La natura esposta

Voto medio di 251
| 72 contributi totali di cui 61 recensioni , 10 citazioni , 1 immagine , 0 note , 0 video
Lui abita in una "terra di transiti", sotto le montagne vicine al confine. Aiuta gli stranieri a passare oltre, di contrabbando, chiedendo per la tratta lo stesso denaro che prendono altri - il fabbro, il fornaio - ma restituendolo alla meta, perché ...Continua
Giuly
Ha scritto il 11/01/19

Elegante ed ipnotico al punto da non riuscire ad interromperne la lettura.

Beatrice
Ha scritto il 12/12/18

Libro leggibile e coinvolgente. Una scrittura fluida per una storia particolare, il miglior De Luca che abbia letto ad oggi.

lu.
Ha scritto il 09/12/18
Pagina 87.

Mia nonna diceva che a tavola si combatte con la morte. L'esagerazione serviva a calcolare il boccone, masticarlo bene prima di imbuscarselo in gola.

Isabella Cappellesso
Ha scritto il 30/10/18
All'inizio il modo di scrivere, tutte queste frasi molto corte, mi hanno lasciato molto perplessa. Il romanzo non è male anche se il tema trattato è un po' delicato ..... Mi sono piaciute molto le descrizioni della statua, sembrava di essere lì e ved...Continua
Jacobass2006
Ha scritto il 08/09/18
Con la...
... scusa di un incontro con un vecchio alpinista e scultore dilettante, un superlativo De Luca appena uscito indenne dalla vicenda processuale No Tav, ci racconta una storia di allucinante misticismo religioso, intereligioso, culturale e multicultu...Continua

Ainely
Ha scritto il Mar 20, 2017, 14:23
"Non sai perdere." Non rispondevo, però zitto pensavo il contrario. Lo so fare, so perdere tutto. Adesso che non c'è, glielo dico nel buio. Avevi ragione, non so perderti.
Pag. 39
Layura
Ha scritto il Sep 07, 2016, 07:58
I segni sono per chi è disposto a farsi contagiare.
Pag. 86
Layura
Ha scritto il Sep 07, 2016, 07:57
Qua sopra valgono leggi diverse da quelle di pianura. Qua sopra la vita sta a più stretto contatto con la morte. Ci si muove tra valanghe, frane, precipizi, inverni assiderati, ospedali lontani. Sulla pelle si forma un callo di sopravvivenza. Si è me...Continua
Pag. 82
Layura
Ha scritto il Sep 07, 2016, 07:57
Chi non ha abitudine di andare in montagna si carica di pesi inutili.
Pag. 75
Layura
Ha scritto il Sep 07, 2016, 07:57
Esiste un’economia del gratis, qualcosa in cambio di niente, ma a simbolo di molto.
Pag. 59

