La nostra guerra

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

3.7
(358)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 640 | Formato: Paperback

Isbn-10: 886073701X | Isbn-13: 9788860737014 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 3

    Ho letto recensioni che accusano l'autore di essere fascista. Io credo che sia un'analisi poco oggettiva del romanzo. L'ho letto e l'ho apprezzato in quanto romanzo "di fantasia". Vero che lo sfondo è ...continua

    Ho letto recensioni che accusano l'autore di essere fascista. Io credo che sia un'analisi poco oggettiva del romanzo. L'ho letto e l'ho apprezzato in quanto romanzo "di fantasia". Vero che lo sfondo è la storia, seppur modificata, dell'Europa nel secondo conflitto mondiale, ma non ho trovato una difesa o apologia del fascismo o dei suoi più noti esponenti.
    Il romanzo mi è sembrato un esperimento (riuscito) di analisi della società italiana attuale trasportata in un contesto storico preciso e precedente.
    I personaggi, quasi caricaturali (Pellegrini, il Ras,...) sono gli stessi che ancora occupano, con nomi e incarichi diversi, la cronaca del XXI secolo. Sembra che tra le pagine Brizzi abbia voluto raccontare l'Italia che lui ha vissuto e vive tuttora, con personaggi pronti a salire sul carro dei vincitori, pronti a rinnegare le idee, a sacrificare i rapporti personali soltanto per una migliore posizione sociale.
    Spero che gli altri romanzi della "trilogia" siano piacevoli almeno quanto La nostra guerra!

    ha scritto il 

  • 4

    'non prendertela, ognuno è al mondo per un motivo preciso e i genitori sono qui per non capire i figli.'

    è il prequel de 'l'inattesa piega degli eventi' e dunque il primo capitolo della trilogia fanta ...continua

    'non prendertela, ognuno è al mondo per un motivo preciso e i genitori sono qui per non capire i figli.'

    è il prequel de 'l'inattesa piega degli eventi' e dunque il primo capitolo della trilogia fantastorica di brizzi nel quale l'italia ha vinto la seconda guerra mondiale al fianco degli alleati usa-urss-gb. la parte di cronaca di guerra, per quanto interessante, è un poco monotona e i dialoghi tra hitler e i gerarchi o tra stalin, mussolini, roosvelt e churchill più volutamente ridicoli che tarantiniani. ma è nel romanzo di formazione, nel passaggio dalla preadolescenza all'adolescenza di lorenzo pellegrini, che brizzi giganteggia in quello che conosce meglio: la schiera di primi amori, amicizie tradite e ritrovate, ideali nascenti, rapporti coi genitori immersi oltretutto nella solita italietta che 'vuole cambiare ma quando la giostra inizia ad andare veloce, ha paura e vuole scendere'. un giovane holden nostrano che da timoroso di fronte al padre-padrone munito di cinghia si trasforma pagina dopo pagina in un giovane uomo capace di sputare in faccia la sua verità al genitore quasi fosse il chinaski di 'panino al prosciutto'.

    ha scritto il 

  • 3

    La nostra guerra è un romanzo di Enrico Brizzi, prequel de “L’inattesa piega degli eventi” pubblicato da Baldini Castoldi Dalai nel 2009.

    Siamo nel 1942 e l’Italia si è dichiarata neutrale all’avanzat ...continua

    La nostra guerra è un romanzo di Enrico Brizzi, prequel de “L’inattesa piega degli eventi” pubblicato da Baldini Castoldi Dalai nel 2009.

    Siamo nel 1942 e l’Italia si è dichiarata neutrale all’avanzata nazista in Europa. La Francia ha un governo fantoccio dove nell’ombra troviamo ancora il burattinaio Hitler. Solo Russia, Stati Uniti e Gran Bretagna cercano di combattere il nazismo.
    L’Italia continua le guerre coloniali in Africa senza preoccuparsi della politica europea, forte dell’amicizia con il dittatore tedesco.
    Poi le cose cambiano. Hitler cerca di forzare la mano a Mussolini per obbligarlo ad allearsi con loro, ma l’Italia si sforza di non farsi coinvolgere. Finché la Germania non invade l’Italia.

    Lorenzo Pellegrini è un ragazzo balilla di Bologna, benestante, figlio di un avvocato legato al partito fascista (“una camicia nera premarcia”). Si troverà a scappare dall’avanzata tedesca nella Pianura Padana, sfollando sugli appennini alle sorgenti del Tevere.
    Poi crescerà diventando il giornalista sportivo de “L’inattesa piega degli eventi“.

    Il romanzo è scritto molto bene, anche se decisamente troppo lungo (614 pagine). E’ scorrevole, avvincente. Nessuna critica su questo.

