La nave del destino

I mercanti di Borgomago

Di

Editore: Fanucci

4.5
(261)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 816 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Olandese , Polacco

Isbn-10: 8834714695 | Isbn-13: 9788834714690 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Ancora una volta le tre generazioni di donne dei Vestrit sono il fulcro intorno al quale si sviluppano le vicende di Borgomago. Ronica, la matriarca, combatte da sola contro le accuse che sono rivolte alla sua famiglia, secondo le quali i Vestrit sono responsabili del caos che sta sconvolgendo la cittadina, e al tempo stesso cerca di riunire i suoi concittadini nella lotta contro la minaccia dei Calcediani. Sua figlia, Althea, a bordo del vascello vivente Paragon, ignara di quanto sta avvenendo in patria è in cerca della Vivacia, la nave che appartiene da sempre alla sua famiglia. Robin Hobb è nata in California nel 1952, ed è autrice di tre popolarissime saghe: La Trilogia dei Lungavista, I mercanti di Borgomago e La trilogia dell'uomo ambrato, tutte edite da Fanucci. Nel mondo dei Sei Ducati si trovano gli echi di un Medioevo concreto e riconoscibile in cui anche i poteri magici affondano le loro radici nella natura e nel folklore, che hanno reso l'autrice una delle più amate della fantasy attuale.
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    4

    Trilogia dei Mercanti di Borgomago

    Commento a tutta la trilogia:

    Una lettura a tratti faticosa, per via della consueta lentezza narrativa e dei multipli pov, che ripaga con le splendide descrizioni dei velieri viventi - leggendo questi ...continua

    Commento a tutta la trilogia:

    Una lettura a tratti faticosa, per via della consueta lentezza narrativa e dei multipli pov, che ripaga con le splendide descrizioni dei velieri viventi - leggendo questi libri vivrete praticamente a bordo di una nave :P - e le intense caratterizzazioni dei personaggi creati da questa autrice - vi sembrerà di averli conosciuti per davvero! :)
    La Hobb è una autrice sensibilissima che eccelle nei dialoghi intelligenti, umani, espressivi, e nella caratterizzazione di animali, creature fantastiche e persino creature inanimate come i velieri viventi qui protagonisti. Come non rimanere colpiti dalla sconvolgente storia e dal carattere di Paragon? Forse le creature inventate sono addirittura migliori dei personaggi umani... Mi chiedo se ci siano altri autori nel panorama fantasy che si avvicinino alla sua sensibilità!
    Non assegno il massimo dei voti perchè pur avendo apprezzato molto anche questo lavoro della Hobb, non raggiunge per me il livello di empatia che ho provato per i Lungavista.
    Ah... grazie Robin per avermi regalato il volto di Fitz *_* e averci fatto scoprire (credo) qualche tassello della vita del Matto ^_^

    ha scritto il 

  • 5

    raccontami altre storie Robin!

    E così finisce un'altra trilogia di Robin Hobb.
    e come già successo con l’assassino e l’uomo ambrato mi lascia dentro un senso di perdita che pochi altri racconti e autori sanno dare.
    Passione, violen ...continua

    E così finisce un'altra trilogia di Robin Hobb.
    e come già successo con l’assassino e l’uomo ambrato mi lascia dentro un senso di perdita che pochi altri racconti e autori sanno dare.
    Passione, violenza, guerre e sangue, morte vita e rinascita, magia, avventura
    Nei mercanti di Borgomago c’è tutto ed è magnificamente mescolato in maniera che mai banale, mai scontata e mai prevalente.
    Storie d’amore, battaglie in mare tra vascelli pirati, mitologia, mostri marini, tradimenti, assassini e cospirazioni. Isole del tesoro, profezie, schiavismo, draghi e tanta avventura
    Per mare e sotto il mare, sopra la terra e in volo.. La trilogia di borgomago è totale e ha quella capacità fiabesca di portare in lettore in posti meravigliosi e fantastici dove ogni tipo di creatura e magia è di casa.
    Il senso di meraviglia leggendo certi passaggi è tale da rimanere con gli aperti anche dopo aver chiuso il libro.
    Il finale è un crescendo dove tutte le trame, tutti i protagonisti (e non sono pochi) e tutti i misteri si incrociano e l’autrice riesce a sbrogliare tutte quelle domanda lasciate sapientemente in sospeso e lanciate nel corso dei due precedenti volumi
    E poi ci sono i personaggi che con le loro evoluzioni e le loro storie personali sono il plus della storia.
    Una avventura fantastica, condita da elementi drammatici e tristemente attuali (stupri, tratta di persone, guerra e invasioni) che stupisce per la varietà e la profondità dei personaggi che si legge d’un fiato e ti fa sognare.

