La musica del caso

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

3.9
(1176)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Chi tradizionale , Portoghese

Isbn-10: 8877465565 | Isbn-13: 9788877465566 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Birattari

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    Il caso: questo individuo che uno si immagina soprattutto indifferente, che ti può far vincere al gioco o bruciare la casa… Be’, non è di questo pacifico individuo che tratta il romanzo di Auster. Fo ...continua

    Il caso: questo individuo che uno si immagina soprattutto indifferente, che ti può far vincere al gioco o bruciare la casa… Be’, non è di questo pacifico individuo che tratta il romanzo di Auster. Forse non bisognerebbe nemmeno chiamarlo Caso.
    Perciò, se come me, prendendo questo romanzo in mano, vi immaginavate una innocua partitella a poker con batosta finale dei nostri eroi, cioè un romanzo alla Tevis, avete sbagliato libro.
    Il caso, se vogliamo continuare a chiamarlo così, inizia adagio la sua musica. Il protagonista del romanzo Jim, un pompiere, scopre il gusto di viaggiare spingendosi sempre più lontano con l’auto, il gusto diventa un’esigenza e infine una necessità. Non pensa ad altro. Lo stato mentale del viaggio compensa la sua irrequietezza, lo fa stare in pace con se stesso. Al viaggio sacrifica perfino un amore. Ha ricevuto un’eredità, lasciato il lavoro e si dedica al viaggio che diventa il suo stato d’essere. Viaggia non per vedere, non per conoscere ma per viaggiare. In uno di questi viaggi incontra un giocatore di carte, Jack Pozzi, bravo e geniale, e decide di finanziare con tutto il gruzzolo dell’eredità che gli resta la partita di Pozzi con due miliardari: se vince potrà continuare a viaggiare senza necessità di fermarsi. Se perde …
    Non voglio raccontare il romanzo se no toglierei il gusto al prossimo lettore. Dico solo che il caso perde la sua faccia di assoluta indifferenza. Jim intuisce nei due miliardari qualcosa di strano, non sono i buontemponi sprovveduti che pensava, hanno qualcosa di feroce, una ossessività nei pensieri, una precisione paranoica nelle cose che portano avanti. Ha persino un’intuizione di sadismo, di follia lucida. Ma come immaginare l’iceberg sotto la punta che potrebbe essere visibile in ogni essere umano? Come non fidarsi in parte, in piccola parte, almeno, come immaginare che l’altro è un gatto che ha bisogno del suo topolino con cui giocare? Piano piano il lettore incredulo si trova catturato dal grado di stranezza crescente delle situazioni, catturato mentalmente perché l’ambiguità, la mancanza di punti fermi e di riscontri, l’impossibilità di confrontarsi con chiunque, di fidarsi di chiunque hanno costruito il muro attorno ai due amici. Il caso suona ora la sua musica martellante e ipnotica. La follia del mondo attraversa il mondo e contamina i nostri eroi turbando il lettore, fino alla bellissima conclusione. Il romanzo è in crescendo di tensione e di interesse. E’ il tipo di storia che di solito cerco di non leggere ma devo dire che mi è piaciuta.
    Credo che ci siano elementi simbolici: l’automobile piena di musica (la libertà), il viaggio (la ricerca di sé), il muro (la prigione), la lettera (il messaggio) , la pistola (la minaccia), la partita (il caso), il bambino (l’innocenza).

    ha scritto il 

  • 3

    ...

    Il libro di cui vi parlo oggi è "La musica del caso" di Paul Auster.
    Un'eredità inaspettata condanna un uomo alla libertà più assoluta ossia a quella situazione in cui per eccellenza la sorte ha modo ...continua

    Il libro di cui vi parlo oggi è "La musica del caso" di Paul Auster.
    Un'eredità inaspettata condanna un uomo alla libertà più assoluta ossia a quella situazione in cui per eccellenza la sorte ha modo di sconvolgere la vita.
    Ed è così che Jim Nash e Jack Pozzi incrociano le loro esistenze in un racconto in cui un senso di ineluttabile fatalità, di impotenza e di disagio pervade il lettore. 
    I protagonisti sono messi alla prova dall’assurdo quotidiano, dal mistero accidentale, in un susseguirsi di eventi diabolicamente perfetti.
    Jim e Jack non sono padroni delle proprie vite, ma sono soggiogati da una ineluttabile fatalità alla quale non possono opporsi.

