La notte

Di

Editore: Giuntina (Schulim Vogelmann, 1)

4.3
(1676)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 888594311X | Isbn-13: 9788885943117 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Daniel Vogelmann ; Contributi: François Mauriac

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto? (dalla Prefazione di F. Mauriac)
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  • 5

    Dov'è dunque Dio? Eccolo lì, appeso a quella forca.

    Dio è il grande colpevole della storia ( o meglio, della Storia) raccontata da Elie Wiesel. È Dio il vero, il solo accusato, mentre l'Autore rivendica per sé il ruolo di accusatore con orgoglio e con ...continua

    Dio è il grande colpevole della storia ( o meglio, della Storia) raccontata da Elie Wiesel. È Dio il vero, il solo accusato, mentre l'Autore rivendica per sé il ruolo di accusatore con orgoglio e con dolore; e, contro un Dio assente e distratto, punta il suo dito di eletto e di fanciullo violato, sopravvissuto ai lager e ormai adulto.
    "Mai dimenticherò quella notte. [...]
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformati in volute di fumo, sotto un cielo muto.
    Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede.
    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l"eternità il desiderio di vivere.
    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, i miei sogni, che presero il volto del deserto."

    Come commentare parole di così grande disperazione? Onorandole, in silenzio.

    ha scritto il 

  • 4

    Eliezer, ragazzo ebreo di Sighet in Transilvania, dal ghetto viene deportato con la sua famiglia a Auschwitz, dove è testimone dell'abominio, vede neonati buttati nei forni crematori, e questo gli fa ...continua

    Eliezer, ragazzo ebreo di Sighet in Transilvania, dal ghetto viene deportato con la sua famiglia a Auschwitz, dove è testimone dell'abominio, vede neonati buttati nei forni crematori, e questo gli fa perdere la fede in Dio. La dura vita nel campo, il lavoro disumano, la lotta per un pezzo di pane distruggono tra i deportati la solidarietà e anche gli affetti più cari. Infine il trasferimento a Buchenwald sotto l'incalzare dell'armata russa e la liberazione, ma quando il protagonista si guarda allo specchio per la prima volta, dopo aver lasciato il ghetto, vede un cadavere il cui sguardo non lo lascerà più. Racconto lungo autobiografico commosso e teso, capace di esprimere l'esperienza del male estremo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni libro che tratti di quella grande tragedia che è stato l'olocausto vale la pena di esser letto.
    Wiesel narra, in questo libro, la sua dolorosa esperienza di deportato e il suo primo contatto con ...continua

    Ogni libro che tratti di quella grande tragedia che è stato l'olocausto vale la pena di esser letto.
    Wiesel narra, in questo libro, la sua dolorosa esperienza di deportato e il suo primo contatto con il male e anche di come esso abbia influenzato la sua crescita e il suo rapporto con la famiglia (con il padre, in particolar modo).
    Le pagine sono toccanti, tristi e delicate nello stesso tempo.
    Wiesel non indugia su particolari terribili e, nonostante il tema trattato, la sua scrittura è lieve e non esente da immagini poetiche e liriche.
    Questo è un romanzo sul male assoluto, sulla cattiveria umana, sulla disperazione che ti fa arrivare alla negazione di Dio o di qualsiasi altro tipo di giustizia divina.
    Ed è un romanzo che sul male porta a riflettere: ogni volta che giudichiamo qualcuno negativamente per il suo orientamento religioso, sessuale, politico, ecc. alimentiamo il male. Ogni volta che formuliamo un pensiero di odio ingiustificato ci mettiamo dalla parte del male.
    Ve lo consiglio caldamente, non solo per la valenza storica ma anche perché è uno di quei romanzi che fa riflettere e porta a guardare il mondo da un'altra prospettiva.

    ha scritto il 

  • 5

    E la notte arrivò, per sempre

    Difficile rifletterci, mettere insieme le immagini, i frammenti, le sensazioni e lo sgomento in poche parole. Tutto diventa sempre più cupo nel seguire il percorso di un ragazzino, quello che oggi sar ...continua

    Difficile rifletterci, mettere insieme le immagini, i frammenti, le sensazioni e lo sgomento in poche parole. Tutto diventa sempre più cupo nel seguire il percorso di un ragazzino, quello che oggi sarebbe poco più che un idiota, mentre passo dopo passo, tra sporco freddo sonno fame e dolore senza fine, perde la sicurezza e la pace, la dolcezza della madre e delle sorelle, la fede così importante, e poi la solidarietà della propria comunità e degli esseri umani accanto a se, e poi il padre e magari anche la devozione verso di lui, e infine forse anche quel rimorso. Resta il nulla, resta la notte che lo accompagnò da allora per sempre, sopravvivendo in mezzo ad una umanità distratta e sciocca. E che dovrebbe accompagnare anche noi per non dimenticare.

