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La mummia della Repubblica

Storia di Mazzini imbalsamato (1872-1946)

Di

Editore: Einaudi

4.2
(30)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806206648 | Isbn-13: 9788806206642 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , History , Non-fiction

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Descrizione del libro
Il lettore di questo libro si appresta a scoprire i dettagli di una vicenda che potrà sembrargli fin troppo gotica, e che ha per protagonista un misconosciuto scienziato di Lodi, Paolo Gorini: l'artefice materiale della mummia della repubblica. Dopo la morte del capo, il 10 marzo del 1872, i mazziniani scommisero su una conservazione perenne del suo carisma politico: dove la ricetta imbalsamatoria di Gorini valesse da pietra filosofale, e il Mazzini in carne e ossa, riscattato dalla sua umana caducità, garantisse al mazzinianismo un elisir di lunga vita. Ma il destino d'oltretomba di Mazzini avrebbe riservato, alla prova dei fatti, non poche sorprese. Con una Premessa dell'autore.
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  • 5

    La storia è anche storia di corpi: corpi viventi e cadaveri. La repubblica italiana nasce su una doppia esposizione necrofila: i fascisti appesi a Piazzale Loreto e la mummia di Mazzini di fronte alla quale sfila il paese appena liberato dai Savoia. Affascinante e insolita ricerca di Sergio Luzza ...continua

    La storia è anche storia di corpi: corpi viventi e cadaveri. La repubblica italiana nasce su una doppia esposizione necrofila: i fascisti appesi a Piazzale Loreto e la mummia di Mazzini di fronte alla quale sfila il paese appena liberato dai Savoia. Affascinante e insolita ricerca di Sergio Luzzato: fa il pari con Il corpo del duce, il suo volume più noto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro molto interessante che narra un episodio, non solo risorgimentale, che si è cercato di sfruttare, a scopo propagandistico, per parecchio tempo.
    La lettura è piacevole e aiuta ha scoprire alcuni personaggi più defilati e che fanno solo capolino dai libri di storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Partendo dalla storia della salma di Giuseppe Mazzini,imbalsamata contro la sua volonta'per farne un uso politico il racconto della storia incompiuta della nostra repubblica. Un libro interessantissimo con piu' chiavi di lettura, ottimo per avere spunti per nuove ricerche.

    ha scritto il 

  • 4

    Si dice «essere in odore di santità», perché nel Medioevo la mancata putrefazione del corpo (e quindi l’assenza di sgradevoli odori) era considerata un prova di beatitudine. Per questo era invalsa l’abitudine di imbalsamare i corpi di papi e principi: per offrirli alla devozione pubblica e dimost ...continua

    Si dice «essere in odore di santità», perché nel Medioevo la mancata putrefazione del corpo (e quindi l’assenza di sgradevoli odori) era considerata un prova di beatitudine. Per questo era invalsa l’abitudine di imbalsamare i corpi di papi e principi: per offrirli alla devozione pubblica e dimostrare, in assenza di pestilenziali esalazioni, il loro passaggio alla santità.
    I più stretti sodali di Mazzini, morto come un latitante nell’Italia del 1872, decisero di fare del corpo della loro guida un monumento perenne. Chiamarono, per tentarne la pietrificazione, quel singolare scienziato che fu il lodigiano Paolo Gorini. I risultati non dovettero essere entusiasmanti, tanto che dopo la prima esposizione del corpo di Mazzini, a distanza di un anno dalla morte, si decise di lasciarlo riposare nella sua bara. E tuttavia la storia di questo corpo è interessante, perché, come accadrà poi per la salma di Lenin o di Mao, la monumentalizzazione del cadavere corrisponde alla necessità di fondare una religione laica, ossessione della politica moderna. In fin dei conti il corpo monumentalizzato non è che una delle varianti delle possibili icone della politica delle società di massa. L’ultima esposizione del corpo di Mazzini risale al giugno del 1946. L’Italia è finalmente una Repubblica, nata dalle ceneri del fascismo, la cui vicenda si è conclusa con l’oltraggio pubblico di un altro corpo-monumento: quello del suo duce.

