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La nipote di Flaubert

By Willa Cather

(63)

| Paperback | 9788845920110

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Book Description

6 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Se un giorno avrò il coraggio e la forza di affrontare i volumi di “Giuseppe e i suoi fratelli” di Thomas Mann, lo dovrò principalmente a questi brevi racconti (un piccolo debito ce l’avrei anche con Primo Levi in relatà).
    Mi piacerebbe rileggere Ka ...(continue)

    Se un giorno avrò il coraggio e la forza di affrontare i volumi di “Giuseppe e i suoi fratelli” di Thomas Mann, lo dovrò principalmente a questi brevi racconti (un piccolo debito ce l’avrei anche con Primo Levi in relatà).
    Mi piacerebbe rileggere Katherine Mansfield, specialmente “Preludio” e “Alla baia”, e rileggermi il bozzetto su Katherine appunto. Come pure “L’educazione sentimentale”, e poi “Pere Goriot”, e poi rileggere quelle splendide pagine che accostano Flaubert a Balzac.
    Questi deliziosi piccoli racconti (l’autrice li chiama bozzetti) non sono per tutti. Con una premessa astutamente ironica, l’autrice afferma che sente di appartenere al mondo dei retrogradi e ci avverte che da una di loro e per loro questi bozzetti sono stati scritti.
    Diciamo che sono stato contento di essere stato retrogrado per un po’.

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    Albe said on Mar 10, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mmm... la nipote di Flaubert è solo un pretesto per il libro... non sò...

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    Albertine said on Aug 16, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una bella e piacevole "chiacchierata" sulla letteratura che prende spunto dall'incontro dell'autrice con la nipote di Flaubert, conosciuta durante una vacanza del Sud della Francia. Molto interessante, a mio avviso, il paragrafo dedicato a Katherine ...(continue)

    Una bella e piacevole "chiacchierata" sulla letteratura che prende spunto dall'incontro dell'autrice con la nipote di Flaubert, conosciuta durante una vacanza del Sud della Francia. Molto interessante, a mio avviso, il paragrafo dedicato a Katherine Mansfield, nel quale ci viene ritratta una donna minata dalla salute fisica ma con una grande forza mentale ed intellettuale che traspare dalle sue opere.

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    Roby66 said on Jan 24, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Racconti autobiografici

    Devo ancora ringraziare la copertina di "La morte viene per l'arcivewscovo" se no non sò se lo avrei comprato e scoperto questa scrittice.
    Leggendo questo libro, una raccolta di incontri, viene voglia di conoscere di più le storie e quanto hanno sc ...(continue)

    Devo ancora ringraziare la copertina di "La morte viene per l'arcivewscovo" se no non sò se lo avrei comprato e scoperto questa scrittice.
    Leggendo questo libro, una raccolta di incontri, viene voglia di conoscere di più le storie e quanto hanno scritto tutte le donne di cui lei parla

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    Adolfo Quaglia said on Oct 24, 2010 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    NOT UNDER FORTHY

    1922 by Willa Cather. Adelphi, collana "Piccola Biblioteca", settembre 2005, traduzione di Monica Pareschi
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    Un libretto piccolo, rosa, elegante; basta prenderlo in mano e aprirlo per res ...(continue)