    "... non mi ero più visto dal ghetto. Dal fondo dello specchio un cadavere mi contemplava. Il suo sguardo nei miei occhi non mi lascia più."

    ha scritto il 

  • 4

    La notte della condizione umana

    Con "Se Questo è un Uomo" Primo Levi si è chiesto perchè il lager. La risposta era : annientare l'umanità dell'uomo e renderlo bestia, per quindi giustificare l'annientamento di una razza intera. La N ...continua

    Con "Se Questo è un Uomo" Primo Levi si è chiesto perchè il lager. La risposta era : annientare l'umanità dell'uomo e renderlo bestia, per quindi giustificare l'annientamento di una razza intera. La Notte di Wiesel non si pone domande : descrive la caduta dell'uomo (vittima e carnefice) nella notte più nera dell'umanità. Non c'è mai un sole nelle pagine di Wiesel ma tutto accade di notte, nella notte più fredda che si possa immaginare.

    ha scritto il 

  • 4

    Dio è morto?

    L‘Olocausto e le sue immense ferite. Fame, freddo, dolore, identità e rapporti umani lacerati, violati, profanati. Di un`altra ferita si parla meno: quella inferta dalla Shoah alla fede, alla spiritu ...continua

    L‘Olocausto e le sue immense ferite. Fame, freddo, dolore, identità e rapporti umani lacerati, violati, profanati. Di un`altra ferita si parla meno: quella inferta dalla Shoah alla fede, alla spiritualità, in questo caso dell‘autore poco più che bambino.
    Si pone il problema della Teodicea cioè il rapporto tra giustizia di Dio e male nel mondo:
    Dio muore con Auschwitz?
    L‘ateo risponderà: “poiché c‘è Auschwitz non posso sopportare il pensiero di Dio".
    Il credente dirà: " soltanto perché c‘è Dio posso sopportare il pensiero di Auschwitz."
    Ognuno potrà darsi la risposta che crede, ricordando che anche Cristo il venerdì sembrava essere stato abbandonato da Dio, ma la domenica è risorto. Dio, secondo una certa dottrina, resta segretamente vicino alla sofferenza degli uomini che solo mantenendo la fede potranno assistere alla Sua rivelazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Un’ennesima testimonianza sui campi nazisti.
    Quasi un altro diario di Anna Frank, scritto da un ragazzo di 15 anni. La particolarità di questo lungo racconto sta nel fatto che il protagonista si pro ...continua

    Un’ennesima testimonianza sui campi nazisti.
    Quasi un altro diario di Anna Frank, scritto da un ragazzo di 15 anni. La particolarità di questo lungo racconto sta nel fatto che il protagonista si professava appassionato studioso del Talmud, seguiva il suo Dio con amore e coscienza, ma l’orrore che deve sopportare lo priva della fede, prosciuga in lui ogni sentimento umano.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli ebrei, al pari dei musulmani, sono fermamente ancorati alla loro fede, non nutrono dubbi. Tali erano le convinzioni di Elie Wiesel quando viveva a Sighet, un paese romeno in Transilvania. A fare p ...continua

    Gli ebrei, al pari dei musulmani, sono fermamente ancorati alla loro fede, non nutrono dubbi. Tali erano le convinzioni di Elie Wiesel quando viveva a Sighet, un paese romeno in Transilvania. A fare prima vacillare e poi svanire una fede coltivata in anni di studio del Talmud non fu la leggenda di Dracula, ma l’orribile realtà dell’Olocausto. Il giovane Wiesel ha quattordici anni quando viene deportato ad Auschwitz insieme alla sua famiglia. Arrivano nel campo a notte fonda, in un’oscurità della ragione che annerisce l’intero libro. Nell’aria c’è un greve odore, da alti camini esce un denso fumo. Wiesel pensa che è solo un incubo, si pizzica il viso. Passano giorni, settimane, mesi: è sempre notte, un buio interiore che cancella le idee di misericordia e giustizia divina. Un giorno tutti gli internati vengono costretti ad assistere all’impiccagione di un bambino, e Wiesel decreta la morte di Dio: «Dietro di me udii un uomo domandare - dov’è dunque Dio? -, e io sentivo in me una voce che rispondeva - dov’è? Eccolo, è appeso lì, a quella forca». Amen.

    ha scritto il 

  • 5

    Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.

    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambi ...continua

    Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.

    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.

    Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.

    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.

    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.

    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.

    Insieme a Se questo é un uomo una delle più toccanti ma allo stesso tempo lucide testimonianze della Shoa. Una storia è un autore, Elie Wiesel, che dovrebbero essere letti a scuola.

    ha scritto il 

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