un episodio raccontato nella famosa inchiesta sulla Sicilia da Leopoldo Franchetti. Giovanni Bovara, nato in Sicilia ma trasferitosi a soli tre mesi d’età a Genova, viene mandato nell’isola come ispettore ai mulini, dopo che i due che l’hanno preceduto sono morti ammazzati. A Vigàta rimane invischiato nei potentati locali, dal prete ai politici, agli uomini d’onore a infidi azzeccagarbugli che gli mandano messaggi in codice che Bovara, integerrimo funzionario, non può capire. Va dritto per la sua strada, che è quella della legge, e ragiona in dialetto genovese, ma è proprio questo che gli impedisce di cogliere la rete che lo va stritolando. Così quando viene ucciso il prete, donnaiolo e in fama d’usuraio, l’unica maniera per difendersi dalla paradossale situazione in cui si è venuto a trovare - quella di essere accusato del delitto che ha denunziato - è la mossa del cavallo. Giovanni Bovara dunque si mette non solo a parlare ma anche a pensare in siciliano, un dialetto che credeva d’aver perso, ma che sboccia spontaneo dalle sue labbra e si rivela la chiave per comprendere l’accaduto e soprattutto per dare scacco a chi controlla un paese intero. Insomma una autentica provocazione che rovescia la trappola fabbricata per lui. La connessione delle lingue: l’italiano postunitario, le parole della burocrazia, i dialetti genovese e siciliano; basta trovare il codice giusto per risolvere il corto circuito e accedere alla soluzione. Ed è questo che rende questo romanzo (che al racconto alterna verbali, documenti, corrispondenze e articoli fittizi) unico e uno dei più felici di Andrea Camilleri: per la scena animata e umoristica e il rovesciamento dei ruoli, per l’irrisione dei siciliani, fra cadaveri che appaiono e scompaiono, testimoni che si volatilizzano, parole sussurrate a mezza voce, una farsa tragica.
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  • 4

    Camilleri è incredibile e potente. Non credo ci siano molte altre parole per esprimere il senso di coinvolgimento che trasmettono le sue storie.
    Filo d'Arianna alla base di tutto una sottilissima iron ...continua

    Camilleri è incredibile e potente. Non credo ci siano molte altre parole per esprimere il senso di coinvolgimento che trasmettono le sue storie.
    Filo d'Arianna alla base di tutto una sottilissima ironia che tiene il lettore stretto alla pagina.
    La storia di Giovanni Bovara corre a più velocità; prima lentamente, poi rapidamente e poi di nuovo con studiata lentezza. L'onesto Bovara, siciliano d'origine ma cresciuto a Genova, si trova immerso in una realtà a cui è estraneo, in cui diventa vittima di eventi più grandi di lui. I pezzi in dialetto si susseguono e il siciliano si alterna al genovese. Bovara, però, da bravo giocatore di scacchi inizia a capire che le mosse vanno studiate in anticipo per non farsi cogliere impreparati e Camilleri è bravissimo a raccontare la storia di corruzione, onestà e tradimenti da più punti di vista. Come un mosaico che si costruisce tessera dopo tessera.

    ha scritto il 

  • 4

    [...]Intanto, avendo il dottore constatato la morte del cadavere[...]

    Geniale questo romanzo di Camilleri, con il protagonista che si salva solo cominciando a parlare il dialetto del suo paese natio... Forse perché ci sono cose che si possono capire (o dire) solo in alc ...continua

    Geniale questo romanzo di Camilleri, con il protagonista che si salva solo cominciando a parlare il dialetto del suo paese natio... Forse perché ci sono cose che si possono capire (o dire) solo in alcune lingue e non in altre?
    E, a proposito di lingue, quelle usate da Camilleri sono sempre efficaci; non solo quell'italo-siciliano che è da sempre il suo tratto distintivo, ma anche il "burocratese" dei rapporti di polizia e carabinieri, il "giornalistese" degli estratti dei quotidiani e la lingua ufficiale di fine ottocento. Solo chi ha molta dimestichezza con le parole può cambiare registro con tale facilità.
    Godibile, divertente e allo stesso tempo inquietante, merita sicuramente di essere letto.

    ha scritto il 

  • 4

    E’ stato veramente piacevole per me confrontarmi con un Camilleri che scrive in dialetto ligure/ genovese! E’ difficile scrivere in genovese sia perché manca una tradizione letteraria valida che poss ...continua

