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La nave del destino

I mercanti di Borgomago

Di

Editore: Fanucci

4.5
(238)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 816 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Polacco

Isbn-10: 8834714695 | Isbn-13: 9788834714690 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Ancora una volta le tre generazioni di donne dei Vestrit sono il fulcro intorno al quale si sviluppano le vicende di Borgomago. Ronica, la matriarca, combatte da sola contro le accuse che sono rivolte alla sua famiglia, secondo le quali i Vestrit sono responsabili del caos che sta sconvolgendo la cittadina, e al tempo stesso cerca di riunire i suoi concittadini nella lotta contro la minaccia dei Calcediani. Sua figlia, Althea, a bordo del vascello vivente Paragon, ignara di quanto sta avvenendo in patria è in cerca della Vivacia, la nave che appartiene da sempre alla sua famiglia. Robin Hobb è nata in California nel 1952, ed è autrice di tre popolarissime saghe: La Trilogia dei Lungavista, I mercanti di Borgomago e La trilogia dell'uomo ambrato, tutte edite da Fanucci. Nel mondo dei Sei Ducati si trovano gli echi di un Medioevo concreto e riconoscibile in cui anche i poteri magici affondano le loro radici nella natura e nel folklore, che hanno reso l'autrice una delle più amate della fantasy attuale.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    7/10

    Come potevo aspettarmi, Robin Hobb recapita il solito finale "meh" per una trilogia che nel suo complesso avrebbe meritato ben altro epilogo. Se da un lato ammiro il modo in cui è riuscita a rendere a ...continua

    Come potevo aspettarmi, Robin Hobb recapita il solito finale "meh" per una trilogia che nel suo complesso avrebbe meritato ben altro epilogo. Se da un lato ammiro il modo in cui è riuscita a rendere amabile quella carogna di Kennit, tanto che mi sono quasi commossa nel finale, dall'altro lato ho trovato semplicemente disgustoso il trattamento riservato ad Althea, uno stupro traumatico che nessuno - e ripeto: NESSUNO - prende sul serio e che viene semplicemente saltato a pié pari. Ma... davvero?
    In generale mi trovo d'accordo con un'altra recensione su Goodreads, che fa notare come gli uomini di questa serie alla fine dei giochi se la cavino relativamente a buon mercato rispetto alle donne, che devono soffrire come dei cani e perdere tutto ciò che hanno di più caro prima di riuscire a guadagnare la vittoria finale arrancando con le unghie e con i denti; in particolare anche la Hobb pare ricorrere più volte al trucco del (tentato) stupro come scorciatoia per il dramma al femminile, un mezzuccio a cui sono affezionati autori di ben altra levatura.
    NB: questa serie va letta PRIMA della "Trilogia dell'uomo ambrato" (ovvero non come ha fatto quella scema della sottoscritta), pena grossi spoiler nella stessa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Unica!!!

    Unica in quanto la recensione raggruppa l'intera trilogia (originale) dei mercanti di Borgomago.
    Unica perché Robin Hobb è forse l'unica autrice che mi sconvolge a tal punto l'identità dei personaggi ...continua