    raccontami un altra storia Robin e io mi metto qua buono buono in silenzio perchè ormai sei una garanzia

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Allora, impressioni fresche fresche l'ho finito da poco. E l'ho amato ovviamente, come tutti gli altri. La Hobb è davvero una scrittrice con la S maiuscola.
    La cosa che mi piace davvero tanto è l'evol ...continua

    Allora, impressioni fresche fresche l'ho finito da poco. E l'ho amato ovviamente, come tutti gli altri. La Hobb è davvero una scrittrice con la S maiuscola.
    La cosa che mi piace davvero tanto è l'evoluzione dei personaggi: iniziare il viaggio, nel primo libro, con un'impressione, un'opinione su un personaggio e arrivare alla fine di tutto accorgendosi di quanto le impressioni siano diverse dopo tre libri. Uno a caso? O meglio, l'esempio più calzante di tutti? Malta.
    All'inizio non la sopportavo proprio, poi ho iniziato a ben sperare vedendo come iniziava a cambiare e infine mi sono accorta di aspettare i suoi capitoli con ansia. E' bello, da un lato, avere un personaggio a cui ti affezioni subito (Reyn? Uno a caso eh :P) ma è bello anche questo: cambiare idea, cambiarla totalmente.
    E non parlo solo di Malta, ci sono anche altri personaggi che sono cresciuti, sono cambiati e che ho imparato ad apprezzare strada facendo. Perfino quell'imbecille di Satrapo si è evoluto!
    Poi ci sono i personaggi grigi e Kennit ne è un esempio perfetto. E' quel genere di personaggio che scatena emozioni contrastanti: non è buono ma non è cattivo, lo biasimi quando sbaglia, e se lo merita, ma non ce la fai ad odiarlo. E poi mi è piaciuto molto come è stato reso il suo legame con Paragon: è come se Kennit avesse sempre vissuto a metà perchè l'altra metà di lui era nella nave..Sinceramente ho pensato che sarebbe davvero potuto morire solo quando ormai era una certezza, ma in un certo senso va bene così. Kennit è sempre stato un personaggio affascinante ma qualcosa in lui mancava, come dire..come se fosse incapace di legarsi davvero a chi gli stava intorno. E mi piace pensare che, più che semplice egoismo, questo dipendeva dalla mancanza di una parte di sè.
    Il finale in qualche modo chiude quello che può, ma non è un vero finale per tutto! Per cui in Cronache delle Giungle della Pioggia, oltre agli ovvi draghi, io mi aspetto di rivedere i personaggi di questa trilogia..se non tutti almeno una parte.
    Quando ho capito chi era Ambra sono rimasta un attimo sconvolta, è una genialata..una grande genialata. E quando ho capito di chi era il volto nuovo di Paragon mi sono quasi commossa. Ci sono arrivata solo verso la fine, tutto è partito da quando Ambra ha iniziato a scolpire le decorazioni..ma col senno di poi ci si poteva arrivare accidenti: la descrizione era quella!
    Quasi mi dispiace di aver finito..troppo bello, tutto, tutti.
    Grazie Robin Hobb

    ha scritto il 

  • 5

    E in un crescendo di colpi di scena...si arriva alla conclusione della Trilogia di Borgomago! E che conclusione! Solitamente, si dice che l'ultimo libro di una serie sia quello meno bello, che lasci i ...continua

