Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La notte

Di

Editore: Giuntina (Schulim Vogelmann, 1)

4.3
(1495)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 888594311X | Isbn-13: 9788885943117 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Daniel Vogelmann ; Contributi: François Mauriac

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

Ti piace La notte?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto? (dalla Prefazione di F. Mauriac)
Ordina per
  • 5

    Nel paese dove Elie ha trascorso la sua infanzia, c’era un uomo saggio, Moshé, che gli parlava del dialogo che l’uomo ha con Dio, e diceva che l’uomo si eleva a Dio per mezzo delle domande che gli pone. Lo accompagnava per il sentiero dell’ineffabile spiegandogli che ogni domanda ha una forza che ...continua

    Nel paese dove Elie ha trascorso la sua infanzia, c’era un uomo saggio, Moshé, che gli parlava del dialogo che l’uomo ha con Dio, e diceva che l’uomo si eleva a Dio per mezzo delle domande che gli pone. Lo accompagnava per il sentiero dell’ineffabile spiegandogli che ogni domanda ha una forza che la risposta non ha già più. In quelle magiche serate Moshé trasportava il giovane Elie con sé in quel tempo in cui domanda e risposta diventano Uno.
    Ma un giorno Moshé viene catturato dai tedeschi. Riesce a fuggire e torna. Non parla più di Dio, ma solo di ciò che aveva visto: cose atroci. La gente non solo si rifiutava di credere alle sue storie, ma anche di ascoltarle: non era l’ebreo né il tedesco che regnava fra di loro, ma l’illusione. Nessuno fuggì e quando i tedeschi arrivarono a prenderli andarono verso l’inferno inconsapevoli.
    Nel campo di concentramento Wiesel vivrà le stesse orribili esperienze che molti altri sopravvissuti ci hanno raccontato. Di fronte a quell’orrore, lui, il mistico di una volta, si ribella al suo Dio, diventa l’accusatore, e l’accusato, Dio. Come ha potuto Dio permettere che questo accadesse? Questa è la domanda che Elie pone a Dio quando si trova di fronte al male. I suoi occhi si aprono e vede che è solo al mondo, terribilmente solo, senza Dio, senza uomini. “Non ero nient’altro che cenere, ma mi sentivo più forte di quell’Onnipotente al quale avevo legato la mia vita così a lungo.”
    Il ragazzino diventa uomo, sopravvive e racconta la sua storia orribile, con uno stile semplice e scorrevole, e un linguaggio percorso da una vena poetica, quasi a ricordare che rimane sempre in lui un filo sottile di speranza, un dialogo continuo con Dio, di cui la ribellione stessa è una parte fondamentale. La sua fede profonda diventa l’arma che lo aiuterà a credere che sia possibile vincere il male, attraverso la memoria e la comprensione di quello che è successo, senza cadere nell’illusione che una cosa simile non sarebbe mai possibile.

    ha scritto il 

  • 5

    L’autobiografia del dolore

    Si tratta di una breve autobiografia sulla deportazione, il dolore, la morte e la dura vita nei Lager.

    Elie Wiesel attraverso le sue parole dure e crude ci descrive come ha vissuto la sua deportazione.
    Lui abitava in Transilvania con la sua famiglia e molti altri ebrei ed un brutto g ...continua

    Si tratta di una breve autobiografia sulla deportazione, il dolore, la morte e la dura vita nei Lager.

    Elie Wiesel attraverso le sue parole dure e crude ci descrive come ha vissuto la sua deportazione.
    Lui abitava in Transilvania con la sua famiglia e molti altri ebrei ed un brutto giorno dovettero partire per una meta sconosciuta.
    Il luogo ignoto non era altro che il campo di concentramento di Birkenau.
    Appena prima di entrare in questo campo di sterminio vennero privati dei loro averi e molti altri furono mandati a morire.
    Il protagonista e suo padre dovranno affrontare la selezione e dichiareranno un’età diversa per non essere mandati a morire anche loro.
    Né patiranno di tutti i colori, verranno persino fatti marciare nudi nella gelida notte fino al trasferimento nel campo di Auschwitz.

    Lo stile è semplice e molto scorrevole.
    Non vengono mai utilizzati termini complessi, ma molto spesso vengono usate parole in tedesco o ebraico che si trovano spesso nei libri di questo genere.

