La musica delle parole

Di

Editore: Leggereditore

3.1
(28)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8865081775 | Isbn-13: 9788865081778 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Rosa

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Descrizione del libro
Lilia Grace Albert ha viaggiato tutta la vita, cambiando costantemente luoghi e abitudini. È ripartita per nuove destinazioni talmente tante volte che non sa più come fermarsi. Rapita dal padre a sette anni, ha imparato a costruirsi un’identità fatta di tanti frammenti diversi che raccoglie con la sua inseparabile macchina fotografica.
Adora la solitudine, e chi la conosce bene può figurarsela mentre cerca di cogliere l’immagine perfetta nel bel mezzo di un temporale.
Ora sta lasciando New York, e con un bacio sulla fronte saluta il suo attuale compagno, ignaro che fra poco di lei rimarranno solo le impronte umide sul parquet.
Questa è la vita di Lilia, e gli altri possono fare poco per cambiarla: si può forse ingabbiare la libertà? Ma cosa succede quando chi è abituato a fuggire farebbe di tutto per rimanere?
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  • 3

    un libro strano...
    mi sono subito innamorata della copertina che mi ha fatto pensare a due cose: ricordi e misteri.
    E in effetti la protagonista di questa storia fino alla fine vive di ricordi che per ...continua

    un libro strano...
    mi sono subito innamorata della copertina che mi ha fatto pensare a due cose: ricordi e misteri.
    E in effetti la protagonista di questa storia fino alla fine vive di ricordi che però non sono mai stati molto chiari...
    La trama non è male, un po' intrecciata forse ma alla fine risponde con chiarezza a tutte le domande che ti poni nel corso della lettura.
    Peccato per il finale...deludente a parer mio...

    ha scritto il 

  • 3

    Che tristezza!

    Non so.... Scritto bene, profondo, storia avvincente che ti costringe a leggere i capitoli successivi però... che brutto finale!! Vorresti saltare dentro il libro e strozzare Lilia perché in fondo é t ...continua

    Non so.... Scritto bene, profondo, storia avvincente che ti costringe a leggere i capitoli successivi però... che brutto finale!! Vorresti saltare dentro il libro e strozzare Lilia perché in fondo é tutta colpa sua se il resto dei personaggi hanno una vita di m***a e la concludono anzitempo... Grande tristezza!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Sono in difficoltà. Questo è un libro strano. Mi è piaciuto? Non lo so. Non mi è piaciuto? Non direi.
    Cosa mi ha lasciato? Un senso d’irrequietezza, una velata tristezza e un fatto di incompiutezza.
    È ...continua

    Sono in difficoltà. Questo è un libro strano. Mi è piaciuto? Non lo so. Non mi è piaciuto? Non direi.
    Cosa mi ha lasciato? Un senso d’irrequietezza, una velata tristezza e un fatto di incompiutezza.
    È difficile giudicare positivamente i personaggi di questa storia. Sono tutti in fuga da qualcosa. Chi apertamente come Lilia e suo padre, il quale, anche se alla fine si scopre che le motivazioni erano giuste, prima la rapisce, la trascina in giro per anni, poi si ferma (la abbandona), e si ricostruisce una vita. Chi per comodo, come il detective, che con la scusa del dovere, insegue i due fuggiaschi, abbandonando una famiglia perché troppo codardo per affrontare i problemi con la moglie e, per salvare una ragazzina rapita, lascia a se stessa una figlia quindicenne, non rendendosi conto della sofferenza a cui l’ha condannata.
    Micaela, alla fine l’unica vera vittima di tutta la storia, fugge dentro se stessa, per superare l’abbandono, prima della madre fuggita perché sempre più oppressa dalla quotidianità, e poi quello del padre detective che le preferisce una perfetta sconosciuta. Fino ad arrivare alla fuga definitiva, irreversibile.
    Anche Eli è in fuga da una vita che non sente sua.
    La prima parte di questo libro è proprio lenta, tanto da credere che non ce l’avrei fatta a finirlo (se avessi letto anche solo qualche altra riga sulle lingue morte o in via di estinzione o sul fatto dell’unicità di alcune parole in determinate lingue, intraducibili in altre, sarei scappata io!).
    La seconda e la terza parte sono molto più coinvolgenti; ti legano alla lettura in cerca di risposte, per vedere cosa il destino riserva ai vari personaggi.
    La quarta parte è devastante.
    A rendere il tutto ancora più strano sono i continui sbalzi temporali della storia, avanti e indietro nel tempo, e ogni salto all’indietro è legato ad uno del presente e viceversa.
    Sicuramente non è un romanzo rosa. Un libro inaspettato da parte della Leggereditore, cui va il plauso per questa scelta non facile.
    Quindi, tornando alla domanda iniziale, questo libro mi è piaciuto? Sì, anche se mi manca qualcosa. Tranne l’ultimissima parte, non mi ha travolto a livello emotivo, forse colpisce più a livello cerebrale. È stato come guardare passare un paesaggio, un bel paesaggio, da un finestrino, ma in quel paesaggio non ti sei fermato, non ti sei mai addentrato nelle sue vie, non ne hai mai fatto parte. È quello che succede con i personaggi, li vivi solo superficialmente. Forse è questo il suo limite.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro strano, intenso, mai noioso.
    Da leggere.

