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La nostra guerra

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.7
(340)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 640 | Formato: Paperback

Isbn-10: 886073701X | Isbn-13: 9788860737014 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Prequel de "l'inattesa piega degli eventi" ben scritta, ovviamente, con un'ottima idea di fondo: come sarebbe andata se?
    Peccato che sia molto affascinante la parte relativa alla vita del giovane Pellegrini, ma mortalmente noiosa quella che riguarda lo scenario di questa ipotetica seconda guerra ...continua

    Prequel de "l'inattesa piega degli eventi" ben scritta, ovviamente, con un'ottima idea di fondo: come sarebbe andata se? Peccato che sia molto affascinante la parte relativa alla vita del giovane Pellegrini, ma mortalmente noiosa quella che riguarda lo scenario di questa ipotetica seconda guerra mondiale. Non nego di aver saltato a piè pari alcuni di questi passaggi..

    ha scritto il 

  • 4

    brizzi cerca da dare un prequel a quel gioiello che era stato "l'inattesa piega degli eventi", ma in realtà scrive qualcosa di diverso: c'è il romanzo di formazione, con il giovane lorenzo pellegrini che è costretto dagli eventi e dalla famiglia a crescere più di quanto l'età potrebbe sopportare, ...continua

    brizzi cerca da dare un prequel a quel gioiello che era stato "l'inattesa piega degli eventi", ma in realtà scrive qualcosa di diverso: c'è il romanzo di formazione, con il giovane lorenzo pellegrini che è costretto dagli eventi e dalla famiglia a crescere più di quanto l'età potrebbe sopportare, c'è un buon tentativo di creare una storia parallela decisamente verosimile (con il gioco di inserire personaggi in futuro famosi in parti diverse), e c'è la descrizione dell'eterna italietta con la sua corruzione, la sua doppia morale, il suo campanilismo (ben descritto dalla tragica faida tra i ragazzini dei due paesini) che resiste a qualsiasi situazione. qualcosa tra le pagine si perde un po', eppure c'è lo stesso da applaudire: se alla r.a.i. avessero coraggio ne potrebbe uscire una fiction meravigliosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Brizzi era quello che secondo alcuni aveva presentato a Transeuropa un abbozzo di romanzo pieno di errori, salvato dall´editing. l´invidia é una brutta bestia.


    Jack Frusciante era un ottimo romanzo adolescenziale ma nel frattempo Brizzi é diventato scrittore vero (se ci fossero stati dubbi ...continua

    Brizzi era quello che secondo alcuni aveva presentato a Transeuropa un abbozzo di romanzo pieno di errori, salvato dall´editing. l´invidia é una brutta bestia.

    Jack Frusciante era un ottimo romanzo adolescenziale ma nel frattempo Brizzi é diventato scrittore vero (se ci fossero stati dubbi)

    lo avevo perso di vista ma come resistere all´"amo" dell´Inaspettata piega degli eventi e del tema calcistico.

    questo é il prequel e Brizzi riesce a creare un mondo e farcelo vivere, si vede che si é documentato e ha studiato ma questo non va a discapito della spontaneitá e insomma del puro piacere della lettura.

    ci sono due dorsali: Brizzi ci parla della storia recente d´Italia attraverso l´ucronia, la storia immaginata del fascismo vincene e ci confonde facendoci parteggiare per Mussolini.

    ma anche: Brizzi é grande scrittore di adolescenza e amicizie e primi amori e tutto questo si sostanzia in una serie di personaggi davvero azzeccati.

    insomma tanta carne al fuoco, e carne buona, qualche bruciacchiatura solo a causa di un po´di pagine di troppo, come giá era successo nel precedente.

    ma insomma lo perdoniamo, questo ottimo, non piú giovin scrittore italiano...

    ha scritto il 

  • 2

    Carino, non lo nego. Ma l'impressione è che Brizzi ci avesse preso davvero troppo gusto. 600 e rotte pagine, il che di per sè non sarebbe un problema. Se non per il fatto che a pagina 400 circa ne avevo già abbastanza. In ogni caso, non mi è dispiaciuto, soprattutto per la caratterizzazione dei p ...continua