    1922 by Willa Cather. Adelphi, collana "Piccola Biblioteca", settembre 2005, traduzione di Monica Pareschi
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    Un libretto piccolo, rosa, elegante; basta prenderlo in mano e aprirlo per restarne ammaliati. Per la prima edizione americana del 1936, la scrittrice, allora ultra sessantenne, scelse il titolo "Not Under Forthy", perchè"il libro avrà ben poche attrattive per chi ha meno di quarant'anni. Verso il 1922 il mondo si è spezzato in due , e le persone e i pregiudizi rievocati in questi bozzetti, ricadono nei settemila anni precedenti a questa data" Invece, ogni pagina di questi ricordi, incontri, pensieri, idee, trasmette proprio alle persone più giovani e disabituate a tanta armoniosa, colta semplicità, una specie di magia, di stupore ( prova provata! ): perchè le parole che raccontano in sè cosi poche cose, che paiono così spoglie, sanno creare emozioni impensate; la Cather è una autrice che scrivendo "sottrae"; la sua idea di romanzo è la brevità e la semplicità: "altrimenti diventa come una casa ricca di orpelli"; "Come sarebbe bello poter gettare dalla finestra tutta la mobilia; e insieme a quella tutte le inutili ripetizioni che riguardano le sensazioni fisiche , tutti i vecchi schemi noiosi , per lasciare la stanza nuda come il palcoscenico di un teatro greco". Questo dice Willa Cather , minimalista ante litteram!! Willa era nata nel 1873 in una piccola comunità contadina della Virginia; poi con la famiglia si era stabilita in una cittadina del Nebraska, in pieno West. La cittadina era nata per poter seguire la costruzione della ferrovia. Si laurea, comincia a fare la giornalista, a scrivere i primi racconti, a viaggiare in Europa. Carica di premi per i suoi romanzi, compreso il Pulitzer nel 1923 ( a quei tempi aveva ancora un senso, evidentemente ), si stabilisce a New York con Edith Lewis, sua compagna di vita per quarant' anni: le sue foto mostrano una signora robusta, coi capelli divisi in mezzo, vestita in modo mascolino ; non scrisse mai apertamente di lesbismo, ardire intollerabile a quei tempi. Non solo, ma quando Oscar Wilde fu processato per omosessualità, condannò il povero Oscar per la sua "vita spudorata". Morì a New York a 74 anni, nel 1947. Cinque anni prima Truman Capote la incontrò nel suo elegante appartamento e in "Musica per Camaleonti" descriverà i suoi occhi " dell' azzurro del cielo delle praterie" e il suo volto "un poco androgino". E ancora Capote commenta: "Non che avessi niente in comune con lei, come scrittrice. Non avrei mai scelto soggetti come suoi nè avrei cercato di imitarne lo stile. Solo la consideravo una grande artista. Al livello di Flaubert. " In realtà la Cather, scrittrice dotata non solo di talento narrativo, ma anche di altissima conoscenza artistica, venerava in Flaubert il proprio idolo letterario e aveva vissuto a sua volta un emozionante incontro, del tutto casuale, legato al grande scrittore francese. Ne parla nel primo raccontino di "La nipote di Flaubert". Nell' estate del 1930, in vacanza ad Aix les-Bains, aveva stretto amicizia, nel suo hotel, con un' anziana signora, distinta, autorevole e tenace, che-nel corso di eleganti conversazioni mondane -le aveva rivelato di aver un tempo frequentato Turgenev, e a un certo punto aveva aggiunto: " Anche mio zio era un uomo di lettere, Gustave Flaubert, forse ne avrà sentito parlare".
    "La nipote di Flaubert" è una piccola ma incantevole raccolta di scritti dove, attraverso i suoi incontri letterari, diretti o indiretti, la Cather esprime la propria concezione dell' arte e in particolare del romanzo. Essa nasce da una convinzione che l' autrice aveva saldamente raggiunto fin da un saggio del 1891: <<L'arte di ogni genere è un maestro esigente, anche più di Geova. Dice Geova: " non avrai altro Dio al di fuori di me ". L' arte, la scienza, le lettere gridano: "non avrai proprio nessun Dio al di fuori di me". Esse accettano solo sacrifici umani>>. La religione romantica e flaubertiana dell' arte di Willa Cather implica un io monacalmente votato alla purificazione della propria visione e del proprio stile in vista di un'opera la cui moralità e utilità esistono solo nella perfezione, altro nome della bellezza. Di questa opinione era anche Henry James, che infatti Cather ammirava. La scrittrice vede che nei suoi tempi una grande eredità letteraria si spegne e che la vera letteratura viene tradita in nome del mercato, dell' ideologia, della frettà, della stupidità e del luogo comune. Che cosa avrebbe detto dei nostri tempi ! Nella sua appassionata difesa del romanzo, Cather contrappone la ricerca stilistica di Flaubert, come di Maupassant e Merimèe, allo straripante realismo descrittivo ed elencatorio che esemplifica in un altro archetipo : Balzac. Al romanzo overfurnished, al romanzo eccessivamente arredato, deve subentrare il romanzo démeublé. ( tutto questo viene detto in poche pagine da Cather con semplicità e freschezza e connotazione argute nel secondo capitolo di
    " La nipote di Flaubert", "Il romanzo démeublé"). La sua idea dell' arte, è un invito a lasciar libera la scena, nuda come un teatro antico, al dramma delle emozioni. Dopo le tre o quattro pagine del "romanzo démeublé", c'è un altro raccontino breve "148 Charles Street" dove Willa racconta di come, nel 1908, era diventata amica della vedova di un famoso editore di Boston, T. Fields. La casa di questa dama, sempre vestita a lutto, aveva ospitato per sessant' anni la cultura del mondo da Tackeray a Dickens, da Sargent a Emerson. Tornata là, nel 1936, trova al posto della casa un garage: il passato viene sistematicamente cancellato, anche dagli studenti. Scrive : "Dove è avvenuto questo cambiamento ? Dove e quando abbiamo gettato alle ortiche gli Arnold e screditato i Browning ? Sulla Marna, a Versailles, quando si disegnò una nuova geografia sulla carta ? "
    Questa è Willa Cather.
    Per scrivere queste righe ho lottato come una bestiolina ; scritto e riscritto perchè fosse chiara la figura di Willa e il suo concetto di letteratura.
    Spero almeno in parte di esserci riuscita. E spero di non aver scoraggiato nessuno alla lettura della
    "Piccola signora delle praterie", come mi piace chiamarla.

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    Lalla said on Jul 18, 2008 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    esemplare il brano intitolato "il romanzo demeublé". poche righe e la linea di confine tra arte e intrattenimento è definitivamente tratta.

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    titti said on Jun 26, 2008 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (63)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 136 Pages
  • ISBN-10: 8845920119
  • ISBN-13: 9788845920110
  • Publisher: Adelphi (Piccola biblioteca, 533)
  • Publish date: 2005-09-xx
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