    Unica in quanto la recensione raggruppa l'intera trilogia (originale) dei mercanti di Borgomago.
    Unica perché Robin Hobb è forse l'unica autrice che mi sconvolge a tal punto l'identità dei personaggi che mi fa amare il personaggio che assolutamente non sopportavo e mi fa disprezzare quello che invece da subito mi aveva positivamente affascinata!!!
    Bella, bella e ancora bella questa saga che narra le vicissitudini dei mercanti di questo porto mercantile (BorgoMago) estrema provincia della satrapia di jamailla, imparentati con degli strani mercanti provenienti dalle Giungle delle Piogge. Parenti ormai in declino per le deformazini fisiche forse dovuto ai matrimoni spesso quasi cnsanguinei, forse dovuto alla pericolosità e tossicità del Fiume che le percorre totalmente, fiume acido capace di corrodere qualsiasi materiale legnoso e qualsiasi tessuto tanto da non poter essere navigabile se non dai Velieri Viventi, nati da misteriosi legni trovati all'interno di una veccia città sepolta all'interno delle Giungle ed appartenuta agli Antichi, una razza vissuta prima del terremoto che infine cambiò per sempre i connotati del mondo conosciuto.
    Affascinanti questi velieri viventi dotati di intelletto e devoti alle famiglie di appartenenza in quanto ne assorbono i ricordi di intere vite, infatti i velieri viventi nascono "dormienti" e solo dopo aver assorbito i ricordi di tre genereazioni della famiglia di appartenenza si risvegliano e diventano senzienti, parlano e amano, hanno forti personalità ed indubbiamente vanno molto più veloci di qualsivoglia vascello.
    In realtà la storia parte con un vascello in procinto di risvegliarsi la Vivacia appartenente alla famiglia Vestrit ormai da tre generazioni, veliero che ancora non è stato interamente pagato al popolo delle Giungle in quanto il suo valore è elevatissimo. Due volte l'anno si assiste ad un rito tutto particolare per il pagamento della rata e se a scadenza la rata non potrà essere pagata in denaro, generazioni prima, era stata accettata la clausola Denaroo Sangue, dove per sangue non si intende un omicidio... ma un "nascita", o meglio una persona di famiglia verrà ceduta alle Giungle pe contrarre matrimonio e rafforzare la "specie".
    Vivacia si risveglia in condizioni sfavorevoli, A bordo il capitano è Kyle Haven, genero del vecchio capitano, quindi non uno di famiglia, ma il veliero abbisogna di un parente di sangue per poter essere completo. A chi apparterrà quindi Vivacia!?!? Althea pensa e anzi è convinta, apparterrà a lei ultima figlia del Capitano Ephron Vestrit tanto più che dall'età di 9 anni lei praticamente ci vive su quella nave; oppure potrebbe andare in eredità a Keffria la figlia maggiore consorte del capitano Haven e madre di tre figli Wintrow (votato al sacerdozio), Malta (viziata e vogliosa di diventare grande) e Selden (bambino apparentemente insignificante)...Per navigare con Vivacia basterebbe al capitano Haven uno dei suoi figli a bordo tagliando del tutto Althea dall'eredità.
    Così accade, Althea viene privata dei sui diritti sulla nave, Wintrow viene strappato dal suo mondo di meditazioni e un rocambolesco futuro aspetta tutti quanti!!!
    Di rimando nelle stesse acque ma nelle isole dei Pirati è la storia di Kennit, un pirata che ha enormi manie di grandezza nonché un grande sogno, quello di divenire un giorno Re dei Pirati.
    Le sue vicissitudini si incroceranno con quelle dei Vestrit e con quelle di molti altri e quello che ne uscirà sarà indubbiamente un'avventura che farà sgranare gli occhi praticamente a tutti.
    Mi sono già dilungata abbastanza e senza dire praticamente nulla.
    ;i è piaciuta l'intera trilogia per come tutti i personaggi sono caratterizzati benissimo!!! Ho amato Kennit solo per arrivare a disprezzarlo alla fine ma ad avere anche pietà per ogni cosa che nella vita ha dovuto sopportare. Ho odiato all'inverosimile Malta perché pareva non ci fosse limite al suo essere vuota e petulante... solo per vederla crescere e maturare e con lei tutta la mia ammirazione (e per questo mi odierei!!).
    Ho amato Wintrow ma l'ho anche trovato esasperante in molti suoi ragionamenti, nella sua ingenuità e nel suo trovare comunque il buono...e gli auguro davvero un po' di felicità perché se lo merita.
    Ho amato il duetto delle meraviglie Brashen ed Althea perché a parte l'essere a volte un po' scontati bhe io sono sempre stata con loro e dalla loro parte... un minimo di riscatto nella vita è doveroso per riuscire a continuare in serenità e pace.
    Ho trovato noiosa ed irritante Etta anche se alla fine l'ho ammirata per molte cose.
    Ma i personaggi sono veramente tutti ricchissimi di sfaccettature, tutti reali e credibili, Ronica e il suo essere Stoica, Keffria e le sue insicurezze, Reyn così frizzante e ammaliante, Kyle quasi credibili con tutti i suoi ragionamenti... Ambra che aveva il grande compito.. di cambiare il mondo caspita!!!!
    Tutti splendidi!!
    Ma i migliori sono da sempre i Velieri Viventi... bhe il mio preferito è indubbiamenteo Paragon... infondo la vera storia della trilogia.. è la sua, il misterioso e pazzo Paragon...ma anche il solo e il generoso... mamma mia... senza vergogna dico di aver versato copiose lacrime una volta arrivata alla sua storia e ad aver capito molte cose su di lui!!
    Vivacia era partita bene, proseguita un gran male e finita comunque bene.... che crescita... che verità sconvolgente ha dovuto digerire sus se stessa, ma non solo lei, tutti i velieri viventi perché sono così per una motivazione più che particolare!!!!
    E poi c'è lei, Tintaglia.. regina delle regine... l'ultimo drago in vita che per la sua missione assoggetta al suo volere un po' di personcine che poi che daranno un tocco spettacolare a tutte le vicende!!!
    Una trilogia che mi ha riscaldato il cuore e fino ad ora con la Hobb sono sempre andata sul sicuro!!!!
    bellissima davvero

    ha scritto il 

  • 4

    No me ha llenado del todo el final de esta trilogía. El final ha sido muy simplón, por no decir pésimo. La muerte de un personaje se toma como motivo para que todo quede atado y parece no importar muc ...continua