    “Vorrei immergermi nel mondo. Alla fine era proprio questo il suo problema”. Disse Eli. “Non riusciva ad immergersi nella vita: osservare il mondo e ...continua

    Un libro strano, intenso, mai noioso.
    Da leggere.

    “Vorrei immergermi nel mondo. Alla fine era proprio questo il suo problema”. Disse Eli. “Non riusciva ad immergersi nella vita: osservare il mondo e scattare delle fotografie non è sufficiente". Restò in silenzio per un istante, poi disse: “Pattinarci sopra non è sufficiente. La metafora è di Lilia. Non mia… Ricordo di averglielo sentito dire una volta che parlava dello stile di vita che aveva scelto. Sarebbe bello poter scivolare sulla superficie del mondo per tutta la vita. Volteggiarci sopra, senza mai rompere il ghiaccio. Ma così ti perdi il meglio. Bisogna rompere il ghiaccio, bisogna sprofondare, immergersi, non ci si può limitare a pattinare in superficie, andare e venire, come se niente fosse”. "Certe persone sanno solo pattinare".

    ha scritto il 

  • 4

    La musica della parole

    Inconsueto, drammatico, tenero, insolito, atemporale, con questi aggettivi voglio identificare questo romanzo che vede come protagonista Lilia e una serie di personaggi che girano intorno a lei e alla ...continua

    Inconsueto, drammatico, tenero, insolito, atemporale, con questi aggettivi voglio identificare questo romanzo che vede come protagonista Lilia e una serie di personaggi che girano intorno a lei e alla sua vita sin da quando il padre l'ha rapita. Tante figure che si accavallano nel corso del romanzo, in fasi temporali differenti, hanno creato in un primo momento un po' di confusione, ma con il proseguire l'intensità della storia mi ha coinvolta tanto da volerlo terminare in fretta per capire come sarebbe finita. Abituata dall'età di sette anni più che a viaggiare a fuggire per non essere presi, Lilia e il padre percorrono chilometri e chilometri di strada, visitando, nascondendosi in su e in giù per l'America e quando anche lei è pronta per proseguire da sola sceglie di non fermarsi mai in un luogo per più di un mese. Ma New York è diversa, anche qui lei va via, anche lei sente il bisogno di ripartire, ma dove andrà? Il cerchio delle ricerche comincia a restringersi, riusciranno a trovarla? E lei riuscirà finalmente a fermarsi?
    http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2012/09/trame-e-opinioni-la-musica-delle-parole.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo con titoli di coda

    Da piccola avevo il terrore dei titoli di coda alla fine di un film, in particolare di quelli accompagnati da quella musica di sottofondo tetra, tipica dei film pesanti da digerire. A spaventarmi era ...continua

    Da piccola avevo il terrore dei titoli di coda alla fine di un film, in particolare di quelli accompagnati da quella musica di sottofondo tetra, tipica dei film pesanti da digerire. A spaventarmi era soprattutto il nero sullo sfondo che inghiottiva lentamente quelle lettere minuscole bianche che componevano i nomi degli attori protagonisti e di chi aveva lavorato nella realizzazione della pellicola. E poi la musica, mortalmente terrorizzante. Tutt’ora (pur avendo passato l’età dell’innocenza da un bel po’ di anni) ho paura dei titoli di coda con sfondo nero e musica filo-gotica, e ogni volta che arrivo alla fine di un film non proprio divertente, so già cosa mi aspetta e spengo subito al The End, evitando di dover andare a letto con gli occhi spalancati per il terrore. Ma questa volta a fregarmi è stato un romanzo, questo romanzo. La storia del rapimento di una bambina, un caso che diventa un’ossessione anche per il lettore. Una vicenda che segue solamente il filo illogico della follia e dell’incoerenza ad un ritmo ossessivo compulsivo. La protagonista, Lilia, è una maledizione per chi la incontra nel romanzo, ma lo è anche per chi la incontra nella lettura. Una calamita che ti costringe a seguirla, accettando di perdere, per lei, ogni contatto con la ragione. Un romanzo assolutamente inquietante che mi ha lasciata in un subdolo stato di ansia, mista ad angoscia. La paura è arrivata alla fine, quando ho chiuso il libro e, inaspettatamente, ho visto il buio che inghiottiva le letterine bianche che, insieme, formavano dei nomi..Lilia, Eli, Michaela, Simon, Zed, Clara, Christopher… accompagnati da una musica lenta e grave da far paura. L’unico romanzo che è riuscito ad entrare talmente dentro le mie corde da rendere viva e tangibile con i sensi la mia fantasia, per poi lasciarmi sola con le mie paure infantili.
    Anche in questo caso, mi trovo totalmente in disaccordo con il traduttore e il suo modo di tradurre in italiano il titolo originale, Last Night in Montreal. Ma su alcune esigenze di mercato, purtroppo, c’è poco da obiettare. Per il resto, 4 stelle piene. Anche se, sinceramente, avrei preferito poter spegnere tutto al The End, prima dei titoli di coda!