    Ma se ne “L’inattesa piega degli eventi” spesso si sparlava del fascismo come un partito in declino e ormai privo di spinta, spesso preso in giro e scherzato dagli intellettuali di cui Pellegrini fa parte, l’apologia del fascismo presente in questo romanzo mi ha lasciato allibito. Nessuna ironia, nessuna possibilità di fraintendimento. L’Italia vince perché fascista. L’Italia meglio per Mussolini. Assolutamente non condivisibile. Era una cazzo di dittatura, non basta non allearsi con Hitler per diventare la salvezza e l’orgoglio del popolo italiano. E raccontare di come i fascisti si battevano clandestinamente e sulle montagne contro l’occupazione tedesca… No, proprio non si può leggere.

    Decisamente rimandato.

    ha scritto il 

  • 4

    Prequel de "l'inattesa piega degli eventi" ben scritta, ovviamente, con un'ottima idea di fondo: come sarebbe andata se?
    Peccato che sia molto affascinante la parte relativa alla vita del giovane Pell ...continua

    Prequel de "l'inattesa piega degli eventi" ben scritta, ovviamente, con un'ottima idea di fondo: come sarebbe andata se?
    Peccato che sia molto affascinante la parte relativa alla vita del giovane Pellegrini, ma mortalmente noiosa quella che riguarda lo scenario di questa ipotetica seconda guerra mondiale. Non nego di aver saltato a piè pari alcuni di questi passaggi..

    ha scritto il 

  • 4

    brizzi cerca da dare un prequel a quel gioiello che era stato "l'inattesa piega degli eventi", ma in realtà scrive qualcosa di diverso: c'è il romanzo di formazione, con il giovane lorenzo pellegrini ...continua

    brizzi cerca da dare un prequel a quel gioiello che era stato "l'inattesa piega degli eventi", ma in realtà scrive qualcosa di diverso: c'è il romanzo di formazione, con il giovane lorenzo pellegrini che è costretto dagli eventi e dalla famiglia a crescere più di quanto l'età potrebbe sopportare, c'è un buon tentativo di creare una storia parallela decisamente verosimile (con il gioco di inserire personaggi in futuro famosi in parti diverse), e c'è la descrizione dell'eterna italietta con la sua corruzione, la sua doppia morale, il suo campanilismo (ben descritto dalla tragica faida tra i ragazzini dei due paesini) che resiste a qualsiasi situazione.
    qualcosa tra le pagine si perde un po', eppure c'è lo stesso da applaudire: se alla r.a.i. avessero coraggio ne potrebbe uscire una fiction meravigliosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Brizzi era quello che secondo alcuni aveva presentato a Transeuropa un abbozzo di romanzo pieno di errori, salvato dall´editing. l´invidia é una brutta bestia.

    Jack Frusciante era un ottimo romanzo ad ...continua

    Brizzi era quello che secondo alcuni aveva presentato a Transeuropa un abbozzo di romanzo pieno di errori, salvato dall´editing. l´invidia é una brutta bestia.

    Jack Frusciante era un ottimo romanzo adolescenziale ma nel frattempo Brizzi é diventato scrittore vero (se ci fossero stati dubbi)

    lo avevo perso di vista ma come resistere all´"amo" dell´Inaspettata piega degli eventi e del tema calcistico.

    questo é il prequel e Brizzi riesce a creare un mondo e farcelo vivere, si vede che si é documentato e ha studiato ma questo non va a discapito della spontaneitá e insomma del puro piacere della lettura.

    ci sono due dorsali: Brizzi ci parla della storia recente d´Italia attraverso l´ucronia, la storia immaginata del fascismo vincene e ci confonde facendoci parteggiare per Mussolini.

    ma anche: Brizzi é grande scrittore di adolescenza e amicizie e primi amori e tutto questo si sostanzia in una serie di personaggi davvero azzeccati.

    insomma tanta carne al fuoco, e carne buona, qualche bruciacchiatura solo a causa di un po´di pagine di troppo, come giá era successo nel precedente.

    ma insomma lo perdoniamo, questo ottimo, non piú giovin scrittore italiano...

    ha scritto il 

  • 2

    Carino, non lo nego. Ma l'impressione è che Brizzi ci avesse preso davvero troppo gusto. 600 e rotte pagine, il che di per sè non sarebbe un problema. Se non per il fatto che a pagina 400 circa ne ave ...continua

    Carino, non lo nego. Ma l'impressione è che Brizzi ci avesse preso davvero troppo gusto. 600 e rotte pagine, il che di per sè non sarebbe un problema. Se non per il fatto che a pagina 400 circa ne avevo già abbastanza. In ogni caso, non mi è dispiaciuto, soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, il padre in particolare (che poi ricollego ad alcuni passaggi ne "l'inattesa piega degli eventi").
    Per me, però, rimane un errore grossolano: se la storia è raccontata in prima persona da Lorenzo, non si spiegano tutte le scene tra Mussolini, Churchill e Roosevelt. Che, peraltro, forse erano le più evitabili di tutto il libro.

    ha scritto il 

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