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La notte che bruciammo Chrome

Urania 1110

Di

Editore: Mondadori

4.0
(975)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Giapponese , Olandese , Ceco , Ungherese

Isbn-10: A000019220 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Delio Zinoni ; Prefazione: Bruce Sterling

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Dieci racconti di un inconsueto, sconvolgente autore, che ha modificato tutti i parametri della moderna fantascienza. Con William Gibson nasce infatti il nuovo, appassionante filone del cyberpunk, un mondo abitato dai cowboys del computer e da mercenari biologicamente amplificati, un mondo ad alta tecnologia che, lanciato ormai verso nuovi orizzonti, supera i vecchi parametri della sf tradizionale per approdare su nuovi lidi. Una rinnovata sensibilità ai problemi creati dall'avvento delle intelligenze artificiali, illuminata da sprazzi di luce violenta, che ha fatto parlare di una nuova ondata di romanticismo venato di poesia ad altissimo voltaggio. CONTENUTI Prefazione (di BRUCE STERLING) JOHNNY MNEMONICO LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME IL CONTINUUM DI GERNSBACK FRAMMENTI DI UNA ROSA OLOGRAFICA HINTERLAND NEW ROSE HOTEL IL MERCATO D'INVERNO LA RAZZA GIUSTA STELLA ROSSA, ORBITA D'INVERNO DUELLO DOSSIER: Una nuova sigla s'affaccia sul mondo della fantascienza (di ROBERTO GENOVESI) DOSSIER: A COLLOQUIO CON L'AUTORE (di MARCO GIOVANNINI) DOSSIER: WILLIAM GIBSON ovvero DEL MONDO REALE (di MARCO PENSANTE) DOSSIER: WILLIAM GIBSON, CREATORE DI MONDI (di DELIO ZINONI) DOSSIER: CYBERPUNK: ESISTE ANCORA? (di MARZIO TOSELLO) LAFAYETTE ADDIO (di RAY BRADBURY)
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  • 2

    Il "particolare" confonde...

    Serie di racconti breve ambientate in un futuro quasi cyberpunk. Tecnicismi ostentati e descrizioni dettagliate ad alto contenuto di terminologie fantascientifiche servono a dare la dimensione della ...continua

    Serie di racconti breve ambientate in un futuro quasi cyberpunk. Tecnicismi ostentati e descrizioni dettagliate ad alto contenuto di terminologie fantascientifiche servono a dare la dimensione della realtà in cui tutto si ambienta. Tuttavia l'effetto è quello di non capire spesso neanche la trama e gli intrecci son difficili da metabolizzare. A parte un paio di racconti ("Johnny Mnemonic" e "La razza giusta") c'è poca sostanza a parer mio... Personalmente credo di non aver "capito" l'autore...

    ha scritto il 

  • 5

    William Gibson

    Col suo cyberpunk lirico e visionario, William Gibson proietta il lettore in un universo noir e disperato dove l’economia e la tecnologia si sono fuse in un solo gigantesco leviatano capace di ...continua

    Col suo cyberpunk lirico e visionario, William Gibson proietta il lettore in un universo noir e disperato dove l’economia e la tecnologia si sono fuse in un solo gigantesco leviatano capace di infilarsi sotto pelle alla natura umana. Distopia del capitalismo, la raccolta descrive un mondo dominato da una globalizzazione tecnocratica e biomedicale, abitata da fantasmi semiotici e pirati informatici. I protagonisti soli e senza speranza vivono isolati in città-ghetto clandestine, bassifondi di megalopoli tentacolari. Sono bari cinici e variopinti che affollano la metafora di un mondo post-industriale sovrappopolato e angosciante: il corpo incontra la macchina, il sistema nervoso dell’uomo entra in rete, la droga catalizza tutte le esperienze. E al cuore di questi racconti troviamo sempre la stessa preoccupazione ecologista affiancata alla disillusione nei confronti del nostro sistema economico-sociale. Si rileva un certo calo di tensione nei brani scritti a 4 mani (con Bruce Sterling, John Shirley e Michael Swanwick), mentre gli altri raggiungono vertiginose vette fantascientifiche. I film Johnny Mnemonic e New Rose Hotel sono tratti da questa raccolta.

    ha scritto il 

  • 2

    La notte che bruciammo Chrome

    <La notte che bruciammo Chrome> di William Gibson (1986)

    Quando iniziai a leggere per la prima volta questa raccolta di racconti francamente non sapevo cosa aspettarmi, data l’ambiguità narrativa ...continua

