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La nave del destino - Asia

Di

Editore: Deinotera

4.2
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889951168 | Isbn-13: 9788889951163 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
All'approssimarsi dell'anno Mille, in un mondo in cui il confine tra leggenda e realtà va sempre più assottigliandosi, quattro uomini si contendono il proprio diritto alla felicità. Tre gemelli, simili d'aspetto ma opposti nel carattere, e un re, che crede di aver perso per sempre il suo unico amore, saranno costretti a incrociare le proprie strade.
Ma il destino è in agguato e la presenza di Asia, la cui bellezza è così prepotente da renderla simile ad un essere ultraterreno, sconvolgerà i piani di ognuno portando a conseguenze inaspettate.

Una saga vivace e pittoresca, tra romanzo e favola, polittico di esseri fatati e strampalati artisti circensi che vivono sullo sfondo di due generazioni e d'una leggenda, quella delle sirene. Tra Mar Mediterraneo e Ponto Eusino, dall'Ecumene ad Edwilanàm, universo nascosto e misterioso, la storia di Maris e di Asia e del loro amore.

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  • 4

    Marco scrive davvero bene, in modo piacevole e scorrevole. questo libro fantasy è pieno di personaggi briosi e incantevoli e di atmosfere magiche.tuttavia, proseguendo la lettura, il mio entusiasmo è venuto a mancare..
    ho preferito di più Demetrio dai capelli verdi!
    comunque bravo Mar ...continua

    Marco scrive davvero bene, in modo piacevole e scorrevole. questo libro fantasy è pieno di personaggi briosi e incantevoli e di atmosfere magiche.tuttavia, proseguendo la lettura, il mio entusiasmo è venuto a mancare..
    ho preferito di più Demetrio dai capelli verdi!
    comunque bravo Marco!

    ha scritto il 

  • 4

    LA NAVE DEL DESTINO - ASIA di Marco Mazzanti

    Secondo dei tre romanzi all'attivo di questo giovanissimo e sorprendente autore, La nave del destino è una storia che ci lascia stupiti e trasognati, trasportandoci sulle ali di una fantasia della quale diventiamo inconsapevolmente complici man mano che procediamo nella lettura. E' una ricca favo ...continua

    Secondo dei tre romanzi all'attivo di questo giovanissimo e sorprendente autore, La nave del destino è una storia che ci lascia stupiti e trasognati, trasportandoci sulle ali di una fantasia della quale diventiamo inconsapevolmente complici man mano che procediamo nella lettura. E' una ricca favola scritta per tutti, una storia forte come il destino e delicata come un sospiro. Tanto è il coinvolgimento che alla fine del romanzo ci si sente un po' sedotti e abbandonati.
    Attendo con ansia il prossimo libro di Marco.

    ha scritto il 

  • 5

    Colori dell'animo che profumano e sanguinano

    Il Romanzo di Mazzanti “La nave del destino. Asia” è una storia che si dipana sottilmente, che scorre come seta tra le vite dei suoi protagonisti, che si apre in diverse scatole cinesi, ognuna delle quali nasconde e rivela un’apertura misteriosa e inattesa. La storia è intrisa di diversità lucent ...continua

    Il Romanzo di Mazzanti “La nave del destino. Asia” è una storia che si dipana sottilmente, che scorre come seta tra le vite dei suoi protagonisti, che si apre in diverse scatole cinesi, ognuna delle quali nasconde e rivela un’apertura misteriosa e inattesa. La storia è intrisa di diversità lucenti e magiche, diversità malinconiche e timide, di amori difficili, tormentati, sfuggevoli e insidiosi.

    Il tempo del racconto e l’ambientazione si mostrano, pur nell’ambito del fantastico, particolarmente curati e ricchi di particolari di pregio, che rivelano una fantasia consapevole, che strizza l’occhio alla storia. L’autore individua un tempo cronologico preciso, le soglie dell’anno mille, dove la paura del nuovo e del cambiamento, del numero e dei suoi simboli, si riflette nella superstizione e nel timore del segno che profetizza sciagura. Una cometa rossa, un incubo ricorrente, la stessa folgorante bellezza della sua protagonista.