    No me ha llenado del todo el final de esta trilogía. El final ha sido muy simplón, por no decir pésimo. La muerte de un personaje se toma como motivo para que todo quede atado y parece no importar mucho que muera. Después de su muerte, todo se soluciona de una forma rápida y que para mí, echa para atrás todo lo que se ha ido tejiendo durante los dos libros anteriores. De repente, los personajes maduran y todo por lo que han estado luchando durante tres libros y medio de repente parece no importarles y deciden apostar por nuevos objetivos.
    Hay personajes que en un capítulo maduran lo que no han madurado en más de 1600 páginas.
    Y no hablemos de la traducción de la novela... más erratas no puede haber, por no hablar del cambio de nombres en personajes importantes (lo de Dechado-Paragon ha sido de traca. Al leerlo, no sabía de quien estaban hablando hasta que busqué la traducción del nombre y me salió que significaba "dechado")
    En fin, odio las series que terminan fastidiándose en los últimos capítulos del último libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Bene, allo stesso tempo non vedevo l'ora di finirlo e avevo paura di girare l'ultima pagina. Questo già di per sé deve farvi capire che tipo di libro è. Un gioiello.
    Tutti i fili della trama si riunis ...continua

    Bene, allo stesso tempo non vedevo l'ora di finirlo e avevo paura di girare l'ultima pagina. Questo già di per sé deve farvi capire che tipo di libro è. Un gioiello.
    Tutti i fili della trama si riuniscono in un unico grande ricamo con il giusto equilibrio tra azione, odio, romanticismo e disperazione.
    Compaiono i draghi. Draghi veri. Si spiegano tante cose che nei libri precedenti ci erano magari rimaste amare, la storia di Kennit, cosa sta succedendo a Malta, chi è Paragon, cosa vuole Vivacia della sua vita non vita.
    Perfetto, davvero, un libro su cui piangere per molti motivi.
    Perché è finito e non avrò più il piacere di leggerlo senza sapere come finisce.
    Perché non credo ancora di aver avuto la fortuna di trovare un'autrice così totalmente per caso.
    Perché è riuscita a far apprezzare del sano romanticismo a ME.
    Perché in fondo un po' di drama va sempre bene.
    Perché sì, leggetelo. Ve lo ordino.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro mi è piaciuto. Al momento ho letto tre trilogie di Robin Hobb, la prima dedicata a FitzChevalier (l'apprendista assassino, L'assassino di corte e Il viaggio dell'assassino) e quella del Figli ...continua

    Il libro mi è piaciuto. Al momento ho letto tre trilogie di Robin Hobb, la prima dedicata a FitzChevalier (l'apprendista assassino, L'assassino di corte e Il viaggio dell'assassino) e quella del Figlio soldato (Lo spirito della foresta, Il mago della foresta, I rinnegati della foresta). In entrambi i casi ero stata delusa dalla conclusione. I rinnegati della foresta in particolare era stato un romanzo particolarmente indigesto da leggere, avevo dovuto farmi forza per arrivare alla fine.
    Questa trilogia (lo so che in italiano sono cinque libri, ma la Hobb ha scritto una trilogia, indipendentemente da come poi è stata tradotta) mi è piaciuta molto di più. Il finale è solido e convincente, e i personaggi sono belli. C'è un episodio in particolare che mi ha dato da riflettere, e riguarda uno stupro. Ne parlo, con anche citazioni dal romanzo, sul mio blog. Se volete leggere il brano però vi avviso che è pieno di spoiler: http://librolandia.wordpress.com/2013/10/22/robin-hobb-franca-rame-e-lo-stupro-di-modena/

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo la Trilogia dei Lungavista, la Hobb riesce ancora ad ammaliare il lettore con le avventure dei Mercanti di Borgomago. Velieri magici, pirati, serpenti, draghi sono solo alcuni dei numerosi ingred ...continua

    Dopo la Trilogia dei Lungavista, la Hobb riesce ancora ad ammaliare il lettore con le avventure dei Mercanti di Borgomago. Velieri magici, pirati, serpenti, draghi sono solo alcuni dei numerosi ingredienti di questa magnifica "trilogia", imperdibile per tutti gli amanti della fantasy.
    L'attenzione data ai pensieri, dubbi, paure dei protagonisti è un elemento ancora presente in questo libro, elemento che ci permette di vivere pienamente le vicende narrate.

