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La nave del destino

I mercanti di Borgomago

Di

Editore: Fanucci

4.5
(231)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 816 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Polacco

Isbn-10: 8834714695 | Isbn-13: 9788834714690 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Ancora una volta le tre generazioni di donne dei Vestrit sono il fulcro intorno al quale si sviluppano le vicende di Borgomago. Ronica, la matriarca, combatte da sola contro le accuse che sono rivolte alla sua famiglia, secondo le quali i Vestrit sono responsabili del caos che sta sconvolgendo la cittadina, e al tempo stesso cerca di riunire i suoi concittadini nella lotta contro la minaccia dei Calcediani. Sua figlia, Althea, a bordo del vascello vivente Paragon, ignara di quanto sta avvenendo in patria è in cerca della Vivacia, la nave che appartiene da sempre alla sua famiglia. Robin Hobb è nata in California nel 1952, ed è autrice di tre popolarissime saghe: La Trilogia dei Lungavista, I mercanti di Borgomago e La trilogia dell'uomo ambrato, tutte edite da Fanucci. Nel mondo dei Sei Ducati si trovano gli echi di un Medioevo concreto e riconoscibile in cui anche i poteri magici affondano le loro radici nella natura e nel folklore, che hanno reso l'autrice una delle più amate della fantasy attuale.
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  • 4

    No me ha llenado del todo el final de esta trilogía. El final ha sido muy simplón, por no decir pésimo. La muerte de un personaje se toma como motivo para que todo quede atado y parece no importar mucho que muera. Después de su muerte, todo se soluciona de una forma rápida y que para mí, echa par ...continua

    No me ha llenado del todo el final de esta trilogía. El final ha sido muy simplón, por no decir pésimo. La muerte de un personaje se toma como motivo para que todo quede atado y parece no importar mucho que muera. Después de su muerte, todo se soluciona de una forma rápida y que para mí, echa para atrás todo lo que se ha ido tejiendo durante los dos libros anteriores. De repente, los personajes maduran y todo por lo que han estado luchando durante tres libros y medio de repente parece no importarles y deciden apostar por nuevos objetivos.
    Hay personajes que en un capítulo maduran lo que no han madurado en más de 1600 páginas.
    Y no hablemos de la traducción de la novela... más erratas no puede haber, por no hablar del cambio de nombres en personajes importantes (lo de Dechado-Paragon ha sido de traca. Al leerlo, no sabía de quien estaban hablando hasta que busqué la traducción del nombre y me salió que significaba "dechado")
    En fin, odio las series que terminan fastidiándose en los últimos capítulos del último libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Bene, allo stesso tempo non vedevo l'ora di finirlo e avevo paura di girare l'ultima pagina. Questo già di per sé deve farvi capire che tipo di libro è. Un gioiello.
    Tutti i fili della trama si riuniscono in un unico grande ricamo con il giusto equilibrio tra azione, odio, romanticismo e di ...continua

    Bene, allo stesso tempo non vedevo l'ora di finirlo e avevo paura di girare l'ultima pagina. Questo già di per sé deve farvi capire che tipo di libro è. Un gioiello.
    Tutti i fili della trama si riuniscono in un unico grande ricamo con il giusto equilibrio tra azione, odio, romanticismo e disperazione.
    Compaiono i draghi. Draghi veri. Si spiegano tante cose che nei libri precedenti ci erano magari rimaste amare, la storia di Kennit, cosa sta succedendo a Malta, chi è Paragon, cosa vuole Vivacia della sua vita non vita.
    Perfetto, davvero, un libro su cui piangere per molti motivi.
    Perché è finito e non avrò più il piacere di leggerlo senza sapere come finisce.
    Perché non credo ancora di aver avuto la fortuna di trovare un'autrice così totalmente per caso.
    Perché è riuscita a far apprezzare del sano romanticismo a ME.
    Perché in fondo un po' di drama va sempre bene.
    Perché sì, leggetelo. Ve lo ordino.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro mi è piaciuto. Al momento ho letto tre trilogie di Robin Hobb, la prima dedicata a FitzChevalier (l'apprendista assassino, L'assassino di corte e Il viaggio dell'assassino) e quella del Figlio soldato (Lo spirito della foresta, Il mago della foresta, I rinnegati della foresta). In entram ...continua

    Il libro mi è piaciuto. Al momento ho letto tre trilogie di Robin Hobb, la prima dedicata a FitzChevalier (l'apprendista assassino, L'assassino di corte e Il viaggio dell'assassino) e quella del Figlio soldato (Lo spirito della foresta, Il mago della foresta, I rinnegati della foresta). In entrambi i casi ero stata delusa dalla conclusione. I rinnegati della foresta in particolare era stato un romanzo particolarmente indigesto da leggere, avevo dovuto farmi forza per arrivare alla fine.
    Questa trilogia (lo so che in italiano sono cinque libri, ma la Hobb ha scritto una trilogia, indipendentemente da come poi è stata tradotta) mi è piaciuta molto di più. Il finale è solido e convincente, e i personaggi sono belli. C'è un episodio in particolare che mi ha dato da riflettere, e riguarda uno stupro. Ne parlo, con anche citazioni dal romanzo, sul mio blog. Se volete leggere il brano però vi avviso che è pieno di spoiler: http://librolandia.wordpress.com/2013/10/22/robin-hobb-franca-rame-e-lo-stupro-di-modena/

    ha scritto il 

  • 5

    Dopo la Trilogia dei Lungavista, la Hobb riesce ancora ad ammaliare il lettore con le avventure dei Mercanti di Borgomago. Velieri magici, pirati, serpenti, draghi sono solo alcuni dei numerosi ingredienti di questa magnifica "trilogia", imperdibile per tutti gli amanti della fantasy.
    L'att ...continua