    Il luogo è un caleidoscopio di luoghi della memoria storica e letteraria: antiche città greche, sapori e odori delle spezie orientali, e colori soprattutto. I colori sono un doppio linguaggio per Marco Mazzanti, sono parte strutturale e integrante della sua poetica, sono colori precisi, netti, tinte con nomi che richiamano alla mente non solo tonalità, ma anche idee e sensazioni. Sono colori del ricordo e dell’arte, cromatismi dell’animo che profumano e sanguinano.

    La prima parte del romanzo prepara il terreno all’ultimo filone della storia: presentimenti che scorrono silenziosi e tetri, amori forti, lutti, dolore. Poi il circo, emblema letterario e cinematografico di grande significato intimistico, pieno di mistero e di inquietudine, di non detti e di allusioni al riso amaro di chi piange nel cuore. E’ con il circo che si scontra Asia, la protagonista tra i protagonisti. Tutti i personaggi infatti, a turno, meritano e ottengono l’attenzione e la cura dell’autore, che li scandaglia nel profondo della loro psiche. In particolare, dolcemente tenue eppure profondo il ritratto di Lug, uno dei fratelli del circo, che nasconde un segreto così attuale nella sua problematizzazione: una forma di “diversità” che si risolve nella serenità dell’accettazione del sé e degli altri e nell’immagine della nave che accoglie e conduce in un mare di pace.

    Il romanzo riscrive inoltre la figura mitica della sirena, che non è il tratto principale, ma aggiunge alla letteratura di genere un nuovo elemento niente affatto scontato, ma originale e fiabesco. Fiaba, mito, storia, romanzo dai sapori esotici, sogno, e un fantastico nuovo, sfuggente, a tratti duro e introspettivo, che lascia di certo la sensazione che questo giovanissimo autore abbia molto, moltissimo da regalare con la sua scrittura di colore e sentimento.

    ha scritto il 

  • 0

    “Ali di libellula simili a petali che formano la corolla di un fiore fantastico e principesco; attorno ad esso, in bilico sul pelo dell’acqua palustre,un corteo di docili ninfe, coccolate dall’afflato della brezza estiva,sbocciano dando alla luce sirene vegetali dai capelli bellissimi. Sinuose co ...continua

    “Ali di libellula simili a petali che formano la corolla di un fiore fantastico e principesco; attorno ad esso, in bilico sul pelo dell’acqua palustre,un corteo di docili ninfe, coccolate dall’afflato della brezza estiva,sbocciano dando alla luce sirene vegetali dai capelli bellissimi. Sinuose come bisce d’acqua seguono i movimenti delle onde dell’Eusino, affiorando con le pinne fugaci e le schiene splendenti; maliarde, sugli scogli imperlati di corallo, cantano odi ai marinai, loro amanti umani.”

    Siamo alle soglie dell’anno Mille, periodo d’attesa di una paventata fine del mondo, pregno di misteri, magie e superstizioni. Realtà storica e fantasia, si scambiano e s’intrecciano creando la perfetta scenografia in cui esibirsi.

    I primi a salire sul palco sono Sytane e Dmtrj, “Una ninfa dalla pelle di resina lucente e dagli occhi color del legno bagnato” lei, albino dal ramingo passato, lui. Una storia d’amore che sfida i pregiudizi sull’aspetto esteriore ed il colore della pelle, che supera con pazienza le dolorose morti di tre figli. Una storia d’amore, che darà la vita ad un esserino che sulla schiena porta “due coppie di grossi petali di fiordaliso, simili a due ali ” e che da grande sboccerà in una donna dall’abbagliante bellezza.
    Asia sarà il suo nome.

    Secondo atto: nuovi attori si affacciano sulla scena. Cincinnatus e Stella, ricco giovane grecoromano lui, bellissima schiava dagli “occhi glauchi intarsiati di pagliuzze d’orate ”, lei. Un altro amore, un’altra sfida al mondo. Questa volta sono le convenzioni sociali, le differenze di classe ad essere spezzate e superate. Il passato viene lasciato indietro senza rimorsi o rancori e sulla nuova via, tre doni vengono raccolti: i loro nomi saranno Lug, Kendeas e Maris.