    Paul Auster è un narratore incredibile, di una lucidità scintillante, che dipinge le sensazioni, che comprime e dilata il tempo narrativo con la naturelezza con cui si respira e ti porta per mano in situazioni improbabili ma impeccabili; non scrive un thriller classico, ma gioca soprattutto sulla psicologia dei pochi personaggi e sull'ambientazione surreale di tutta la seconda parte dell'opera.
    Particolarmente apprezzato lo stile, la scrittura è asciutta e priva di parole inutili, dolente e insieme ironica, profondo ed incisivo.
    Il sentirsi alla deriva e l'angoscia, accompagnano il lettore fino alla fine del romanzo.
    Il tocco di classe sono i dialoghi senza virgolette che sembrano venire dal profondo della materia grigia di Jack e di Jim, in una linea diretta che ti fa essere lì, ad assorbire ogni nota di questa musica dissonante che ogni tanto chiamiamo "caso".
    Voto 3,5/5

    ha scritto il 

  • 3

    Atterrissage manqué

    Paul Auster a décidément du savoir-faire. Il nous passionne d'emblée pour l'aventure extraordinaire qui arrive à un ex-pompier de Boston et à un joueur de poker rencontré par hasard, vite devenu son a ...continua

    Paul Auster a décidément du savoir-faire. Il nous passionne d'emblée pour l'aventure extraordinaire qui arrive à un ex-pompier de Boston et à un joueur de poker rencontré par hasard, vite devenu son ami. Sauf qu'à l'évidence, l'écrivain a pas su très bien quelle fin donner à son histoire. Ce qui donne un goût d'inachevé, et même d'un peu de bâclé, indigne d'un tel talent.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il plastico dell'esistenza

    Libro che mi è rimasto dentro. Con quei due inquietanti figuri che muovono le pedine di un plastico e decidono della vita del protagonista, intrappolandolo nel loro "castello". Ci sarà via d'uscita? ...continua

    Libro che mi è rimasto dentro. Con quei due inquietanti figuri che muovono le pedine di un plastico e decidono della vita del protagonista, intrappolandolo nel loro "castello". Ci sarà via d'uscita? La persona è intrappolata in un destino che non gli appartiene o che crede non gli debba appartenere. Troverà la "sua" personale via d'uscita... Ma il senso di stallo, di gioco agli scacchi infinito che ti lascia questo romanzo, me lo porto ancora dentro.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia avvincente, immersa in atmosfere e ambientazioni inquietanti, in cui i protagonisti non sono padroni delle proprie vite, ma sono soggiogati da una ineluttabile fatalità alla quale non posso ...continua

    Una storia avvincente, immersa in atmosfere e ambientazioni inquietanti, in cui i protagonisti non sono padroni delle proprie vite, ma sono soggiogati da una ineluttabile fatalità alla quale non possono opporsi.

    ha scritto il 

  • 4

    Sicuramente il finale non è stato quello che mi aspettavo e questo è più un bene che un male. Il pompiere Nashe riceve una eredità dal padre che non ha mai badato a lui e, da questo, partono tutta una ...continua

    Sicuramente il finale non è stato quello che mi aspettavo e questo è più un bene che un male. Il pompiere Nashe riceve una eredità dal padre che non ha mai badato a lui e, da questo, partono tutta una serie di eventi "casuali" che, prima gli faranno conoscere il giovanissimo Jackpot, e che poi porteranno entrambi in una situazione paradossale/inquietante; non mi spingo oltre per non rivelare troppi dettagli. Dal mio punto di vista, è una bellissima storia incentrata sul " bilancio" che Nashe fa della sua vita e sulle bizzarrie del "Caso"; mi è davvero dispiaciuto che l'autore non sia sceso ancor di più nei meandri della mente del protagonista e degli altri personaggi principali. Auster inizia a intrigarmi molto.

    ha scritto il 

  • 5

    Una continua tensione

    In 200 pagine Auster, con una scrittura calma ma assolutamente mai noiosa, crea un thriller che lentamente incede e ti attanaglia. Passate le prime 30 pagine introduttive, il resto è un lento sprofond ...continua

    In 200 pagine Auster, con una scrittura calma ma assolutamente mai noiosa, crea un thriller che lentamente incede e ti attanaglia. Passate le prime 30 pagine introduttive, il resto è un lento sprofondare in una situazione di cui si percepisce sottotraccia la deriva e l'angoscia.
    L'autore è però magistrale nel non scrivere un thriller classico, ma giocando soprattutto sulla psicologia dei pochi personaggi e sull'ambientazione surreale di tutta la seconda parte dell'opera.
    Particolarmente apprezzato lo stile, profondo ed incisivo.

    ha scritto il 

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