    Dopo la Trilogia dei Lungavista, la Hobb riesce ancora ad ammaliare il lettore con le avventure dei Mercanti di Borgomago. Velieri magici, pirati, serpenti, draghi sono solo alcuni dei numerosi ingredienti di questa magnifica "trilogia", imperdibile per tutti gli amanti della fantasy.
    L'attenzione data ai pensieri, dubbi, paure dei protagonisti è un elemento ancora presente in questo libro, elemento che ci permette di vivere pienamente le vicende narrate.

    Tra i numerosi personaggi che popolano i diversi libri, merita una menzione particolare Malta che l'autrice, con grande maestria, riesce a trasformare da bambina viziata e capricciosa a una delle figure più amabili della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Nell'universo della Hobb mi trovo sempre incredibilmente bene!
    Certo, dai Lungavista stavo meglio (i Sei Ducati fanno per me più di Borgomago, temo...), ma anche qui, sui velieri viventi, mi sentivo a casa: quella bella sensazione che danno le storie lunghe del fantasy che, una volta ...continua

    Nell'universo della Hobb mi trovo sempre incredibilmente bene!
    Certo, dai Lungavista stavo meglio (i Sei Ducati fanno per me più di Borgomago, temo...), ma anche qui, sui velieri viventi, mi sentivo a casa: quella bella sensazione che danno le storie lunghe del fantasy che, una volta finite, ti lasciano quel senso di vuoto, come se fossi stato ributtato crudelmente nella realtà. Ce ne fossero di autori e saghe così!

    Borgomago è una trilogia "di passaggio", per chi ha letto i Lungavista (Assassino & Uomo ambrato) e anche in virtù delle Giungle della Pioggia, immagino (non l'ho ancora letta), ma riflette tutti i pregi dei lavori della Hobb; tanto per citarne un paio, i personaggi "reali", senza eroi duri&puri, anzi, dotati di una buona dose di avidità, egoismo, tormenti, ingenuità, e un'ambientazione solida per una trama dai giusti colpi di scena.
    Ah, gran spazio alle donne, in questa storia corale dai molti punti di vista... per la maggior parte femminili.

    ha scritto il 

  • 5

    C'è così tanto in questo libro, anche se sarebbe più corretto dire in questo ciclo di libri per non limitarmi a quest'ultimo volume. Non voglio sprecare troppe parole, non tanto perchè l'autrice non le meriti, ma perché sono sicuro che non renderei pienamente giustizia a questo capolavoro.
    ...continua

    C'è così tanto in questo libro, anche se sarebbe più corretto dire in questo ciclo di libri per non limitarmi a quest'ultimo volume. Non voglio sprecare troppe parole, non tanto perchè l'autrice non le meriti, ma perché sono sicuro che non renderei pienamente giustizia a questo capolavoro.
    L'ho adorato dalla prima all'ultima pagina. Sarò ripetitivo, ma i protagonisti sono tremendamente fantastici. Ambra? Spettacolare, anche se l'ho amata di più nell'altra versione... matta!
    Leggendo i libri di Borgomago ho colmato i vuoti che minavano la mia conoscenza e mi sono reso conto di come siano connessi tra loro tutti i romanzi della Hobb. Il mondo che è riuscita a creare è ammirevole, gli intrecci che legano storie, personaggi e luoghi sono articolati e complessi, ma molto coerenti.
    Se non hai ancora letto questo ciclo, non aspettare oltre. Ne vale veramente la pena... è un balsamo per lo spirito e per la mente!

    ha scritto il 

  • 4

    Più precisamente: 4 stelle e mezzo all'intera saga

    Innanzitutto nota di disonore alla Fanucci, per tre motivi:


    1- La divisione dei primi 2 volumi: scempio paragonabile a quello fatto da Mondadori con Le cronache del ghiaccio e del fuoco, e questo la dice lunga.


    2- La mancata ristampa e/o edizione economica, che rende questa saga pra ...continua

    Innanzitutto nota di disonore alla Fanucci, per tre motivi:

    1- La divisione dei primi 2 volumi: scempio paragonabile a quello fatto da Mondadori con Le cronache del ghiaccio e del fuoco, e questo la dice lunga.

    2- La mancata ristampa e/o edizione economica, che rende questa saga praticamente irreperibile. Io stessa ho solo i primi 3 libri e sono stata costretta a completare la lettura in ebook. Non vi dico quanto mi urta la visione monca sulla mia libreria -.-

    3- Le terrificanti copertine che graficamente ricordano quelle degli harmony, per fortuna però i personaggi rappresentati sono tutti vestiti.