    Terzo atto: è il momento di mescolare le carte e incrociare i destini dei beniamini finora conosciuti. Qualcun altro però reclama la scena; vi si è intrufolato brevemente con sogni e visioni negli atti precedenti, ma adesso il dietro le quinte gli va stretto e chiede di esser presentato.

    Re Gerald, sovrano dei Troll del Caucaso, della città di Edwilanàm. Anche la sua è una storia d’amore, ma altresì di gelosia, di dolore e di perdita. La sua ultima e più amata moglie, giace sospesa in un vaporoso limbo sognante, maledetta dalla sirena che prima di lei sedeva sul trono e condivideva il letto del marito. Sono passati trenta anni di devota vedovanza, ma ormai è giunto il momento di legarsi ad una nuova sposa, un essere dall’abbagliante bellezza. Eccola lì, predetta dalla sfera di ghiaccio: un balsamo di speranza per curare il cuore ferito di Re Gerald.

    L’incursione è finita, e possiamo tornare alla cornice originale. La seconda generazione, ormai cresciuta e fatta di giovani straordinariamente peculiari, deve incontrarsi e scontrarsi. La prima tessera di domino deve cadere e solo alla fine, guardando dall’alto, sapremo quale disegno quest’autore-artista, ha voluto regalarci.

    Gli atti di quest’opera in realtà sono quattro (come i capitoli), e l’ultimo, il più lungo e avventuroso, merita di essere sfogliato senza conoscerne il contenuto. Il mio breve racconto di questa storia straordinaria si ferma qui, lasciando tutto sospeso e nebuloso, per non disperdere la magia creata da Mazzanti.

    Sarei però ingiusta se non presentassi altri attori e co-protagonisti, che vanno ad aggiungersi al già fantasioso corollario.

    Agato, mangiatore di spade della Pannonia, dalle “agili movenze da falco malinconico” e con “un fascino austero che faceva sospirare donne di ogni età”.

    Nina, l’equilibrista slava, così dolcemente fragile e bellissima, con i “grandi occhi brillanti come zaffiri, ciglia lunghe e delicate e un incarnato da bambola di porcellana con capelli biondi fluenti e vaporosi”.

    Iessing, lucertola umanoide, con occhi “dolci e cisposi” e animo gentile, aiutante prezioso di un viaggiatore smarrito.

    Tre a rappresentare tanti altri, equipaggio curioso e variegato di questa nave chiamata Destino.
    Per salire a bordo si deva aver amato: con passione, struggimento, dolcezza o dolore, non fa differenza. Che tu sia stato ricambiato o tristemente ignorato, non ha importanza. L’importante è far salire i battiti e scaldare l’animo.
    Per salire a bordo si deve aver cercato: con tenacia e determinazione, in ogni angolo di mondo conosciuto e non, la strada cucita sulla propria pelle. “Il proprio destino”.

    Una storia, fatta di altre storie, di volti ed emozioni, scritta con lo stile lirico di chi ha l’animo poetico e vede il mondo attraverso il velo dell’artista. Le descrizioni fisiche sono qualcosa di straordinario, unione di colori e suggestioni, che richiamano alla mente lo stile sensuale e immaginoso di Isabel Allende o del Marquez di “Cent’anni di solitudine” (fatto curioso è la scelta del cognome delle gemelle barbute, Melquiades, che nel romanzo dello scrittore Colombiano è il nome di uno zingaro girovago, precursore di tempi e invenzioni).

    “Stella aveva occhi glauchi intarsiati di pagliuzze dorate e la carnagione che riportava alla mente le bianche braccia delle statue delle dee greche e gli ignudi corpi marmorei dei campioni olimpici. L’esposizione alla luce solare dei giorni più caldi e tersi donava fresche sfumature d’albicocca alla sua pelle, sulla quale andavano accendendosi lentamente efelidi briose come una manciata di petali di fiori bruni”.

