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La notte

By Elie Wiesel

(1492)

| Paperback | 9788885943117

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Book Description

Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia Continue

Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto? (dalla Prefazione di F. Mauriac)

241 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    bellissimo!! straordinario!!! Assolutamente da leggere per gli appassionati di storie vere sull'olocausto

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    Simona said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    libro fondamentale. indimenticabile. struggente.

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    pingu said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come molti altri libri sulla tragedia del nazismo, anche “La notte” ti lascia interdetto. Ti chiedi come sia stato possibile. Ti chiedi perché. Ti chiedi in che modo i mostri che hanno compiuto orrori che non vanno dimenticati siano riusciti ad agire ...(continue)

    Come molti altri libri sulla tragedia del nazismo, anche “La notte” ti lascia interdetto. Ti chiedi come sia stato possibile. Ti chiedi perché. Ti chiedi in che modo i mostri che hanno compiuto orrori che non vanno dimenticati siano riusciti ad agire indisturbati. Anche Elie Wiesel se lo chiede. Si parla dell’incredulità degli ebrei rispetto alle “voci” sui campi di concentramento. Si parla dell’incapacità di reagire, inebetiti da quel “non può essere vero” che ha permesso l’orrore, e si parla della forza di provarci, a costo della propria vita. “La notte” è uno di quei libri che ti lasciano interdetto e che non si dimenticano; ed è bene che sia così: certe cose si devono sapere. E si devono ricordare, perché non si corra il rischio di vederle accadere di nuovo e perché non si perda occasione di vergognarsene.

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    Chiara said on May 31, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful


    Sono molto interessato alla cultura ebraica, ma allo stesso tempo la religiosità e la fede ad oltranza degli ebrei, mi disturbano. Non riesco a sopportare che un popolo (ma anche un singolo individuo) si affidi ciecamente a un'entità astratta e invi ...(continue)


    Sono molto interessato alla cultura ebraica, ma allo stesso tempo la religiosità e la fede ad oltranza degli ebrei, mi disturbano. Non riesco a sopportare che un popolo (ma anche un singolo individuo) si affidi ciecamente a un'entità astratta e invisibile. Per questo motivo questo libro di Wiesel mi ha sorpreso. Wiesel nelle sue vicissitudine ad Auschwitz, Buchenwald e Buna, arriva a rifiutare l'idea di un dio che ci ama e ci protegge. Come avrebbe potuto essere diversamente, sarebbe un dio indifferente e crudele. Wiesel arriva addirittura a indicare in un ragazzino impiccato l'essenza di dio. Ma a parte questa personale considerazione, alla quale, di proposito, accenno solamente, l'opera di Wiesel è un'altra terribile testimonianza del livello di crudeltà e bestialità cui l'uomo può giungere. E ciò che mi deprime ancora di più, è la consapevolezza che la razza umana non è affatto al riparo da simili nefandezze. Io credo fermamente che potrebbe accadere di nuovo.

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    The Grand Wazoo said on May 4, 2014 | Add your feedback

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    Un libro bellissimo e struggente! Pagine che straziano, non solo per la descrizione dell'orrore assoluto dei campi, ma soprattutto per l'analisi spietatamente onesta dell'abbrutimento a cui questa esperienza ha condotto i deportati. Rispetto ad altre ...(continue)

    Un libro bellissimo e struggente! Pagine che straziano, non solo per la descrizione dell'orrore assoluto dei campi, ma soprattutto per l'analisi spietatamente onesta dell'abbrutimento a cui questa esperienza ha condotto i deportati. Rispetto ad altre opere sull'olocausto, il tormento interiore del protagonista, la sua perdita della Fede, ci fanno sprofondare in un abisso indicibile... sarà difficile ritrovare la pace con il genere umano.

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    Panirobbi said on Mar 12, 2014 | Add your feedback

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