    Tra i numerosi personaggi che popolano i diversi libri, merita una menzione particolare Malta che l'autrice, con grande maestria, riesce a trasformare da bambina viziata e capricciosa a una delle figure più amabili della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Nell'universo della Hobb mi trovo sempre incredibilmente bene!
    Certo, dai Lungavista stavo meglio (i Sei Ducati fanno per me più di Borgomago, temo...), ma anche qui, sui velieri viventi, mi sentivo a ...continua

    Nell'universo della Hobb mi trovo sempre incredibilmente bene!
    Certo, dai Lungavista stavo meglio (i Sei Ducati fanno per me più di Borgomago, temo...), ma anche qui, sui velieri viventi, mi sentivo a casa: quella bella sensazione che danno le storie lunghe del fantasy che, una volta finite, ti lasciano quel senso di vuoto, come se fossi stato ributtato crudelmente nella realtà. Ce ne fossero di autori e saghe così!

    Borgomago è una trilogia "di passaggio", per chi ha letto i Lungavista (Assassino & Uomo ambrato) e anche in virtù delle Giungle della Pioggia, immagino (non l'ho ancora letta), ma riflette tutti i pregi dei lavori della Hobb; tanto per citarne un paio, i personaggi "reali", senza eroi duri&puri, anzi, dotati di una buona dose di avidità, egoismo, tormenti, ingenuità, e un'ambientazione solida per una trama dai giusti colpi di scena.
    Ah, gran spazio alle donne, in questa storia corale dai molti punti di vista... per la maggior parte femminili.

    ha scritto il 

  • 5

    C'è così tanto in questo libro, anche se sarebbe più corretto dire in questo ciclo di libri per non limitarmi a quest'ultimo volume. Non voglio sprecare troppe parole, non tanto perchè l'autrice non l ...continua

    C'è così tanto in questo libro, anche se sarebbe più corretto dire in questo ciclo di libri per non limitarmi a quest'ultimo volume. Non voglio sprecare troppe parole, non tanto perchè l'autrice non le meriti, ma perché sono sicuro che non renderei pienamente giustizia a questo capolavoro.
    L'ho adorato dalla prima all'ultima pagina. Sarò ripetitivo, ma i protagonisti sono tremendamente fantastici. Ambra? Spettacolare, anche se l'ho amata di più nell'altra versione... matta!
    Leggendo i libri di Borgomago ho colmato i vuoti che minavano la mia conoscenza e mi sono reso conto di come siano connessi tra loro tutti i romanzi della Hobb. Il mondo che è riuscita a creare è ammirevole, gli intrecci che legano storie, personaggi e luoghi sono articolati e complessi, ma molto coerenti.
    Se non hai ancora letto questo ciclo, non aspettare oltre. Ne vale veramente la pena... è un balsamo per lo spirito e per la mente!

    ha scritto il 

  • 4

    Più precisamente: 4 stelle e mezzo all'intera saga

    Innanzitutto nota di disonore alla Fanucci, per tre motivi:

    1- La divisione dei primi 2 volumi: scempio paragonabile a quello fatto da Mondadori con Le cronache del ghiaccio e del fuoco, e questo la d ...continua

    Innanzitutto nota di disonore alla Fanucci, per tre motivi:

    1- La divisione dei primi 2 volumi: scempio paragonabile a quello fatto da Mondadori con Le cronache del ghiaccio e del fuoco, e questo la dice lunga.

    2- La mancata ristampa e/o edizione economica, che rende questa saga praticamente irreperibile. Io stessa ho solo i primi 3 libri e sono stata costretta a completare la lettura in ebook. Non vi dico quanto mi urta la visione monca sulla mia libreria -.-

    3- Le terrificanti copertine che graficamente ricordano quelle degli harmony, per fortuna però i personaggi rappresentati sono tutti vestiti.

    Finite le lagne, andiamo al sodo!
    E' una storia completamente ambientata sul mare, fra pirati e mercanti, con un intreccio che più avventuroso non si può; a renderla speciale è il tocco originale della Hobb, con la fantastica idea dei velieri viventi ( e tutto ciò che a loro è collegato, e che non dico per evitare spoiler).
    Indubbiamente si tratta di una lettura appassionante, ma non raggiunge il top secondo me: a tratti la narrazione è un pò lenta e fin troppo dettagliata, mentre la trama, seppure complessa, andando avanti diventa un pò prevedibile e pecca di un finale poco incisivo.
    Impeccabile e curatissima l'evoluzione dei personaggi, ed è impressionante come, nonostante siano molti, la Hobb riesca a tenerli tutti in primo piano.
    In conclusione, è una bella saga e la consiglio, ma non è la migliore prova di questa scrittrice: per me le vicende dei Sei Ducati rimangono una bella spanna sopra.

    ha scritto il 

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