    Durante la lettura, ho sentito però la mancanza di un maggior numero di dialoghi. Le parole che escono dalla bocca del protagonista (e non), il non detto, il sott’inteso, rendono il personaggio più vero, vicino e accessibile. Ma forse è una scelta stilistica ben precisa, per mantenere definito il confine tra realtà e fantasia, per lasciare al lettore il ruolo di spettatore che seduto davanti al palco, non può toccare gli attori, soltanto seguirli ed accompagnarli durante la rappresentazione.

    Altro appunto, la lunghezza del libro. La storia avrebbe meritato più pagine e parole, più respiro. Quello che ho definito quarto atto, aveva ancora molto da dare, poteva svilupparsi maggiormente e farci sognare ancora un po’.

    Tutto questo però non toglie niente a quanto già detto, la novella è lieta e scritta molto bene, i personaggi sono ben tratteggiati e i particolari descritti con accuratezza. Ci sono diversi elementi salienti che arricchiscono, come i versi delle canzoni/ poesie o l’uso dei fori per meglio caratterizzare il personaggio e imprimerlo nell’immaginario.

    Trovate la recensione anche su Diario di pensieri persi
    http://www.diariodipensieripersi.com/2011/02/recensione-la-nave-del-destino-asia-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    Un fantasy abbastanza originale che, dopo una prima parte un po’ lenta nello scorrimento, scivola indisturbato e accattivante verso il suo epilogo. Un libro che si rivela ricco di immagini molto vivide e suggestive (prima fra la altre proprio l’avanzare della nave del destino sulle onde). Un’oper ...continua

    Un fantasy abbastanza originale che, dopo una prima parte un po’ lenta nello scorrimento, scivola indisturbato e accattivante verso il suo epilogo. Un libro che si rivela ricco di immagini molto vivide e suggestive (prima fra la altre proprio l’avanzare della nave del destino sulle onde). Un’opera, quella di Marco Mazzanti che merita di essere letta e che, di sicuro, è capace di regalare qualcosa a ogni suo lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    LO SCRITTORE CON IL PENNELLO

    Dopo aver letto tre romanzi di Marco Mazzanti, posso confermare la forte valenza per questo autore dei cromatismi nella sua scrittura.
    Avevo già descritto “L’uomo che dipingeva con i coltelli” ( http://menzinger.splinder.com/post/20099181/saranno-fam… ) (Deinotera Editrice – ottobre 2008) ...continua

