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La noia

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili)

3.8
(1814)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845250474 | Isbn-13: 9788845250477 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Michel David ; Postfazione: Tonino Tornitore

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Leggereste mai un libro che si intitola "La noia"? No, naturalmente. Ma il libro ha come autore Alberto Moravia: questo dovrebbe bastare per dare garanzia di non trovarsi di fronte ad un'opera noiosa ...continua

    Leggereste mai un libro che si intitola "La noia"? No, naturalmente. Ma il libro ha come autore Alberto Moravia: questo dovrebbe bastare per dare garanzia di non trovarsi di fronte ad un'opera noiosa bensì ad una riflessione insolita e creativa sul concetto stesso di "noia".
    E' un sentimento su cui non ho mai riflettuto prima, non ho mai avuto un'idea personale sulla noia limitandomi a considerarla come uno stato in cui semplicemente non amo trovarmi.
    L'ambientazione borghese e benestante è un classico moraviano così come lo è il rapporto ostile del protagonista nei confronti degli stessi benessere e borghesia in cui si trova ad essere identificato nonostante la sua riluttanza. La noia è ciò che interrompe le relazioni fra il soggetto e tutto ciò che dovrebbe coinvolgere i suoi sentimenti: l'arte prima di tutto, sua madre, il denaro. Anche l'amore (che per "amore" non si intende il sentimento delle farfalline nello stomaco. E' "moraviano" anche questo e in quanto tale un sentimento complesso, disilluso, spietato) ne è inesorabilmente condizionato.
    Basta. Mi taccio. Se no spoilero. Sarà che se Moravia avesse scritto un libro di ricette vegane, amerei alla follia anche quello, ma anche in questo caso le 5 stelline se le merita tutte.

    ha scritto il 

  • 3

    Credo che Moravia abbia descritto bene la crisi esistenziale di un uomo che non riesce ad avere dei veri rapporti con le cose e le persone. A mio avviso risulta un pò ridondante in alcuni punti ma ne ...continua

    Credo che Moravia abbia descritto bene la crisi esistenziale di un uomo che non riesce ad avere dei veri rapporti con le cose e le persone. A mio avviso risulta un pò ridondante in alcuni punti ma ne consiglio la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Esistenzialismo antiborghese in salsa (per fortuna) non troppo filosofica. A livello di fabula, per alcuni aspetti l'ho trovato più artistico e introspettivo di Lolita; per quel che riguarda lo stile, ...continua

    Esistenzialismo antiborghese in salsa (per fortuna) non troppo filosofica. A livello di fabula, per alcuni aspetti l'ho trovato più artistico e introspettivo di Lolita; per quel che riguarda lo stile, si tratta di una scrittura di qualità, scorrevole e accattivante.

    ha scritto il 

  • 0

    Il titolo è fuorviante, il libro narra di una storia d'amore nella quale nessuno dei due protagonisti (o tre ) è veramente innamorato ma vi è la ricerca spasmodica di un significato diverso della prop ...continua

    Il titolo è fuorviante, il libro narra di una storia d'amore nella quale nessuno dei due protagonisti (o tre ) è veramente innamorato ma vi è la ricerca spasmodica di un significato diverso della propria esistenza, che faccia dimenticare le tristezze e i limiti delle rispettive vite. L'ho trovato molto introspettivo e particolare consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutto tranne che noioso questo romanzo. L'ossessione per un possesso impraticabile cresceva in me di pagina in pagina. La speranza di liberarsi di un tormento desiderandolo fortemente in un gioco in c ...continua

    Tutto tranne che noioso questo romanzo. L'ossessione per un possesso impraticabile cresceva in me di pagina in pagina. La speranza di liberarsi di un tormento desiderandolo fortemente in un gioco in cui si rimpiange la noia perchè stato privo di quel genere di sofferenza, è una condizione che molti conoscono e che pochi riconoscono. Il finale poi, con la morte sulla fine di quel percorso, poi scansata, ci riporta a un ideale di amore ben lontano da quello che i più accettano. L'amore senza possesso

    ha scritto il 

  • 5

    Però!

    Ammetto: non avevo mai letto Moravia. Il dialogo interiore del protagonista sui movimenti più sottili e contraddittori dell'amore è splendido. Ogni sostantivo, ogni aggettivo suona magnificamente. Ne ...continua

    Ammetto: non avevo mai letto Moravia. Il dialogo interiore del protagonista sui movimenti più sottili e contraddittori dell'amore è splendido. Ogni sostantivo, ogni aggettivo suona magnificamente. Ne leggerò sicuramente altri.

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande scrittore è sempre un grande scrittore....