Ladyoceano
Ha scritto il Nov 25, 2016, 10:06
Un solitario scalatore, profondo conoscitore di ogni pietra, di ogni cresta, di ogni anfratto delle proprie montagne è il protagonista di questo romanzo: il suo temperamento sembra essere aspro come quei luoghi che affronta ogni giorno in veste di guida alpina. Un lavoro che fa non per vivere ma per essere, tanto che a fine corsa restituisce sempre, inspiegabilmente, i soldi ai turisti: per questo viene allontanato dai colleghi di lavoro a cui rovina la piazza. Lasciata la montagna scende a valle, dove un prete lo incarica di riportare all'origine un Cristo in marmo di uno scultore del 1900. Questo Cristo era stato scolpito nudo, così come si veniva crocefissi, spogliati prima di essere uccisi, per umiliare il condannato." Quella nudità vuole aggiungere vergogna". Egli deve togliere il panneggio che fu successivamente imposto a quadri e statue dal Concilio di Trento a copertura della " natura esposta" .  Inizia così un dialogo a più voci fra l'autore dell'opera, la statua e il nostro protagonista, un dialogo che diventa esperienza di simbiosi, empatia, comprensione e condivisione di una storia che è mistero; ogni martellata lo scuote, e mentre schegge del drappo saltano, insieme, anche nel nostro scultore qualcosa cambia. Il tatto diviene l'organo preposto alla conoscenza di questo corpo scolpito e della sua storia e, attraverso questo,  del suo creatore. Attraverso il tatto il protagonista scopre tutta  una serie di segni,  simboli,  interpretazioni e dettagli che sconosceva: sente la pelle d'oca di un uomo che sta morendo nudo e sente freddo; le vene  rivelano lo sforzo fisico a cui è  sottoposto il fisico e lasciano intravedere la "volontà" del sangue. La statua rivela, inoltre, lettere incise nel corpo e nei chiodi, in cui e con cui "lo scultore ha voluto essere scrittore". E davanti a quest'uomo,  alla sua storia, a ciò che rappresenta, il nostro uomo impara, o meglio, fa esperienza di cosa sia la misericordia e cosa l'umiltà,  ma lo impara non come un comandamento nè come una lezione di catechismo: bensì atteaverso la voce di una statua che è  sacra sempre e comunque a tutti, perché sacro é  ciò  per cui una persona è  disposta a morire. E se vi state chiedendo se il nostro amico coreaceo è un credente o meno dovrete leggere il libro per scoprirlo...ma potreste anche scoprirete che ciò non ha alcuna importanza!
Un solitario scalatore, profondo conoscitore di ogni pietra, di ogni cresta, di ogni anfratto delle proprie montagne è il protagonista di questo romanzo: il suo temperamento sembra essere aspro come quei luoghi che affronta ogni giorno in veste di guida alpina. Un lavoro che fa non per vivere ma per essere, tanto che a fine corsa restituisce sempre, inspiegabilmente, i soldi ai turisti: per questo viene allontanato dai colleghi di lavoro a cui rovina la piazza. Lasciata la montagna scende a valle, dove un prete lo incarica di riportare all'origine un Cristo in marmo di uno scultore del 1900. Questo Cristo era stato scolpito nudo, così come si veniva crocefissi, spogliati prima di essere uccisi, per umiliare il condannato." Quella nudità vuole aggiungere vergogna". Egli deve togliere il panneggio che fu successivamente imposto a quadri e statue dal Concilio di Trento a copertura della " natura esposta" . Inizia così un dialogo a più voci fra l'autore dell'opera, la statua e il nostro protagonista, un dialogo che diventa esperienza di simbiosi, empatia, comprensione e condivisione di una storia che è mistero; ogni martellata lo scuote, e mentre schegge del drappo saltano, insieme, anche nel nostro scultore qualcosa cambia. Il tatto diviene l'organo preposto alla conoscenza di questo corpo scolpito e della sua storia e, attraverso questo, del suo creatore. Attraverso il tatto il protagonista scopre tutta una serie di segni, simboli, interpretazioni e dettagli che sconosceva: sente la pelle d'oca di un uomo che sta morendo nudo e sente freddo; le vene rivelano lo sforzo fisico a cui è sottoposto il fisico e lasciano intravedere la "volontà" del sangue. La statua rivela, inoltre, lettere incise nel corpo e nei chiodi, in cui e con cui "lo scultore ha voluto essere scrittore". E davanti a quest'uomo, alla sua storia, a ciò che rappresenta, il nostro uomo impara, o meglio, fa esperienza di cosa sia la misericordia e cosa l'umiltà, ma lo impara non come un comandamento nè come una lezione di catechismo: bensì atteaverso la voce di una statua che è sacra sempre e comunque a tutti, perché sacro é ciò per cui una persona è disposta a morire. E se vi state chiedendo se il nostro amico coreaceo è un credente o meno dovrete leggere il libro per scoprirlo...ma potreste anche scoprirete che ciò non ha alcuna importanza!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una nota!

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo un video!

Lorem Ipsum Color sit Amet
di Nome Autore
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur Suspendisse varius consequat feugiat.
Scheda libro
Aggiungi