    E in un crescendo di colpi di scena...si arriva alla conclusione della Trilogia di Borgomago! E che conclusione! Solitamente, si dice che l'ultimo libro di una serie sia quello meno bello, che lasci insoddisfatti, ma per questa qui mi devo ricredere. La Hobb è una maestra, sia con il suo stile scorrevole e accattivante, sia con i suoi personaggi così ben costruiti, nel bene e nel male. E le storie che racconta sono originali e semplicemente bellissime. Sono rimasta incollata al libro e l'ho finito in poco tempo, e viste le scarse ore che ho per leggere credo che questo sia un fatto positivo. Assolutamente da leggere per tutti gli appassionati di fantasy e non, purtroppo Robin Hobb non è molto conosciuta qui in Italia e questo è un vero peccato, perché merita tantissimo, molto più di certi autori che ultimamente stanno riscuotendo un grande successo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    7/10

    Come potevo aspettarmi, Robin Hobb recapita il solito finale "meh" per una trilogia che nel suo complesso avrebbe meritato ben altro epilogo. Se da un lato ammiro il modo in cui è riuscita a rendere a ...continua

    Come potevo aspettarmi, Robin Hobb recapita il solito finale "meh" per una trilogia che nel suo complesso avrebbe meritato ben altro epilogo. Se da un lato ammiro il modo in cui è riuscita a rendere amabile quella carogna di Kennit, tanto che mi sono quasi commossa nel finale, dall'altro lato ho trovato semplicemente disgustoso il trattamento riservato ad Althea, uno stupro traumatico che nessuno - e ripeto: NESSUNO - prende sul serio e che viene semplicemente saltato a pié pari. Ma... davvero?
    In generale mi trovo d'accordo con un'altra recensione su Goodreads, che fa notare come gli uomini di questa serie alla fine dei giochi se la cavino relativamente a buon mercato rispetto alle donne, che devono soffrire come dei cani e perdere tutto ciò che hanno di più caro prima di riuscire a guadagnare la vittoria finale arrancando con le unghie e con i denti; in particolare anche la Hobb pare ricorrere più volte al trucco del (tentato) stupro come scorciatoia per il dramma al femminile, un mezzuccio a cui sono affezionati autori di ben altra levatura.
    NB: questa serie va letta PRIMA della "Trilogia dell'uomo ambrato" (ovvero non come ha fatto quella scema della sottoscritta), pena grossi spoiler nella stessa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Unica!!!

    Unica in quanto la recensione raggruppa l'intera trilogia (originale) dei mercanti di Borgomago.
    Unica perché Robin Hobb è forse l'unica autrice che mi sconvolge a tal punto l'identità dei personaggi ...continua

