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La notte

By Elie Wiesel

(1497)

| Paperback | 9788885943117

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Book Description

Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia Continue

Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto? (dalla Prefazione di F. Mauriac)

242 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Tra i libri del genere è sicuramente un buon documento, ma rispetto ad altri l'ho trovato meno approfondito, meno dettagliato e descrittivo.
    E' più un lungo racconto che un libro, scritto più "di pancia" che con la testa.

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    Lis said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La perdita della fede, non solo in Dio, ma nel genere umano intero.

    "Mai mi dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in ...(continue)

    "Mai mi dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
    Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia fede.
    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere.
    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso.
    Mai."

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    Clara Mazzi said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    bellissimo!! straordinario!!! Assolutamente da leggere per gli appassionati di storie vere sull'olocausto

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    Simona said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    libro fondamentale. indimenticabile. struggente.

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    pingu said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come molti altri libri sulla tragedia del nazismo, anche “La notte” ti lascia interdetto. Ti chiedi come sia stato possibile. Ti chiedi perché. Ti chiedi in che modo i mostri che hanno compiuto orrori che non vanno dimenticati siano riusciti ad agire ...(continue)

    Come molti altri libri sulla tragedia del nazismo, anche “La notte” ti lascia interdetto. Ti chiedi come sia stato possibile. Ti chiedi perché. Ti chiedi in che modo i mostri che hanno compiuto orrori che non vanno dimenticati siano riusciti ad agire indisturbati. Anche Elie Wiesel se lo chiede. Si parla dell’incredulità degli ebrei rispetto alle “voci” sui campi di concentramento. Si parla dell’incapacità di reagire, inebetiti da quel “non può essere vero” che ha permesso l’orrore, e si parla della forza di provarci, a costo della propria vita. “La notte” è uno di quei libri che ti lasciano interdetto e che non si dimenticano; ed è bene che sia così: certe cose si devono sapere. E si devono ricordare, perché non si corra il rischio di vederle accadere di nuovo e perché non si perda occasione di vergognarsene.

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    Chiara said on May 31, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful


    Sono molto interessato alla cultura ebraica, ma allo stesso tempo la religiosità e la fede ad oltranza degli ebrei, mi disturbano. Non riesco a sopportare che un popolo (ma anche un singolo individuo) si affidi ciecamente a un'entità astratta e invi ...(continue)


    Sono molto interessato alla cultura ebraica, ma allo stesso tempo la religiosità e la fede ad oltranza degli ebrei, mi disturbano. Non riesco a sopportare che un popolo (ma anche un singolo individuo) si affidi ciecamente a un'entità astratta e invisibile. Per questo motivo questo libro di Wiesel mi ha sorpreso. Wiesel nelle sue vicissitudine ad Auschwitz, Buchenwald e Buna, arriva a rifiutare l'idea di un dio che ci ama e ci protegge. Come avrebbe potuto essere diversamente, sarebbe un dio indifferente e crudele. Wiesel arriva addirittura a indicare in un ragazzino impiccato l'essenza di dio. Ma a parte questa personale considerazione, alla quale, di proposito, accenno solamente, l'opera di Wiesel è un'altra terribile testimonianza del livello di crudeltà e bestialità cui l'uomo può giungere. E ciò che mi deprime ancora di più, è la consapevolezza che la razza umana non è affatto al riparo da simili nefandezze. Io credo fermamente che potrebbe accadere di nuovo.

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    The Grand Wazoo said on May 4, 2014 | Add your feedback

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