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La nevicata dell'85

Di ,

Editore: Tropea

3.8
(312)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 187 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8843803093 | Isbn-13: 9788843803095 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

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Descrizione del libro
Milano, inverno 1985. Un'eccezionale nevicata, che sembra non finire mai, sta seppellendo la città. L'ex maresciallo dei carabinieri Pietro Binda non si accontenta di godersi la pensione, e ha deciso di mettere a frutto la sua esperienza alla sezione Omicidi collaborando con uno studio legale. Un giorno una giovane procuratrice gli chiede aiuto: suo nonno è morto per aver fatto abuso di medicinali, sprofondato nella sua poltrona preferita, ma lei non riesce a farsene una ragione e sospetta che possa essere stato ucciso. Binda, molto scettico, accetta di indagare, anche per sconfiggere l'apatia in cui è piombato dopo la morte della moglie Rachele e la partenza del figlio per l'Inghilterra.
Sistemato un fax a casa, l'ex maresciallo comincia così la sua attività di investigatore privato. Mentre l'amico anarchico Loris, per incoraggiarlo, gli presta i libri di Nero Wolfe, le indagini conducono Binda al quartiere di Baggio, nel cui vecchio cimitero sono sepolti troppi anziani che sono morti, vedovi e soli, in circostanze misteriose. Invano Binda cerca il sostegno dei suoi colleghi di un tempo, impegnati a realizzare la storica retata che prende avvio dalle confessioni di uno dei grandi boss della mala milanese, Angelo Epaminonda detto il Tebano.
Aiutato da Alice, un'infermiera in pensione stravagante e chiacchierata, prova a ricostruire la verità passo dopo passo, tra una visita in ospedale e un interrogatorio al bar o in trattoria.
E inaspettatamente, mentre la neve comincia a sciogliersi, si ritrova al fianco una donna che sembra disposta a volergli bene.
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  • 1

    Poca roba

    Premesso che la nevicata del titolo non si sa per quale motivo sia stata presa in considerazione, visto che non porta né toglie nulla alla storia, il libro presenta come unico lato positivo proprio il ricordo che ha suscitato in me quell'undici gennaio 1985.
    Pietro Binda è un ex maresciallo ...continua

    Premesso che la nevicata del titolo non si sa per quale motivo sia stata presa in considerazione, visto che non porta né toglie nulla alla storia, il libro presenta come unico lato positivo proprio il ricordo che ha suscitato in me quell'undici gennaio 1985.
    Pietro Binda è un ex maresciallo dei Carabinieri in pensione e occupa le giornate facendo piccoli lavori d'investigazione per privati. Capita così nello studio di un avvocato dove la giovane praticante, Iris, gli confida i dubbi sulla morte del nonno. L'anziano è stato ritrovato in casa, apparentemente morto per avere assunto una dose eccessiva di barbiturici, ma le circostanze non convincono la nipote e la sparizione di alcuni valori fa pensare ad un omicidio.
    Binda inizia un percorso investigativo che lo porta a scoprire altre morti di anziani benestanti, vedovi, tutti apparentemente defunti dopo avere sbagliato la dose dei sonniferi.
    E cammina, cammina, le esili tracce conducono a qualcosa che collega le morti ad alcuni personaggi che, in un modo o nell'altro, avevano avuto a che fare con i vecchietti dipartiti.
    E' un giallo debolissimo, questo, si fa leggere in automatico, senza scossoni e senza richiedere un'attenzione particolare.
    I ringraziamenti di Valpreda ai "maestri del noir milanese", primo fra tutti a Giorgio Scerbanenco, fanno accapponare la pelle. Allievo distratto e anche un filino presuntuoso; Colaprico, se non altro, si limita a ringraziare quattro marescialli. Bocciati, tutti e due.