    Dopo aver letto tre romanzi di Marco Mazzanti, posso confermare la forte valenza per questo autore dei cromatismi nella sua scrittura.
    Avevo già descritto “L’uomo che dipingeva con i coltelli” ( http://menzinger.splinder.com/post/20099181/saranno-famosi ) (Deinotera Editrice – ottobre 2008) come un romanzo cromaticamente tagliente. Descriveva infatti le sensazioni e le vicende di un ragazzo albino cieco che riacquista la vista a sedici anni e diventa poi un pittore molto particolare.
    Ho poi letto “Demetrio dai capelli verdi” ( http://menzinger.splinder.com/post/23573771/tre-libri-di-quasi-fiabe ) (Eiffel Edizioni – 2010). Se nell’altro romanzo il protagonista aveva i capelli bianchi, rappresentando quindi un’anomalia cromatica ma restando pur sempre nell’ambito del reale, in quest’altro romanzo, il terzo pubblicato da Mazzanti, Demetrio ha, appunto, proprio i capelli verdi e la sua pelle è azzurrina e lucente. Anche questo personaggio è un diverso e l’unicità del suo colore serve a descrivere con toni da fiaba il disagio di tutti i diversi, ancor più che i problemi del razzismo.
    Il terzo romanzo che ho letto di questo giovane autore si intitola “La nave del destino – Asia” ed è edito da Deinotera nell’ottobre 2008.
    Anche in questa lunga fiaba troviamo quella che, a tal punto, definirei quasi l’ossessione mazzantiana per il colore dell’epidermide. Asia, la splendida protagonista ha infatti capelli azzurri e quasi trasparenti, come quelli di una fata e lentiggini d’oro. È così bella che deve nascondersi sotto un burqua. Suo padre è un albino.
    Anche questa storia, come le altre due, è ambientata in un passato strano, in cui alla Storia vera, appena accennata, si mescola una storia fantastica e fiabesca, peraltro senza alcuna pretesa ucronica. Anche la geografia mescola nomi reali e spesso esotici con altri che riterrei di pura fantasia.
    Oltre alla protagonista, la cui bellezza è tanto straordinaria che se solo si sfilasse il burqa sconvolgerebbe il mondo, ci sono altri personaggi da fiaba, quali i tre gemelli dai capelli arancioni (ancora colore!), uno buono, uno cattivo e uno assente e i personaggi del circo, quali la coppia di donne barbute, la bella equilibrista Nina, il mangiatore di spade. Altri hanno connotazioni fantasy, come l’inquietante Garland, l’immortale Re dei Troll e le sue innumerevoli mogli sirene o l’uomo lucertola e suo fratello.
    Quella che si svolge è una fiaba, ma sufficientemente lunga e ampia da accogliere tra le sue ali amori corrisposti e non, delitti, avventure, salvataggi, viaggi e altro ancora.
    Forse qualche brano scorre un po’ meno di altri e pare superfluo ma nel complesso la storia si legge bene e la seconda parte, con il gemello buono, ormai rimasto solo, che cerca di salvare la bella Asia dalle grinfie di Re Garland, imbarcandosi verso terre esotiche e misteriose, diventa coinvolgente e spinge a leggere velocemente.
    Questo romanzo, pubblicato in contemporanea a “L’uomo che dipingeva con i coltelli”, contiene in nuce molti elementi degli altri due. È, forse, il più denso, proprio per l’accavallarsi di tante storie, come spesso capita con un’opera prima a un autore prolifico, che ha dentro di sé ancora tanto da narrare. Gli altri due sono più concentrati e lineari.
    Lo stile, l’impostazione, il tipo di personaggi e di ambientazioni comunque si mantengono costanti al punto da caratterizzare fortemente e chiaramente questa fase produttiva di Mazzanti, rendendo la sua scrittura (sempre pulita e leggibile) come ben individuabile e riconoscibile. Garanzia questa per quei lettori che, apprezzato uno dei suoi testi, ne vorranno provare un altro.

    ha scritto il 

  • 5

    IL SIGNOR FANTASY ITALIANO

    FINALMENTE UN FANTASY DEGNO DI GRANDE LETTURA E NON PIU' OSCENITA' ALLA HARRY POTTER (TRAL'ALTRO NON SCRITTO DALLA ROWLING MA DA GHOST WRITER IN COMBUTTA CON LA SCHOLASTIC). NIENTE CON BAGGIANATE ALLA TROISI O LIBRI SHOUT MONDADORI VERAMENTE PENOSI. UN FANTASY GODIBILISSIMO, MA SOPRATTUTTO BEN FA ...continua

    FINALMENTE UN FANTASY DEGNO DI GRANDE LETTURA E NON PIU' OSCENITA' ALLA HARRY POTTER (TRAL'ALTRO NON SCRITTO DALLA ROWLING MA DA GHOST WRITER IN COMBUTTA CON LA SCHOLASTIC). NIENTE CON BAGGIANATE ALLA TROISI O LIBRI SHOUT MONDADORI VERAMENTE PENOSI. UN FANTASY GODIBILISSIMO, MA SOPRATTUTTO BEN FATTO. IL LINGUAGGIO E' PIACEVOLE. AMANTI DEL FANTASY COMPRATELO E LEGGETELO. MERITA AL 100% 5 STELLE POLLICE IN SU.
    VINCENT

    ha scritto il 

  • 5

    “Ali di libellula simili a petali che formano la corolla di un fiore fantastico e principesco; attorno ad esso, in bilico sul pelo dell’acqua palustre,un corteo di docili ninfe, coccolate dall’afflato della brezza estiva,sbocciano dando alla luce sirene vegetali dai capelli bellissimi. Sinuose co ...continua

