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La muerte de Artemio Cruz

By Carlos Fuentes

(10)

| Paperback | 9780140255829

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Book Description

20 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    indiscutibilmente interessante la struttura narrativa, a tratti il romanzo ti entra dentro ma la lettura è quasi insostenibile.

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    Horacio said on Sep 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Pesante e noioso allo spasimo, a tratti incomprensibile, qualche sprazzo di altissima scrittura che non riscatta il tempo perso per arrivare, arrancando dolorosamente, all'ultima pagina.

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    FormicAlata said on Aug 22, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "Sventurato paese che a ogni generazione deve spazzar via gli antichi proprietari e sostituirli con nuovi padroni, rapaci e ambiziosi come i precedenti." (p. 41)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on May 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Para mí, un libro clave del llamado "boom" latinoamericano.
    A través de monólogos interiores, saltos temporales y un rico lenguaje, Carlos Fuentes recrea la vida de un hombre que sale de la miseria aprovechando los vaivenes de la Revolución mexicana. ...(continue)

    Para mí, un libro clave del llamado "boom" latinoamericano.
    A través de monólogos interiores, saltos temporales y un rico lenguaje, Carlos Fuentes recrea la vida de un hombre que sale de la miseria aprovechando los vaivenes de la Revolución mexicana.
    El ascenso social, el dinero y el poder, serán las únicas metas que le interesen. Convirtiéndole en un tirano, en un cacique sin escrúpulos que en realidad no tiene nada.
    Sobresaliente.

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    mancusso73 said on May 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In occasione di un viaggio in Messico ho letto questo libro, che mi ha fatto comprendere il Paese, forse, più di molte guide.
    Certo si tratta di una lettura estremamente difficoltosa, secondo me, soprattutto perchè le vicende narrate si svolgono in ...(continue)

    In occasione di un viaggio in Messico ho letto questo libro, che mi ha fatto comprendere il Paese, forse, più di molte guide.
    Certo si tratta di una lettura estremamente difficoltosa, secondo me, soprattutto perchè le vicende narrate si svolgono in tempi diversi, e il tutto va ricostruito. A questo si aggiunge un tipo di scrittura molto colta e difficile in sè.
    Artemio Cruz, ricco affarista senza scrupoli e che mai ne ha avuti, sul suo letto di morte, una morte cruda e raccontata nei dettagli, ripercorre la sua vita. Bambino, giovane, vecchio, adulto, ragazzino, in ordine sparso. Alla fine del romanzo sono tornata alla prima pagina e ho cercato di ricostruire tutta la storia, del protagonista e del Messico con le sue varie rivoluzioni. Nonostante ciò, l'ho trovato bello e magnificamente scritto. Certamente ci sono un'infinità di cose che non ho compreso, ma non credo che ce la farò a rileggerlo....

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    Enrichetta said on Jan 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    [...] sventurato paese che ad ogni generazione deve spazzar via gli antichi proprietari e sostituirli con nuovi padroni, rapaci ed ambiziosi come i precenti.

    Una scrittura dialettica, in cui le molteplici sfaccettature della verità non sono r ...(continue)

    [...] sventurato paese che ad ogni generazione deve spazzar via gli antichi proprietari e sostituirli con nuovi padroni, rapaci ed ambiziosi come i precenti.

    Una scrittura dialettica, in cui le molteplici sfaccettature della verità non sono raccontate da vari personaggi, ma dallo stesso, Artemio Cruz, che parla con tre registri differenti: "io" al presente per narrare la sua lenta agonia; "egli" al passato per raccontare, da narratore onniscente, episodi che inquadrano la sua biografia; "tu" al futuro per proiettarsi nel mondo del possibile, per cercare di cambiare il passato a posteriori.

    Artemio Cruz è un figlio del Messico delle rivoluzioni, che compie un'ascesa dalle origini più umili fino a un enorme potere economico e politico, mediante passaggi successivi, che prevedono il superamento (o meglio, il rinnegamento, qualcuno direbbe il tradimento) delle idee e dei padroni precedenti, per buttarsi sul nuovo che avanza, con il solo obiettivo di conseguire il proprio interesse.

    [...] desideriamo tutto il bene possibile per la patria: sempre e quando sia compatibile con il nostro benessere personale [...]

    [...] abbiamo l'aureola del prestigio della rivoluzione armata e trionfante: perchè combattiamo? per morire di fame?

    Carlos Fuentes era comunista e quindi, idealmente, aspirava alla rivoluzione. Ma era anche consapevole che chi la fa non resta rivoluzionario a vita. Nell'analisi lucida sembra di vedere una sorta di premeditazione, una rivoluzione che in partenza non ha ideali, perchè nasce esclusivamente per sostituirsi al potere in carica, perchè concede ai "poveri" quanto basta per evitare il più a lungo possibile una nuova rivoluzione.

    Al cinismo del protagonista provano a opporsi la moglie e la figlia, ma Artemio Cruz usa l'argomento che sarà di Alberto Sordi in "Finchè c'è guerra c'è speranza": inutile fare un discorso morale, le mie ricchezze ve le siete godute anche voi, e senza mai lamentarvi della provenienza.

    E' la storia del gran chingón (parola tipicamente messicana, affine all'inglese "motherfuc*er"), idiomatica per il Messico sin dalle sue origini: si viene violentati e si violenta a propria volta.
    A suo modo, una storia tragica.

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    F.Ramone said on May 31, 2012 | 2 feedbacks

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