    ha scritto il 

  • 3

    Quasi tre stelle

    Mi era piaciuto di più l'altro libro degli autori sempre con protagonista Binda, questo libro è carico di divagazioni su Milano e suoi scorci ormai scomparsi che per me che non sono di Milano hanno allungato la lettura, anche le divagazioni 'sociali' non mi hanno aiutata. Comunque leggerò ancora ...continua

    Mi era piaciuto di più l'altro libro degli autori sempre con protagonista Binda, questo libro è carico di divagazioni su Milano e suoi scorci ormai scomparsi che per me che non sono di Milano hanno allungato la lettura, anche le divagazioni 'sociali' non mi hanno aiutata. Comunque leggerò ancora altro con l'ex maresciallo Binda

    5.5/10

    ha scritto il 

  • 3

    Bellino,
    ci ho visto la versione italiana di Nero Wolfe o di Poirot, riesce comunque a mantenere una buona suspence catalizzando il lettore su una serie di indizi che si accumulano poco alla volta...
    E' un ex carabiniere pensionato che diventa detective e si imbatte in una storia cont ...continua

    Bellino,
    ci ho visto la versione italiana di Nero Wolfe o di Poirot, riesce comunque a mantenere una buona suspence catalizzando il lettore su una serie di indizi che si accumulano poco alla volta...
    E' un ex carabiniere pensionato che diventa detective e si imbatte in una storia contorta:
    In due anni ben sei vecchietti muoiono "prematuramente" di overdose di sonniferi, tutti vorrebbero pensare a disgrazie ma... sono tutti delitti!
    unico denominatore... tutti sepolti al cimitero di Baggio, interland Milanese dove c'è una sagoma di becchino.....
    Un'assistente parrocchiale vedova e "sensibile", opportunamente sollecitata, capisce che dietro alle morti c'è qualcosa di sospetto e per questo viene assassinata brutalmente...
    Un'amica sfortunata e una serie di altri personaggi "border line" si ritroveranno tutti assieme a casa dell'ex maresciallo per sentire e condividere una storia fondamentalmente frutto di pazzia....

    ha scritto il 

  • 4

    Un personaggio e una Milano scomparse.

    Purtroppo personaggi come l'ex-maresciallo Binda (quelli che si fanno un Marsala al pomeriggio nel bar sotto casa) sono spariti dalla circolazione e, soprattutto, non esiste più quella Milano (l'ultima) che non era ancora quella "da bere" piena di yuppies e paninari, ma quella fatta di quartieri ...continua

    Purtroppo personaggi come l'ex-maresciallo Binda (quelli che si fanno un Marsala al pomeriggio nel bar sotto casa) sono spariti dalla circolazione e, soprattutto, non esiste più quella Milano (l'ultima) che non era ancora quella "da bere" piena di yuppies e paninari, ma quella fatta di quartieri popolari dove esisteva ancora un tessuto sociale fatto di persone leali e solidali e perfino la "mala" aveva un suo codice etico.
    In questo contesto si verificano una serie di strane morti sulle quali Binda si troverà a indagare in qualità di investigatore privato.
    Un giallo di buona fattura anche se la cosa migliore è, per chi la conosce, riscoprire una Milano diversa nelle pieghe della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Che nevicata !!!!

    Per noi che quella nevicata la ricordiamo, questo libro ha un sapore speciale. Ancora di più per chi come mè, ha vissuto buona parte della sua vita in quella fetta di Milano che si chiama Periferia sud. Leggendo questo libro è come ripercorrere una parte di vita che ormai appartiene ai ricordi. R ...continua

    Per noi che quella nevicata la ricordiamo, questo libro ha un sapore speciale. Ancora di più per chi come mè, ha vissuto buona parte della sua vita in quella fetta di Milano che si chiama Periferia sud. Leggendo questo libro è come ripercorrere una parte di vita che ormai appartiene ai ricordi. Romatico, poetico e....familiare. Buon lavoro Pietro ed alla prossima.

