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La mujer rota

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Publisher: Diario Público

4.0
(1608)

Language:Español | Number of Pages: 253 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) French , English , Italian , German , Portuguese

Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Hardcover , Leather Bound

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 5

    Parere unanime su questo libro: una scrittura eccellente caratterizzata dal monologo che le protagoniste intrecciano con se stesse lambiccandosi alla ricerca di spiegazioni e risposte. Tre donne ...continue

    Parere unanime su questo libro: una scrittura eccellente caratterizzata dal monologo che le protagoniste intrecciano con se stesse lambiccandosi alla ricerca di spiegazioni e risposte. Tre donne memorabili nella loro fragilità, spinte fino all'eccesso nelle loro passioni e sentimenti. Una piacevole scoperta o ri-scoperta di quest'autrice per tutto il Gruppo di lettura.

    said on 

  • 5

    Iniziato contro voglia, solo perché si trovava in casa, imposto a mia figlia liceale dalla solita prof di lettere.

    Poi, piano piano, la scoperta: questo romanzo ha letteralmente colonizzato ...continue

    Iniziato contro voglia, solo perché si trovava in casa, imposto a mia figlia liceale dalla solita prof di lettere.

    Poi, piano piano, la scoperta: questo romanzo ha letteralmente colonizzato l'immaginario femminile, dalla pubblicazione ai giorni nostri. I punti di vista espressi sul rapporto di coppia li hai già ritrovati in innumerevoli libri, film, articoli, trasmissioni e donne reali. Ti accorgi che si tratta di un gigantesco gioco di specchi e lo specchio sorgente ce l'hai tra le mani. Un autentico libro-archetipo, imprescindibile non solo per le donne.

    said on 

  • 3

    Un racconto su tre

    Ho preferito il secondo racconto in assoluto, sia per i contenuti che per la scorrevolezza. "In certi punti c'induriamo, in altri fradiciamo, non maturiamo mai".

    said on 

  • 5

    Calliphoridae + sondaggio

    La Natura Matrigna è riuscita ad inventarsi delle mosche che depongono le uova all'interno delle ferite di certi mammiferi. Lascio solo immaginare di cosa si possano cibare le larve. Ecco, questa è ...continue

    La Natura Matrigna è riuscita ad inventarsi delle mosche che depongono le uova all'interno delle ferite di certi mammiferi. Lascio solo immaginare di cosa si possano cibare le larve. Ecco, questa è un po' la sensazione che ho avuto leggendo Una donna spezzata. Mai libro mi aveva fatto più soffrire. Ciò che veramente mi ha destabilizzato è capire che Simone de Beauvoir non parla di una donna degli anni Sessanta, ma semplicemente di una donna. Tutto quel vicolo cieco di giustificazioni, di responsabilità personali, di tentativi di diplomazia che spinge la protagonista a "tollerare" il tradimento del marito mi è sembrato così.. così… femminile. Intendiamoci, sicuramente il contesto storico-culturale fa la differenza nella decisione finale. Mi auguro che al giorno d'oggi, in un Paese occidentale, prevalga senza ombra di dubbio l'esigenza di una dignità personale, più che il penoso tentativo di riappropriarsi del proprio marito. Ma, per quanto indignata dalla scelta di Monique, ho capito che i miei processi mentali sarebbero esattamente gli stessi. Soprattutto il "devo cercare di non fare l'isterica, altrimenti è finita", il "devo farmelo amico, deve capire che io sono l'unica su cui possa veramente contare", tendendo a scordarsi che "fare l'isterica" in questo caso è traducibile con "esigere rispetto". Sconvolta da questa rivelazione, ho spinto un uomo di fiducia a leggere il racconto, per capire se anche lui si sarebbe impersonato a tal punto, per capire se davvero l'aggettivo giusto era quello che mi stava torturando, femminile. Stranamente, mi si è arenato su un concetto che aveva colpito moltissimo anche me, ma che avevo un po' messo da parte di fronte all'angoscia del tradimento: lo stramaledettissimo panta rei applicato ai sentimenti umani. "Ho un'altra donna", bam, salto indietro di vent'anni: "se mi tradissi, mi ucciderei". Ohiohi 'ste larve! Però bene, è la conferma che ho scelto l'uomo giusto per l'esperimento, è abbastanza profondo e sensibile. Ma quando si è trattato di entrare più nel merito di ciò che mi interessava, ha abbandonato il racconto perché troppo noioso e ripetitivo. Oddio, mi manca l'aria. Ciò che per me è un parassita logorante per lui è solo una perdita di tempo. Dopo le mie pressanti domande, l'unica cosa che riesco a ottenere è "sì, è una cosa da donne, ma non la vedo molto attuale". So che un campione formato da un solo individuo non ha la minima valenza scientifica; per questo, se c'è qualche maschietto in ascolto, per favore, batta un colpo!