    ha scritto il 

  • 5

    "dall'unità in poi, ogni quarto di secolo una generazione di italiani ha conosciuto lo shock di una tragedia corporale. Varrebbe la pena di ricostruirle entro un'unica scena, cinque atti dello stesso dramma: A fine ottocento il fallimento della rivoluzione rivluzione repubblicana perseguita da ma ...continua

    "dall'unità in poi, ogni quarto di secolo una generazione di italiani ha conosciuto lo shock di una tragedia corporale. Varrebbe la pena di ricostruirle entro un'unica scena, cinque atti dello stesso dramma: A fine ottocento il fallimento della rivoluzione rivluzione repubblicana perseguita da mazzini arma la mano di Gaetano Bresci, l'attentatore dle "re buono". nel primo dopoguerra, la debolezza della monarchia sabauda, minando le istituzioni liberali, scatena la violenza fascista. un quarto di secolo dopo, la nemesi di Matteotti si consuma ai danni di Mussolini in piazzale Loreto. Ma le modalità stesse del processo di liberazione nazionale alimentano il mito di una "Repubblica tradita" che le Brigate Rosse pensano di vendicare con l'assassionio di Aldo Moro".

    questo modo di procedere è quello di Heiner Mueller quando trasforma la Storia in teatro. e viceversa il caso della pietrificazione di mazzini è la dimostrazione che sono i casi minori, apparentemente secondari quelli, gli unici, in cui schieramenti, modi di intendere, visioni della politica etc emergono chiaramente. perchè sono obbligate da una struttura teatrale a palesarsi: la morte di mazzini è la prima scena del dramma. quindi la Storia si rende storograficamente limpida solo quando un evento obbliga a rispettare le convenzioni teatrali.

    e la vicenda è un puro e continuo paradosso contraddittorio.

    "Infelice davvero al condizione di Mazzini dopo il 1870: le circostanze avevano fatto di lui il più sconfitto dei vincitori possibili. Nel rapido svolgersi di poche settimane si era assistito al crollo di due suoi nemici giurati, Pio IX e Napoleone III. La fine del potere temporale dei papi aveva giovato però non alla causa repubblicana ma a quella monarchica.Roma era divenuta la capitale di un altro nemico storico: Vittorio Emanuele II.
    Cristiano senza Chiesa, Mazzini si era scoperto circondato da una pletora di atei. i quali in anticipo sui tempi della Storia immaginarono per Mazzini forme di Culto della personalità destinate a maturare negli stati totalitari del Novencento.
    L'eterno problema di mazzini era consistito nell'essere , o almeno nel sembrare, un rivoluzionario senza rivoluzione e un martire senza martirio. L'icona scelta da Mazzini per raccontare se stesso quella del monaco laico, il pensatore nero vestito, abbia contribuito allo stereotipo negativo di Mazzini menagramo, generale senza esercito, Lutero senza Riforma etc.
    Al momento dell'esposizione di Mazzini pietrificato essendoci carenza di gesti di religione civile di fronte al cadavere nlta gente, di campagna come di città non sapendo come esternare i suoi sentimenti, si faceva il segno della croce e mormorava un Requie.
    1873 Lo stile scelto dai mazziniani per la tomba a Staglieno volle essere un manifesto di architettura massonica, laddove il rapporto di mazzini con la massoneria era stato storicamente difficile, ai limiti del conflittuale.
    Dal 1879 al 1882 lo scultore Pietro Costa (autore del Vittorio Emanuele II a Torino) lavorò a una statua marmorea da elevarsi in piazza Corvetto, proprio là dove Cavour aveva pensato di far impiccare Mazzini dopo il moto di Genova dle 1857.
    1882 Prandina, in persona, cui Garibaldi aveva spiegato che intendeva essere cremato, diede avvio all'imbalsamazione del cadavere comletata da Gaetano Pini, il medico e massone maggiormente impegnato nella battalgia cremazionista.
    1906 Il primo centenario della nascita di mazzini costituì l'occasione per un decreto regio che dava avvio all'edizione nazionale dei suoi scritti: Vittorio Emanuele III accettava così di pagare con i soldi dell'erario l'opera omnia del più acerrimo nemico di suo nonno".

    ha scritto il