    ha scritto il 

  • 3

    Un investigatore in verità non molto affascinante, un mistero e un’indagine che riescono tutto sommato a tenere desta l’attenzione del lettore fino alla fine, e sullo sfondo una Milano ricoperta di neve e popolata da tipologie di persone che proprio in quegli anni, e per ragioni anagrafiche, stav ...continua

    Un investigatore in verità non molto affascinante, un mistero e un’indagine che riescono tutto sommato a tenere desta l’attenzione del lettore fino alla fine, e sullo sfondo una Milano ricoperta di neve e popolata da tipologie di persone che proprio in quegli anni, e per ragioni anagrafiche, stavano scomparendo: cito su tutti i pensionati che parlavano in dialetto e che vivevano in condomini in cui ci si conosceva tutti e ci si aiutava in caso di necessità, perché nel 2012 sono ormai un ricordo lontano, per i giovanissimi probabilmente una leggenda, ed invece io in un palazzo così ci sono nato e ci ho vissuto per vent’anni.
    (sì, ho tirato fuori questo romanzo che aspettava di essere letto da una vita perché fuori stava nevicando forte, e sì, credo che quei ricordi, oltre a qualche aneddoto a sfondo meteorologico tipo la partita più brutta e ghiacciata giocata nella storia di San Siro (ed io e mio padre eravamo due degli eroici spettatori), mi abbiano spinto a dargli la terza stelletta)

    ha scritto il 

  • 4

    Ma quanto è forte questo Binda???

    Terzo capitolo che leggo della saga di Pietro Binda e terza volta che arrivo in fondo più che soddisfatto della lettura.
    Lui è un personaggio davvero ruspante, di quelli che pensi possano esistere veramente: nessuna battuta da spaccone, nessuno strumento di indagine lunare e nessun colpo di ...continua

    Terzo capitolo che leggo della saga di Pietro Binda e terza volta che arrivo in fondo più che soddisfatto della lettura.
    Lui è un personaggio davvero ruspante, di quelli che pensi possano esistere veramente: nessuna battuta da spaccone, nessuno strumento di indagine lunare e nessun colpo di scena meno che improbabile.
    Binda porta avanti le sue indagini armato solo di arguzia e buon senso ma alla fine, anche se non è uscito dalla penna di uno scrittore di best seller americani, alla soluzione del caso ci sa arrivare lo stesso... Ciliegina sulla torta la mia Milano in sottofondo!

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro che leggo di questo autore, no non è vero ne ho letto un altro ma era un genere completamente diverso, no, forse non è nemmeno vero, sempre di cronaca nera si trattava, va be' oggi ho le idee un poco confuse.
    Il libro precedente era la vita di Angelo Epaminonda noto espone ...continua

    E' il primo libro che leggo di questo autore, no non è vero ne ho letto un altro ma era un genere completamente diverso, no, forse non è nemmeno vero, sempre di cronaca nera si trattava, va be' oggi ho le idee un poco confuse.
    Il libro precedente era la vita di Angelo Epaminonda noto esponente della malavita milanese, anche se era catanese di origine, raccontata dal diretto interessato.
    "La nevicata dell'85" è un libro molto piacevole e scorrevole, abbastanza semplice la storia ma comunque godibile, anche in questo testo fa dei riferimenti al Tebano, al periodo in cui venne arrestato a Milano e si "pentì", penso che avendo conosciuto direttamente il personaggio sia abbastanza difficile da dimenticare, ne so qualcosa.
    Mi ha felicemente stupita (perchè ormai non lo fa più nessuno) scoprire nelle prime pagine l'elenco dei personaggi: per una smemorata come me una cosa fantastica!!!
    Grazie Colaprico, adesso voglio leggere anche gli altri tre racconti della stessa serie con l'ex maresciallo Binda, prima di tutto devo trovare il primo volume ossia: "Quattro gocce d'acqua piovana".

    ha scritto il 

  • 4

    A parte una (perdonabile ma non troppo) inesattezza sul coma ipoglicemico in occasione della prima morte, il romanzo è decisamente avvincente, ben costruito e gradevolissimo.

    ha scritto il