    “Ali di libellula simili a petali che formano la corolla di un fiore fantastico e principesco; attorno ad esso, in bilico sul pelo dell’acqua palustre,un corteo di docili ninfe, coccolate dall’afflato della brezza estiva,sbocciano dando alla luce sirene vegetali dai capelli bellissimi. Sinuose come bisce d’acqua seguono i movimenti delle onde dell’Eusino, affiorando con le pinne fugaci e le schiene splendenti; maliarde, sugli scogli imperlati di corallo, cantano odi ai marinai, loro amanti umani.”

    Siamo alle soglie dell’anno Mille, periodo d’attesa di una paventata fine del mondo, pregno di misteri, magie e superstizioni. Realtà storica e fantasia, si scambiano e s’intrecciano creando la perfetta scenografia in cui esibirsi.

    I primi a salire sul palco sono Sytane e Dmtrj, “Una ninfa dalla pelle di resina lucente e dagli occhi color del legno bagnato” lei, albino dal ramingo passato, lui. Una storia d’amore che sfida i pregiudizi sull’aspetto esteriore ed il colore della pelle, che supera con pazienza le dolorose morti di tre figli. Una storia d’amore, che darà la vita ad un esserino che sulla schiena porta “due coppie di grossi petali di fiordaliso, simili a due ali ” e che da grande sboccerà in una donna dall’abbagliante bellezza.
    Asia sarà il suo nome.

    Secondo atto: nuovi attori si affacciano sulla scena. Cincinnatus e Stella, ricco giovane grecoromano lui, bellissima schiava dagli “occhi glauchi intarsiati di pagliuzze d’orate ”, lei. Un altro amore, un’altra sfida al mondo. Questa volta sono le convenzioni sociali, le differenze di classe ad essere spezzate e superate. Il passato viene lasciato indietro senza rimorsi o rancori e sulla nuova via, tre doni vengono raccolti: i loro nomi saranno Lug, Kendeas e Maris.

    Terzo atto: è il momento di mescolare le carte e incrociare i destini dei beniamini finora conosciuti. Qualcun altro però reclama la scena; vi si è intrufolato brevemente con sogni e visioni negli atti precedenti, ma adesso il dietro le quinte gli va stretto e chiede di esser presentato.

    Re Gerald, sovrano dei Troll del Caucaso, della città di Edwilanàm. Anche la sua è una storia d’amore, ma altresì di gelosia, di dolore e di perdita. La sua ultima e più amata moglie, giace sospesa in un vaporoso limbo sognante, maledetta dalla sirena che prima di lei sedeva sul trono e condivideva il letto del marito. Sono passati trenta anni di devota vedovanza, ma ormai è giunto il momento di legarsi ad una nuova sposa, un essere dall’abbagliante bellezza. Eccola lì, predetta dalla sfera di ghiaccio: un balsamo di speranza per curare il cuore ferito di Re Gerald.

    L’incursione è finita, e possiamo tornare alla cornice originale. La seconda generazione, ormai cresciuta e fatta di giovani straordinariamente peculiari, deve incontrarsi e scontrarsi. La prima tessera di domino deve cadere e solo alla fine, guardando dall’alto, sapremo quale disegno quest’autore-artista, ha voluto regalarci.

    Gli atti di quest’opera in realtà sono quattro (come i capitoli), e l’ultimo, il più lungo e avventuroso, merita di essere sfogliato senza conoscerne il contenuto. Il mio breve racconto di questa storia straordinaria si ferma qui, lasciando tutto sospeso e nebuloso, per non disperdere la magia creata da Mazzanti.

    Sarei però ingiusta se non presentassi altri attori e co-protagonisti, che vanno ad aggiungersi al già fantasioso corollario.

    Agato, mangiatore di spade della Pannonia, dalle “agili movenze da falco malinconico” e con “un fascino austero che faceva sospirare donne di ogni età”.