    <La notte che bruciammo Chrome> di William Gibson (1986)

    Quando iniziai a leggere per la prima volta questa raccolta di racconti francamente non sapevo cosa aspettarmi, data l’ambiguità narrativa dell’autore. Lasciando stare i primi due racconti (<Johnny Mnemonico> e <La notte che bruciammo Chrome>), due opere degne di nota, il resto della raccolta è stata un po’ una mezza delusione. Tenente conto che io raramente mi dimentico dei libri che leggo o dei film che guardo, tuttavia, a parte i due racconti che ho già citato, più altri due (<Stella rossa, Orbita d’inverno> e <Duello>), se mi dovessero chiedere di raccontare la trama delle rimanenti storie, non saprei nemmeno da dove cominciare. Evidentemente, nonostante io sia un fan del genere cyberpunk, non mi sono lasciato prendere dalle vicende narrate. Però, se dovessi rispondere alla domanda “Quale racconto ti è piaciuto di più?”, direi sicuramente l’ultimo, <Duello>. <Duello> è forse l’unico di tutti i racconti che mi ha veramente preso. Anche il suo stile, uno stile anfetaminico che fa innervosire il lettore fin dalle prime battute, privo di descrizioni dettagliate (come se una telecamera inquadri gli oggetti per pochi istanti in tutta la loro interezza, per poi passare al fotogramma successivo) e con discorsi diretti ridotti al minimo (quasi a rispecchiare la velocità dell’Informazione, la sua impossibilità di perdere tempo). Uno stile che calza a pennello con gli argomenti trattati: battaglie aeree virtuali inserite in un contesto in cui sono le scommesse clandestine e la droga a regnare. Non c’è spazio per l’amore in questo racconto: ognuno è un cane sciolto che pensa solo ed esclusivamente alla propria sopravvivenza, alla propria carriera, alla propria reputazione, utilizzando qualsiasi mezzo disponibile (droghe, corruzione, tradimento, etc…) per rendere possibile la propria autoaffermazione. I personaggi sono monadi accomunati da una condizione esistenziale che si ritrova spesso in molti racconti e romanzi di Philip K. Dick: l’eterna solitudine dell’individuo.

    ha scritto il 

  • 5

    il Manifesto di un sistemista

    L'ho cercato insistentemente per 3 mesi, scovando l'ultima edizione italiana in un negozio online dell'usato, pagato 40 euro (il libro più caro che abbia mai comprato) ha ripagato le fatiche e i ...continua

    L'ho cercato insistentemente per 3 mesi, scovando l'ultima edizione italiana in un negozio online dell'usato, pagato 40 euro (il libro più caro che abbia mai comprato) ha ripagato le fatiche e i denari regalandomi una finestra sul mondo di cui mi sono innamorato e ha sempre saputo esistere dentro di me. Questi racconti immersi in kilobyte di circuiti freddi e caldi al tempo stesso come una scossa che emette luce agghiacciante, blu terso ma che se ti sfiora ti brucia in un secondo senza darti il tempo di renderti conto che sei un ologramma proiettato su vite diverse.

    ha scritto il 

  • 4

    Curioso, va a finire che i racconti che m'han preso di più sono i meno cyberpunk e sponsorizzati del lotto.

    "Hinterlands" clamoroso, uno dei migliori racconti di fantascienza che abbia mai letto e ...continua

    Curioso, va a finire che i racconti che m'han preso di più sono i meno cyberpunk e sponsorizzati del lotto.

    "Hinterlands" clamoroso, uno dei migliori racconti di fantascienza che abbia mai letto e senza alcun dubbio il più inquietante. E così "Red Star, Winter Orbit", scritto con Sterling: nessun outcast, nessuna ambientazione bladerunneriana/bassofondo/biotech, semplicemente i canoni della fantascienza da "era spaziale" ripresi con fedeltà e magistralmente ribaltati.

    I celebratissimi "Johnny Mnemonic" e "Burning Chrome" - di contro - risultano oggi un po' datati. Setting fenomenale, certo, ma ormai non stupisce più. Sorprende al limite la capacità predittiva (sono testi degli anni ottanta), ma non è abbastanza per far brillare trame e costruzioni narrative di per sé non eclatanti.

    Più riuscita, anche se forse meno ambiziosa, "The Winter Market", e senz'altro evocativa pur nella sua semplicità anche la quasi-steampunk "The Gernsback Continuum". In ogni caso, una raccolta meritevolissima.

    ha scritto il