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La nausea

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar 3)

4.1
(4452)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 263 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Portoghese , Rumeno , Finlandese , Polacco , Norvegese , Basco , Olandese , Svedese

Isbn-10: A000005972 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Traduttore: Bruno Fonzi ; Prefazione: Paolo Caruso

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrizione del libro
La nausea è un disgusto di tutto: oltre che degli uomini, buffi manichini inautentici, delle cose, gratuite e ingiustificabili. Una solitudine angosciosa, una divorante aspirazione all'assoluto, delusioni e crisi di valori sono all'origine della nausea di Antonio Roquentin.
Leggiamo così il diario di questo intellettuale sradicato, alla deriva in una amorfa città di provincia, una lucida e delirante trascrizione dell'assurdità del mondo. Con spietata ironia, questo romanzo demolisce ogni presupposto della mentalità filistea. Ma dal rifiuto radicale finiscono per emergere interessi e ricordi, un sentimento amoroso non sopito, un moto di pietà, di simpatia umana e, infine, la possibilità di accettare l'esistenza.

(Dalla quarta di copertina, ed. Oscar Mondadori)
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  • 2

    Io credo (ma soprattutto spero) di aver sbagliato tutto leggendo questo libro.
    Ma soprattutto spero di aver letto la cosa sbagliata nel momento sbagliato, perché non voglio credere che questo libro mi ...continua

    Io credo (ma soprattutto spero) di aver sbagliato tutto leggendo questo libro.
    Ma soprattutto spero di aver letto la cosa sbagliata nel momento sbagliato, perché non voglio credere che questo libro mi sia piaciuto così poco.
    Non voglio nemmeno provare a recensirlo o a spiegare perché non mi sia piaciuto, perché voglio piuttosto lasciar passae un po' di tempo e provare a cominciarlo di nuovo.
    Se devo essere sincera, in effetti, mi sono solo forzata a terminarlo, ma se ora ripenso a questo libro (che ho finito solo un paio di giorni fa, non sono certo passati mesi) ricordo solo un'immensa, terribile noia, una donna che scrive lettere con inchiostro verde e un uomo che legge tutti i libri di una biblioteca seguendo l'ordine alfabetico degli autori. E basta. Il nulla più totale.
    Direi che Sartre merita molta più attenzione, per cui mi riservo di riprendere in mano questo libro in un futuro più tranquillo, sperando che semplicemente questo non fosse il momento adatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere questo romanzo è una sfida, prima che un piacere. È la stessa sfida che sostiene Antoine Roquentin: avvalersi della propria libertà e assumersi la responsabilità della proprie azioni, nonostan ...continua

    Leggere questo romanzo è una sfida, prima che un piacere. È la stessa sfida che sostiene Antoine Roquentin: avvalersi della propria libertà e assumersi la responsabilità della proprie azioni, nonostante la nausea. La nausea, infatti, permea il romanzo costituendo il nucleo centrale della trama e della filosofia di Jean Paul Sartre.
    Bisogna, peraltro, inserire questo caposaldo della letteratura francese in un contesto vigoroso come quella dell'esistenzialismo, dove lo scrittore è anche un intellettuale, e dove l'intellettuale è "engagé". L'assurdo, il concetto su cui ruota questa filosofia rivoluzionaria, non è spiegabile senza una presa di coscienza e il conseguente impegno. Ed ecco che vediamo rivelarsi al nostro protagonista la vera natura delle cose con la loro insensatezza e la loro ingombrante sensazione di soffocamento, mentre osserva le radici di un castagno nel giardino pubblico di una Bouvine immaginaria. L'angoscia, che sperimenta chi, consapevolmente, teme per la sua libertà, generata dall'esistenza, è la conseguenza ultima del mettersi in gioco, lo scoprire continuamente sé stessi per mezzo delle infinite possibilità a cui solo la morte pone fine. Così, quando leggiamo "La Nausea", scopriamo noi stessi attraverso la nostra libertà e per farlo basta avere il coraggio di intraprendere questa sfida.
    Ossian

    ha scritto il 

  • 3

    La nausea. J.P.Sartre.

    Lettura non facile, ma il bilancio tutto sommato è positivo, sebbene intere parti del romanzo mi abbiano attraversato senza lasciare traccia.
    Molto interessanti le figure dell'Autodidatta e quella di ...continua

    Lettura non facile, ma il bilancio tutto sommato è positivo, sebbene intere parti del romanzo mi abbiano attraversato senza lasciare traccia.
    Molto interessanti le figure dell'Autodidatta e quella di Anny, forse le uniche che restano impresse in un romanzo in cui l'assurdità di esistere è il tema fondamentale.
    Riporto due passaggi emblematici:

    "Ho voglia di andarmene, d'andarmene in qualche posto dove sia veramente il mio posto, dove m'ingrani...Ma il mio posto non è in nessun luogo; io sono di troppo."

    "Adesso quando dico mi sembra una cosa vuota.Non arrivo più a sentir me stesso troppo bene, tanto mi sento dimenticato. Tutto quanto resta di reale in me è dell'esistenza che si sente esistere. Sbadiglio piano piano, lentamente."

    ha scritto il 

  • 3

    Trovo difficile dare un commento a questo libro, anche perché è già stato detto tanto, e sicuramente in modo più appropriato di come potrei fare io. Senza dubbio devo riconoscerne il valore, e mi sono ...continua

    Trovo difficile dare un commento a questo libro, anche perché è già stato detto tanto, e sicuramente in modo più appropriato di come potrei fare io. Senza dubbio devo riconoscerne il valore, e mi sono appuntata anche i passaggi, parecchi, che più mi hanno fatto riflettere, ma nonostante questo avrei voluto, come ho letto in vare recensioni, sentirmi travolta da questa nausea, per capirla e apprezzarla meglio. Forse non è semplicemente il momento migliore, forse voglio allontanare riflessioni così introspettive in questo periodo della mia vita. Forse gli darò una seconda lettura, ma più in là nel tempo. Devo prima metabolizzarlo.

    ha scritto il 

  • 0

    (non brutto, ma per ora "non mi chiama". Di certo lo riprenderò in un futuro non troppo remoto. Di buono c'è che ricordo tutto di ciò che è accaduto nelle 50 pagine che ho letto finora.)

    ha scritto il 

  • 3

    Non sono un amante del genere ma ebbi l'occasione di prendere questo libro a un prezzo conveniente, quindi l'ho fatto mio. Che dire: sicuramente è un libro che vuole mostrare le conseguenze di un cert ...continua

    Non sono un amante del genere ma ebbi l'occasione di prendere questo libro a un prezzo conveniente, quindi l'ho fatto mio. Che dire: sicuramente è un libro che vuole mostrare le conseguenze di un certo stile di vita basata sull'essere misantopri. Un libro che mostra i pensieri folli di un uomo che fa della solitudine una scelta. Non è una lettura brillante ma alla fine ciò che lascia è la consapevolezza di non voler vivere una vita come quella del protagonista; credo che in fin dei conti era proprio questo il messaggio dell'autore.

    ha scritto il 

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