    Unica in quanto la recensione raggruppa l'intera trilogia (originale) dei mercanti di Borgomago.
    Unica perché Robin Hobb è forse l'unica autrice che mi sconvolge a tal punto l'identità dei personaggi che mi fa amare il personaggio che assolutamente non sopportavo e mi fa disprezzare quello che invece da subito mi aveva positivamente affascinata!!!
    Bella, bella e ancora bella questa saga che narra le vicissitudini dei mercanti di questo porto mercantile (BorgoMago) estrema provincia della satrapia di jamailla, imparentati con degli strani mercanti provenienti dalle Giungle delle Piogge. Parenti ormai in declino per le deformazini fisiche forse dovuto ai matrimoni spesso quasi cnsanguinei, forse dovuto alla pericolosità e tossicità del Fiume che le percorre totalmente, fiume acido capace di corrodere qualsiasi materiale legnoso e qualsiasi tessuto tanto da non poter essere navigabile se non dai Velieri Viventi, nati da misteriosi legni trovati all'interno di una veccia città sepolta all'interno delle Giungle ed appartenuta agli Antichi, una razza vissuta prima del terremoto che infine cambiò per sempre i connotati del mondo conosciuto.
    Affascinanti questi velieri viventi dotati di intelletto e devoti alle famiglie di appartenenza in quanto ne assorbono i ricordi di intere vite, infatti i velieri viventi nascono "dormienti" e solo dopo aver assorbito i ricordi di tre genereazioni della famiglia di appartenenza si risvegliano e diventano senzienti, parlano e amano, hanno forti personalità ed indubbiamente vanno molto più veloci di qualsivoglia vascello.
    In realtà la storia parte con un vascello in procinto di risvegliarsi la Vivacia appartenente alla famiglia Vestrit ormai da tre generazioni, veliero che ancora non è stato interamente pagato al popolo delle Giungle in quanto il suo valore è elevatissimo. Due volte l'anno si assiste ad un rito tutto particolare per il pagamento della rata e se a scadenza la rata non potrà essere pagata in denaro, generazioni prima, era stata accettata la clausola Denaroo Sangue, dove per sangue non si intende un omicidio... ma un "nascita", o meglio una persona di famiglia verrà ceduta alle Giungle pe contrarre matrimonio e rafforzare la "specie".
    Vivacia si risveglia in condizioni sfavorevoli, A bordo il capitano è Kyle Haven, genero del vecchio capitano, quindi non uno di famiglia, ma il veliero abbisogna di un parente di sangue per poter essere completo. A chi apparterrà quindi Vivacia!?!? Althea pensa e anzi è convinta, apparterrà a lei ultima figlia del Capitano Ephron Vestrit tanto più che dall'età di 9 anni lei praticamente ci vive su quella nave; oppure potrebbe andare in eredità a Keffria la figlia maggiore consorte del capitano Haven e madre di tre figli Wintrow (votato al sacerdozio), Malta (viziata e vogliosa di diventare grande) e Selden (bambino apparentemente insignificante)...Per navigare con Vivacia basterebbe al capitano Haven uno dei suoi figli a bordo tagliando del tutto Althea dall'eredità.
    Così accade, Althea viene privata dei sui diritti sulla nave, Wintrow viene strappato dal suo mondo di meditazioni e un rocambolesco futuro aspetta tutti quanti!!!
    Di rimando nelle stesse acque ma nelle isole dei Pirati è la storia di Kennit, un pirata che ha enormi manie di grandezza nonché un grande sogno, quello di divenire un giorno Re dei Pirati.
    Le sue vicissitudini si incroceranno con quelle dei Vestrit e con quelle di molti altri e quello che ne uscirà sarà indubbiamente un'avventura che farà sgranare gli occhi praticamente a tutti.
    Mi sono già dilungata abbastanza e senza dire praticamente nulla.
    ;i è piaciuta l'intera trilogia per come tutti i personaggi sono caratterizzati benissimo!!! Ho amato Kennit solo per arrivare a disprezzarlo alla fine ma ad avere anche pietà per ogni cosa che nella vita ha dovuto sopportare. Ho odiato all'inverosimile Malta perché pareva non ci fosse limite al suo essere vuota e petulante... solo per vederla crescere e maturare e con lei tutta la mia ammirazione (e per questo mi odierei!!).
    Ho amato Wintrow ma l'ho anche trovato esasperante in molti suoi ragionamenti, nella sua ingenuità e nel suo trovare comunque il buono...e gli auguro davvero un po' di felicità perché se lo merita.
    Ho amato il duetto delle meraviglie Brashen ed Althea perché a parte l'essere a volte un po' scontati bhe io sono sempre stata con loro e dalla loro parte... un minimo di riscatto nella vita è doveroso per riuscire a continuare in serenità e pace.
    Ho trovato noiosa ed irritante Etta anche se alla fine l'ho ammirata per molte cose.
    Ma i personaggi sono veramente tutti ricchissimi di sfaccettature, tutti reali e credibili, Ronica e il suo essere Stoica, Keffria e le sue insicurezze, Reyn così frizzante e ammaliante, Kyle quasi credibili con tutti i suoi ragionamenti... Ambra che aveva il grande compito.. di cambiare il mondo caspita!!!!
    Tutti splendidi!!
    Ma i migliori sono da sempre i Velieri Viventi... bhe il mio preferito è indubbiamenteo Paragon... infondo la vera storia della trilogia.. è la sua, il misterioso e pazzo Paragon...ma anche il solo e il generoso... mamma mia... senza vergogna dico di aver versato copiose lacrime una volta arrivata alla sua storia e ad aver capito molte cose su di lui!!
    Vivacia era partita bene, proseguita un gran male e finita comunque bene.... che crescita... che verità sconvolgente ha dovuto digerire sus se stessa, ma non solo lei, tutti i velieri viventi perché sono così per una motivazione più che particolare!!!!
    E poi c'è lei, Tintaglia.. regina delle regine... l'ultimo drago in vita che per la sua missione assoggetta al suo volere un po' di personcine che poi che daranno un tocco spettacolare a tutte le vicende!!!
    Una trilogia che mi ha riscaldato il cuore e fino ad ora con la Hobb sono sempre andata sul sicuro!!!!
    bellissima davvero

    ha scritto il 

  • 4

    No me ha llenado del todo el final de esta trilogía. El final ha sido muy simplón, por no decir pésimo. La muerte de un personaje se toma como motivo para que todo quede atado y parece no importar muc ...continua

