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La mujer justa

By Sándor Márai

(126)

| Paperback | 9788478889372

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Book Description

Tres voces, tres puntos de vista, tres sensibilidades diferentes para desentrañar una historia de pasión, mentiras, traición y crueldad concebida por Sándor Márai en los años cuarenta, los años de El último encuentro y Divorcio en Buda, la época más Continue

Tres voces, tres puntos de vista, tres sensibilidades diferentes para desentrañar una historia de pasión, mentiras, traición y crueldad concebida por Sándor Márai en los años cuarenta, los años de El último encuentro y Divorcio en Buda, la época más fértil y lúcida de la obra del gran escritor húngaro.
Compuesta de tres monólogos, correspondientes a los tres personajes que conforman la novela, esta edición de La mujer justa reúne por primera vez en castellano las dos primeras partes, publicadas en 1941 en Hungría, y la tercera, escrita durante el exilio italiano de Márai y añadida a la versión alemana de 1949.
Una tarde, en una elegante cafetería de Budapest, una mujer relata a su amiga cómo un día, a raíz de un banal incidente, descubrió que su marido estaba entregado en cuerpo y alma a un amor secreto que lo consumía, y luego su vano intento por reconquistarlo. En la misma ciudad, una noche, el hombre que fue su marido confiesa a un amigo cómo dejó a su esposa por la mujer que deseaba desde años atrás, para después de casarse con ella perderla para siempre. Al alba, en una pequeña pensión romana, una mujer cuenta a su amante cómo ella, de origen humilde, se había casado con un hombre rico, pero el matrimonio había sucumbido al resentimiento y la venganza. Cual marionetas sin derecho a ejercer su voluntad, Marika, Péter y Judit narran su fallida relación con el crudo realismo de quien considera la felicidad un estado elusivo e inalcanzable.
Márai inició su carrera literaria como poeta y ese aliento pervive en La mujer justa. En esta novela están sus páginas más íntimas y desgarradas, las más sabias. Su descripción del amor, la amistad, el sexo, los celos, la soledad, el deseo y la muerte apuntan directamente al centro del alma humana.

208 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    bello!! bello!! bello!! La stessa storia vissuta e raccontata da 4 persone, da 4 punti di vista completamente diversi... ogni monologo assolutamente credibile... consigliatissimo!!!

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    Simona said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Amore, guerra e lotta di classe

    A differenza di altri suoi romanzi, in "La donna giusta" Marai non si limita a inserire lunghissimi monologhi nell'intreccio narrativo, ma compone un romanzo che si sviluppa in quattro voci diverse e diversamente coinvolte.
    La trama è fin troppo chi ...(continue)

    A differenza di altri suoi romanzi, in "La donna giusta" Marai non si limita a inserire lunghissimi monologhi nell'intreccio narrativo, ma compone un romanzo che si sviluppa in quattro voci diverse e diversamente coinvolte.
    La trama è fin troppo chiara nella descrizione di questa pagina di aNobii, quindi non mi ci soffermo. Secondo me, la lettura un po' soffre per la lunghezza, la dilatazione di alcuni momenti... In fondo, ogni personaggio racconta, soprattutto, una piccola storia, tranne nel terzo capitolo. Qui, con molta originalità, il resoconto di colei che dalla miseria più incredibile assurge all'altissima borghesia colta e reazionaria - refrattaria non solo alle trasformazioni naturali ma anche all'avventura - rivela le trasformazioni sociali e culturali accadute in Ungheria nella prima metà del secolo scorso e offre uno spaccato praticamente completo delle ambizioni e delle ossessioni del ceto più alto di Budapest. E' il racconto di una dinastia senza titoli né regni, di una classe dirigente interessata solo a se stessa.

    E la donna giusta?
    Esiste? Chi è? Lei sa di esserlo? E lui, se n'è accorto?
    Non ci sono che domande, nel lettore e - probabilmente - anche nell'autore.

    (ebook)

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    mariafre said on Jun 16, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Le parole che Sándor Márai ci regala sono stupende, sempre. Rispetto agli altri suoi libri fin'ora letti questo forse è troppo lungo, tre monologhi, tre punti di vista della medesima storia ed un epilogo. Forse la lunghezza sottrae un po' di fascino, ...(continue)

    Le parole che Sándor Márai ci regala sono stupende, sempre. Rispetto agli altri suoi libri fin'ora letti questo forse è troppo lungo, tre monologhi, tre punti di vista della medesima storia ed un epilogo. Forse la lunghezza sottrae un po' di fascino, il troppo detto è come se togliesse definizione al racconto; come in un dipinto, l'esplicitazione eccessiva dei contorni rende incompiuto ciò che non è definibile oltre un certo limite, per natura, e l'essenza ne viene un po' sminuita, uno sforzo titanico che rischia di essere vanificato nel momento in cui si perde di vista l'insieme concentrandosi troppo sui dettagli, portando avanti una ricerca di completezza per sommatoria anziché per sottrazione, ecco questa è l'impressione che questo romanzo mi ha lasciato, un vago senso di indefinito causato dall'eccesso di definizione. Per carità, la bellezza del romanzo rimane intatta ma è un piccolo tarlo che mi è rimasto in fondo all'anima, uno sguardo più tagliente penso avrebbe dato al racconto maggior forza. Ho trovato bellissima la riflessione sulla Cultura fatta nella terza parte del libro quando Judit, la seconda moglie di Peter, parla col suo amante. La cultura è: "Un'esperienza continua, costante come la luce del sole. La conoscenza è soltanto un accessorio.". E ancora dopo "...la cultura è quando una persona... o un popolo... sono pieni di gioia immensa... dicono che una volta i greci hanno avuto una cultura, perché tutti loro sapevano gioire... Anche i vasai che facevano quelle belle statuette, e i commercianti d'olio, e pure il popolo e i soldati e i saggi che nella piazza del mercato discutevano di che cosa fosse il bello e il giusto...Prova a immaginarti un popolo che vive nella gioia! E questa gioia è la cultura.".
    Quando il romanzo uscì nella sua prima edizione del '41 conteneva solamente due delle quattro voci, nel '49 Márai aggiunse la terza e nel 1980 la quarta dell'epilogo. Dopo la prima edizione ungherese forse Márai avrà sentito che al romanzo mancava qualcosa che definisse meglio i personaggi e completasse la storia, non ne ho idea, certo per convincersi che fosse necessario aggiungere le due voci successive ed in epoche così distanti tra loro un tarlo avrà dovuto frullare anche in fondo alla sua anima.

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    Maigret said on May 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'epilogo mi è piaciuto un po' meno, ma i primi tre monologhi sono superlativi, i personaggi è come se ti stessero davanti e ti parlassero direttamente.

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    Monica R. said on May 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La donna giusta

    E' un libro magnifico. I monologhi sono affascinanti. La scrittura di Sandor Marai è "pittorica". Riesci a "vedere" i personaggi,a capirne gli stati d'animo. Gli amanti della lettura debbono possederlo.

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    Pino41 said on Mar 27, 2014 | Add your feedback

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