    ha scritto il 

  • 4

    Non è facile scrivere una recensione su questo libro. Ha una forma narrativa molto particolare. Passando da passato a presente. Inserendosi nella vita dei vari protagonisti di questa travolgente stori ...continua

    Non è facile scrivere una recensione su questo libro. Ha una forma narrativa molto particolare. Passando da passato a presente. Inserendosi nella vita dei vari protagonisti di questa travolgente storia. Ho amato la psicologia dentro questo romanzo. Sono rimasta incollata a queste pagine. Bramando di conoscere il mistero della vita di Lilia, il motivo della scelta del padre.. dell'incapacità di Lilia di essere parte del mondo per un periodo illimitato di tempo. Della sua necessità di viaggiare. Di MUOVERSI.
    Un piccolo libro, ma un libro che, a mio modesto parere, merita di essere letto.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che onirico lo definirei delirante. La musica delle parole, nell'originale inglese Last night in Montreal, di Emily Mandel, è una piccola perla, un malinconico libricino in grado di lasciare un'im ...continua

    Più che onirico lo definirei delirante. La musica delle parole, nell'originale inglese Last night in Montreal, di Emily Mandel, è una piccola perla, un malinconico libricino in grado di lasciare un'impronta nella memoria del lettore desideroso di farsi trasportare più dalle parole e dai sentimenti, che dalla mera trama.
    Questa, infatti, resta sullo sfondo, costruita su continui flashback, sulle memorie ossessive di pochi ma essenziali personaggi, sui cocci della loro vita che si incastrano magistralmente come pezzi di un puzzle, fino a giungere al disegno unitario che li comprende tutti.
    La musica delle parole non è dunque la storia di Lilia, o almeno non solo, ma è proprio la sua storia a tirare i fili della trama, a far emergere le persone che lei incontra come protagoniste assolute, oppure a ridurle a confuse meteore; tutto ruota intorno al suo rapimento, alla sua fuga col padre a bordo di auto vecchie sempre diverse, assolutamente anonime. Lilia non è altro che il pretesto, l'esasperazione dei vincoli familiari, delle relazioni umane, del loro evolversi come del loro affievolimento o del loro brutale logorio.
    Il resto del commento qui: http://storiedellaltradeb.blogspot.it/2012/07/la-musica-delle-parole-emozioni-da.html

    ha scritto il 

  • 5

    Non ci si può limitare a pattinare in superficie, andare e venire, come se niente fosse.

    Leggere questo libro è come assistere ad un collage di immagini, suoni, emozioni. La forma narrativa è "strana", va avanti e indietro nel tempo, cambia punto di vista a capitoli alterni, insomma... de ...continua

    Leggere questo libro è come assistere ad un collage di immagini, suoni, emozioni. La forma narrativa è "strana", va avanti e indietro nel tempo, cambia punto di vista a capitoli alterni, insomma... detta così può sembrare un qualcosa di caotico, ma in realtà è un romanzo che mi è estremamente piaciuto, me ne sono innamorata! E' stato così diverso dalle mie aspettative e dai romanzi a cui sono abituata, che fin dalle prime pagine è riuscito totalmente a catturarmi. Lilia è una ragazza insolita, abituata fin da bambina ad una vita "on the road", abituata a scappare da un posto all'altro, con un padre ricercato al suo fianco. Questi continui e incessanti spostamenti sono talmente un caposaldo della sua esistenza che anche da grande Lilia non riesce a smettere, e neanche la relazione con Eli la dissuade dal rimanere. La vita di Lilia, quel suo pattinare sopra al mondo senza mai sprofondarvi, si intreccerà indissolubilmente con l'esistenza di altre persone, le scombussolerà senza che lei nemmeno se ne accorga, ed il lettore assisterà impotente dinnanzi al susseguirsi di eventi che scaturiranno dalle sue fughe infinite.
    "La musica delle parole" è un romanzo intenso, appassionante, poetico, nostalgico, vivido, che circonda il lettore in un aurea impalpabile e fino alle ultime pagine lascia con il fiato sospeso per la voglia di scoprire la verità. I tasselli del puzzle andranno al loro posto con lentezza, ma inesorabilmente e con la forza di un macigno in picchiata libera. Una storia introspettiva che affronta l'argomento dei legami familiari da un punto di vista insolito e oscuro, con un finale spiazzante che, nonostante appiani i dubbi, fa permanere la sensazione di indefinito, come se l'autrice avesse volutamente tralasciato qualcosa di importante.
    Un libro oggettivamente inclassificabile, che non ha alcuna caratteristica affine ai "romanzi rosa" proposti di solito dalla collana Leggereditore, e, proprio per questa sua peculiarità, ancora più meritevole di essere letto.

    ha scritto il