    E’ stato veramente piacevole per me confrontarmi con un Camilleri che scrive in dialetto ligure/ genovese! E’ difficile scrivere in genovese sia perché manca una tradizione letteraria valida che possa aver dato un canone sia perché le espressioni e le pronuncia delle parole si differenziano notevolmente anche nel breve spazio di qualche kilometro. Fatta questa dovuta premessa, ho trovato questo romanzo storico /thriller al livello dei migliori lavori di Camilleri . I personaggi sono vivacemente e coloritamente descritti , la natura e gli ambienti ugualmente pittoreschi e parecchio realistici. La storia si basa su un canovaccio vero e l’ambiente di questa Sicilia, dell’epoca seguente all’Unità d’Italia, è contrassegnato da ingiustizie, corruzione e soprusi. Chi è ricco e potente è in grado di manipolare qualsiasi realtà, anche la più evidente , perché ben protetto da personaggi squallidi ma importanti della politica. Certo il finale è sorprendente. Il protagonista Bovara con la “mossa del cavallo” , riesce a provare la sua innocenza, ma la verità sarà impossibile da accertare. Finita questa lettura così piacevole, ironica ed acuta, ci si sofferma a domandarsi se è cambiato qualcosa in questi 150 anni o se certa corruzione e certi rituali non siano “irredimibili”!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Dieci e lode per il lavoro linguistico che sempre contraddistingue l’opera di Camilleri e che qui raggiunge un livello superiore, mescolando italiano, siciliano e genovese a seconda del personaggio e/ ...continua

    Dieci e lode per il lavoro linguistico che sempre contraddistingue l’opera di Camilleri e che qui raggiunge un livello superiore, mescolando italiano, siciliano e genovese a seconda del personaggio e/o della situazione descritta.
    Ammetto però che proprio questo ha reso difficoltosa la lettura e fino a metà il romanzo non mi aveva coinvolto più di tanto. Ma la storia poi si evolve, diventa più interessante e piacevole, anche se un po’ prevedibile - perché prevedibili sono qui i meccanismi criminali.
    L’ultimo capitolo, “Il catalogo dei sogni”, conferma l’enorme cultura e il genio di Camilleri.
    Mi piacerebbe molto vederne tratto un film o una serie, secondo me si presterebbe molto bene.
    Una lettura molto consigliata, inoltre da poco è stato pure ristampato per la Sellerio: un’occasione per riscoprire uno dei libri più interessanti di Andrea Camilleri!

    ha scritto il 

  • 4

    Un giallo reso vivace dalle vicende narrate, dai pittoreschi personaggi coinvolti, dall'uso del dialetto siciliano, che immerge il lettore nel contesto di questa Sicilia antica ma per certi versi attu ...continua

    Un giallo reso vivace dalle vicende narrate, dai pittoreschi personaggi coinvolti, dall'uso del dialetto siciliano, che immerge il lettore nel contesto di questa Sicilia antica ma per certi versi attuale, in cui le storie di sopraffazione, ingiustizie, rivalità, tradimenti, corruzione sono all'ordine del giorno.

    recensione completa:_ http://chicchidipensieri.blogspot.it/2016/04/recensione-la-mossa-del-cavallo-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    Piacevole, acuto, divertente. Il "solito" Camilleri (in senso buono) tra l'amore e l'odio per la sua terra. Interessante l'immissione del dialetto genovese, in compenso forse l'ultima parte del romanz ...continua

    Piacevole, acuto, divertente. Il "solito" Camilleri (in senso buono) tra l'amore e l'odio per la sua terra. Interessante l'immissione del dialetto genovese, in compenso forse l'ultima parte del romanzo è un po' tirata via.

    ha scritto il 

  • 4

    Una chicca di Camilleri, piacevolissima

    Camilleri al suo meglio anche senza Montalbano. Un romanzo breve, divertente, scritto in italiano, siciliano e genovese. Un intreccio perfetto.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia che ci racconta Camilleri in questo libro è ambientata a Montelusa nel 1977.

    Nella piccola cittadina siciliana è appena giunto il ragionier Bovara, nuovo ispettore della Finanza incaricato d ...continua

    La storia che ci racconta Camilleri in questo libro è ambientata a Montelusa nel 1977.

    Nella piccola cittadina siciliana è appena giunto il ragionier Bovara, nuovo ispettore della Finanza incaricato del controllo dei mulini della zona. Bovara è di origini siciliane, ma abita ormai da molti anni a Genova, quindi il ritorno nella terra natia risulta alquanto difficile.

    Quando il ragioniere si rende degli imbrogli posti in essere da tempo per eludere il pagamento della tassa sul macinato grazie anche all’intervento di alcuni mafiosi locali, questi ultimi fanno in modo che la colpa dell’omicidio del parroco molto libertino, ricada su di lui. Proprio lui che aveva denunciato il fatto alle autorità!

    Per uscire sano e salvo da questa questa situazione, il ragioniere Bovara dovrà giocare d’astuzia, proprio come fosse una partita a scacchi….

    Assolutamente geniale! C’è poco da commentare.

    ha scritto il 

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