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La mystérieuse flamme de la reine Loana

roman illustré

By

3.4
(2124)

Language:Français | Number of pages: 488 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German , Finnish , Portuguese , Dutch , Slovenian , Hungarian , Greek , Swedish , Norwegian

Isbn-10: 2246670810 | Isbn-13: 9782246670810 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Description du livre
Trad. de: La misteriosa fiamma della regina Loana.
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  • 3

    Non mi è piaciuto tanto!

    La trama era davvero carina... Un tuffo nel passato!
    Ma era scritto in maniera davvero pesante! Ho faticato sul serio a finirlo!

    dit le 

  • 5

    Bellissimo romanzo, affascinante il ripercorrere l'infanzia attraverso ricordi di letture, di canzoni dell'epoca, di fumetti.
    Il protagonista, Yambo, deve ritrovare la memoria persa in un incidente e lo fa riscoprendo nella casa dove ha vissuto l'infanzia i suoi libri, i fumetti e i giocatt ...continuer

    Bellissimo romanzo, affascinante il ripercorrere l'infanzia attraverso ricordi di letture, di canzoni dell'epoca, di fumetti.
    Il protagonista, Yambo, deve ritrovare la memoria persa in un incidente e lo fa riscoprendo nella casa dove ha vissuto l'infanzia i suoi libri, i fumetti e i giocattoli di quand'era un bambino.
    Molto bella la parte dove viene descritta la vita nel periodo del fascismo.

    dit le 

  • 3

    Se Eco si fosse fermato dopo"il nome della rosa" e "il pendolo di Foucault" avrebbe ampiamente dimostrato a chi lo provocava che non era uno scrittore ma solo un critico, che si sbagliava... purtroppo ha continuato a scrivere e scrivere e scrivere... ma perchè!?
    E questo non è nemmeno il pe ...continuer

    Se Eco si fosse fermato dopo"il nome della rosa" e "il pendolo di Foucault" avrebbe ampiamente dimostrato a chi lo provocava che non era uno scrittore ma solo un critico, che si sbagliava... purtroppo ha continuato a scrivere e scrivere e scrivere... ma perchè!?
    E questo non è nemmeno il peggiore dopo i primi due!provare per credere!
    Sono ferocemente arrabbiata con quella che con molta immodestia mi sento di definire una serie di libri "bufala" che sfruttano il lettore sull'onda dei primi due meritati successi letterari.

    dit le 

  • 2

    La misteriosa Fiamma della didascalia

    Pur conscio della maniacale didascalicità dell'autore ho deciso di intraprendere la lettura di quest'opera dopo che, qualche anno fa, ne sentii parlare bene alla pubblicazione. Ammetto che il voto sia stato largamente influenzato dal fatto che "E' Umberto Eco, con ogni probabilità non è colpa sua ...continuer

    Pur conscio della maniacale didascalicità dell'autore ho deciso di intraprendere la lettura di quest'opera dopo che, qualche anno fa, ne sentii parlare bene alla pubblicazione. Ammetto che il voto sia stato largamente influenzato dal fatto che "E' Umberto Eco, con ogni probabilità non è colpa sua ma mia che non l'ho capito", ma se questo libro non avesse avuto il suo nome in copertina l'unica stella avrebbe sofferto di solitudine.
    Per quello che ricordo del Nome della Rosa, sembra di rileggerla, priva però di ogni tipologia di intrigo e di target finale, senza un apparente scopo e di conseguenza senza una trama davvero utile. E' indubbio che l'autore abbia competenza nello scrivere e l'ha dimostrato anche in questo caso. Tuttavia la sua follia del voler descrivere gli infiniti tasselli infinitesimali di cui si compone tutto il libro costringe il lettore non solo ad una concentrazione non congeniale ad un libro che si erge a romanzo, a storia, ma spesso sono del tutto inefficaci e inconcludenti, restano quasi appesi a se stessi lasciando poco o nulla all'unico scopo del personaggio.
    Forse non avere tutti gli strumenti necessari per comprendere tutte le citazioni non aiuta ad avere una comprensione completa de La Regina, tuttavia avere a che fare con una montagna così immane di microcitazioni, rimandi, rinvii e collegamenti con materiali cartacei e musicali del secondo dopoguerra o del periodo fascista rende ai giovani, pur se volenterosi e curiosi di prendere tra le mani un libro di qualità, il compito davvero troppo arduo.
    Riportare illustrazioni e copertine vecchie non è stato sufficiente a migliorare la leggibilità dell'opera.