    Carino, non lo nego. Ma l'impressione è che Brizzi ci avesse preso davvero troppo gusto. 600 e rotte pagine, il che di per sè non sarebbe un problema. Se non per il fatto che a pagina 400 circa ne avevo già abbastanza. In ogni caso, non mi è dispiaciuto, soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, il padre in particolare (che poi ricollego ad alcuni passaggi ne "l'inattesa piega degli eventi"). Per me, però, rimane un errore grossolano: se la storia è raccontata in prima persona da Lorenzo, non si spiegano tutte le scene tra Mussolini, Churchill e Roosevelt. Che, peraltro, forse erano le più evitabili di tutto il libro.

    ha scritto il 

  • 3

    In 12 puntate, con Favino nel ruolo dell'avvocato.

    Da qualche anno vivo in un condominio di periferia. Non ho mai avuto un buon rapporto con i miei vicini. Li trovo profondamente ignoranti, volgari e molto molto maleducati. Qualche volta, parlando con mia moglie abbiamo provato ad immedesimarci. A pensare come loro, comportarci come loro. Niente, ...continua

    Da qualche anno vivo in un condominio di periferia. Non ho mai avuto un buon rapporto con i miei vicini. Li trovo profondamente ignoranti, volgari e molto molto maleducati. Qualche volta, parlando con mia moglie abbiamo provato ad immedesimarci. A pensare come loro, comportarci come loro. Niente, non ne siamo capaci, siamo persone diverse, lo sliding doors della vita per noi ha avuto un altro corso. Enrico Brizzi accompagna le mie letture da anni, siamo quasi coetanei e i suoi libri mi sono (quasi) sempre piaciuti. Qui, proprio come me e mia moglie, prova ad immaginare un mondo diverso, in cui il Duce degli italiani combatte una guerra diversa. L'idea è bellissima, Brizzi la riempie di riferimenti, di riflessioni e di inviti a ragionare. In questo è bravo come è bravissimo a raccontare la storia dal punto di vista dei bambini, degli adolescenti. Ma questo libro, proprio come io non riesco a vivere la vita dei miei pessimi vicini, con me non riesce nell'intento. E' prolisso, noioso. Non decolla mai. Però verso la fine succede qualcosa. Succede come quando da bambino finisce un cartone animato e l'ultima puntata è triste, tristissima. Ecco, questo libro è un po' come un cartone animato o, del 2012, una serie tv. Una dozzina di puntate e alla fine ti abitui. Vorresti non finisse. Soprattutto perchè Pierfrancesco Favino nel ruolo dell'avvocato Pellegrini sarebbe perfetto. 2 stelle abbondanti questa volta, o 3 scarse.

    ha scritto il 

  • 3

    dopotutto la mezza stellina mi servirebbe...

    ... questa volta l'avrei data. E' un bel libro, questo, ma con tanti alti e bassi, personaggi bellissimi, atmosfere dipinte ad arte ma anche con lunghe parti purtroppo noiose. In ogni caso il buon Enrico sa scrivere, non ci piove e la parte finale del romanzo vale da sola il prezzo del biglietto ...continua

    ... questa volta l'avrei data. E' un bel libro, questo, ma con tanti alti e bassi, personaggi bellissimi, atmosfere dipinte ad arte ma anche con lunghe parti purtroppo noiose. In ogni caso il buon Enrico sa scrivere, non ci piove e la parte finale del romanzo vale da sola il prezzo del biglietto (vabbè, non è un film, lo so). Ho detto D.

    ha scritto il 

  • 2

    A mio avviso molto meno riuscito de "l'inattesa piega degli eventi", di cui questo romanzo è, in un certo senso, il prologo. L'ho letto a fatica, troppo lungo e a tratti inutile. Ma è un'opinione personale, naturalmente...

    ha scritto il 

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