La noia

I grandi romanzi italiani n.12

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

3.8
(1914)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000074091 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Francesco Alberoni

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 3

    Ho avuto serissimi problemi con questo libro, non perché sia particolarmente complicato (ci ho messo relativamente poco a finirlo) ma perché credo di non aver mai detestato così profondamente i protag ...continua

    Ho avuto serissimi problemi con questo libro, non perché sia particolarmente complicato (ci ho messo relativamente poco a finirlo) ma perché credo di non aver mai detestato così profondamente i protagonisti di una storia. Dino è un pittore sfaccendato, molto ricco, eternamente insoddisfatto della sua condizione privilegiata e pieno di noia. Noia intesa non come semplice tedio, ma come perdita assoluta di contatto con la realtà per incapacità a rapportarsi con le cose. Questo inafferrabilitá della realtà si riflette su Cecilia, la sua giovanissima amante, ragazzetta sensuale ma totalmente priva di un pensiero proprio e di personalità, cosa che la renderà continuamente irraggiungibile dal pittore.
    È il racconto di un rapporto maniacale, che porta quasi alla pazzia Dino fino all'epilogo finale, molto bello, che non svelo.
    Faccio fatica ad esprimere un giudizio sul romanzo perché quando odi così tanto i protagonisti è difficile dire che ti sia piaciuto. D'altra parte, proprio perché li ho odiati così tanto, posso dire che sono vivi e reali, quindi il romanzo è scritto benissimo.
    Esperienza letteraria da fare secondo me.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: un pittore sfaccendato senza stimoli e senza ispirazione, una lolita scaltra e di poche parole, un amore che si alimenta con la sofferenza o i sotterfugi, una noia dalla forma di tela bia ...continua

    Ingredienti: un pittore sfaccendato senza stimoli e senza ispirazione, una lolita scaltra e di poche parole, un amore che si alimenta con la sofferenza o i sotterfugi, una noia dalla forma di tela bianca che non si riesce a dipingere o di nebbia che confonde interessi e idee.
    Consigliato: a chi si sente impotente nell’amore, nel lavoro e nella vita, a chi cerca una via d’uscita da una vita buia o da un amore senza ritorno.

    ha scritto il 

  • 3

    io non sapevo dove andavo; mi sembrava di correre alla ricerca di qualche cosa che, per quanto corressi, restava irraggiungibile

    Dino è alla tormentata ricerca di qualcosa, ma di cosa, non sa dirlo.
    Sa solo che soffre di una malattia: la noia. La noia lo prende all'improvviso, e si sostanzia in un distacco dagli oggetti e dalle ...continua

    Dino è alla tormentata ricerca di qualcosa, ma di cosa, non sa dirlo.
    Sa solo che soffre di una malattia: la noia. La noia lo prende all'improvviso, e si sostanzia in un distacco dagli oggetti e dalle persone; nell'incomprensione della loro utilità.
    Dino riassume il motivo e la fonte della sua malattia nella ricchezza.

    La sua relazione con Cecilia, una ragazza di modeste origini che sembra non essere legata a niente e a nessuno, nemmeno alle emozioni, lo cambierà completamente. Cecilia infatti appare molto più simile a come Dino dice e crede di essere. Lui si descrive distaccato dagli oggetti e dalle persone, ma in realtà non lo è. Ma lo è Cecilia, che però non si chiede nulla, non si analizza, vive e basta. Lei passa, inafferrabile, e scappa via. Da questa relazione Dino capirà di più a proposito di sè stesso, come Cecilia fosse uno specchio in grado di riflettere la verità senza alterarla.

    ha scritto il 

  • 4

    Alessitimia è una parola bellissima, che ricordo dai tempi del tirocinio in psichiatria come incapacità di comunicare e mentalizzare le proprie emozioni: la percezione della realtà come entità inaffer ...continua