    Finite le lagne, andiamo al sodo!
    E' una storia completamente ambientata sul mare, fra pirati e mercanti, con un intreccio che più avventuroso non si può; a renderla speciale è il tocco originale della Hobb, con la fantastica idea dei velieri viventi ( e tutto ciò che a loro è collegato, e che non dico per evitare spoiler).
    Indubbiamente si tratta di una lettura appassionante, ma non raggiunge il top secondo me: a tratti la narrazione è un pò lenta e fin troppo dettagliata, mentre la trama, seppure complessa, andando avanti diventa un pò prevedibile e pecca di un finale poco incisivo.
    Impeccabile e curatissima l'evoluzione dei personaggi, ed è impressionante come, nonostante siano molti, la Hobb riesca a tenerli tutti in primo piano.
    In conclusione, è una bella saga e la consiglio, ma non è la migliore prova di questa scrittrice: per me le vicende dei Sei Ducati rimangono una bella spanna sopra.

    ha scritto il 

  • 1

    Le doy tan mala puntuación por culpa de la traducción. ¿No les da vergüenza editar un libro así? No se si es culpa de la traductora o es que en La Factoría de Ideas no tienen corrector, pero la cosa tiene delito. Faltas de ortografía ("hala" sin H en varias ocasiones, "aparte" a veces junto y a v ...continua

    Le doy tan mala puntuación por culpa de la traducción. ¿No les da vergüenza editar un libro así? No se si es culpa de la traductora o es que en La Factoría de Ideas no tienen corrector, pero la cosa tiene delito. Faltas de ortografía ("hala" sin H en varias ocasiones, "aparte" a veces junto y a veces separado, como si la traductora no supiera cómo escribirlo y se decidiera por las dos formas a ver si alguna acierta, "cómo" y "qué" sin acentos en las interrogaciones y exclamaciones implícitas...), cambio de nombre de personajes (Dechado en los dos primeros libros pasa a ser Paragon en este, a El Ralo le llama a veces Peludo, cuando Ralo y Peludo son conceptos opuestos), expresiones como "le sentó como un tiro en la cabeza" ¡por favor, que es un libro medieval! ¿qué tiros ni qué leches?. Visto esto, los errores tipográficos son lo de menos.
    Y encima es la edición de bolsillo, que han tenido tiempo de ver los errores al reeditar... Juan Carlos Poujalde, el editor, dijo una vez en los foros de Sedice que con cada reedición se revisaban los errores. Me parece que este libro ni lo ha ojeado.

    Lo he terminado porque la historia me tenía enganchada, pero vamos, que no vuelvo a leerme un libro traducido por esta señora.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    E il destino di una nave divenne il Destino del mondo..

    La sensazione che si prova a finire questo libro è la pienezza. Sì, è giusto. Doveva andare così. Il sapore in bocca di un destino compiuto, di un immensa trama di fili multicolori sapientemente intrecciati in un fiume sgargiante che confluisce al grande cambiamento finale, al disvelarsi di una n ...continua

    La sensazione che si prova a finire questo libro è la pienezza. Sì, è giusto. Doveva andare così. Il sapore in bocca di un destino compiuto, di un immensa trama di fili multicolori sapientemente intrecciati in un fiume sgargiante che confluisce al grande cambiamento finale, al disvelarsi di una nuova era, tanto nella storia del mondo, quanto nel cuore dei protagonisti, che giungono ciascuno al proprio capolinea, alla propria realizzazione individuale, superando insicurezze, paure, limiti, traumi e rivelandosi per quello che è, il prodotto dell'esperienza per i sogni. Lottare, fino alla fine, credendo nella propria capacità di cambiare il mondo nonostante sembri tutto troppo grande, solo così è possibile operare il cambiamento. È un grande libro, così come i Lungavista, che insegna prima di tutto l'importanza dei legami famigliari, la consapevolezza delle proprie radici, "sangue è memoria". Ma dall'altro lato insegna l'importanza della libertà di essere se stessi e di trovare il proprio posto nel mondo indipendentemente dai vincoli del nostro passato e dalle etichette all'interno delle quali il mondo ci vuole incasellare. Scegliere di essere artefice del proprio destino, anziché essere passivamente forgiato dagli eventi, pur non rinnegando ció che si è.
    Possedere radici ed ali.
    Splendida opera, originale ed ambiziosa, profonda e di ampio respiro, che in Italia non ha avuto il successo che avrebbe meritato, offuscata dalle copertine glitterate e fluo dei nuovi Young Adult che nascondono il vuoto assoluto. Prevedo che mi mancheranno questi intensi, tormentati personaggi: l'audace Althea, la passionale sognatrice Malta, la complessità psicologica di Kennit, la coriacea Ronica e il coraggioso Brashen, tutti gli altri...e la magnifica e altezzosa Tintaglia, in tutta la sua gloria di regina dei Tre Reami....

    ha scritto il 

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