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La mossa dell'alfiere

Leonardo da Vinci indaga

Di

Editore: TEA

3.4
(100)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 359 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8850224966 | Isbn-13: 9788850224968 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Zuppet

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Milano, 1483.
Il conte Ludovico il Moro e il suo ospite, l'ambasciatore di Francia, hanno messo gli occhi su un dipinto che Leonardo da Vinci, da poco nominato ingegnere di corte, ha portato con sé da Firenze.
Per stabilire chi di loro si aggiudicherà quel capolavoro, i due nobili si sfidano a una partita a scacchi viventi.
Durante il gioco, però, accade l'irreparabile: il conte di Ferrara, che impersonava l'alfiere bianco, viene trovato morto nel cortile del castello.
L'omicidio getta l'ombra del sospetto sulla corte e il Moro, temendo che si tratti di una congiura ordita da uno dei suoi consiglieri, chiede l'aiuto di Leonardo, l'unico uomo la cui integrità non potrebbe mai essere messa in dubbio.
Il maestro accetta d'indagare sull'assassinio, ma, per poter raccogliere tutti gli indizi, ha bisogno di osservare il personale del castello senza dare nell'occhio, cosa che, data la sua fama, gli è impossibile.
Perciò si affida all'abilità e alla scaltrezza del suo nuovo apprendista, Dino, e lo incarica di essere i suoi occhi e le sue orecchie.
Compito non facile per il giovane, che dovrà sia aiutare Leonardo a smascherare il colpevole sia riuscire a tenere celato il proprio segreto.
Un segreto che, se scoperto, potrebbe mettere a repentaglio non solo la vita di Dino, ma anche quella del maestro...
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  • 2

    I libri in Italia dovrebbe costare meno,almeno quando leggi un libro scadente non piangi troppo sui soldi sprecati.
    In questo caso, io piango parecchio: la prosa della Stuckart non e' malvagia, ma la storia e' talmente banale e scontata, i personaggi appena abbozzati da far rimpiangere i so ...continua

    I libri in Italia dovrebbe costare meno,almeno quando leggi un libro scadente non piangi troppo sui soldi sprecati.
    In questo caso, io piango parecchio: la prosa della Stuckart non e' malvagia, ma la storia e' talmente banale e scontata, i personaggi appena abbozzati da far rimpiangere i soldi (ed il tempo) spesi.
    L'unica nota positiva e' la descrizione di come nel Rinascimento si facevano i colori e come si preparavano gli affreschi, ma saranno venti righe in tutto il libro.
    Se ne puo' tranquillamente fare a meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Giallo storico molto piacevole

    Mi è piaciuto molto, specie il rapporto di Leonardo con i suoi allievi. E quello con Dino.<br />Anche se trovo poco credibile il fatto che non tratti l'omosessualità di Leonardo, in modo evidente.<br />Comunque è una scelta che ha fatto la scrittrice, come spiega nelle note.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo qualcosa di più

    Manca totalmente una descrizione della Milano del Moro. I moventi dei sospetti non mi sono sembrati particolarmente validi e comunque molti non sono stati analizzati in maniera esaustiva. La trama è abbastanza piatta, senza mordente.
    I personaggi mancano di mordente, Leonardo stesso sembra ...continua

    Manca totalmente una descrizione della Milano del Moro. I moventi dei sospetti non mi sono sembrati particolarmente validi e comunque molti non sono stati analizzati in maniera esaustiva. La trama è abbastanza piatta, senza mordente.
    I personaggi mancano di mordente, Leonardo stesso sembra una parodia del personaggio storico. Spero che i libri successivi siano più calati nell'ambiente storico.

    ha scritto il 

  • 0

    E abbiamo scoperto un falso storico, da anni si vocifera che l'orologio da polso l'abbia inventato Patek Philippe e invece no, è stato Leonardo da vinci, una scatolina di legno con l'immagine dell'orologio identico a quello della torre, legato al posto con un nastrino di cuoio. E adesso ditemi ch ...continua

    E abbiamo scoperto un falso storico, da anni si vocifera che l'orologio da polso l'abbia inventato Patek Philippe e invece no, è stato Leonardo da vinci, una scatolina di legno con l'immagine dell'orologio identico a quello della torre, legato al posto con un nastrino di cuoio. E adesso ditemi che non dovevo abbandonarlo

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto altri libri con personaggi storici che si trasformano in investigatori e l'idea mi piace sempre molto, soprattutto genio come Leonardo.
    Purtroppo lo svolgimento della trama non mi ha convinto molto, è risultato poco avvincente e sopra le righe. Leonardo è stato troppo modernizzato ...continua

    Ho letto altri libri con personaggi storici che si trasformano in investigatori e l'idea mi piace sempre molto, soprattutto genio come Leonardo.
    Purtroppo lo svolgimento della trama non mi ha convinto molto, è risultato poco avvincente e sopra le righe. Leonardo è stato troppo modernizzato rendendolo poco convincente e anacronistico.
    Magari proverò a leggere i prossimi libri, ma non mi aspetto un netto miglioramento.

    ha scritto il 

  • 4

    Le stelline sarebbero 3.5, ma oggi mi sento generosa.


    Dino, apprendista di Leonardo da Vinci presso il castello degli Sforza a Milano, si trova suo malgrado coinvolto in un omicidio. Il Maestro, incaricato da Ludovico il Moro di scoprire l’assassino quanto prima, lo rende partecipe delle i ...continua

    Le stelline sarebbero 3.5, ma oggi mi sento generosa.

    Dino, apprendista di Leonardo da Vinci presso il castello degli Sforza a Milano, si trova suo malgrado coinvolto in un omicidio. Il Maestro, incaricato da Ludovico il Moro di scoprire l’assassino quanto prima, lo rende partecipe delle indagini, stimolando le sue capacità d’osservazione e ragionamento, ma anche la forza d’animo e il coraggio.

    Come ogni eroe ha il suo discepolo, così anche Leonardo, detective per l’occasione, in questo romanzo ha un assistente, il vero protagonista della vicenda. Dino apprende, suggerisce in modo arguto, ma nasconde anche un segreto, ignoto (ma anche no) al suo stesso mentore.

    La vicenda si sviluppa come un classico giallo deduttivo, senza tralasciare alcune situazioni d’azione e soffermandosi lievemente sul periodo storico e sulle abitudini della bottega d’arte: sullo sfondo (forse un po’ troppo in fondo…) la Milano rinascimentale di Ludovico il Moro e il laboratorio di Leonardo.

    La narrazione è scorrevole e veloce, l’intreccio ben costruito e il racconto piacevole, anche se talmente lineare da far desiderare qualche colpo di scena in più. I personaggi principali sono caratterizzati in maniera interessante, anche se Leonardo in alcuni momenti sembra un po’ stereotipato.

    Nel complesso una lettura godibile e senza pretese.

    ha scritto il