    Moravia, conferma un'altra volta nella narrazione di questa storia che il talento nello scrivere è una dote forse innata. Dino e Cecilia sembrano due personaggi complementari, ossessivo lui e totalme ...continua

    Moravia, conferma un'altra volta nella narrazione di questa storia che il talento nello scrivere è una dote forse innata. Dino e Cecilia sembrano due personaggi complementari, ossessivo lui e totalmente nichilista lei. Intensamente emozionante come romanzo!

    ha scritto il 

  • 3

    Potrebbe sembrare una cosa voluta mentre invece è solo una semplice coincidenza. Anche perché da La noia di Alberto Moravia mi aspettavo qualcosa di diverso dal punto di vista dei contenuti. Niente di ...continua

    Potrebbe sembrare una cosa voluta mentre invece è solo una semplice coincidenza. Anche perché da La noia di Alberto Moravia mi aspettavo qualcosa di diverso dal punto di vista dei contenuti. Niente di particolare ma pensavo che il titolo non fosse solo un mero pretesto quanto piuttosto un riassunto di quanto l’autore andava a sviscerare all’interno del romanzo. Invece dopo Un amore di Buzzanti mi sono trovato davanti una nuova storia d’amore tormentata, e tormentata pure in modo assai simile. Anche se sono il primo ad ammettere che in fin dei conti tutti i libri non fanno altro che parlare di storie d’amore, è anche vero che pur cercando di trovare nei due lavori di questi due autori italiani delle differenze quest’ultime risultano essere assai piccole e abbastanza flebili. Anche nel libro di Moravia il protagonista si innamora di una giovane ragazza la quale mantiene il loro rapporto vivo ma non si lascia tarpare per questo le ali per volare in altri amori con altre parsone. Anche nel libro di Moravia il protagonista si lascia prima abbindolare dalle storie inventate dalla sua amante e poi si inchina al suo sentimento per sopportare qualsiasi tradimento come se fosse la cosa più naturale del mondo. Lo stile cambia leggermente e si apprezza forse di più quello di Moravia rispetto a quello di Buzzanti, soprattutto per la scorrevolezza e per l’italiano meno arcaico (ma solo in alcuni punti Un amore risultava avere questa pecca). E se questo aspetto potrebbe far pensare a un giudizio migliore per La noia è anche vero che a discapito di questo libro c’è da dire che l’incipit forte che si basa molto sulla noia e il suo concetto, viene ampiamente tradito per non essere più ripreso nel libro, e se questo avviene viene trattato solo superficialmente. È un problema mio, lo so, ma questo mi fa sembrare Un amore più sincero e meno arrogante rispetto al libro di Moravia. La noia ha la pretesa di volersi vestire di un abito che in fondo non gli appartiene, o meglio: si veste elegante per poi andare a fare una corsa al parco. C’è qualcosa che non va, perché se all’inizio mi dici che il personaggio è affetto da noia e a questa noia dedichi pure il titolo del tuo libro, io lettore mi aspetto che la noia abbia un ruolo centrale nel romanzo, mi aspetto che aprendo il libro la noia venga posta sotto una lente di ingrandimento e venga analizzata con cura. Invece questo non avviene, se non proprio all’inizio, nel prologo, quando c’è la vaga sensazione che la noia sia un aspetto della depressione e quindi che il libro parli in qualche modo del grande male del nuovo millennio (e all’epoca anche in anticipo). Invece no, la noia viene tirata poi in ballo solo raramente e non ha mai più un peso specifico tale da trascinare tutta la storia. Questa è secondo me la grande pecca di La noia: creare delle aspettative sugli argomenti trattati e poi tradirle in modo netto, senza neppure dare la sensazione di pentirsene. Poi ovviamente è pur sempre un libro scorrevole e godibile, ma rimane pur sempre questa macchia indelebile stile peccato originale.
    Poi, alla fine di tutto, mi dovrete spiegare tutta questa libertà di manovra che avevano le ragazzine minorenni negli anni dei romanzi di Moravia e Buzzanti.

    ha scritto il 

  • 3

    All'inizio avevo pensato che mai titolo fosse più indovinato per il contenuto. Poi mi sono ricreduto. In effetti il libro deve essere immedesimato, capito la ricerca del protagonista che si sente comp ...continua

    All'inizio avevo pensato che mai titolo fosse più indovinato per il contenuto. Poi mi sono ricreduto. In effetti il libro deve essere immedesimato, capito la ricerca del protagonista che si sente completamente tagliato fuori dalla vita pur essendone interamente partecipe.
    Ho anche visto il film del '63. Niente male, molto fedele al testo ma manca della capacità di rendere il tormento del protagonista.
    (ho cercato di correggere la valutazione a 4* ma aNobii non riesce proprio a farlo)

    ha scritto il 

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