    dit le 

  • 1

    Un libro profondamente egoista. Ottime premesse, vista la trama stuzzicante, ma la resa è davvero deludente. Un vortice di citazioni dagli anni '40 in su, dai libri alla radio, dalla televisione ai fumetti, ma la pazienza del lettore è messa davvero a dura prova!
    La sensazione è la stessa d ...continuer

    Un libro profondamente egoista. Ottime premesse, vista la trama stuzzicante, ma la resa è davvero deludente. Un vortice di citazioni dagli anni '40 in su, dai libri alla radio, dalla televisione ai fumetti, ma la pazienza del lettore è messa davvero a dura prova!
    La sensazione è la stessa di quando veniamo rapiti da amici e parenti per vedere album e foto di pranzi, viaggi e ricevimenti: per quanto possano essere belli i posti, no riusciremo mai a vivere appieno le sensazioni altrui, e la noia l'avrà sempre vinta.
    In questo l'egoismo di Eco, secondo me. Un libro nato per lo scrittore, non per il lettore. Un romanzo didascalico dove la trama è così debole che al lettore non rimane altra sensazione se non il desiderio profondo di poter cambiare canale.

    dit le 

  • 3

    “La misteriosa fiamma della regina Loana”, Bompiani, Milano 2004. Romanzo illustrato. Il romanzo contiene effettivamente numerose illustrazioni ed è diviso in tre parti, a loro volta costituite da vari capitoli: L’incidente (cap.1-4), Una memoria di carta (cap.5-14), I ritorni (cap.15-18). Yambo ...continuer

    “La misteriosa fiamma della regina Loana”, Bompiani, Milano 2004. Romanzo illustrato. Il romanzo contiene effettivamente numerose illustrazioni ed è diviso in tre parti, a loro volta costituite da vari capitoli: L’incidente (cap.1-4), Una memoria di carta (cap.5-14), I ritorni (cap.15-18). Yambo e sua moglie Paola vivono a Milano dove il protagonista ha anche lo studio bibliografico. Colpito da un ictus si risveglia dopo alcuni giorni completamente senza memoria relativamente alla sua storia passata, mentre molte altre conoscenze gli sono restate. Per ritrovare la memoria perduta deciderà, spinto dalla moglie, di recarsi fra Langhe e Monferrato dove lo attende la casa dell'infanzia con i propri ricordi materiali. Riscoprendo vecchi quaderni, le antiche letture, i dischi della sua giovinezza, riesce pian-piano a recuperare parte del suo passato. Ma la scoperta, nella biblioteca del nonno, di un antico libro, che aveva inutilmente cercato durante la sua carriera professionale precedente, gli provoca un nuovo ictus che lo fa ripiombare in uno stato d'incoscienza, in cui però riesce a recuperare tutti i ricordi che ancora gli mancavano, ma come Martin Eden protagonista dell'omonimo romanzo di Jack London, che era stato uno dei suoi testi di formazione: "nello stesso istante in cui seppe, cessò di sapere." Yambo un uomo che attraverso il suo passato riacquista il presente, che perde la sua memoria autobiografica, ma non quella semantica. I riferimenti letterari sono moltissimi, e se si dovrebbe dare corso ad ogni singolo riferimento non ci si godrebbe appieno la lettura. Il titolo del romanzo è ripreso dal titolo italiano di una celebre avventura della serie a fumetti Cino e Franco dell'autore statunitense Lyman Young; la storia a fumetti, a sua volta, è ispirata al romanzo d'avventura Lei, dell'inglese Rider Haggard. Ho letto di meglio, si lascia leggere con fatica.

    dit le 

  • 5

    Lo apro in pullman e la persona accanto a me commenta: "è un meraviglioso viaggio nel tempo!"
    Io sono perfettamente d'accordo. Carine le scene dell'infanzia del protagonista, un po' come dei flash qua e là, con molti riferimenti al periodo del fascismo. Le allusioni letterarie piacciono e f ...continuer

    Lo apro in pullman e la persona accanto a me commenta: "è un meraviglioso viaggio nel tempo!"
    Io sono perfettamente d'accordo. Carine le scene dell'infanzia del protagonista, un po' come dei flash qua e là, con molti riferimenti al periodo del fascismo. Le allusioni letterarie piacciono e fanno parte del gioco di rimandi con il lettore ("vediamo quante ne sai...")
    Il finale è spiazzante!
    E non è affatto vero che sia noioso!

    dit le 

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