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La nausea

By Jean-Paul Sartre

(49)

| Hardcover

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Book Description

439 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Nausea condivisa

    In tutta sincerità non credo di avere un bagaglio filosofico tale da poter capire appieno questo libro. Ci sono stati dei momenti in cui mi ha annoiato, ma, forse per la prima volta in vita mia, mi sono trovato nello status di “annoiato che non ries ...(continue)

    In tutta sincerità non credo di avere un bagaglio filosofico tale da poter capire appieno questo libro. Ci sono stati dei momenti in cui mi ha annoiato, ma, forse per la prima volta in vita mia, mi sono trovato nello status di “annoiato che non riesce a staccarsi dal libro”. Non pensavo che una simile contraddizione potesse esistere, eppure è successo.
    Sentivo la necessità assoluta di cercare di capire che cosa volesse comunicarmi questo omonimo francese. Mi sentivo parte dei suoi drammi. Per la prima volta mi sono trovato davanti ad un protagonista che si fa delle sonore seghe mentali per tutto e l’ho apprezzato. Da tempo stavo aspettando un libro così e finalmente mi ci sono imbattuto. Il senso di abbandono (Senza Anny non mi rimane niente) e soprattutto la sua nausea, quella si, l’ho percepita tutta.

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    Anto 14 said on Aug 20, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    non per trarre conclusioni

    "ci sono solo i porcaccioni che credono di vincere"

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    Insideout said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La Nausea, appunto

    Lo attribuisco senz'altro alla mia scarsa sensibilità, nonché al mio poco gusto per la filosofia (soprattutto quella in certa misura "autodistruttiva"): questo libro ha suscitato in me lo stesso effetto del titolo che porta. In altre parole, e mi pas ...(continue)

    Lo attribuisco senz'altro alla mia scarsa sensibilità, nonché al mio poco gusto per la filosofia (soprattutto quella in certa misura "autodistruttiva"): questo libro ha suscitato in me lo stesso effetto del titolo che porta. In altre parole, e mi passerete il francesismo, due palle così. La Nausée è una lettura che si concilia con i fisiologici malesseri adolescenziali; già dopo i 20 diventa uno scoglio insormontabile. Last but not least, la Nausée non può attecchire nelle menti di chi ha giocato a The Legend of Zelda, Kingdom Hearts e affini: se rientrate nella categoria, siete comunque salvi.

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    IvanBececco said on Jul 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non mi permetto di dare stelline, ma sto trovando questo libro una storia che racconta non so bene cosa, intervallata da meravigliose e profonde riflessioni qua e là. Non mi era mai capitato! Di sicuro sono io che non ci arrivo (questo è ovvio)...lo ...(continue)

    Non mi permetto di dare stelline, ma sto trovando questo libro una storia che racconta non so bene cosa, intervallata da meravigliose e profonde riflessioni qua e là. Non mi era mai capitato! Di sicuro sono io che non ci arrivo (questo è ovvio)...lo riprenderò in futuro...

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    Clara Firrincieli said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Noioso. letto quando avevo 16-17 anni nel pieno della crisi sistenzialista, oggi i pensieri del protagonista annoiato mi sembrano superflui e inutilmente lunghi

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    Rimanu66 said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La nausea come conseguenza (dell'impossibilità) dell'Essere

    Succede questo: il protagonista, nel vano e spaesato tentativo di dare un senso alle cose del mondo, agli istanti della vita, a questo essere malamente gettati all'esistenza, viene colto da "un senso di nausea" e d'orrore pungente che mai più ...(continue)

    Succede questo: il protagonista, nel vano e spaesato tentativo di dare un senso alle cose del mondo, agli istanti della vita, a questo essere malamente gettati all'esistenza, viene colto da "un senso di nausea" e d'orrore pungente che mai più lo abbandonerà.
    Cito testualmente: "Eravamo un mucchio di esistenti impacciati, imbarazzati da noi stessi, non avevamo la minima ragione d'esser lì, né gli uni né gli altri, ciascun esistente, confuso, vagamente inquieto si sentiva di troppo in rapporto agli altri. Di troppo: era il solo rapporto ch'io potessi stabilire tra quegli alberi, quelle cancellate, quei ciottoli."
    Dal giorno in cui ci sono inciampata questo libro per me rimane il solo, l'unico su tutti, d'un irresistibile intelligenza e struggente umanità.

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    Stefania said on Jun 19, 2014 | Add your feedback

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