    Alessitimia è una parola bellissima, che ricordo dai tempi del tirocinio in psichiatria come incapacità di comunicare e mentalizzare le proprie emozioni: la percezione della realtà come entità inafferrabile e incomprensibile, di fronte alla quale l'unica risposta possibile è l'istintualizzazione. Tale è Cecilia che in uno stato di perenne apatia oscilla tra più amanti in base alle necessità del momento, amando tutti e non amando nessuno. Moravia realizza un quadro esemplare di disintegrazione di un nevrotico post-adolescente, fallito in ogni aspetto della sua vita, e ossessionato dal disperato tentativo di possedere qualcosa per renderla reale, e di conseguenza inerte. Eros e tanatos come primordiali istinti di supremazia: nonostante millenni di storia e una coperta di Linus fatta di costrutti pseudo-intellettuali, utili solo a riempire voragini dell'anima, l'uomo borghese del ventesimo secolo non è molto diverso dal cavernicolo armato di clava. Ed è bellissimo nella sua fallibilità.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi piace moltissimo come scrive Moravia e l'argomento, la noia esistenziale, per quanto trito e ritrito, è esaminato con grande minuzia. Però devo dirlo: per tutto il tempo della lettura ho continuato ...continua

    Mi piace moltissimo come scrive Moravia e l'argomento, la noia esistenziale, per quanto trito e ritrito, è esaminato con grande minuzia. Però devo dirlo: per tutto il tempo della lettura ho continuato a pensare: "Ma che è 'sta roba? Sto davvero spendendo le ore migliori della mia vita a leggere la storia, soprattutto sessuale, di Mr. Lagna Umana ossessionato da Miss ninfomane decerebrata?". Il senso di solenne disgusto e di intolleranza verso i protagonisti mi ha accompagnata per tutto il libro, che non so come son riuscita a finire, con immenso sollievo.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia è abbastanza "classica": un uomo che si invaghisce di una ragazza più giovane e senza tanto spessore, ma è il viaggio fra i suoi pensieri e i suoi stati d'animo ad essere coinvolgente. Ho le ...continua

    La storia è abbastanza "classica": un uomo che si invaghisce di una ragazza più giovane e senza tanto spessore, ma è il viaggio fra i suoi pensieri e i suoi stati d'animo ad essere coinvolgente. Ho letto questo libro anni fa, comprato usato e un'edizione vecchissima, per un paio di euro. Per me ne vale molti di più!

    ha scritto il 

  • 5

    In principio era la noia, la vita è stata costruita grazie alla sola inclinazione dell'uomo alla noia ed è una noia infinita la storia umana.
    Dino. Nome che se si esclude la consonante n suona alquant ...continua

    In principio era la noia, la vita è stata costruita grazie alla sola inclinazione dell'uomo alla noia ed è una noia infinita la storia umana.
    Dino. Nome che se si esclude la consonante n suona alquanto blasfemo: Dio.Strana relazione.
    L'eccelso interesse dei propri passi verso l'appagamento non c'è nulla di retratto né una cortese ambivalenza ideologica.
    La farsa è la forma.
    L'amore è un gioco di società.
    La disperazione è il messaggero della morte la quale avvinghia l'assoluto belvedere del caso vizioso, e l'impassibilità di Cecilia è una trappola molto allettante e seducente per un cuore povero che cerca guai sentimentali che non conosce i significati delle stesse emozioni.
    In realtà le emozioni sono numeri di telefono e richieste d'amicizia facebook.
    La vita comune è un quadro astratto,
    i valori sono i colori.
    La tela bianca tira su l'ancora delle virtù.

    ha scritto il 

  • 5

    Il geniale narratore autodiegetico, di nome Dino, si annoia di tutto. Sembra che nulla riesca ad attirare la sua attenzione e ha con le cose rapporti distaccati e freddi. Ma quando incontra Cecilia, u ...continua

    Il geniale narratore autodiegetico, di nome Dino, si annoia di tutto. Sembra che nulla riesca ad attirare la sua attenzione e ha con le cose rapporti distaccati e freddi. Ma quando incontra Cecilia, una ragazzina procace che gli sfugge, riacquista l'interesse ma questo si rivela sempre altalenante sostituendosi sempre con la stessa sensazione di indifferenza quando pensa di possedere la ragazza.

    ha scritto il 

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