    Si tratta di un’”avventura” tremenda che ha dovuto subire sia l’autore che altre centinaia di migliaia di ebrei.
    Un libro forte per non dimenticare e per non sbagliare un’altra volta.

    Molto consigliato!

    “[…]un sudore freddo mi copriva la fronte, ma gli dissi che non credevo che si bruciassero degli uomini nella nostra epoca, che l’umanità non l’avrebbe più tollerato…
    - L’umanità? L’umanità non si interessa a noi. Oggi tutto è permesso, tutto è possibile, anche i forni crematori…“

    ha scritto il 

  • 0

    Crudo e terribile

    Forse il più straziante libro sull'esperienza vissuta in un campo di concentramento. Un quindicenne vive e racconta la sua esperienza ad Auschwitz. Il risultato è terribile. Lo ritengo ancora più diretto e crudo di "Se questo è un uomo" di Primo Levi; e, forse per questo, più efficace.


    "Ma ...continua

    Forse il più straziante libro sull'esperienza vissuta in un campo di concentramento. Un quindicenne vive e racconta la sua esperienza ad Auschwitz. Il risultato è terribile. Lo ritengo ancora più diretto e crudo di "Se questo è un uomo" di Primo Levi; e, forse per questo, più efficace.

    "Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
    Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.
    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai."

    Non assegno stelle, perché non credo che questo genere di lettura possa essere classificato o valutato.

    ha scritto il 

  • 4

    重新閱讀,其實還是匆匆翻過的,我還是沒有辦法讀這本書。

    邊讀邊想著,Wiesel是怎麼寫下這本書的?他當初的心境呢?然後想到,即便過了這麼多年了,Wiesel仍然能把諸般細節描寫下來,我就不禁哭了,哭了很久很久。

    我帶著眼淚讀完這本書,而我不會想再讀一遍。

    ha scritto il 

  • 5

    la lettura è breve ma molto intensa. La storia quella dell'ormai tristemente famoso olocausto anche se, più che i fatti o la storia, questo libro vuole trasmettere le sensazioni. Vuole imprimerci ciò che provò un "comune" ebreo durante la seconda guerra mondiale, dal suo trasferimento al ghetto, ...continua

    la lettura è breve ma molto intensa. La storia quella dell'ormai tristemente famoso olocausto anche se, più che i fatti o la storia, questo libro vuole trasmettere le sensazioni. Vuole imprimerci ciò che provò un "comune" ebreo durante la seconda guerra mondiale, dal suo trasferimento al ghetto, fino alla liberazione dal campo di concentramento. Vuole imprimerci la trasformazione che, una tale esperienza può provocare in un essere umano. L'intento è riuscito a mio parere molto bene ed è la dimostraizone che, non servono intere enciclopedie per trasmettere certe cose. Elie Wiesel ci riesce in poche pagine, con una maestria che pochi possiedono. Anche se, come me, avete letto molti libri sull'argomento, consiglio comunque anche questa lettura. Il libro si legge in poco più di un pomeriggio, ma ciò che lascia dentro si spera duri tutta la vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Notte metafora di morte

    Anche chi è avvezzo alla consuetudine di leggere e ascoltare le angoscianti narrazioni degli orrori dell'olocausto, troverà speciale questo straordinario libro, e assisterà con sgomento all'uccisione di Dio nell'anima violentata e calpestata di un ragazzino di 15 anni. Un libro da conservare gelo ...continua

    Anche chi è avvezzo alla consuetudine di leggere e ascoltare le angoscianti narrazioni degli orrori dell'olocausto, troverà speciale questo straordinario libro, e assisterà con sgomento all'uccisione di Dio nell'anima violentata e calpestata di un ragazzino di 15 anni. Un libro da conservare gelosamente, leggere e rileggere, far leggere ai propri figli. Conservare la memoria per ricordarsi di pensare, perché il dolore non sia vano.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra i libri del genere è sicuramente un buon documento, ma rispetto ad altri l'ho trovato meno approfondito, meno dettagliato e descrittivo.
    E' più un lungo racconto che un libro, scritto più "di pancia" che con la testa.

    ha scritto il 

  • 5

    La perdita della fede, non solo in Dio, ma nel genere umano intero.

    "Mai mi dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. ...continua

    "Mai mi dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
    Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia fede.
    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.
    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso.
    Mai."

    ha scritto il 

Ordina per