La naranja mecánica

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Publisher: Ediciones Minotauro

4.3
(4846)

Language: Español | Number of Pages: 208 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , French , Italian , Catalan , Portuguese , Finnish , Polish , Swedish , Czech

Isbn-10: 8445076612 | Isbn-13: 9788445076613 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
La naranja mecánica cuenta la historia del nadsat-adolescente Alex y sus tres drugos-amigos en un mundo de crueldad y destrucción. Alex tiene los principales atributos humanos: amor a la agresión, amor al lenguaje, amor a la belleza. Pero es joven y no ha entendido aún la verdadera importancia de la libertad, la que disfruta de un modo violento. En cierto sentido vive en el edén, y sólo cuando cae (como en verdad le ocurre, desde una ventana) parece capaz de llegar a transformarse en un verdadero ser humano. "Uno de los pocos libros que he sido capaz de leer en los últimos años". William Burroughs
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  • 5

    Letto a 20 anni, mi ero riproposta di rileggerlo dopo una discussione della settimana scorsa su anobii, curiosa si, ma anche con il timore di restare delusa.
    Arancia meccanica non sembra risentire dei ...continue

    Letto a 20 anni, mi ero riproposta di rileggerlo dopo una discussione della settimana scorsa su anobii, curiosa si, ma anche con il timore di restare delusa.
    Arancia meccanica non sembra risentire dei suoi 50 e passa anni, ancora attuale nelle sue riflessioni sul bene e sul male e sulla libertà di scelta
    "La bontà è qualcosa che si sceglie. Quando un uomo non può scegliere cessa di essere un uomo"
    Ho avuto qualche difficoltà nelle primissime pagine ad abituarmi al gergo del protagonista, come pure ad accettare la mia parte di violenza e cattiveria che, inevitabilmente, esce fuori, perchè Burgess è abilissimo a portarti dall'iniziale distacco e orrore verso gli atti di teppismo di Alex, ad una graduale vicinanza ed empatia, tanto che ben presto ti viene da stare dalla sua parte.
    "Allora, che si fa, eh?"
    5 stelle confermate

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  • 2

    Uno dei rari casi in cui il film è migliore del libro da cui è tratto. Tanto di cappello a Kubrik, quindi, che da bravo Maestro del cinema è riuscito a tirar fuori l'essenza più apprezzabile del roma ...continue

    Uno dei rari casi in cui il film è migliore del libro da cui è tratto. Tanto di cappello a Kubrik, quindi, che da bravo Maestro del cinema è riuscito a tirar fuori l'essenza più apprezzabile del romanzo di Burgess. La lettura prosegue in maniera lenta, a causa dell'abuso di vocaboli inventati che non vengono spiegati (almeno nella mia edizione). A livello di descrizioni di scene di violenza, non l'ho trovato poi così raccapricciante...anzi, a tratti soporifero. Ho faticato a giungere al finale che, peraltro, non mi ha soddisfatta (è totalmente diverso dall'ending del capolavoro di Kubrik, nonché privo di senso a mio dire, viste le premesse della storia). I personaggi sono poco approfonditi psicologicamente, forse Alex un po'di più, ma gli altri si riducono a semplici burattini che agiscono funzionalmente al racconto. Voto 2 stelle e non una perchè, in fondo, se si riesce ad andare al di là dei difetti, non risulta un romanzo da buttare via. Non lo consiglio comunque a chi ha un bel ricordo del film.

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  • 5

    "Quando un uomo non può scegliere cessa di essere un uomo"

    La trovata geniale di Burgess, oltre al titolo, è stata l'invenzione dello slang, il nadsat, che rende il romanzo unico ed immune al passare del tempo, il classico libro di culto. La traduzione italia ...continue

    La trovata geniale di Burgess, oltre al titolo, è stata l'invenzione dello slang, il nadsat, che rende il romanzo unico ed immune al passare del tempo, il classico libro di culto. La traduzione italiana funziona alla grande, anche se trascura i molti riferimenti al russo, per cui un'occhiata alla versione originale vale comunque la pena darla. Lo slang ha anche una qualità onomatopeica che rende vivaci e cinicamente divertenti certe scene movimentate, come quella in cui Alex se la vede con una dozzina di gatti inferociti, od ancora con un gruppo di anziani bramosi di vendetta, e sottolinea inoltre in maniera potentissima l'esaltazione di Alex nell'ascoltare l'adorata musica classica. Si, perché Alex è a suo modo un'adolescente intelligente e sensibile, che sceglie uno stile di vita violento ed antisociale perché non sa in che altro modo rispondere alla domanda ricorrente: "Allora che si fa, eh?". Proprio l'invito ad usare il libero arbitrio e rifuggire dai condizionamenti è il cuore del romanzo, non credo valga neanche la pena di discutere l'idea che sia un'apologia della violenza. Burgess non aveva neppure bisogno di aggiungere il lieto fine un po' retorico, che infatti a Kubrick non piacque.
    Insomma, temevo che il libro fosse tipo una sguanata, inoltre pensavo che il fatto di aver locchiato più volte la versione cinebrivido di Kubrick mi avrebbe impedito di glutare il romanzo, invece, O Fratelli, con tamagna sorpresa mi sono accorto che già dopo poche pagine il gergame moschetto mi era entrato nel planetario e mi veniva tipo da sprolare come Alex e i suoi soma! Disprezzare il libro o il film perché qualche malcico scardinato si è messo per emulazione ad esercitare l'ultraviolenza o il vecchio vaevieni, secondo me è come locchiare il dito quando questo indica la luna.

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  • 5

    Geniale. Libro, film adoro. Inevitabilmente, avendo visto prima il film, si cerca di ripercorrerlo nel libro e non si possono avere che in mente le sue immagini. Ma ho trovato comunque bellissimo anch ...continue

    Geniale. Libro, film adoro. Inevitabilmente, avendo visto prima il film, si cerca di ripercorrerlo nel libro e non si possono avere che in mente le sue immagini. Ma ho trovato comunque bellissimo anche il libro, radice di questo grande film. Geniale nel linguaggio inventato e storia sempre formidabile.

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  • 5

    Una sola parola: geniale. È meglio vivere in un mondo libero, dove ognuno è libero di esprimere ciò che è, anche se violento e crudele o un mondo perbene quanto falso e ipocrita? La bontà indotta, fru ...continue

    Una sola parola: geniale. È meglio vivere in un mondo libero, dove ognuno è libero di esprimere ciò che è, anche se violento e crudele o un mondo perbene quanto falso e ipocrita? La bontà indotta, frutto di condizionamento e palesemente falsa è la soluzione unica e migliore alla violenza? Un genio, un genio.

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  • 3

    Particolare e alienante come è giusto che sia. Il lessico inventato è geniale ma disturba troppo la lettura secondo me ed è una delle poche volte in cui ho preferito il film al libro.

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  • 5

    Sorpassate le iniziali difficoltà di lettura date da questo linguaggio inventato dall'autore, del tutto funzionale alla storia, vi ritroverete catapultati in un romanzo innovativo assolutamente genial ...continue

    Sorpassate le iniziali difficoltà di lettura date da questo linguaggio inventato dall'autore, del tutto funzionale alla storia, vi ritroverete catapultati in un romanzo innovativo assolutamente geniale.
    Questo non è un libro sulla violenza, ma sul controllo umano, sulle scelte di vita, sul libero arbitrio.
    Una scala mobile che ti porta in profondità verso gli abissi dell'animo umano che spesso nascondono un mostro che non di può, o non si vuole, controllare.
    Come direbbe Alex...da cinebrivido.

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