    No me ha llenado del todo el final de esta trilogía. El final ha sido muy simplón, por no decir pésimo. La muerte de un personaje se toma como motivo para que todo quede atado y parece no importar mucho que muera. Después de su muerte, todo se soluciona de una forma rápida y que para mí, echa para atrás todo lo que se ha ido tejiendo durante los dos libros anteriores. De repente, los personajes maduran y todo por lo que han estado luchando durante tres libros y medio de repente parece no importarles y deciden apostar por nuevos objetivos.
    Hay personajes que en un capítulo maduran lo que no han madurado en más de 1600 páginas.
    Y no hablemos de la traducción de la novela... más erratas no puede haber, por no hablar del cambio de nombres en personajes importantes (lo de Dechado-Paragon ha sido de traca. Al leerlo, no sabía de quien estaban hablando hasta que busqué la traducción del nombre y me salió que significaba "dechado")
    En fin, odio las series que terminan fastidiándose en los últimos capítulos del último libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Bene, allo stesso tempo non vedevo l'ora di finirlo e avevo paura di girare l'ultima pagina. Questo già di per sé deve farvi capire che tipo di libro è. Un gioiello.
    Tutti i fili della trama si riunis ...continua

    Bene, allo stesso tempo non vedevo l'ora di finirlo e avevo paura di girare l'ultima pagina. Questo già di per sé deve farvi capire che tipo di libro è. Un gioiello.
    Tutti i fili della trama si riuniscono in un unico grande ricamo con il giusto equilibrio tra azione, odio, romanticismo e disperazione.
    Compaiono i draghi. Draghi veri. Si spiegano tante cose che nei libri precedenti ci erano magari rimaste amare, la storia di Kennit, cosa sta succedendo a Malta, chi è Paragon, cosa vuole Vivacia della sua vita non vita.
    Perfetto, davvero, un libro su cui piangere per molti motivi.
    Perché è finito e non avrò più il piacere di leggerlo senza sapere come finisce.
    Perché non credo ancora di aver avuto la fortuna di trovare un'autrice così totalmente per caso.
    Perché è riuscita a far apprezzare del sano romanticismo a ME.
    Perché in fondo un po' di drama va sempre bene.
    Perché sì, leggetelo. Ve lo ordino.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro mi è piaciuto. Al momento ho letto tre trilogie di Robin Hobb, la prima dedicata a FitzChevalier (l'apprendista assassino, L'assassino di corte e Il viaggio dell'assassino) e quella del Figli ...continua

    Il libro mi è piaciuto. Al momento ho letto tre trilogie di Robin Hobb, la prima dedicata a FitzChevalier (l'apprendista assassino, L'assassino di corte e Il viaggio dell'assassino) e quella del Figlio soldato (Lo spirito della foresta, Il mago della foresta, I rinnegati della foresta). In entrambi i casi ero stata delusa dalla conclusione. I rinnegati della foresta in particolare era stato un romanzo particolarmente indigesto da leggere, avevo dovuto farmi forza per arrivare alla fine.
    Questa trilogia (lo so che in italiano sono cinque libri, ma la Hobb ha scritto una trilogia, indipendentemente da come poi è stata tradotta) mi è piaciuta molto di più. Il finale è solido e convincente, e i personaggi sono belli. C'è un episodio in particolare che mi ha dato da riflettere, e riguarda uno stupro. Ne parlo, con anche citazioni dal romanzo, sul mio blog. Se volete leggere il brano però vi avviso che è pieno di spoiler: http://librolandia.wordpress.com/2013/10/22/robin-hobb-franca-rame-e-lo-stupro-di-modena/

    ha scritto il 

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