    Nina, l’equilibrista slava, così dolcemente fragile e bellissima, con i “grandi occhi brillanti come zaffiri, ciglia lunghe e delicate e un incarnato da bambola di porcellana con capelli biondi fluenti e vaporosi”.

    Iessing, lucertola umanoide, con occhi “dolci e cisposi” e animo gentile, aiutante prezioso di un viaggiatore smarrito.

    Tre a rappresentare tanti altri, equipaggio curioso e variegato di questa nave chiamata Destino.
    Per salire a bordo si deva aver amato: con passione, struggimento, dolcezza o dolore, non fa differenza. Che tu sia stato ricambiato o tristemente ignorato, non ha importanza. L’importante è far salire i battiti e scaldare l’animo.
    Per salire a bordo si deve aver cercato: con tenacia e determinazione, in ogni angolo di mondo conosciuto e non, la strada cucita sulla propria pelle. “Il proprio destino”.

    Una storia, fatta di altre storie, di volti ed emozioni, scritta con lo stile lirico di chi ha l’animo poetico e vede il mondo attraverso il velo dell’artista. Le descrizioni fisiche sono qualcosa di straordinario, unione di colori e suggestioni, che richiamano alla mente lo stile sensuale e immaginoso di Isabel Allende o del Marquez di “Cent’anni di solitudine” (fatto curioso è la scelta del cognome delle gemelle barbute, Melquiades, che nel romanzo dello scrittore Colombiano è il nome di uno zingaro girovago, precursore di tempi e invenzioni).

    “Stella aveva occhi glauchi intarsiati di pagliuzze dorate e la carnagione che riportava alla mente le bianche braccia delle statue delle dee greche e gli ignudi corpi marmorei dei campioni olimpici. L’esposizione alla luce solare dei giorni più caldi e tersi donava fresche sfumature d’albicocca alla sua pelle, sulla quale andavano accendendosi lentamente efelidi briose come una manciata di petali di fiori bruni”.

    Durante la lettura, ho sentito però la mancanza di un maggior numero di dialoghi. Le parole che escono dalla bocca del protagonista (e non), il non detto, il sott’inteso, rendono il personaggio più vero, vicino e accessibile. Ma forse è una scelta stilistica ben precisa, per mantenere definito il confine tra realtà e fantasia, per lasciare al lettore il ruolo di spettatore che seduto davanti al palco, non può toccare gli attori, soltanto seguirli ed accompagnarli durante la rappresentazione.

    Altro appunto, la lunghezza del libro. La storia avrebbe meritato più pagine e parole, più respiro. Quello che ho definito quarto atto, aveva ancora molto da dare, poteva svilupparsi maggiormente e farci sognare ancora un po’.

    Tutto questo però non toglie niente a quanto già detto, la novella è lieta e scritta molto bene, i personaggi sono ben tratteggiati e i particolari descritti con accuratezza. Ci sono diversi elementi salienti che arricchiscono, come i versi delle canzoni/ poesie o l’uso dei fori per meglio caratterizzare il personaggio e imprimerlo nell’immaginario.

    Trovate la recensione anche su Diario di pensieri persi http://www.diariodipensieripersi.com/2011/02/recensione-la-nave-del-destino-asia-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    il fascino del circo

    Buona la prima parte, sul confine tra leggenda e favola, personaggi e storie un po' oniriche che hanno il fascino magico della letteratura sudamericana. Molto buona anche la seconda parte con la vita del circo con i suoi strani componenti quasi chapliniani. Con il viaggio di Maris ci si inoltra i ...continua

    Buona la prima parte, sul confine tra leggenda e favola, personaggi e storie un po' oniriche che hanno il fascino magico della letteratura sudamericana. Molto buona anche la seconda parte con la vita del circo con i suoi strani componenti quasi chapliniani. Con il viaggio di Maris ci si inoltra in un mondo sempre più fiabesco e oserei dire allucinato da cui si esce delusi. Nel complesso l'ho trovato migliore del precedente. Consiglierei all'autore di lasciar perdere il fantasy e sviluppare il resto.

    ha scritto il