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  • 4

    Ci sono ricascata: altro libro di racconti, 3 per l’esattezza. Solo alla fine del primo, “La donna spezzata”, me ne sono resa conto e sono rimasta intrappolata con Monique e le sue valigie in ...continue

    Ci sono ricascata: altro libro di racconti, 3 per l’esattezza. Solo alla fine del primo, “La donna spezzata”, me ne sono resa conto e sono rimasta intrappolata con Monique e le sue valigie in un living-room a guardare delle porte chiuse, ad avere paura del futuro. E’ stato spiacevole, giuro. Alle 3 di notte, nella solitudine di questa stanzetta isolata dal resto del mio piccolo mondo, il salto in un’altra casa, in un altro corpo di donna, è stato quasi automatico…e spiacevole, lo ripeto. Questa prima storia è di quelle solite, mi pare: una donna, solo moglie e solo madre, a cui il marito chiede (chiede?!) di continuare a essere tale, nonostante le confessi di avere un’amante e di volersela tenere (pure!). Questa donna è l’esatto opposto, vita diversa e carattere diverso. Moglie e madre…sì, Monique ci prova, povera, ci proviamo tutte con uno sforzo di comprensione immane a fagocitare il tradimento, a farlo rientrare nei nostri schemi, a far finta che non esista. E nella vita di coppia ci sono tanti tipi di tradimenti, lo sappiamo bene, che quello di andare a scopare in giro è l’ultimo della lista del cuore. Anzi, potrebbe essere il minore dei mali. Divago. Monique!…Monique si ritrova a 44 anni dinanzi allo sfaldarsi del suo matrimonio giorno dopo giorno, ora dopo ora ( arriverà miseramente a conteggiare le ore in senso letterale, tante a me altrettante a lei, per esempio). Identificatasi interamente con il suo primo ruolo, non capisce perché Maurice la lasci sola con ciò che era tutta la sua vita. Recriminazioni, rimproveri, tradimenti, nascondimenti e finzioni…tutto viene sbattuto sul cuore di lei, impietosamente, in un momento in cui è più fragile, le figlie già via di casa, un nido vuoto e il quotidiano da reinventarsi, il mondo attorno che cambia tanto velocemente che la propria casa è ancora un rifugio sicuro. E ancora lei mendica sincerità da Maurice, come se questa potesse riparare le rotture, sapere per non prendere coscienza e in qualche modo diventare amica del marito. Moglie, madre e amica? Non le riuscirà, anche questo le sarà negato e me la ritrovo lì, in quella stanza, in compagnia della propria sbalordita paura. Finisce così il racconto. Stizzita, al buio anch’io, mi sono chiesta quali possibilità ha Monique di uscire fuori dal proprio vuoto esistenziale. E ho odiato Maurice al suo posto perché lei non c’è ancora riuscita, seduta là. Ce l’ha ancora dentro, mischiato a lei, non può che amarlo se vuole sopravvivere, deve. A volte questo è l’amore: questione di vita e/o di morte. Scegliete voi quale.

    Nei giorni seguenti mi accorgo che ce ne sono altre due di donne ‘spezzate’: un’insegnante in pensione alle prese con se stessa che ‘invecchia’ in una società nuova e con nuovi e diversi valori rappresentati dal figlio che, ormai adulto, recide il famoso cordone ; e Murielle, piena di rancore e astio per tutti e tutto, odio disegnato così bene dall’autrice, con una scrittura velenosa e incalzante, senza quasi pause e virgole, un monologo che racconta una personalità distrutta dall’interno prima che dalla vita.

    Che dire? Bello. Molto. Mi rendo conto di non essere contemporanea nelle mie letture, ma ho tanto da recuperare avendo imparato a ‘leggere’ tardi. Non mi basterà una vita, non voglio che mi basti.

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  • 5

    Chissà se anche le altre donne che si trovano in questa situazione sono così smarrite

    Tre racconti che consiglio a tutte le donne. Racconti di donne con le loro ossessioni, insicurezze, paranoie e ...continue

    Chissà se anche le altre donne che si trovano in questa situazione sono così smarrite

    Tre racconti che consiglio a tutte le donne. Racconti di donne con le loro ossessioni, insicurezze, paranoie e paure. Paura di invecchiare, paura di restare sole, paura di non essere (più) amate. Donne vittime di uomini, sì, ma anche di se stesse. Tutto questo senza voler avere la pretesa di detenere la verità assoluta o di essere una guida per le donne smarrite. No. Semplicemente ogni riga ha il valore di una confidenza.

    Da uomo (e che uomo o.o) sono forse più difficili da apprezzare. Non dubito che, a molti uomini, le 3 protagoniste possano sembrare tre rompipalle epiche. Se avete un minimo di empatia, può essere un ottimo libro. Se no, Playboy lo trovate al solito posto.

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